Il
14 Giugno del 1864 alcuni briganti, comandati da Pietro Bianco, uccisero a
colpi di fucile sei animali vaccini di proprietà di Leopoldo Muraca in
contrada Ospedale, tenimento di Bianchi producendogli un danno valutato
per Lire 1275.
A questa operazione
brigantesca prese parte anche Generosa Cardamone. Due pastori, Rosario e
Carlo Sacco stavano pascolando dei bovi quando, secondo la testimonianza
poi resa da Carlo Sacco, si presentò “il famigerato capo banda Pietro
Bianco e la sua Comitiva che si componeva di otto o nove malfattori armati
di tutto quanto, e da me voleva sapere dov’erano gli animali vaccini di
Don Bernardo Muraca. Io, perché l’ignorava, gli risposi di non saperlo, al
chè il Bianco col calcio del fucile mi vibrò dei colpi, ed un altro
malfattore del Comune di Cicala che io non conosceva, ma ho saputo dei
medesimi malfattori, che si apparteneva a detto Comune, con un coltello
lungo mi vibrò con esso un colpo alla nuca del collo, senza ferirmi,
perché un altro brigante gli trattenne la mano, e questo poi seppi che era
una donna a nome Generosa Cardamone druda del Bianco che vestiva da uomo,
ed
era armata di fucile.

A Castagna
nacquero i suoi nonni: Angelo Cardamone e Nicoletta Sacco. Essi emigrarono
negli Stati Uniti d’America alla fine del XIX secolo. Ma Helen per quello
che ha scritto, per come l’ha scritto, è a tutti gli effetti una
castagnese doc. Nel 1991 su “Selezione dei Reader Digest” apparve un
suggestivo racconto intitolato: “Italiano lingua del cuore”. Era la
struggente testimonianza di come lei, docente universitaria, aveva
scoperto le proprie radici nel ricordo di una nonna che: “…era sempre
vestita di nero e parlava solo il dialetto del suo paesello Castagna che
aveva lasciato a 17 anni per andare in America… “ e che lei bambina
andava a spesso a trovare con sua madre a Utica, nello stato di New York.
Quando Helen comprese, volle imparare la lingua italiana, che per lei
divenne lingua del cuore. Oggi Helen Barolini è una delle massime
scrittrici italo–americane a fianco di scrittori come John Fante, Mario
Puzo, Gay Talese, Joseph Giuliani, Antonio Porchia: scrittori e poeti di
nostalgiche malinconie e di saghe familiari d’emigranti, di storie
d’inesorabili addìi. Ella appartiene alla generazione, per così dire, di
mezzo degli italo–americani, figli o già nipoti dei primi emigranti
poveri, disperati e analfabeti che poveramente vissero ai margini del
grande sogno americano,