Il mese di luglio anche per l’antico borgo di Sellia era un
mese molto caldo, il più caldo dell’anno. Erano molte le famiglie che proprio
in questo periodo scendevano nei vari terreni a valle per rimanerci stabilmente
almeno sino all’autunno, comunque non prima di aver “Mpurnatu i ficu tosti”
ghiotta provvista per l’inverno. Erano tantissime le famiglie che avevano anche
un piccolissimo terreno che si prestava per “a Macchja” dove vi si seminava di tutto,
l’ortaggio principe era “a fagiolina” che senza dubbio dopo le olive, i ficu e
i cerasi, era l’alimento che si produceva di più nelle campagne di Sellia. Ogni " Cavuna” (anche nel periodo di massima siccità estiva) aveva la sua buona riserva d’acqua, erano veramente tante
“ le Cibbie” che davano molta acqua per irrigare i numerosi orti. Soprattutto
lungo la riva del fiume Simeri “ I Macchj “ si perdevano a vista d’occhio
spesso non superavano i 20 metri di larghezze per 40 di lunghezza garantendo
cosi a tante famiglie di avere il proprio orto estivo che garantiva tante provviste
di fagiola, zucchine, ecc… Tutti i vari
proprietari partecipavano attivamente affinché
l’acquaru risultasse sempre pulito per garantire un buon deflusso
dell’acqua che veniva convogliata dal
fiume Simeri. Per annaffiare si rispettavano delle precise regole di turnazione, chi arrivava per primo la mattina iniziava ad
annafiare, dunque la mattina presto quando ancora nel cielo si poteva ammirare
qualche lontano pianeta, molte persone
caricavano “”a vertula” sul proprio somarello ( vertula che sicuramente si
sarebbe riempita di tante prelibatezze oltre ai fagiolini tanti cetrioli,
zucchine talli juri, melanzane ecc..) si
partiva presto anche per far ritorno prima delle ore più calde della giornata.
In questo periodo....
“a fagiolina” veniva preparata in mille modi, le saggie
massaie cercavano tante varianti nel prepararli riuscendo sempre nel riscuotere
un buon successo anche verso i bambini i quali erano molto ghiotti dei piccoli
chicchi di fagioli ancora verdi. In questo periodo veniva raccolto l’origano
spezia prelibata che non potevano assolutamente mancare appesi fuori dalle
porte ad essiccare; a proposito ecco un simpatico proverbio sull’origano: Cornu nculu d’atri è filu d’ariganu.- Il corno nel sedere degli altri è un filo di origano-
(riferito alle sfortune degli altri che per noi sono poca cosa o non ci toccano affatto).
Arrivederci al mese d’agosto un saluto da zagor*
Autore Sellia racconta, ricerca storica di Sellia Racconta. Si raccomanda a chiunque ne faccia uso (anche in forma parziale) di inserire chiaro riferimento della fonte
