venerdì 28 ottobre 2016

Prostituzione lungo la SS 106 Bliz dei Carabinieri identificate 12 donne, denunciati due uomini che davano in fitto le case lungo la costa Catanzarese.

È guerra aperta alla prostituzione nel soveratese dove i carabinieri della cittadina costiera e i colleghi di Davoli hanno eseguito un’operazione controllando diversi appartamenti in cui si presumeva venisse esercitata l’attività. In questo contesto sono state così identificate 12 donne, la maggior parte straniere: due rumene, altrettante brasilianeuna domenicanae le restanti italiane. Per sette di loro, che avevano i documenti in regola per stare in Italia e ne cui confronti è stato accertato che effettivamente si prostituivano nella case in affitto, ed una sola per strada, si è avviato il procedimento per il foglio di via obbligatorioSuccessivamente i militari si sono messi alla ricerca anche dei presunti responsabili e sfruttatori delle donne identificate deferendo in stato di libertà due italiani, un 35enne, M.V. ed un 67enne, C.A., che dovranno rispondere rispettivamente di sfruttamento della prostituzione - per aver ceduto in affitto un appartamento di proprietà sapendo che nella stessa si effettuasse il meretricio, e di favoreggiamento per aver avuto delle condotte che ne avrebbero agevolato l’attività. I controlli dei carabinieri sono stati eseguiti soprattutto durante la......

giovedì 27 ottobre 2016

"O tuo marito mi paga o morirete" Le continue minacce anonime telefoniche anche in piena notte partivano dalla cittadella regionale.

 Una storia torbida che si incrocia con la gestione di un bando riservato ai giovani Neet. La Procura di Catanzaro vuole vederci chiaro


«O tuo marito mi paga o morite». Le minacce a Giuseppe Mancini, ex capostruttura del dipartimento Lavoro, sono esplicite. È un'escalation che inizia a giugno con le prime telefonate anonime sul suo cellulare. Mancini si occupa di "Iniziativa occupazione giovani", il programma di politiche attive nei confronti di giovani tra i 18 e i 29 anni, delle aziende e delle agenzie accreditate (quelle in cui si svolgono i tirocini) e anche dei pagamenti. Nel corso di quelle prime chiamate, al dirigente viene intimato di pagare i tirocini, pena ritorsioni contro la propria autovettura. Da luglio in poi, però, la situazione diventa più "calda". L'anonimo prende di mira l'abitazione del manager, minacciando di morte lui e i suoi familiari. E il 9 settembre Mancini denuncia tutto ai carabinieri. All'ultima telefonata ha risposto sua moglie. Dall'altro capo del telefono c'era un uomo. Ha pronunciato soltanto una frase, poi ha riattaccato: «O tuo marito mi paga o morite».

CHIAMATE DALLA CITTADELLA La prima parte della storia finisce qui. Da questo momento in poi iniziano le indagini dei carabinieri. Non è sempre facile riuscire a rintracciare una chiamata anonima. Servono tempo, pazienza, applicazione. Ma il cerchio, prima o poi, si chiude. Quando i carabinieri arrivano al primo risultato, quello che scoprono li fa saltare dalla sedia. Le telefonate a casa di Mancini, infatti, proseguono. E la prima di cui si riesce a ricostruire le tracce arriva, attorno all'una di notte, dalla Cittadella regionale. Gli investigatori sono allibiti, controllano e ricontrollano ma tutto porta a Germaneto. E il viaggio tra i cavi telefonici finisce sulla scrivania di un alto dirigente. La chiamata anonima è partita dal suo apparecchio. È la seconda parte della storia.
GLI ATTI DEL DIPARTIMENTO Nella terza le forze dell'ordine bussano agli uffici della Regione per cercare di capire il motivo di quelle telefonate anonime, dei bruschi risvegli accompagnati da minacce di morte. Perché è evidente che chi ha deciso di terrorizzare Mancini lo fa per il ruolo che ricopre nella macchina burocratica. Il lavoro investigativo è in corso: ci si concentra sulle carte che riassumono una delle controversie nate negli ultimi mesi tra il dipartimento Lavoro e l'azienda Calabria Lavoro. Al centro dello scontro c'è la gestione di una delle Misure del Por: è quella che si occupa del supporto all'autoimpiego e all'autoimprenditorialità. L'idea è quella di utilizzare i fondi europei per aiutare i giovani Neet calabresi (quelli che, tra i 18 e i 29 anni, non studiano e non lavorano) a uscire da questa condizione di "inerzia". In Calabria, i Neet sono 123mila e la giunta regionale ha puntato molto su questo programma.
UNA PLETORA DI ASSUNZIONI Il programma parte dal dipartimento ma, quando si trasferisce a Calabria Lavoro, viene seguito da una programmazione pletorica di assunzioni. La scheda dell'avviso pubblico parla di un coordinatore di progetto, 15 referenti territoriali, 50 tutor tecnici operativi e 15 unità di segreteria operativa. Troppi, secondo il ministero del Lavoro, che interviene per dirimere le divergenze. Il problema è che «proprio la selezione del personale esterno all'azienda (le 81 figure dell'avviso, ndr), apparentemente retribuito con risorse Iog (Iniziativa occupazione giovani), non risulterebbe coerente in primis con il principio cardine per l'utilizzo delle risorse del Programma operativo di riferimento, ossia che le stesse vengano rivolte esclusivamente ad azioni dirette ai giovani Neet». Non si possono spendere in consulenze i denari riservati alla formazione. Sono così tanti i profili da trovare all'esterno che è chiara «l'assenza, in seno all'Azienda, di personale dedicato e qualificato all'erogazione dei percorsi di accompagnamento all'autoimpiego/autoimprenditorialità». E, tra l'altro, «i profili professionali oggetto di selezione non paiono garantire la necessaria esperienza per l'erogazione» degli stessi percorsi. Queste sono le «criticità» da risolvere. E non sono questioni di lana caprina. La rotta va invertita, spiegano da Roma, per «non pregiudicare, oltre all'ammissibilità delle spese dell'Avviso pubblico al Pon Iog, anche l'opportunità di offrire ai giovani Neet residenti nella Regione Calabria dei servizi di standard elevato, erogati da personale qualificato». Un disastro, insomma.
NUOVO DG, NUOVA OPINIONE Quando questa lettera arriva alla Regione, Antonino De Marco è il direttore generale del dipartimento Lavoro e Giuseppe Mancini ne è il capostruttura. I due sono d'accordo con l'impostazione del ministero: quell'avviso, redatto da Azienda Calabria Lavoro (Acl), non va bene e non hanno intenzione di...........

mercoledì 26 ottobre 2016

Clima caldo da Far West a Zagarise?

Signor sindaco lei dimentica tante cose e fra queste quella apparsa sulla vostra pagina Facebook della coccinella in data 27 Ottobre 2014 , Voi tutti dell'amministrazione Comunale non siete andati incontro a nessuna esigenza sia verso le persone che rappresentano la minoranza ( eletti dal popolo sovrano ) quindi il rispetto è solo stata propaganda
Signor sindaco  come mai i consigli li state facendo nelle ore dove le persone lavorano, perchè non farla in piazza come avevate scritto? avete informato i cittadini di questo consiglio nel modo che scrivevate contro la vecchia amministrazione? sicuramente lo ha dimenticato , scrivevate che Raimondo era troppo tecnico e usava l'albo pretorio per dare le notizie e secondo voi i cittadini di Zagarise non avevano Internet e tanti non sapevano neanche usarlo, voi invece di usare l'albo pretorio usate Facebook solo per informare amici e parenti. Dimenticando  se quelle stesse persone  le notizie che date tramite albo pretorio adesso riescono a capire.
Signor sindaco sto ancora aspettando di leggere la pesantissima situazione economico-finanziaria che dite di avere ereditato  / Sicuramente vi sono rimasti tutti i volantini  di tale disastro dove nessuno ha visto  i cittadini potevano prendere copia , ma se non c’era niente di niente nessuno
signor sindaco una mia curiosità siccome su varie testate giornalistiche leggo che quasi tutti sono assessori ci saranno anche il giorno del consiglio o quel giorno ritorneranno a fare i consiglieri.
Anche quelli dei Giardini degli Esperidi  hanno scritto che Pancrazio Cristao e Federica Tobruk sono assessori ,       quindi ci saranno più assessori che consiglieri , ma perché non smentire che non sono accessori.
SIGNOR SINDACO SU ......

martedì 25 ottobre 2016

Sellia Marina, Monte Mancuso, Crotone storia, curiosità e anedotti sulle tre basi americane in Calabria che "ufficiosamente" sono dismesse

Che l’Italia sia una nazione costellata di basi militari Nato è noto a tutti. Esistono ufficialmente oltre 120 basi sparse nello stivale, oltre a quelle totalmente segrete. Vi è soprattutto una presenza massiccia di basi statunitensi, in seguito alla sottoscrizione di un accordo di collaborazione militare Usa-Italia firmato nel 1951. Ma quante e dove sono le basi militari in Calabria? Andiamo a scoprirlo.

Basi militari in Calabria: i misteri di Monte Mancuso, Crotone e Sellia Marina

La base militare più importante presente in Calabria è quella che si trova sul Monte Mancuso in provincia di Catanzaro. Dove si ritiene che nel passato i militari americani avessero alcune testate nucleari da utilizzare in caso di aggressione e invasione sovietica. Sul territorio regionale insistono poi le stazioni di telecomunicazioni-radar a Crotone e Sellia Marina in provincia di Catanzaro. Superata la Guerra Fredda, molte delle basi militari in Calabria e nel resto dell’Europa furono dismesse o riconvertite.

Base Monte Mancuso, abbandonata da oltre 20 anni

Nome in codice “Immz” faceva parte della rete “Ace-High”, sistema strategico di telecomunicazioni e ponti radio che collegava oltre 80 radar posti in 9 stati europei. Ultimata nel 1960, la base è posta ad oltre 1300 metri di altezza nella foresta del monte Mancuso, ricadente nei comuni di Lamezia Terme, Falerna, Nocera Terinese e Martirano Lombardo.  La “Immz” fu chiusa ufficialmente il 25 novembre 1995. Gli ultimi militari visti attorno alla base risalgono agli anni ’90 durante la guerra in Iraq. Si ritiene fossero nascoste bombe atomiche all’interno di un rifugio sotterraneo esistente all’interno della base, alcuni parlano di fusti tossici. Ma ora, immerse nella vegetazione e nel mistero, rimangono solo le sue grandi antenne. Nel 2015, nonostante la base risulti abbandonata da oltre 20 anni (Guarda video su YouTube), i comuni hanno firmato il rinnovo di servitù militare per il quinquennio 2016-2020.

Centro radar di Crotone

Una unità di difesa aerea situata all’interno dell’aeroporto di Crotone comincia a operare il primo novembre 1982. Attualmente la 132ª Squadriglia Radar Remota è inserita nella catena di Difesa Aerea Nato. Le infrastrutture sorgono su quella che era stata la zona logistica e operativa dell’aeroporto di Crotone lungo la SS106 jonica nei pressi di Isola Capo Rizzuto. Passando per l’aeroporto si può notare un’enorme “palla” bianca”. Una parte della struttura è stata ceduta. Attualmente ospita il più grande campo di accoglienza profughi d’Europa. Nel 1990 il Pentagono sospese la costruzione di nuove base aeree, quindi anche quella che doveva nascere a Crotone. La base avrebbe ospitato aerei F-16 dell’aeronautica statunitense che la Spagna non voleva più. La classe politica e la popolazione, comunque, si oppose a quella che sarebbe stata sicuramente una pioggia di miliardi e migliaia di posti di lavoro per il territorio.

Stazione Loran a Sellia Marina

La stazione Loran di Sellia Marina, in provincia di Catanzaro, era una stazione master di un gruppo che comprendeva i centri radio di Lampedusa, Estartit (a nord-est della Spagna), Kargabarum (Turchia) e Matratin  (Libia). La catena “Loran” (LOng RAnge Navigation System), precursore terrestre delle reti satellitari alla GPS, vide la sua costruzione nel dicembre del 1958. Dopo i test fu attivata nell’agosto dell’anno successivo. L’impianto di Sellia Marina, fu gestito dalla........

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