mercoledì 21 settembre 2011

Michigan (U.S.A) una vecchietta di 101 anni viene sfrattata per sbaglio dalla sua casa


Ci sono storie tristi che però hanno un lieto fine. Una storia del genere è quella di Texana Hollis, 101 anni, che da 60 anni viveva nella sua casa di Carbondale alla periferia di Detroit, Michigan, fino a quando un brutto giorno inviati dell’Housing and Urban Development (HUD), un ente che fornisce mutui per l’acquisto di case, si sono presentati da lei e senza tanti complimenti l’hanno sfrattata perche suo figlio non aveva pagato le rate del mutuo.La Hollis si è trovata in mezzo alla strada su una sedia a rotelle dove è rimasta per ore senza neanche poter prendere le sue medicine che aveva lasciato i casa. In mezzo alla strada anche mobilio e suppellettili che gli agenti dell’HUD avevano sloggiato dall’abitazione. Presa dal panico, l’anziana donna si è sentita male ed è stata dovuta ricoverare in ospedale. La vicenda della Hollis ha sdegnato la sua comunità ed è stata ampiamente ripresa dai media, che hanno indagato per conoscere come stavano realmente le cose dopo essersi chiesti: ”Come è possibile che una donna che vive nella sua casa da 60 debba ancora pagare il mutuo?”. Infatti non era possibile e ricerche effettuate presso il locale ufficio dell’HUD hanno accertato che lo sfratto della vecchietta era stato un terribile sbaglio perchè lei e il marito, morto da tempo, il mutuo l’avevano pagato fino all’ultimo centesimo. Non c’erano quindi dubbi che la casa era di legale proprietà della Hollis. Responsabile della vicenda è il figlio della donna,

martedì 20 settembre 2011

Costruzione della centrale a biomassa nel comune di Sorbo San Basile.... ecco come si uccide il nostro già deturpato territorio


Cosa si cela dietro il silenzio dei principali territori interessati alla decisione di realizzare una centrale a biomasse a Sorbo San Basile, a due passi dal parco nazionale della Sila? 
Il progetto definitivo della centrale di Sorbo San basile
 Se lo chiedono comitati e associazioni ambientaliste calabresi che sottolineano l'assenza di posizione dimostrata dalle amministrazioni comunali di Taverna e della stessa cittadina catanzarese dove dovrebbe sorgere l'impianto. Secondo i responsabili dei Comitati per il no alle centrali a biomasse di Sorbo e di Panettieri, il Forum del Reventino e il Forum ambientalista Calabria, questa vicenda nasconderebbe in realtà interessi privati. In particolare, in una nota, le organizzazioni sollevano alcuni quesiti. «Ma perché i Comuni di Sorbo San Basile e Taverna – chiedono gli ambientalisti – sono gli unici che non si esprimono sulla realizzazione della centrale? C’entra qualcosa con questo tacito assenso il fatto che il giovane geologo incaricato dalla società proponente si chiami Infelise, come il figlio del vicesindaco, e che il progettista si chiami Canino, come lo stesso ingegnere sindaco di Taverna?». Ed effettivamente comparirebbe nella relazione tecnica generale del progetto il nome dell'ingegner Eugenio Canino, sindaco della cittadina, come incaricato della progettazione civile-ambientale dell'impianto di produzione di energia elettrica alimentato a biomassa. Da qui i dubbi sollevati dagli ambientalisti e alimentati dalla decisione di non realizzare l'impianto espressa da altri Comuni limitrofi. Infatti, proprio sulla centrale di Sorbo alcuni giorni addietro si era dichiarato contrario il consiglio comunale di Pentone che all'unanimità aveva espresso il suo “no”. Una posizione analoga aveva intrapreso anche Carlopoli il cui sindaco, Mario Talarico, nel corso della conferenza dei servizi del 14 settembre scorso sulla realizzazione della centrale aveva espresso la sua contrarietà. Una decisione che ribadiva la delibera adottata diversi mesi addietro dal Consiglio comunale del centro catanzarese contro la costruzione delle centrali a biomasse.

lunedì 19 settembre 2011

Tutto pronto per il quindicesimo censimento della popolazione e delle abitazioni Italiane. I questionari saranno inviati tramite Poste Italiane


L'Italia torna sotto la lente di ingrandimento dell’Istat.
E’ tempo di «Censimento generale della popolazione e delle abitazioni», il quindicesimo. Si fa ogni dieci anni: l’ultimo nel 2001, il primo, agli albori dell’unità nazionale, nel 1861.
Solo nel 1941 è saltato: eravamo in guerra.
La data fatidica,  riferimento di tutte le rilevazioni, sarà la mezzanotte tra l’8 e il 9 ottobre: in quel momento sarà scattata la fotografia su 61 milioni di persone (di cui circa 4,5 immigrati) e 25 milioni di famiglie, tramite i moduli distribuiti negli oltre ottomila Comuni italiani.
 I questionari saranno recapitati via posta sino al 22 ottobre, ultimo giorno indicato per la consegna da parte di Poste Italiane.
Pertanto, chi riceverà il malloppo di domande prima del 9 ottobre, dovrà metterlo in un cassetto fino a quella data; chi, invece, lo riceverà successivamente, sarà chiamato a compilare il questionario in base alle informazioni relative al 9 ottobre.
Il fatto  che il cittadino troverà la busta dell’Istat nella propria cassetta delle lettere non è novità di poco conto, rispetto al precedente Censimento del 2001, in cui tutto il lavoro di consegna era in mano ai rilevatori, che quest’anno saranno meno e con soli compiti ausiliari.
L’evoluzione  del servizio è merito dell’acquisizione, da parte dell’Istat, di tutte le liste anagrafiche comunali aggiornate al 31 dicembre 2010.
Di questionari ne esistono due tipi: uno completo, formato da 84 quesiti, l’altro
parziale, da 35.
Il primo sarà distribuito in tutti i Comuni di piccole dimensioni (meno di 20 mila abitanti); nelle città più grandi il questionario completo sarà consegnato solo ad alcune famiglie, mentre tutti gli altri cittadini riceveranno il modulo in versione ridotta.
Altro passo in avanti fondamentale, la possibilità di compilare e consegnare il questionario online.
Sulla prima  pagina del questionario, il cittadino troverà una password di accesso al software, attivo da martedì 11 ottobre; si tratta di un cambio di rotta epocale che fa sperare in una più rapida ed efficace elaborazione dei dati. Secondo una rilevazione pilota di due anni fa, però, non c'è da illudersi: è stata bassa la percentuale di questionari compilati via web e circa la metà dei moduli sono stati lasciati in bianco e tornati al mittente. Allora, però, non ci fu alcuna forma di pubblicità.

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