sabato 20 novembre 2010

Solennità di Cristo Re dell’universo

Parrocchia San Nicola di Bari – Sellia


Nella nostra comunità si celebra la giornata delle coppie cristiane
Carissimi amici,
un altro anno pastorale termina e con la I domenica d’Avvento, domenica prossima, 28 novembre, ne incomincia uno nuovo. In questa ultima domenica dell’anno liturgico noi siamo invitati a meditare sulla regalità di Gesù. Qui, non si tratta di stabilire o no se Cristo è Re, perché lo sappiamo che lo è perché lui del mondo ne è il creatore. Il problema che ci dobbiamo porre è: che significa che Cristo è Re? E che valore ha questo essere Re dell’universo o, semplicemente, Re della mia vita. Ma davvero Gesù è Re?
Se ci facciamo un giro nel mondo, anzi nell’Universo, di cosa ci accorgiamo? Che colui che deve essere il re, cioè Gesù, spesso diventa il servitore del Re, il ciambellano di corte. Che cosa, infatti, è diventato per molti Gesù? Il servitore personale dell’uomo: l’uomo, l’attuale re, comanda e Gesù, l’attuale servitore obbedisce. Il servitore deve soddisfare i bisogni dell’uomo. Devo fare questo, ho bisogno di questo, mi devi dare questo e poi? E poi il servitore, Gesù, se ne torna nel suo angolino pronto a ritornare alla prossima chiamata del padrone.
Leggiamo insieme il vangelo di questa domenica:
Il popolo stava a vedere; i capi invece lo deridevano dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l’eletto». Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell’aceto e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». Sopra di lui c’era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei». Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». L’altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male». E disse: «Gesù, ricòrdati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».
Dall’alto della croce Gesù rimane Re e invita tutti noi a riconoscerlo tale. Non si è Re perchè si fanno cose grandiose, si è re perché si rimane nell’obbedienza a Dio anche nelle più grandi difficoltà e sofferenze.
Ognuno di noi in questa domenica provi a fare un elenco di quante cose nella sua vita sono diventate Re e Regine. Il Re è colui che va accolto e ascoltato. Oggi noi cosa accogliamo di più? Cosa ascoltiamo di più? A cosa obbediamo di più? Rispondendo a queste tre semplici domande riusciamo a comprendere quale sia il posto di Gesù nella nostra vita.

A tutti buona domenica nel Signore                                                              Don Francesco Cristofaro

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