mercoledì 1 aprile 2026

Diga sul fiume Melito, mai realizzata macostata più di 100 mln di euro. Ma nessuno pagherà per questo danno enorme.

 


Nessuna responsabilità erariale per la mancata realizzazione della Diga sul Melito. È questo l’esito della discussione in camera di consiglio da parte della Corte dei Conti che, con la sentenza 88/2026, ha chiuso il....

procedimento a carico del Consorzio di Bonifica Ionio Catanzarese (ente in liquidazione) e di due ex dirigenti del Consorzio per i quali la Procura regionale aveva chiesto la condanna al risarcimento della somma di oltre 260 milioni di euro

La Diga sul fiume Melito sarebbe dovuta sorgere tra i comuni di Gimigliano, Sorbo San Basile e Fossato Serralta, a ridosso del capoluogo di regione. L’opera, ideata all’inizio degli anni’80, prevedeva la realizzazione di un invaso da 106 milioni di metri cubi d’acqua a servizio di circa 500mila persone. L’infrastruttura, considerata un'opera strategica, avrebbe dovuto costituire uno dei più grandi invasi nel panorama nazionale, utile a risolvere l’annosa e attuale questione della carenza d'acqua e avrebbe consentito la produzione di energia idroelettrica in grado di soddisfare le esigenze di circa cinquanta Comuni. Non è mai stata realizzata, ma è comunque costata più di 100 mln di euro. Nei mesi scorsi, a conclusione delle indagini, la Procura contabile riteneva di aver identificato numerosi profili di responsabilità erariale da parte dei destinatari del provvedi.

La realizzazione dell’importante opera ha manifestato criticità legate a contestazioni con le società appaltatrici  e sospensione dei medesimi lavori per una vertenza con il Ministero per i Beni Culturali e Ambientali e con il Ministero dei Lavori Pubblici in ordine all’assoggettamento a valutazione di impatto ambientale dell’opera. Sono seguiti contenziosi originati dalle riserve iscritte nella contabilità da parte delle società appaltatrici, risoluzione del rapporto con ultima società esecutrice per il sopravvenire a suo carico di una informativa antimafia (nel 2010) , ed infine si è verificata la sospensione del finanziamento da parte del Ministero competente (nel 2011), richiamando la necessità di adeguare il progetto alle nuove prescrizioni in materia di sicurezza delle dighe.



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