Socio di una piccola cooperativa che piazzava impianti solari porta a porta, in pochi anni, ha scalato le vette della green economy italiana. Un’escalation sospetta, secondo gli inquirenti, che, dietro tanta fortuna, vedono l’ombra di Cosa nostra. I dubbi degli investigatori, ora, pero’, sono anche i dubbi dei giudici che hanno sequestrato il patrimonio di Nicastri: societa’ e beni per un miliardo e mezzo di euro. L’imprenditore trapanese dovrebbe il suo successo ai soldi dei mafiosi che avrebbero deciso di investire nelle energie alternative. Lo proverebbero i suoi rapporti con il superlatitante Matteo Messina Denaro, considerato il nuovo capo della mafia siciliana, e la sproporzione tra i redditi puliti e l’immenso patrimonio accumulato. Protagonista, negli anni ’90, di una delle tante tangentopoli siciliane, reo confesso, ha patteggiato una condanna per corruzione, ma ha evitato il carcere. In cella, pero’, Nicastri e’ finito l’anno scorso assieme al presidente del Calcio Benevento, entrambi erano accusati di una maxitruffa allo Stato escogitata per avere fondi pubblici per l’energia eolica. Scarcerato, il ”signore del vento”, attualmente e’ libero. Dopo il solare – seppure su scala ‘casalinga’ – l’alcamese ha puntato sull’eolico.
giovedì 16 settembre 2010
Eolico un enorme affare per la 'ndrangheta Calabrese e Mafia Siciliana.
Nell’ambiente lo chiamavano ”il signore del vento”, una definizione colorita che descrive bene l’immenso impero costruito da un 54 enne,Siciliano di Alcamo, leader nazionale nel settore dell’eolico.Solo negli ultimi otto mesi ha avuto ben 45 autorizzazioni per avviare progetti di parchi eloici in Calabria. Nicastri ha costituito 43 società di capitali in giro per l'Italia di queste 4 hanno sede a Lamezia Terme, (Catanzaro) La timeo 1-2 e la seneca 1-2.A Lamezia aveva trovato anche l'amore sposandosi in seconde nozze con una donna più giovane di 21 anni anche lei indagata.

Socio di una piccola cooperativa che piazzava impianti solari porta a porta, in pochi anni, ha scalato le vette della green economy italiana. Un’escalation sospetta, secondo gli inquirenti, che, dietro tanta fortuna, vedono l’ombra di Cosa nostra. I dubbi degli investigatori, ora, pero’, sono anche i dubbi dei giudici che hanno sequestrato il patrimonio di Nicastri: societa’ e beni per un miliardo e mezzo di euro. L’imprenditore trapanese dovrebbe il suo successo ai soldi dei mafiosi che avrebbero deciso di investire nelle energie alternative. Lo proverebbero i suoi rapporti con il superlatitante Matteo Messina Denaro, considerato il nuovo capo della mafia siciliana, e la sproporzione tra i redditi puliti e l’immenso patrimonio accumulato. Protagonista, negli anni ’90, di una delle tante tangentopoli siciliane, reo confesso, ha patteggiato una condanna per corruzione, ma ha evitato il carcere. In cella, pero’, Nicastri e’ finito l’anno scorso assieme al presidente del Calcio Benevento, entrambi erano accusati di una maxitruffa allo Stato escogitata per avere fondi pubblici per l’energia eolica. Scarcerato, il ”signore del vento”, attualmente e’ libero. Dopo il solare – seppure su scala ‘casalinga’ – l’alcamese ha puntato sull’eolico.
Socio di una piccola cooperativa che piazzava impianti solari porta a porta, in pochi anni, ha scalato le vette della green economy italiana. Un’escalation sospetta, secondo gli inquirenti, che, dietro tanta fortuna, vedono l’ombra di Cosa nostra. I dubbi degli investigatori, ora, pero’, sono anche i dubbi dei giudici che hanno sequestrato il patrimonio di Nicastri: societa’ e beni per un miliardo e mezzo di euro. L’imprenditore trapanese dovrebbe il suo successo ai soldi dei mafiosi che avrebbero deciso di investire nelle energie alternative. Lo proverebbero i suoi rapporti con il superlatitante Matteo Messina Denaro, considerato il nuovo capo della mafia siciliana, e la sproporzione tra i redditi puliti e l’immenso patrimonio accumulato. Protagonista, negli anni ’90, di una delle tante tangentopoli siciliane, reo confesso, ha patteggiato una condanna per corruzione, ma ha evitato il carcere. In cella, pero’, Nicastri e’ finito l’anno scorso assieme al presidente del Calcio Benevento, entrambi erano accusati di una maxitruffa allo Stato escogitata per avere fondi pubblici per l’energia eolica. Scarcerato, il ”signore del vento”, attualmente e’ libero. Dopo il solare – seppure su scala ‘casalinga’ – l’alcamese ha puntato sull’eolico.
mercoledì 15 settembre 2010
Portabella penninu (seconda parte )
Vicino a putica di Coppoletta c’era già “nu muscarizzu e battelli” di ogni età .Io ogni sera che salivo non potevo fare a meno di andare a vedere la mia ex casetta, dove ero nato, stava ancora lì, pericolante come un pugile che dopo aver ricevuto un mare di pugni non vuole crollare,barcolla ma non crolla; ogni volta mi scappavano le lacrime, la ferita era ancora aperta e mai più si sarebbe cicatrizzata .
Ecco Tonino “fidanzatu cu una e ne futtuliava decia” e tutte a pendere dalle sue labbra (domani mi rimetto di nuovo la brillantina) Gianni invece andava quasi ogni sera da un benestante, uno dei pochi,che gli dava sempre… non dei panni, nè tanto meno soldi, ma libri, uno lo consegnava e un altro lo prendeva in prestito, leggeva molto; io molte volte ci avevo provato a leggere qualche romanzo d’avventura ma alla prima pagina gli occhi bruciavano forte, così per evitare pericoli lo riponevo con cura. Mimmo stava sempre vicino a me, ci passavamo pochi giorni essendo nati lo stesso mese (vuoi vedere che il nostro essere imbranati con le donne dipendeva dal segno zodiacale?) Quella sera sucesse qualcosa di strano che solo a distanza di tempo capii veramente. Avevamo fatto tardi, domani era Domenica, la raccolta delle olive erano finite da un pezzo così potevamo fare un po' più tardi, erano quasi le 11 di sera, scendevamo "Portabella penninu" tutti e quattro spensierati, e per essere sincero anche un po' brilli per alcuni bicchieri di vino che avevamo bevuto a na putica. Non si vedeva niente, buio pesto ma noi caminavamo con passo spedito conoscendo a memoria ogni singolo gradino; all'improvviso un vento gelido, il cielo era nuvolo ma una timida luna piena stava per uscire da dietro le nuvole, in pochi secondi un qualcosa ci attraversò, di che cosa si trattava? Io non l'avevo visto bene ma sembrava un cane, si un...........
martedì 14 settembre 2010
Portabella penninu (Prima parte )
La storia che vi racconterò tratta un argomento particolare, all’inizio direte: "io non credo a queste stupidaggini", alla fine quando avrete letto tutto il racconto, come minimo qualche dubbio sorgerà nei vostri pensieri. Siamo negli anni 50, Sellia è divisa in due, anzi in tre, vista la separazione con Sellia Marina nel 1956. Io mi chiamo Nicola (nome di fantasia ) abito nel nuovo rione Madonna della Neve in una delle tante casette costruite dopo il terribile alluvione del 1943, ho fatto 17 anni da poco, ovviamente senza nessuna festa come invece è consuetudine fare oggi; avevamo ben poco da festeggiare, da lì a pochi mesi sarei partito per sempre nel nord Italia alla ricerca di fortuna come anche quasi tutti i miei amici. Lavoro zero, prospettive future rimanendo a Sellia sotto zero ,dunque si era costretti ad emigrare, anzi io ero un po’ più fortunato. Alcuni miei ex compagni di scuola erano partiti a quindici, sedici anni. Mi piangeva il cuore, io volevo rimanere a Sellia ma la famiglia nutriva aspettative su di me che ero il più grande, e lavorando avrei potuto aiutarla spedendo mensilmente dei soldi, come del resto lo facevano in molti, facendo arrivare puntualmente i soldi alla posta anche dall’America. La sera ci ritrovavamo con i miei tre inseparabili amici pronti per salire a Sellia, lì era il nostro cuore, avendoci vissuto l’infanzia gli anni più belli, più spensierati. Salivamo quasi ogni sera, non potevamo starne lontani. "I barraccuni”(cosi venivano chiamate le prime casupole di legno costruite nell’immediato dopo alluvione) non ci appartenevano, troppo fredde, case tutte uguali costruite senza la percezione degli spazi. Ecco che arrivano gli altri: Tonino “u fimminaru “ era proprio "nu sciupa femmin"e era arrivato alla sua 4° fidanzata, metteva nei capelli una specie di brillantina che attirava le donne come mosche (anch’io provai diverse volte a mettermi la brillantina ma ottenevo con le donne l’effetto opposto (attirando solo mosche). Ecco che arriva Gianni "u chju mala cummenatu" metteva sempre panni riciclati all’infinito, non è che noi vestivamo meglio, ma almeno le nostre mamme erano brave a camuffare con vari accorgimenti i vari panni messi e rimessi, la mamma di Gianni lavorava a giornata nei campi, suo papà invece non era più tornato a casa dopo la grande guerra dato per disperso, il suo corpo non era stato ritrovato. Ultimo come al solito arrivava Mimmo, mi sollevava vederlo perché ogni volta che pensavo al mio........
lunedì 13 settembre 2010
Premessa al racconto "Portabella penninu"
La storia che vi racconterò tratta un argomento delicato "I lupipampini"certo dirà qualcuno, per chi ancora ci crede;siamo nel 2010 sappiamo benissimo che erano favolette popolari narrate al focolare durante le lunghe e gelide serate invernali la televisione doveva ancora arrivare,i libri erano merce rara e venivano letti da pochi e i bravi anziani viaggiavano con la fantasia incuotendo paura nei bambini ma ora neppure i bambini ci crederebbero più sapendo benissimo che scientificamente non possono esistere. Certo ognuno la può pensare come meglio crede fatto sta, che ciò che vi racconterò non è successo 100 anni fa ma più o meno circa ‘50 anni fa all'inizio degli anni ‘60.

Ecco come viene descritta in medicina questa forma di malattia: "Si chiama comunemente licantropia clinica quella patologia mentale che costringe chi ne soffre a voler assomigliare a un lupo nell'aspetto ma principalmente nel comportamento, negli stadi più gravi i malati desiderano cibarsi di carne cruda, a volte umana, e di sangue.Fa parte della branca delle teriantropie (di cui rappresenta certamente la variante più diffusa) ovvero una psicopatia che costringe chi ne soffre a credersi un animale di una specie in particolare o meno (sono numerosi infatti i casi in cui i teriantropi non sono coscienti di una specifica identità animale ma si credono semplicemente degli Animali-Umani.Vi sono numerosi esempi di assassini psicopatici che hanno dilaniato i corpi delle proprie vittime coi denti e ne hanno addirittura mangiato il cuore.Un malato famoso è il boss stragista di mafia Nitto Santapaola, talmente crudele nei suoi delitti da indurre i dirigenti delle indagini su di lui a pensare che la sua appartenenza a Cosa Nostra sia solo un pretesto per uccidere". Io l'ho visto "u lupipampinu" i miei amici l'hanno visto ed ancora oggi quando ci incontriamo sopratutto nel periodo estivo ci viene la pelle d'oca rievocando quell’episodio e guardando da lontano l'affascinante portabella che da circa 50 anni ne io ne i miei amici dell'epoca non abbiamo più percorso a piedi,ma neppure in compagnia. Il mio nome è Nicola (nome di fantasia) come del ..............resto tutti i nomi presenti nel racconto, che badate bene rimane l'unica fantasia inserita, il resto e vero, almeno per noi che lo abbiamo vissuto in prima persona, pensate che per molti anni dopo quella terribile esperienza evitavamo di parlarne anche tra di noi cercando inutilmente di cancellarla, eliminarla definitivamente dai nostri ricordi. Solo a distanza di parecchi anni, abbiamo deciso di raccontarla nella certezza che anche il più incredulo,il più razionale pensiero umano, dopo aver ascoltato, letto questo particolare episodio metterà in discussione alcune certezze che sino ad oggi, riteneva veri pilastri. Buona lettura.
Autore: sellia racconta. Si prega di inserire il link a chi ne fa uso (anche in modo parziale) con esplicito riferimento della fonte
Ecco come viene descritta in medicina questa forma di malattia: "Si chiama comunemente licantropia clinica quella patologia mentale che costringe chi ne soffre a voler assomigliare a un lupo nell'aspetto ma principalmente nel comportamento, negli stadi più gravi i malati desiderano cibarsi di carne cruda, a volte umana, e di sangue.Fa parte della branca delle teriantropie (di cui rappresenta certamente la variante più diffusa) ovvero una psicopatia che costringe chi ne soffre a credersi un animale di una specie in particolare o meno (sono numerosi infatti i casi in cui i teriantropi non sono coscienti di una specifica identità animale ma si credono semplicemente degli Animali-Umani.Vi sono numerosi esempi di assassini psicopatici che hanno dilaniato i corpi delle proprie vittime coi denti e ne hanno addirittura mangiato il cuore.Un malato famoso è il boss stragista di mafia Nitto Santapaola, talmente crudele nei suoi delitti da indurre i dirigenti delle indagini su di lui a pensare che la sua appartenenza a Cosa Nostra sia solo un pretesto per uccidere". Io l'ho visto "u lupipampinu" i miei amici l'hanno visto ed ancora oggi quando ci incontriamo sopratutto nel periodo estivo ci viene la pelle d'oca rievocando quell’episodio e guardando da lontano l'affascinante portabella che da circa 50 anni ne io ne i miei amici dell'epoca non abbiamo più percorso a piedi,ma neppure in compagnia. Il mio nome è Nicola (nome di fantasia) come del ..............resto tutti i nomi presenti nel racconto, che badate bene rimane l'unica fantasia inserita, il resto e vero, almeno per noi che lo abbiamo vissuto in prima persona, pensate che per molti anni dopo quella terribile esperienza evitavamo di parlarne anche tra di noi cercando inutilmente di cancellarla, eliminarla definitivamente dai nostri ricordi. Solo a distanza di parecchi anni, abbiamo deciso di raccontarla nella certezza che anche il più incredulo,il più razionale pensiero umano, dopo aver ascoltato, letto questo particolare episodio metterà in discussione alcune certezze che sino ad oggi, riteneva veri pilastri. Buona lettura.
Autore: sellia racconta. Si prega di inserire il link a chi ne fa uso (anche in modo parziale) con esplicito riferimento della fonte
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