ARLINGTON, STATI UNITI – Jeep volanti e elicotteri-aerei capaci di
”fare base” per operazioni di intelligence, mini-robot simili a colibri’
che spiano ovunque, aerei che viaggiano a Mach 20: sono solo alcune
delle nuove armi in progettazione alla DARPA (Defense Advanced Research
Projects Agency), l’agenzia americana per lo sviluppo di progetti
avanzati nel campo della Difesa.
Il programma ‘Transformer’,
scrive la Cnn, punta a creare delle jeep in grado di decollare
verticalmente con a bordo quattro persone e viaggiare a lungo con una
sola tanica di benzina. Il ”Disc-Rotor Compound Helicopter”, a cui
lavora anche la Boeing, mira invece a offrire alle truppe
aviotrasportate un elicottero capace di trasformarsi all’occorrenza in
aereo.
Fa il paio con ”Vulture”, un altro velivolo in grado di
sfrecciare nei cieli per cinque anni, utilizzando la tecnologia
satellitare per offrire foto, indicazioni, mappe per le operazioni di
intelligence. I ”Chembots” sono invece robot a composizione mista,
solido-liquida, in grado di trasformarsi per superare gli ostacoli,
anche sfilando sotto una porta, mentre il ”Fastranner” e’ un robot che
corre veloce come lo sprinter jamaicano Usain Bolt: il primo dovrebbe
essere disponibile nel 2012.
domenica 22 gennaio 2012
sabato 21 gennaio 2012
Ma come si può nel 2012 morire a 19 anni dopo il parto cesario?... In calabria si può! Rita Jessica Spina di 19 anni è morta all'ospedale di Crotone dopo aver dato alla luce un bambino
Crotone, 19enne muore dopo un cesareo.
I familiari della ragazza hanno poi presentato una denuncia per chiedere che vengano accertate le cause del decesso. Dell’accaduto è stata informata anche la Procura della Repubblica di Crotone e il magistrato di turno, Enrico Colagreco, ha disposto il sequestro della cartella clinica mentre gli agenti della squadra Mobile stanno sentendo tutti i sanitari e il personale paramedico che hanno avuto in cura la ragazza morta.
Intanto, in merito alla morte della giovane madre, anche la Commissione d’inchiesta sul Servizio sanitario nazionale ha chiesto «al nucleo locale dei carabinieri del Nas di intervenire subito e di acquisire la cartella clinica della paziente, in modo da poter approfondire quanto accaduto già nelle prossime ore». Ad annunciarlo è il presidente, Ignazio Marino: «Si tratta di uno stillicidio raggelante – denuncia Marino -. La sanità calabrese è da tempo sotto osservazione della nostra Commissione: a Reggio Calabria il 65% delle donne vengono sottoposte a parto cesareo, anche se l’Organizzazione mondiale della sanità sostiene che la media dei parti cesarei dovrebbe arrivare al 13,7%. Per di più l’intervento avviene generalmente in piccole strutture private accreditate, quasi sempre di mattina, in un giorno feriale. Una scelta che sembra motivata dalla possibilità di ottenere un rimborso economico per l’intervento più che dalla tutela della salute delle pazienti».
LA RICOSTRUZIONE DEI FAMILIARI
Secondo una prima ricostruzione fatta dai familiari, la giovane dopo il parto cesareo non riusciva a respirare ed urinare e i familiari hanno chiesto l'intervento dei medici che, a distanza di 24 ore, hanno diagnosticato il «collasso» di un polmone ed un blocco renale. La ragazza, alla quale mancavano tre settimane per completare i nove mesi di gravidanza, è giunta mercoledì scorso nell’ospedale di Crotone e, secondo i familiari, era «in perfette condizioni di salute».
Secondo il loro racconto, lo pneumologo è intervenuto 24 ore dopo la loro richiesta di aiuto. Successivamente la ragazza è stata trasferita dal reparto di ginecologia in quello di rianimazione dove stamane è morta. Mentre Rita Spina era ricoverata in rianimazione, hanno aggiunto i familiari, ha subito «un arresto cardiaco ma i medici sono riusciti a rianimarla».
LA FAMIGLIA DI RITA E' DISPERATA
IL PICCOLO ANTONIO STA BENE
Lo ha tenuto in braccio solo per un minuto, il bimbo che aveva appena partorito, poi Jessica Rita non ha avuto il tempo di assaporare fino in fondo la gioia per quel figlio che aveva programmato di far nascere, nonostante la sua giovane età. Ora il piccolo, piange tra le braccia della nonna, quasi come se avesse saputo che non ci sarà più la sua mamma a coccolarlo. Il piccolo Antonio, il bambino nato da Jessica Rita Spina, è ora circondato dall'affetto della nonna e degli zii, una ragazza di 24 anni ed un quattordicenne, che lo guardano e piangono ripensando alla tragica vicenda accaduta.
Jessica Rita, che aveva tanto desiderato quella gravidanza insieme al suo compagno Andrea, di 24 anni, aveva deciso di dare il nome di Antonio al suo bambino, così come il padre, ex agente di polizia penitenziaria, morto un anno fa. Il bimbo pesa due chili e 600 grammi e gode di buona salute.
All’ingresso dell’obitorio, dove si trova il corpo della ragazza, oltre ai familiari, ci sono anche i compagni di scuola del liceo socio biologico 'Gravina' di Crotone dove la giovane frequentava l’anno conclusivo del corso di studi. I ragazzi ricordano la loro compagna di classe e non riescono a trattenere le lacrime e gli attimi di forte commozione.
Catanzarese fa causa a Costacrociera avrebbe dovuto sposarsi giorno 15 gennaio proprio sulla nave Concordia
Avrebbe dovuto convolare a nozze con la sua compagna sulla "Concordia" il 15 gennaio, due giorni dopo il naufragio
I fidanzati sono stati tratti entrambi in salvo su una scialuppa. Stessa fortunata sorte per tutti gli invitati imbarcati su altre due scialuppe". La coppia ha contattato i legali di famiglia, Lorenzo Amore, Marco Angelozzi e Giacinto Canzona raccontando l'accaduto e conferendo loro il mandato di richiedere alla Costa Crociere il risarcimento di tutte le spese sostenute e dei danni subiti per il matrimonio mancato.
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