venerdì 10 giugno 2016
Se l'utopia non è un sogno, Zagarise esiste" Considerazioni sul libro: " Fotogrammi Zagarisani" scritto da Giuseppe Murabito.
Ho acquistato il libro dal titolo “ Fotogrammi Zagaritani ”, scritto da Giuseppe Murabito,
definirei suggestivo l’inizio del libro, per tutte le foto d’epoca che ritraggono quelle lontanissime famiglie numerose, tutti gli artigiani, gli amanti della caccia e tutti i personaggi che sono eccelsi nei vari ambiti professionali, dalla medicina allo sport., lasciando ricordi indelebili nel libro dei ricordi, nella storia e nella cultura di Zagarise, questo splendido borgo medievale, una piccola gemma incastonata nella cornice della presila catanzarese. Personalmente mi sarei soffermato su alcuni nomi, su alcune famiglie e su alcuni personaggi che, come tali, hanno dato un grosso contributo al paese, ed avrei evitato di scivolare su una buccia di banana, come Al Capone, sprofondando, paradossalmente, nel ridicolo. Mi riferisco alle pietose pagine politiche. Da un docente che ha fatto la storia della scuola elementare di Zagarise, come Giuseppe Murabito, guidando diverse generazioni in quel percorso culturale di formazione primaria, mi sarei aspettato maggiore obiettività. Non condivido, ad esempio, in toto la pagina dedicata all’Amministrazione Bulotta, che Zagarise ricorda, ancora, ed alla quale guarda in maniera nostalgica, nemmeno un cenno a quel grande processo di urbanizzazione, gli acquedotti, l’edificio scolastico ecc.. la struttura del Centro di Informazione Turistica non è un’opera attribuibile al Sindaco Cecè Pagliaro, (se la memoria non mi inganna esisteva al posto della struttura un Bocciofilo),la cui amministrazione, non del tutto sprovveduta, ha creato una grande spaccatura nel tessuto sociale zagaritano. Ed è proprio a questa amministrazione che avrei dato ampio spazio, anche perché Pino Murabito, in primis, e tutti gli altri amici di partito, hanno vissuto le amare vicissitudini, per ben 15 anni, tra l’altro ha omesso due particolari molto importanti: il Sindaco attuale e lo stesso Piero Raimondo, sono figli d’arte di Cecè Pagliaro, in quanto provenienti entrambi dallo stesso vivaio, con la differenza sostanziale che Piero Raimondo si è liberato, sin da subito , della sua scomoda presenza, perché sicuro ed intraprendente, in completa autonomia decisionale ed operativa, vero politico, a differenza del sindaco attuale, insicuro, per il quale Pagliaro rappresenta un punto di riferimento, in parole povere la sua ombra. A Piero Raimondo, che viene descritto come il giovane Narciso, figura mitologica di indescrivibile bellezza, al punto tale che finì con l’innamorarsi di se stesso, si deve il processo di metanizzazione, la struttura del Centro di Informazione Turistica, il Borgo Paradiso, il Parco avventura, il Museo dell’Olio, la pavimentazione del Centro Storico tutto, non solo l’illuminazione, il restauro della Torre Normanna, con la relativa entrata nel circuito dei Castelli, l’acquisto dell’osservatore astronomico della Torre stessa, la pavimentazione di Piazza Cesare Battisti, la Città del West, vanificata dall’attuale Amministrazione, le strade interpoderali, l’acquisto delle due navette per la Città del West, di un nuovo Scuolabus per i ragazzi che viaggiano a Sersale per frequentare il Liceo Scientifico e l’Istituto Agrario, ecc.. la descrizione del Sindaco Gallelli, come un giovane sicuro di sé, non mi convince, perché un giovane sicuro di sé non conferisce da subito un incarico ad un legale, un giovane sicuro di sé non si lascia guidare da un’ex Sindaco, capace di lacerare socialmente il paese. Niente di quello scritto sull’Amministrazione attuale coincide al vero, da quanto emerso dai sondaggi popolari e da come si presenta il territorio a chi viene da fuori. Mettiamo a confronto le due Amministrazioni Raimondo e Gallelli, i collaboratori del primo, scrive Murabito, non hanno dato un contributo illuminato, mentre gli attuali vengono descritti come persone serie, valenti e piene di entusiasmo. I precedenti collaboratori hanno avuto, a mio avviso, uno spirito di squadra, tutte persone serie, laureate o quasi, diplomate, alcuni dei quali con un excursus politico alle spalle, con molti riferimenti politici, che hanno determinato l’arrivo di contributi a livello finanziario, finalizzati alla realizzazione di diversi progetti. Gli attuali non sono affatto valenti per la collettività, ma per se stessi (vedi il Sindaco) o per i diretti familiari (vedi il consigliere delegato al Commercio o il Presidente del Consiglio). Lo spreco a livello finanziario della precedente amministrazione, mi fa ridere, ma non è l’attuale che ha sforato il patto di stabilità? Le spese per il Legale, non sono forse uno spreco di denaro pubblico? Per tutte le altre attenzioni da parte dell’attuale Amministrazione, di cui si ...............parla nel libro, al lavoro giovanile, alla cultura, allo sport ecc., Zagarise appare ai soli occhi di Murabito, una piccola Los Angeles, con la sostanziale differenza di una viabilità pietosa (strade letteralmente dissestate), cooperative costituende (?), cultura (quale?), trasporti (collegamenti assenti o quasi), servizi (quali?), raccolta differenziata ( che fine ha fatto lo sconto sulle bollette, annunciato e acclamato durante la.............
campagna elettorale? La tassa è in netto aumento, invece), lo sport (vedi il Sersale in serie D, ed i nostri ragazzi non hanno nemmeno il campo dove disputare le partite di calcio, anche se a breve la nostra brava amministrazione darà vita, altra promessa, allo stadio di San Siro 2). Per quanto riguarda la riuscita della raccolta differenziata, il tributo non va all’amministrazione Gallelli, ma solo ed esclusivamente al popolo, che adempie a tale dovere, senza niente in cambio. Comunque preferisco chiudere, ci sarebbero fiumi di parole da spendere su questa amministrazione inutile e priva di contenuti, altrimenti rischierei di entrare in netta competizione con il maestro Pino Murabito, come scrittore ed auguro, concludendo, a questi geni della politica zagaritana di dare vita a quei progetti di alto profilo, quasi ambiziosi, di cui si parla nel libro, anche se, fondamentalmente, rimango della mia modesta opinione, che rimane e rimarrà solo utopia.
NB: A Giuseppe Murabito chiedo che ci sia un seguito a questo libro e di essere un pochino più obiettivo ...il materiale non gli mancherà basta che guarda il video sul polifunzionale alzando il volume https://www.youtube.com/watch?v=qAJQYoyU7Sg buona visione .
riceviamo e pubblichiamo
Domenico Dragone
