Il vecchio proprietario dell'Albergo delle Fate (unico erede) dell'importante struttura attualmente abbandonata chiede che sia annullato l'atto notarile di vendita
Il Tribunale di Catanzaro si occuperà il prossimo 23 maggio della vicenda della proprietà del Grande Albergo delle Fate, storica struttura di Villaggio Mancuso nel territorio di Taverna tra le più votate lo scorso anno in un referendum nazionale Fai sui luoghi del cuore. L'udienza avrà come oggetto l'impugnazione da parte di Sveva Mancuso unica erede dell'ex titolare Silvano, dell'atto notarile di vendita della struttura a un altro privato. Sveva Mancuso, assistita legalmente dall'avvocato Antonello Talerico oltre a dichiarare la propria soddisfazione per l’inizio di tale iter giuridico, si dice "pronta a lottare con tutte le energie possibili per riappropriarsi di un bene che.....
La Notizia
venerdì 15 gennaio 2016
giovedì 14 gennaio 2016
La villetta degli orrori. Si sono svolti a Catanzaro i funerali della madre e della figlia dopo 3 anni dalla macabra scoperta. Domenico Belmonte (marito e padre delle vittime ) custodi per 8 anni i corpi delle 2 donne dopo averle barbaramente uccise
Chiuse le indagini della Procura di Santa Maria Capua Vetere
sulla morte di Elisabetta Grande e della figlia Maria Belmonte, i cui cadaveri, si ricorderà, furono rinvenuti in un'intercepadine dell'abitazione di famiglia in quel di Castel Volturno. Per il duplice omidicio risultano indagati, ad oggi, Domenico Belmonte (marito e padre delle vittime) e Salvatore Di Maiolo, genero del medico. La Procura contesta loro l'omicidio e l'occultamento di cadavere; reati, questi, aggravati dalla premeditazione. Intanto, durante il periodo delle festività natalizie, a tre anni dalla macabra scoperta, è arrivato il via libera ai funerali di Elisabetta Grande e di sua figlia Maria Belmonte; funerali blindati che si sono svolti, però, a Catanzaro e non a Castel Volturno, lontano dunque da Domenico Belmonte che, secondo l'accusa, avrebbe custodito i cadaveri delle due donne per ben otto anni. Sempre secondo l'accusa l'ex direttore sanitario del carcere di Poggioreale “ha violato diritto e buon costume”. I cadaveri delle due donne sono stati, in questi tre anni, custoditi nel reparto di medicina legale di Bari, a disposizione del consulente della Procura, Francesco Introna. Il magistrato Cozzolino, nel concedere il nulla osta ai funerali, non è entrata nel merito delle eventuali responsabilità di Belmonte per la morte della moglie e della figlia, ancora "sub judice", ma ha sottolineato che affidare a lui le...........
mercoledì 13 gennaio 2016
Chi è il sindaco più amato della Calabria? Classifica dei sindaci calabresi più amati meno amati dai cittadini
Crolla la fiducia nei Sindaci di Reggio Calabria e Messina: lo certifica il prestigioso sondaggio “Governance Poll” di Ipr Marketing-Il Sole 24 Ore che ogni anno misura il gradimento dei sindaci da parte di cittadini. Il giovane sindaco di Reggio, Giuseppe Falcomatà, lo scorso anno era stato eletto da pochi mesi e si trovava al 4° posto di questa speciale classifica con il 62% del gradimento, ma adesso dopo un anno di governo è crollato al 41° con un gradimento del 55%, in calo di ben 7 punti percentuali rispetto allo scorso anno.
Non va meglio al primo cittadino di Messina, Renato Accorinti che è al terzo anno di governo e che ha visto il proprio consenso crollare di anno in anno: si trova addirittura all’89° posto, in fondo alla classifica, con il 48% di gradimento, in netto calo (-4%) rispetto ad un anno fa.
Il sindaco più amato d’Italia è quello di Lecce, Paolo Perrone, esponente di Forza Italia. Al secondo posto il Sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, anche lui del centro/destra, e il Sindaco di PesaroMatteo Ricci, del Partito Democratico. Tra i big, bene i sindaci del centro/sinistra di Firenze, Torino e Milano, Dario Nardella, Piero Fassino e Giuliano Pisapia mentre sono in difficoltà i sindaci dei 5 Stelle.
Il consenso medio per i sindaci cresce al 54,8% (+1,4 punti in più) grazie ai buoni risultati degli eletti nel 2015. Al quarto posto, nella classifica sul gradimento, c’è un ex aequo per il sindaco di FermoPaolo Calcinaro e Piero Fassino, il presidente dell’Anci e primo cittadino di Torino. Al quinto posto il vincitore della scorsa edizione, il sindaco di Firenze Dario Nardella, che condivide il 59,5% di consensi con un altro toscano, Alessandro Tambellini di Lucca, e con il sindaco leghista di PadovaMassimo Bitonci. In fondo alla classifica invece due sindaci alla guida di città ”difficili” come Crotone e Alessandria.
Il sindaco di Milano Giuliano Pisapia, al 18° posto, segna un +7,3% di gradimento rispetto a quello fatto registrare lo scorso anno, testimoniando che non è scontato diminuire il proprio gradimento ogni anno che passa. Milano sta vivendo un momento di grande crescita sull’onda lunga dell’Expo e il risultato si riverbera anche sul consenso nei confronti dell’amministrazione comunale.
Tra gli altri sindaci delle città più grandi, il primo cittadino di..........
lunedì 11 gennaio 2016
sabato 9 gennaio 2016
Una Tangenziale altamente pericolosa "forse ci accorgiamo delle cose quando succedono le tragedie"
È vero, forse ci accorgiamo delle cose quando succedono le tragedie abbiamo la capacità di percepire la realtà quando veniamo messi di fronte all’evidenza. Non si tratta di essere poco
intelligenti ma di non essere miopi dinnanzi a ciò che ci circonda. Si, è anche vero che noi poveri e semplici esseri umani non possediamo né una bacchetta magica né tanto meno dei super poteri e quindi molte cose probabilmente non riusciremmo a evitarle ma forse potremmo far si che succeda qualche evento spiacevole di meno. Molti, troppi invece sono stati “gli eventi spiacevoli” che vanno sotto il nome di incidenti, caratterizzati dalla loro minore o maggiore gravità, sulla Tangenziale di Catanzaro, ultimo in ordine di tempo il tragico incidente in cui a perdere la vita è stato un ragazzo giovanissimo di neanche trent’anni, un ragazzo nel cuore della sua esistenza. Eppure nonostante queste grandi o piccole tragedie che si ripetono quasi a ruota con una cadenza quasi perfetta , coloro che amministrano la Città ad ogni titolo nulla o poco nulla stanno facendo o hanno fatto per porre qualche rimedio vero e serio alle tante criticità che presenta una delle arterie più pericolose della Città. Si potrebbero citare, a titolo meramente rappresentativo dei vari problemi presenti durante tutto il suo tracciato, due criticità. La prima si manifesta in tutta la sua pericolosità nella zona dell'Istituto Agrario, difatti in quella parte di strada chi proviene dalla Sila o dal Quartiere Janò che dir si voglia, deve girare la testa alla maniera di un gufo per fermarsi e dar la precedenza a chi proviene dalla tangenziale ovest che sta in basso, e allora ci si chiede ma chi è che a Catanzaro odia tanto le rotatorie da non riuscire a capire che li una tale infrastruttura sarebbe la cosa migliore? La seconda, non ultima, criticità riguarda proprio il tratto ovest della Tangenziale nel punto in cui si incrociano diverse direzioni, ossia Via Gioacchino da Fiore, Via Tommaso Campanella e Via Corrado Alvaro oltre che il tratto iniziale di Viale de Filippis (altra strada della morte), bene percorrendo questo tratto di strada (per capirci siamo nella zona della sede dell’Agenzia delle Entrate) ci si chiede ma perché Catanzaro deve sempre essere una Città arretrata e caotica? Perché su questo tratto di strada non si...........
intelligenti ma di non essere miopi dinnanzi a ciò che ci circonda. Si, è anche vero che noi poveri e semplici esseri umani non possediamo né una bacchetta magica né tanto meno dei super poteri e quindi molte cose probabilmente non riusciremmo a evitarle ma forse potremmo far si che succeda qualche evento spiacevole di meno. Molti, troppi invece sono stati “gli eventi spiacevoli” che vanno sotto il nome di incidenti, caratterizzati dalla loro minore o maggiore gravità, sulla Tangenziale di Catanzaro, ultimo in ordine di tempo il tragico incidente in cui a perdere la vita è stato un ragazzo giovanissimo di neanche trent’anni, un ragazzo nel cuore della sua esistenza. Eppure nonostante queste grandi o piccole tragedie che si ripetono quasi a ruota con una cadenza quasi perfetta , coloro che amministrano la Città ad ogni titolo nulla o poco nulla stanno facendo o hanno fatto per porre qualche rimedio vero e serio alle tante criticità che presenta una delle arterie più pericolose della Città. Si potrebbero citare, a titolo meramente rappresentativo dei vari problemi presenti durante tutto il suo tracciato, due criticità. La prima si manifesta in tutta la sua pericolosità nella zona dell'Istituto Agrario, difatti in quella parte di strada chi proviene dalla Sila o dal Quartiere Janò che dir si voglia, deve girare la testa alla maniera di un gufo per fermarsi e dar la precedenza a chi proviene dalla tangenziale ovest che sta in basso, e allora ci si chiede ma chi è che a Catanzaro odia tanto le rotatorie da non riuscire a capire che li una tale infrastruttura sarebbe la cosa migliore? La seconda, non ultima, criticità riguarda proprio il tratto ovest della Tangenziale nel punto in cui si incrociano diverse direzioni, ossia Via Gioacchino da Fiore, Via Tommaso Campanella e Via Corrado Alvaro oltre che il tratto iniziale di Viale de Filippis (altra strada della morte), bene percorrendo questo tratto di strada (per capirci siamo nella zona della sede dell’Agenzia delle Entrate) ci si chiede ma perché Catanzaro deve sempre essere una Città arretrata e caotica? Perché su questo tratto di strada non si...........
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