lunedì 6 febbraio 2012

Oggi lunedi 6 febbraio la Calabria sarà consacrata al Sacro Cuore di Gesù



Lo ha deciso la Conferenza episcopale Calabra per «recuperare l'integrità della nostra fede». Il testo per la Consacrazione può essere consultato e scaricato da Internet insieme al messaggio che i vescovi calabresi hanno scritto ai fedeli.
Oggi  6 febbraio, in tutte le parrocchie calabresi si svolgerà il rito di Consacrazione della Calabria al Sacro Cuore di Gesù. Il testo per la Consacrazione predisposto dall’Ufficio liturgico della diocesi di Cosenza-Bisignano può essere consultato e scaricato sui siti www.paroladivita.eu e www.diocesicosenza.it, insieme al messaggio che i vescovi calabresi hanno scritto ai fedeli della nostra Regione. «Il Dio che ha dato tanto alla Calabria - i mari e i monti, l’incomparabile bellezza delle albe e l'incanto dei tramonti, l’arte delle chiese, il profumo dei fiori e lo splendore dei campi lavorati con il sudore della fronte dei contadini, la gioia del focolare domestico e il sacrificio delle tante mamme che donandosi ogni momento custodiscono l’unità delle famiglie – si legge nel messaggio dei vescovi calabresi – davvero sarà felice di accogliere la nostra consacrazione». La singolarissima Consacrazione è stata voluta dalla Conferenza Episcopale Calabra per «recuperare l'integrità della nostra fede». Anche in casa o in altri luoghi i credenti sono invitati ad unirsi in preghiera al medesimo orario, recitando......

La comunità Europea boccia i depuratori Calabresi tra i quali quello di Sellia Marina,Soverato,Montepaone, Lamezia Terme

Su 170 comuni Italiani inseriti nel libro nero della comunità Europea ben 22 si trovano in Calabria regione che guarda caso si trova nei primi posti in negativo assieme alla Sicilia nella lista sullo studio dettagliato dell’impatto ambientale dei depuratori i quali nel 2016 anno in cui dovranno avere secondo le normative le carte in regole ma secondo queste analisi vuoi per i costi molto elevati per ammodernare i vari impianti vuoi per l’assoluta mancanza di rispetto verso l’ambiente cercando di ammortizzare i vari costi duranti i vari anni  molti dei 22 comuni Calabresi si troveranno senza le carte in regola tra questi comuni figurano anche quelli di Sellia Marina, Montepaone, Soverato,Lamezia Terme giusto per elencare quelli in provincia di Catanzaro. I vari comuni calabresi accusano la regione rea di non aver mai dato i giusti fondi per potersi mettere in regola ma intantto il tempo passa e le sanzioni da parte della UE saranno molto pesanti se entro la data prestabilita i citati comuni non si metteranno in regola. Non è certamente un caso che quasi tutti i comuni incriminati risiedono lungo la costa, inquinando spesso il mare rovinando cosi l’unico biglietto da visita che la nostra regione può esibire cioè quella del turismo ma purtroppo i vari comuni ma soprattutto la regione rimangono muti anzi ciechi nel continuare a deturpare la nostra regione facendo scappare gli ultimi temerari turisti che caparbiamente continuano a credere al sviluppo turistico della nostra regione ma puntualmente ogni anno con l’arrivo della bella stagione la varie chiazze marrone e maleodoranti  compaiano sempre con più frequenza mentre i nostri politici magari vanno a passare le ferie su un isola lontana ovviamente a nostre spese come saremo sempre noi a pagare le varie sanzioni da parte della comunità Europea che ci propinerà dal 2016 almeno che i nostri politici capiranno che l’unica vera fonte di sviluppo di crescita si chiama.....



I paesi della provincia Isca sullo Jonio



domenica 5 febbraio 2012

In attesa dei sviluppi delle indagini in corso il Rettore dell'Università Magna Graecia di Catanzaro annulla ben tredici lauree

Sono tredici gli ex iscritti alla facoltà di giurisprudenza dell'Università Magna Graecia di Catanzaro a cui il Rettore ha annullato i verbali degli esami di laurea da loro sostenuti negli ultimi anni.
Non solo si sarebbero laureati falsificando raffiche di esami, ma forti di quelle stesse lauree sarebbero diventati avvocati, avrebbero vinto concorsi pubblici e qualcuno avrebbe persino ottenuto incarichi dirigenziali in società partecipate da Enti pubblici. Lo scandalo dei falsi esami alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università Magna Græcia ha dispiegato i suoi effetti nefasti in mezz’Italia. Anche per questo - e soprattutto per tutelare gli sforzi di migliaia di studenti onesti - venuto a conoscenza delle indagini condotte dalla Procura l’Ateneo ha subito deciso di adottare il pugno duro, revocando raffiche d’esami e di lauree ancora prima che l’inchiesta penale completi il suo corso. Già nei mesi scorsi erano state annullate le prime lauree sospette, con decreti a firma dell’allora rettore Francesco Saverio Costanzo. Entrato in carica il successore, Aldo Quattrone, la musica non è affatto cambiata. E adesso arriva una nuova ondata di provvedimenti del rettore, che tecnicamente ha annullato i verbali degli esami di laurea sostenuti da 13 ex iscritti a Giurisprudenza. I nuovi decreti sono stati già notificati agli interessati, che avranno modo d’impugnarli al Tribunale amministrativo regionale, anche se finora l’esito dei contenziosi non ha dato scampo ai furbetti di turno: tutti i provvedimenti di revoca di esami e e lauree sono stati pienamente confermati dal Tar, che fra l’altro ha più volte sottolineato «l’interesse pubblico consistente nel ripristino della legalità persistentemente violata». Ma non solo. Il Tar ha attestato pure che «gli atti in questione, se non annullati, continuerebbero a dispiegare i loro illegittimi effetti» consentendo agli interessati «di continuare ad utilizzare il titolo di studio illegittimamente conseguito» o addirittura «di esercitare la professione avvocato». Tutelare l’immagine dell’Università ed evitare che lauree fasulle continuino a dispiegare i loro effetti illegittimi in termini di accesso a concorsi pubblici, abilitazioni professionali e “peso” legale dei curricula: con queste parole d’ordine l’Ateneo catanzarese continua ad affrontare la situazione con estrema durezza. Tutti i provvedimenti di annullamento delle lauree rappresentano l’ultimo atto di un iter costellato da una serie di passaggi formali, compresa la convocazione degli studenti indagati in sede penale, il contraddittorio e la valutazione degli atti. Una sorta di “processino” interno, dunque, nell’ambito del quale agli studenti è stato consentito di difendersi. Troppo evidenti però, secondo la commissione, si sarebbero rivelati gli elementi a loro carico, a partire dal disconoscimento delle firme sulle veline da parte dei professori. Il sistema di falsificazione utilizzato per anni è stato ricostruito nei dettagli dalla Procura della Repubhblica sulla base delle relazioni dei Carabinieri delegati alle indagini. Tutto è stato messo nero su bianco nell’avviso di conclusione delle indagini preliminari notifato alla bellezza di 97 persone: nel mirino c’è l’apposizione di false firme dei professori sulle veline (dei verbali d’esami non ci sarebbe traccia) che avrebbe consentito la registrazione di esami mai effettivamente sostenuti. Nei casi di alcuni studenti la falsificazione riguarda due o tre esami, in altri sono state costruite intere carriere universitarie senza mai presentarsi effettivamente ad una sessione d’esame. Gli inquirenti hanno suddiviso il fascicolo in due: gli studenti che si sono laureati e quelli che nonostante la falsificazione di esami non ci sono neppure riusciti. Nel caso dei laureati arriva adesso la revoca del titolo accademico, mentre l’Ordine degli avvocati di Catanzaro ha già radiato i propri iscritti. Il fronte amministrativo s’intreccia ovviamente con quello penale. Lo scandalo è scoppiato nel 2007, dopo la denuncia formalizzata dal rettore quando un docente si accorse della partecipazione a una sessione di laurea di una studentessa che era certo non avesse mai superato l’esame della sua materia. Le indagini sono state delegate ai Carabinieri, che hanno acquisito montagne di carte e verbalizzato le testimonianze di numerosi professori che hanno disconosciuto le firme apposte sulle veline incriminate.

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