venerdì 1 novembre 2013

Cosa si festeggia il primo novembre ? Le origini della festa di OgniSSanti con la commemorazione dei defunti nella tradizione calabrese



Le origini risalgono all’anno 835, quando papa Gregorio II, visto che la chiesa cattolica non riusciva a sradicare gli antichi culti pagani legati alla tradizione celtica (il cui calendario indicava nel 31 ottobre l’ultimo giorno dell’anno), spostò la festa di “Tutti i Santi” dal 13 maggio al primo novembre con la speranza di riuscire, così, a dare un nuovo significato ai riti profani. Secondo l’anno druidico, il 1 novembre era il Samhain, letteralmente “tutte le anime” fine dell’anno pastorale e primo giorno d’inverno, in cui la notte era più lunga del giorno. Questa particolarità permetteva al principe delle tenebre di chiamare a sé tutti gli spiriti e poter passare da un mondo all’altro. L’intento del papa di sradicare questo mito non riuscì. La chiesa aggiunse quindi, nel X secolo, la “Festa dei Morti” il 2 novembre, in memoria delle anime degli scomparsi. I festeggiamenti avvenivano tramite offerta di cibo, mascheramenti e falò, le usanze profane così giustificate.

In quasi tutte le regioni possiamo trovare pratiche e abitudini legate a questa ricorrenza. Una delle più diffuse era l'approntare un banchetto, o anche un solo un piatto con delle vivande, dedicato ai morti.
In Calabria nelle comunità italo-albanesi, ci si avviava praticamente in corteo verso i cimiteri: dopo benedizioni e preghiere per entrare in contatto con i defunti, si approntavano banchetti direttamente sulle tombe, invitando anche i visitatori a partecipare.

I dolci dei morti simboleggiano i doni che i defunti portano dal cielo e contemporaneamente l’offerta di ristoro dei vivi per il loro viaggio. Un modo per esorcizzare la paura dell’ignoto e della morte.
Ogni regione ha i suoi dolci tipici che, già dal nome, richiamano la celebrazione, anche se le varie tipologie sono tra loro molto simili. Oltre al grano cotto appena ricordato, i dolci più usati sono biscotti di consistenza più o meno dura, in genere a base di mandorle, pinoli, albumi e talvolta cioccolato. In Calabria abbiamo le " Dita degli apostoli", dolci tpici della zona di Reggio Calabria!

Le fave Nell’antichità le fave erano il cibo rituale dedicato ai defunti e venivano servite come piatto principale nei banchetti funebri. I Romani le consideravano sacre ai morti e ritenevano che ne contenessero le anime, molto probabilmente questa credenza era legata ai caratteri botanici della pianta: le sue lunghe radici che affondano in profondità nel terreno; il suo lungo stelo cavo, secondo le credenze popolari faceva da tramite tra il mondodei morti e quello dei vivi, ma erano soprattutto i suoi fiori bianchi con sfumature violacee e con una caratteristica macchia nera, a ricordare la lettera greca theta, lettera iniziale della parola greca thànatos che significa morte. In seguito con l’avvento del Cristianesimo la tradizione popolare muto’ dal mondo Romano questo uso delle fave, e cosi’ a seguire nel X secolo le fave divennero cibo di precetto nei monasteri durante le veglie di preghiera per la Commemorazione dei Defunti. Per la stessa ricorrenza vennero usate come cibo da distribuire ai poveri o da cuocere insieme ai ceci e lasciare a disposizione dei passanti agli angoli delle strade. In Toscana, in Veneto e in Calabria era tradizione recarsi al cimitero e mangiare fave sulle tombe dei propri cari.
L’altro importante cibo tradizionale presente sulle tavole il Giorno dei Defunti è il grano. In tutte le culture e le religioni il grano è il simbolo stesso della vita e della fertilità. Ma per raccogliere il chicco di grano bisogna recidere la spiga - ucciderla - e il chicco solo dopo essere morto a sua volta sottoterra rinascerà in una nuova spiga. Il grano dunque viene associato nello stesso tempo anche alla morte e alla resurrezione e diviene il simbolo del continuo e incessante ciclo di ....

giovedì 31 ottobre 2013

Studenti Tedeschi in visita tra le bellezze naturaliste di Sersale e di Zagarise

  Programma di interscambio culturale con il liceo linguistico ‘Fermi’ di Catanzaro con visita dei luoghi più belli del territorio
Hanno lasciato la città con negli occhi i colori del mare e della montagna, ma soprattutto nel cuore l’ospitalità dei docenti e dei loro “colleghi” del liceo linguistico “Fermi”. I ragazzi tedeschi del Gymnasium Bei St. Michael di Schwabish-Holl, città della regione Baden-Wurttemberg, a sud della Germania, hanno concluso il programma di interscambio culturale, visitando i luoghi più suggestivi di Catanzaro e di altre località calabresi.
Si è trattato della terza fase dello scambio culturale che ha visto  nel dicembre scorso la presenza dei ragazzi catanzaresi in Germania. Coordinatrice dell'iniziativa è la professoressa Maria Grazia Leonetti che già da alcuni anni intesse rapporti con i docenti dell'istituto tedesco, ponendo le basi per questa interessante operazione culturale. I docenti che hanno attivamente partecipato all’organizzazione sono Maria Talarico , Susanne Novak , Lucia Graziosa. Il tutto si è svolto sotto la supervisione del prof. Luigi Macrì, dirigente del liceo linguistico “Fermi”.
Gli studenti tedeschi sono stati impegnati in un serrato e articolato programma che ha previsto, tra le altre tappe, visite naturalistiche a Sersale e Zagarise, visite guidate a Reggio Calabria, Scilla e al Parco di Scolacium e, naturalmente, la città di Catanzaro con le sue location più .....

mercoledì 30 ottobre 2013

Stanziati Tre milioni di euro per il potenziamento della vasca sul fiume Simeri con il completamento dell'impianto irriguo Alli- Copanello

Il Presidente del Consorzio di Bonifica Ionio Catanzarese Grazioso Manno ha firmato il contratto di mutuo che rende disponibile la somma di tre milioni di euro per il completamento e ammodernamento dell'impianto irriguo Alli-Copanello nella zona di Germaneto di Catanzaro. Ne da notizia un comunicato dell'ente consortile.
"Si tratta - si legge- della formalizzazione di un risultato importantissimo, perchè, con la firma del contratto apposta dal Presidente Manno e dall'Avvocato Maria Rosaria De Rossi (Procuratore Speciale della Cassa Depositi e Prestiti), si rende operativo un progetto del Consorzio di Bonifica approvato dal Ministero per le politiche agricole alimentari e forestali che, attraverso la Gestione Commissariale dell'ex Agensud per forte propulsione dell'Ingegnere Roberto Iodice, ha cercato e trovato fondi per finanziare opere strategiche per le regioni del Sud nell'ambito del Piano Irriguo Nazionale. Con questo atto propedeutico - é scritto - saranno dunque immediatamente espletata la gara d'appalto per ammodernare tutte quelle condotte pensili (attraverso la sostituzione con quelle in acciaio) che vanno dal fiume Simeri fino alla zona di Germaneto e saranno realizzate le nuove condotte e ponte canale sul fiume Corace e completate le opere di presa della Vasca Simeri. Si comprende che questa parte centrale del completamento e ammodernamento dell'impianto irriguo nella zona di Germaneto, proprio dove insistono Università e Policlinico, Cittadella regionale e variante di tracciato della SS 106, va a completare la visione strategica della zona nevralgica della citta' Capoluogo come centro di smistamento dei servizi per l'intera regione: "Siamo orgogliosi -dichiara Grazioso Manno- di migliorare l'efficacia e l'efficenza di servizi diretti all'agricoltura in una zona che mutuando una nuova vocazione, mantiene scenari e paesaggi ma anche sicurezza idraulica e idrogeologica; senza trascurare che gli stessi servizi che, seppur diretti soprattutto a quel comparto agricolo che "manutiene" di per se qualsiasi territorio, vengono utilizzati anche per usi civici ed industriali". Ultimo aspetto di grandissima rilevanza - si fa rilevare nella nota - é quello che questi tre milioni di euro saranno dunque utilizzati per ammodernare e terminare un impianto irriguo che permetterà un notevole risparmio di acqua che, attraverso un maggiore e migliore utilizzo della Vasca Simeri, potrà essere ....

domenica 27 ottobre 2013

Racconti,Preghiere, e Preci verso San Simone protettore di Vincolise

si racconta :"CHE DURANTE LA TRAVERSATA DELL'OCEANO PER ANDARE IN AMERICA ,LUOGO DI EMIGRAZIONE, DI NOSTRI, TANTI VINCULISARI,DURANTE IL VIAGGIO UNA TEMPESTA MISE HA RISCHIO TUTTA LA NAVE E LA VITA DEI NOSTRI AVI,SI SPEZZO PER LA FORTE TEMPESTA UN ALBERO MAESTRO DELLA NAVE,I PASSEGGERI VEDENDO CIO' INIZIARONO AD INVOCARE IL NOSTRO SANTO PATRONO,IMPLORAVANO LA SUA INTERCESSIONE X NN FARLI AFFONDARE E SALVARLI,SENTIRONO UNA VOCE CHE LE DICEVA :_"ANIMA PAISANI MEI UN V'ACCORATI,CULIGNU L'AJU SUBBRA I SPADI MEI "_IMPROVVISAMENTE LA TEMPESTA SI PLACO',IL MARE SI CALMO',LA NAVE NON AFFONDO.....E TUTTI SI SALVARONO.Ancora oggi i nostri emigrati che stanno in america tornano x la festa nel borgo.....e se non possono venire non fanno mai mancare il loro contributo
GRIDO D'AMORE ,GRIDO DI FE' DA VINCOLISE SI ELEVA A TE...SOTTO L'OMBRA DEL NOSTRO GRAN SANTO SU VENITE GIULIVI E FESTANTI,SU VENITE ,DI STIMOLI SANTI LARGO STUOLO N'AVRETE NEL BEN...QUESTO E' L'INNO DI FERVIDI CUORI CHE IN LETIZIA NOI A TE RIVOLGIAMO E FEDELI DEVOTI NOI SIAMO,O SIMONE PROTEGGIMI TU..GRIDO D'AMORE GRIDO DI FE' DA VINCOLISE S'ELEVA A TE........


al cuor nostro con fervore si sprigiona di gioia un canto all'apostolo del signore nostro santo protettor. protettore della gente della nobil di Vincolise, t'acclamiamo con amore e di fiamma vive il cuor, come in vita a te fideli si votaru i padri nostri di quell'avi discendenti anche noi ti diamo il cuor. dal divino tuo potere consolarti nel dolore. siamo certi d'ottenere ogni grazia del signor....o San Simone de ….