Nel leggere quanto pubblicato su catanzaroinforma.it, relativamente alla questione dell’ufficio postale di Zagarise, sono rimasto veramente basito dinnanzi alle dichiarazioni rese dal primo cittadino Domenico Gallelli: “falso allarmismo per delegittimare il nostro operato”. Un operato inesistente che si delegittima da solo, perché ricorda quello del baco da seta.
Ci tengo a precisare che, per quanto riguarda l’ufficio postale, nessuno ha avuto intenzione di creare disagio alla popolazione di Zagarise. Per dovere di cronaca, è necessario raccontare la verità, in modo che tutti siano edotti sull’accaduto.
All’inizio aprile 2014, un professionista del luogo redige una perizia nella quale viene evidenziato l’avallamento del soffitto e dei pilastri lesionati all’interno del negozio di Raimondo, sottostante i locali del bar, che ho gestito, ubicati in via G. Marconi.
La perizia viene consegnata al legale che mi rappresenta, Ugo Custo, anche avvocato di Raimondo. Invita il collega della controparte, Basile, rappresentante legale della proprietaria degli immobili in questione, Faragò Gioconda, a far prendere seri provvedimenti per sanare la situazione della struttura.
Basile risponde facendo sapere che la proprietaria è intenzionata a prendere provvedimenti per riparare lo stabile. Verso la fine di settembre 2014, siccome i provvedimenti che erano stati garantiti dalla proprietaria non erano ancora stati presi, ho chiamato i vigili del fuoco che hanno constatato lo stato di degrado della struttura tanto da rappresentare un forte rischio e pericolo per la comunità. Hanno così pensato di avvalersi della consulenza tecnica di un loro ingegnere per redigere un verbale in merito ed erano presenti sul posto, oltre ai vigili del fuoco, anche il maresciallo della stazione dei carabinieri di Zagarise e il responsabile dell’ufficio tecnico comunale arch. Paolo Raimondo. A seguito del sopralluogo dei locali di Raimondo e del bar, i vigili del fuoco mi hanno intimato di chiudere il locale, in presenza dei testimoni prima menzionati, aggiungendo: “Se cede la struttura del bar, la colpa è sua”.
Nel mese di ottobre 2014 i vigili del fuoco invitano il sindaco ad effettuare i dovuti accertamenti, che consistevano nel richiedere alla proprietaria della struttura una perizia approfondita di tutta la struttura (solai e muri). La proprietaria incarica un tecnico di fiducia, nonché di stretta familiarità: il genero, nella persona dell’ing. Salvatore Rolese, il quale realizza una perizia giurata, senza eseguire nessuna prova pratica di staticità, come richiesto dai vigili del fuoco. Oltrettutto posso decisamente affermare che, a conoscenza del rapporto di parentela con la proprietaria, è palesemente evidente il conflitto di interesse.
Il primo cittadino accetta una perizia giurata teorica, basata solo su calcoli matematici e viziata dal conflitto di interesse, calpestando così le perizie e i solleciti dei vigili del fuoco, che sono al momento gli unici attendibili.
Quindi, cari cittadini di Zagarise, io mi sono solo occupato degli interessi del mio esercizio commerciale, che, ad oggi, rimane chiuso al pubblico, per le motivazioni espresse. Comunque, c’è da dire che sono passati ben due anni, prima che il sindaco prendesse una decisione in merito (mi riferisco alla chiusura momentanea delle poste) perché, per fare finalmente chiarezza,nel frattempo ho pagato e incaricato l’ing. Colosimo che ha redatto “la controperizia”, che metteva in ridicolo punto per punto la perizia dell’ing. Rolese, e che......................














