martedì 3 aprile 2012

Il video di Catanzaro Isola Lira 5.0 La capolista fa la "manita"ad un frastornato Isola Liri


CATANZARO 5
ISOLA LIRI      0

MARCATORI: 4’ pt D’Anna, 25’ pt Masini su rigore, 18’ st D’Anna, 43’ st Gigiliotti, 45’ Masini su rigore.
CATANZARO (3-4-2-1):  Mengoni; Mariotti, Accursi, Papasidero; Giampà, Quadri  (dal 20’ st Ulloa), Maisto (dal 26’ st Gigliotti), Squillace; Esposito (dal 14’ st Bugatti), Masini, D’Anna. A disposizione: Mosca, Narducci, Corso, Bruzzese. All. Cozza.
ISOLA LIRI (4-4-2): Coletti; Ferrara, Romeo (dal 30’ st Sperati), Quondamatteo (dal 15’ st Paloni), Martinelli; Conte, Lucchese, Di Lullo, La Rocca; Caira (dal 38’ st Bussi), Russo. A disposizione: Mariosi, Paloni, La Rosa, Maiorano, Soudant. All. Sciannimanico.
ARBITRO: Oliveri di Palermo
NOTE: pomeriggio soleggiato, temperatura primaverile. Terreno di gioco in buone condizioni. Spettatori 4512 spettatori di cui 1126 abbonati. Ammoniti: Di Lullo, Caira (Is), D’Anna e Squillace (Cz). Espulso al 45’ st Ferrara (Is). Angoli: . Recupero: 2 pt, 6’ st

Franco Colosimo Presidente del gruppo "Val del Crocchio" ci racconta la storia di Valentina laureata con il massimo dei voti che lavorava a cropani per 350 euro al mese ed ora è al Louvre di Parigi


 Oggi come 50 anni fa la Calabria rimane una terra di forte immigrazione per i nostri giovani che non trovano sbocco alle loro professionalità
La Calabria non può più permettersi di regalare ad altri il patrimonio di intelligenza creativa dei nostri ragazzi. Con questa esortazione Il presidente della Valle del Crocchio Franco Colosimo, nonché conosciuto imprenditore Interviene per parlare del sempre attuale fenomeno dell’immigrazione calabrese che non si è mai arrestata durante i vari decenni,  i vari motivi e situazioni che portano molti ragazzi ad abbandonare la nostra terra sono pressoché sempre gli stessi . No! Non si può più permettere di vedere questi ragazzi pieni di entusiasmo che per vedere realizzate le proprie ambizioni sono costretti alla rassegnazione di  dover abbandonare la terra dove sono nati. Il presidente Colosimo porta come esempio lampante la storia di una ragazza di Cropani  Valentina la quale dopo aver conseguito una laura a pieni voti in conservazione dei beni culturali a Roma, la bionda ragazza non le pesava di dover aiutare i propri genitori contadini alla raccolta dei pomodori per aiutare la famiglia che faceva enormi sacrifici per poterla tenere all’università. Una volta laureata ha scritto anche un interessante volume sul duomo di Cropani descrivendone le sue bellezze architettoniche, dopo aveva lavorato per circa un mese come guida nel museo archeologico di Cropani con un stipendio mensile di 350 euro con un contratto a termine. Dopo circa sei mesi non vedendo nessuna prospettiva di impiego a malincuore decide di partire per Parigi. Li viene ospitata da una famiglia, intanto perfeziona il suo francese, insegnando anche italiano, dopo diventa anche commessa in una boutique  di profumi, grazie alla sua forte preparazione diventa accompagnatrice di turisti italiani in visita nei vari musei di Parigi, dove viene subito vista e assunta al museo di arte moderna,  dove si fa notare per la forte preparazione venendo promossa presso il museo della Reggia di Versailes.  Per culminare le sue aspirazioni dal mese di luglio sarà assunta stabilmente al Louvre di Parigi nel settore della civiltà mediterranea, compresa quella egizia. Di storie come questa ragazza c’è ne sarebbero tante altre ma quest’ esempio rimarca il fatto che dobbiamo adoperarci nell’aiutare i nostri ragazzi che come abbiamo visto una volta fuori la loro professionalità viene subito premiata. Viva la meritocrazia. Per concludere Franco Colosimo  dice di essere felice e triste nello stesso tempo: felice perché la mia giovane amica ha coronato il sogno trovando un lavoro adeguato alla sua preparazione, triste perché ancora una volta la calabria perde una persona qualificata. Non possiamo...

Tragico incidente presso un marmificio nei pressi di Girifalco un operaio di 50 anni muore mentre spostava delle lastre di marmo


Il luogo del tragico incidente

E' accaduto nei pressi di Girifalco. La vittima si chiamava Domenico Burdino, 50 anni. In corso gli accertamenti investigativi da parte dei carabinieri della locale Compagnia

Domenico Burdino, 50 anni, di Girifalco è morto stamane mentre stava lavorando all'interno di un marmificio situato sulla strada provinciale che collega Girifalco a Borgia. La tragedia è accaduta stamani, intorno alle 10,45, mentre l'uomo stava spostando delle lastre di marmo quando, per cause ancora da accertare, è caduto battendo la nuca. Le condizioni di Burdino sono apparse subito gravi e i soccorsi non hanno potuto far altro che costatare il decesso. Sul posto si sono portati i carabinieri della Compagnia  di Girifalco e, gli uomini del Reparto investigazioni scientifiche dell'Arma, mentre le indagini

lunedì 2 aprile 2012

L'antico borgo di Sellia durante il mese di Aprile


Il mese di aprile mese in cui esplode la primavera con i suoi mille colori,nell’ antico borgo di Sellia
 si respirava questa frizzante aria primaverile assieme ad un aria insita di tradizioni per l’arrivo della settimana Santa preludio alla Santa Pasqua la festa più importante della religione cattolica. Tutta la Calabria è piena di antichi riti, che si intrecciano tra il sacro e il profano. Sellia può vantarsi un antico rituale che puntualmente si ripete da diversi secoli la sera di Pasqua  “U Tummulieri ”Durante il periodo pasquale le due congreghe “I Rosarianti” e I Mmaculatisi davano sfoggio a chi parava meglio la chiesa, la sana competizione, la rivalità,il segno di appartenenza ad una o all’altra diveniva in questo periodo più marcato. Pensate tutte le funzioni venivano ripetute due volte una alla chiesa del Rosario poi all’Immacolta; anche la Gloria “Sparava” il sabato santo al Rosario e la domenica alla chiesa dell’Immacolta, ma c’era una funzione (L’unica funzione che riuniva le due congreghe) ed era “A Cunfrunta” la quale si svolgeva di giorno dopo la Santa Messa di Pasqua,  la statua del Gesù Risorto usciva dalla chiesa dell’Immacolata mentre la statua della Madonna del Rosario usciva dalla chiesa omonima, le due distinte processioni si univano vicino l’ex bar di “Gigino” dove i due priori delle congreghe si scambiavano gli auguri, dopo i spari di alcuni mortaretti iniziava la “cunfrunta” con la Madonna del Rosario che al terzo incontro con Gesù Risorto  gli cadeva il manto nero con sotto il bellissimo manto rosso di festa. La processione continuava  con la Madonna che entrava nella chiesa dell’Immacolata ( era l’unica occasione che la statua della Madonna del Rosario entrava nella chiesa Madre)
Ovviamente l’anno successivo si cambiava; la Messa si celebrava nella chiesa dell’Immacolata con la statua dell’Immacolata   mentre la statua di Gesù Risorto usciva da quella del Rosario.
Sarebbe molto bello riprendere questa antica tradizione che renderebbe ancora più suggestiva, unica la “Cunfrunta” si dovrebbe ripristinare antico gonfalone della chiesa del Rosario (che lo vediamo solo  il giorno della sagra )

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