Alcune migliaia di persone hanno partecipato a Sellia Marina al
funerale di Matteo, il bambino di dodici anni travolto ed ucciso da un
suv guidato da un ragazzo romeno di 26 anni. La bara bianca, avvolta da
fiori, è stata portata in spalle nella piazza centrale del paese dove è
stato celebrato il rito funebre. Numerosi sacerdoti hanno celebrato la
messa mentre l’arcivescovo, mons. Vincenzo Vertolone, ha inviato un
messaggio. Alla cerimonia c’erano anche gli alunni della scuola media ed
in particolare i compagni di classe di Matteo che stringevano tra le
mani un fiore bianco. Decine gli striscioni ed i manifesti con la
scritta “Ciao Matteo”. L’intero paese ha osservato il lutto cittadino
proclamato dal sindaco. Nel corso dell’omelia, il parroco, don Giuseppe,
ha invitato tutti al silenzio per “meditare sul mistero della morte, su
ciò che è avvenuto sabato mattina. E pregare per Matteo che è in
Paradiso. Sarà il nostro angelo custode”. Poi ha lanciato un appello
perché “Matteo sia l’ultima vittima della maledetta strada statale 106”.
È un messaggio di coraggio quello di mons. Bertolone il quale ha
ricordato che “ci sono momenti in cui si deve prediligere il silenzio
per ascoltare la voce dell’anima, che si leva ad implorare la
misericordia del cielo sulla terra. Penso con intima, umana
compartecipazione alla sofferenza indicibile vissuta in queste ore dai
familiari, dagli amici e dalla comunità di Sellia”. il parroco don Giuseppe Cosentino nel corso dell'omelia rivolgendosi alle istituzioni di ogni livello: "Da sei anni che siamo parroci in questo paese - ha detto
-
abbiamo istituito una messa per i giovani vittime della strada statale
106. Vi esortiamo, tutti, perché Matteo possa essere l'ultimo". Un grido
di dolore perché possano essere adottati interventi concreti di messa
in sicurezza. Quindi, da parte del parroco, un appello anche alla
comunità: "Non doveva succedere, ma è successo.
Ed
allora cosa bisogna fare ora? La prima risposta è ...
la rabbia, il
giudizio, la condanna, ma questo non cambia la storia. Ed allora c'è
bisogno di silenzio e preghiera". Il sacerdote ha aggiunto: "Matteo sarà
l'angelo custode del nostro oratorio parrocchiale. Sellia Marina, in
questi giorni, ha dimostrato maturità, compostezza e compattezza.
Staremo vicini alla famiglia di Matteo e lui ci attenderà in paradiso".
In piazza tanti palloncini e nastri, con i colori celeste, bianco e oro.
"Celeste - ha detto don Giuseppe - come un bimbo che nasce; bianco come la purezza di Matteo e oro perché ora lui è in paradiso, come segno di divinità". Tanti anche gli striscioni affissi in ogni angolo, tutti con il volto di Matteo. Quindi i suoi compagni di scuola, con indosso una maglietta bianca e una rosa bianca in mano.
Al termine della
cerimonia funebre il padre, la mamma e il fratello di Matteo sono stati
chiamati dal parroco ed è stata consegnata loro dalla comunità di Sellia
Marina la statua di un angelo addormentato. I compagni di classe di
Matteo hanno letto, infine, dei messaggi per ricordare il loro amico.
Resterà in carcere, Andrei
Valentin Epure, il romeno che con un suv ha travolto
ed ucciso il dodicenne Matteo Battaglia. Lo ha deciso il giudice
per le indagini preliminari, Tiziana Macrì, che ha convalidato
il fermo del ventiseienne. Durante l'udienza, alla quale ha
partecipato l'avvocato Alessio Spadafora, il romeno ha chiesto
perdono alla famiglia di Matteo.