mercoledì 11 aprile 2012

In calabria oltre 200 mila persone soffrono di disturbi alla tiroide. Dal 16 sino al 20 aprile visite gratis anche a Catanzaro presso il Campus Universitario di "Germaneto"

Sono 200 mila le persone in Calabria che soffrono di disturbi alla tiroide. Dal 16 al 20 aprile torna la campagna di prevenzione e cura promossa dal club dell’Associazioni delle Unità Endocrinochirurgia italiane (Uec).   Circa 100 centri specializzati – distribuiti su tutto il territorio nazionale, in collaborazione con le Aziende ospedaliere o con le strutture sanitarie di appartenenza, metteranno a disposizione una visita specialistica gratuita e, se necessario, proporranno un percorso di diagnosi e cura completo. In Calabria sarà possibile effettuare la visita gratuita nell’azienda sanitaria universitaria Mater Domini di Catanzaro e nell’azienda ospedaliera "Bianchi-Melacrino-Morelli" di Reggio Calabria.   Il professor Giorgio De Toma, Presidente del club delle Uec, direttore del dipartimento di chirurgia del Policlinico Umberto I di Roma, nel presentare l’iniziativa ha evidenziato che «questa quarta settimana nazionale della Tiroide, oltre ad essere rivolta a tutti coloro che hanno una patologia tiroidea trascurata o sottovalutata, è quest’anno particolarmente indirizzata alle donne al di sotto dei 45 anni che hanno una familiarità per patologia tiroidea, soprattutto se tumorale, e che manifestano sintomi come irritabilità, nervosismo, insonnia, gonfiore al collo, oscillazioni nel peso, ma che non si sono mai sottoposte ad un controllo in precedenza. Più in generale, oltre 6 milioni di persone soffrono di problemi alla tiroide: la prevenzione e la diagnosi precoce diventano fondamentali per un trattamento mirato e tempestivo».   La settimana nazionale della Tiroide gode del patrocinio della Società Italiana di Medicina Generale.    Il Past President del club delle Uec e Direttore del Dipartimento di Chirurgia Generale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana, Paolo Miccoli, ha evidenziato che “l'obiettivo di questa Campagna è di sensibilizzare l’opinione pubblica e gli operatori sanitari a cercare di formulare una diagnosi precoce sulla natura di un nodulo tiroideo allo scopo di selezionare quelli da sottoporre a terapia medica o, eventualmente, chirurgica. Nel secondo caso sarà possibile utilizzare, qualora indicato, tecniche mininvasive come, ad esempio, la Minimally-Invasive Video-Assisted Thyroidectomy (Mivat)». Si tratta di una tecnica messa a punto proprio dal professor Paolo Miccoli e dal professor Rocco Bellantone. Può essere eseguita in caso di gozzo quando il volume tiroideo sia inferiore ai 25 millimetri ed in caso di nodulo tiroideo singolo quando la dimensione non sia superiore ai 3 centimetri di diametro.  La tecnica è indicata per i noduli microfollicolari e i carcinomi papillari, quindi patologie sia benigne sia maligne, ma anche per i gozzi, tossici e non, di piccole dimensioni.

la Pro-Loco di Taverna traccia un bilancio positivo dopo il primo anno guidato da Giovanni Talarico



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Parabola della lega che odia il sud,odia la Calabria terra che vi sembrerà strano gli ha dato i natali, terra che gli farà segnare il suo declino


Il Carroccio è nato e morto in Calabria. Qui la culla, qui la tomba.
Sembra eccessivo? Seguiteci. “Il Carroccio” fu inventato dall’arcivescovo di Milano, Ariberto da Intimiano nell’XI secolo. Il suo uso partì da Milano diffondendosi in molti comuni dell’Italia settentrionale, in Toscana e fuori d’Italia, fino alla decadenza nel secolo XIV. Il carroccio della Lega lombarda fu protagonista nella battaglia di Legnano, avvenuta nel 1176, durante la quale era difeso dalla compagnia della morte, guidata da Alberto da Giussano.
Quest’ultimo “offrì” la sua icona a Umberto Bossi che il 4 dicembre 1989 fece nascere il Movimento Lega Nord, il cui atto costitutivo e relativo statuto furono sottoscritti il giorno 22 novembre dello stesso anno davanti ad un notaio di Bergamo.
Quello che non si sa, però, è che “Il Carroccio”, come simbolo di un movimento politico dell’era moderna, era stato già inventato molti anni prima in Calabria. E precisamente a Lamezia Terme che, a quel tempo, era fresca di unificazione per il congiungersi delle città di Nicastro, Sambiase e Sant’Eufemia Lamezia. Artefice di quell’intuizione fu il senatore lametino (eletto il 28 aprile ’63) Arturo Perugini che coronò la sua prima proposta del 1963 (che non ebbe seguito perché ancora non c’erano le regioni) con la legge n. 6 del 4 gennaio 1968. Fu sempre Perugini che s’inventò, per sostenere le ragioni della grande Lamezia, la lista civica “Il Carroccio” che lo portò alla guida del comune. Dunque, il senatore calabrese arrivò prima del senatur lombardo. Ma anche in un paesino dell’Aspromonte orientale della provincia di Reggio Calabria, Roccaforte del Greco, fu eletto un sindaco col simbolo del Carroccio.  Nel tempo la Lega Nord ha presentato il suo simbolo nelle varie elezioni tenute in Calabria. Senza fortuna. Qualche accordo con forze locali è sistematicamente abortito. Poi nel marzo del 2009 la Lega Nord ufficiale sbarcò in Calabria e, nel corso di una conferenza stampa, tentò di gettare il seme virtuoso. Vennero tre parlamentari leghisti: il senatore Enrico Montani (sposato con una calabrese di Bova Marina), commercialista di Verbania, che era l’osservatore ufficiale, gli onorevoli Giovanni Fava (capo delegazione e responsabile della Lega per il Centro-Sud), ragioniere di Mantova, e Franco Gidoni, ingegnere di Belluno. Portarono la bandiera padana, i semi di ravanello, il distintivo con la spada di Alberto da Giussano, le t-shirt col volto di Bossi. Il partito di Bossi decise a quel tempo di scendere nell’Italia meridionale per cercare di mettere radici esportando il proprio modello organizzativo. Da lì partì un tour che toccò le regioni meridionali. Da via Bellerio, sede nazionale del partito, immaginarono riscontri positivi in attesa di ricevere adesioni. Che non arrivarono mai, perché in loco trovarono per lo più improbabili ascari che cercavano semplicemente un desco. L’obbiettivo di allora erano le elezioni europee dove nel 2004 il Carroccio lumbard raccolse, nella circoscrizione meridionale, 21.521 voti di cui 2.518 in Calabria.

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