mercoledì 24 agosto 2011

Racconti calabresi. L'orcu (l'orco)


Un pover’uomo per contentare i desideri di sua moglie incinta andava a raccogliere frutta in un giardino presso il mare che aveva il profumo degli aranci in fiore. Il giardino apparteneva all’orco, il quale vedeva sparire pomi e fiori. Per sapere chi osasse tanto, un giorno scavò una buca e vi si nascose, coprendosi con delle erbe per non farsi vedere e lasciando scoperto un orecchio, quasi a fior di terra, per sentire i rumori che facevano intorno.
l'Orco sorprende l'uomo
L’orco non aspettò molto; l’uomo, come al solito, venne e raccolse frutta e fiori. Stava per andarsene quando a caso vide l’orecchio dell’orco rosso per il sole e credutolo un fungo tentò di strapparlo dal suolo. L’orco allora balzò in piedi, pronto ad ucciderlo, ma l’uomo si prostrò ai suoi piedi e a mani giunte lo supplicò di risparmiarlo, e raccontò tutto dei casi suoi, della moglie incinta e del figlio che doveva nascere. E alla fine promise all’orco che glielo avrebbe fatto tenere a battesimo. L’orco si calmò ed accettò volentieri di fare da compare, ma si fece promettere che se una bambina fosse nata, all’età di nove anni sarebbe stata sua.
Destino volle che proprio una bimba nacque pochi mesi dopo e che venne bella come un fiore. Già aveva compiuto i nove anni quando ignara di tutto un giorno andando a scuola incontrò l’orco che l’aspettava e le raccomandò  di ricordare alla mamma la promessa. La bambina tornò a casa e fece l’ambasciata, ma la madre le rispose che, incontrando l’orco la prossima volta, fingesse dimenticanza. La bambina incontrò l’orco molte volte e disse sempre di aver dimenticato di dire alla mamma della promessa. Alla fine l’orco accompagnò le parole con un morso al dito mignolo della fanciulla. Ormai non c’era più niente da fare e la fanciulla dovette andare a vivere con l’orco.
I primi giorni furono tristi per la ragazza, ma l’orco, con tenerezza e carezze seppe confortarla. Poi la fece andare a scuola dalle fate che le insegnarono a cucire, a ricamare d’oro e quant’altro rende avvenente una fanciulla. Divenne così una creatura bella e perfetta. L’orco aveva tutte le attenzioni di padre e quando rincasava nel suo castello da sotto il balcone fiorito perché le porgesse le chiome nere e lunghissime su per le quali arrampicandosi toccava il davanzale.

martedì 23 agosto 2011

Il Bellissimo borgo di Sellia valica i confini arrivando sino in Giappone

IL BORGO ANTICO DI SELLIA PRESTO SUGLI SCHERMI
DELLA TELEVISIONE GIAPPONESE

Nei giorni scorsi una troupe televisiva dell’emittente Giapponese Nihon Terebi (NTV), fra le più seguite del Sol Levante, ha effettuato un servizio televisivo nel borgo antico di Sellia, piccolo centro della presila catanzarese. L’ equipe televisiva era composta dal direttore Komatsubara Masakatsu, dal vicedirettore e addetto alle riprese Kaise Yoshikazu, e dalla corrispondente in Italia Laura Gentili. Le riprese effettuate a Sellia saranno incluse in un servizio più ampio attraverso il quale saranno presentati al pubblico giapponese alcuni fra i luoghi più caratteristici della Calabria: tra gli altri Scilla, Le Castella, Tropea e Pizzo Calabro. Il programma in cui il servizio televisivo sarà inserito si chiamata “Waratte Koraete”(Trattenersi dal ridere), una trasmissione di intrattenimento che va in onda ogni mercoledì sera dalle 20:00 alle 21:00 sulla televisione Giapponese. Venti minuti della trasmissione saranno dedicati all’angolo italiano in cui, di volta in volta, vengono mostrati servizi su varie zone d’Italia e sulle tradizioni ad esse legate. Sellia è stato scelto dall’emittente Giapponese, come uno dei comuni più rappresentativi del Belpaese. Durante il servizio televisivo, infatti, la troupe si è soffermata sulla particolare conformazione orografica e paesaggistica di Sellia, del suo borgo antico abbarbicato tenacemente su due colli e sormontato dai resti di un castello medievale. Le telecamere della televisione Giapponese hanno immortalato il dedalo di viuzze che si apre nel borgo antico, passando sopra il ponte medievale e davanti le due antichissime chiese dedicate a San Nicola di Bari ed alla Madonna del S.S. Rosario, si sono lungamente soffermate sulle case del rione Sant’Angelo che sembrano rimanere sospese, come per miracolo, sul sottostante dirupo che prende il nome dalla dea Pallade. Ha colpito,inoltre, gli inviati della televisione giapponese la posizione geografica stessa del paese, baricentrico fra due importanti ecosistemi quali mare e monti e nello stesso tempo molto vicina al capoluogo di regione. Nel corso del servizio un ampio spazio è stato riservato al giovane sindaco del paese, Davide Zicchinella, che rilasciando un’intervista a parlato di tutti gli interventi che l’amministrazione comunale da lui guidata ha realizzato e programmato. Molto interesse ha suscitato la descrizione da parte del sindaco Zicchinella della prossima realizzazione di una tirolinea, una particolare infrastruttura turistica che vedrà la luce entro l’anno. Il comune di Sellia, infatti, si doterà presto di una teleferica denominata “Il volo sul Borgo” lunga circa 540 metri, grazie alla quale si potrà sorvolare sospesi il borgo antico di Sellia, partendo da una piccola collina che sovrasta il paese e planando dolcemente nel suo centro storico.

lunedì 22 agosto 2011

Stalettì (CZ) un banale incendio di sterpi si stava trasformando in una tragedia

Montepaone - Un bilancio che poteva assumere bene altre dimensioni quello che ieri mattina ha creato apprensione in una zona al confine tra i comuni di Montauro e Stalettì. È stato l'intervento immediato dei vigili del fuoco di località Caldarello di Soverato intervenuti con una squadra coordinata da Francesco Agresta, a contenere le fiamme prima che innescassero una pericolosa reazione a catena coinvolgendo la numerosa schiera di autovetture raggiunta dalle fiamme. Tutto è partito con un incendio di sterpaglie, fenomeno che nella zona nell'ultimo mese ha mandato in fumo centinaia di ettari delle colline dei comuni del basso Jonio. Erano le 3 tra sabato e domenica quando un incendio sterpaglie su una collinetta a lato della strada E 90 ha assunto, a causa del vento, dimensioni preoccupanti per la vicinanza alla lunga fila di autovetture che nelle sere di apertura del "Rebus", nota discoteca nel territorio di Stalettì, sono parcheggiate lungo la corsia di emergenza completamente occupata dalle vetture. Centinaia le auto nella carreggiata della statale che per chilometri è stata assalita dai frequentatori del locale che per tutta la notte hanno costeggiano anche a piedi la strada extraurbana. Ad essere irrimediabilmente coinvolte nel rogo le due autovetture più vicine alla zona dell'innesco del rogo. Nulla da fare per una Mazda di colore nero e una Fiat 600 letteralmente andate in fumo, mentre si sono evitati danni per le altre autovetture parcheggiate accanto. Difficili le operazioni di soccorso considerando la situazione al limite, e rallentamenti al traffico. Fortunatamente nessun danno alle persone anche se le autorità richiamano alla massima prudenza.

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