lunedì 7 novembre 2011

Tramonta il maschio latino? In Calabria sono circa 50 mila gli uomini che soffrono di disturbi sessuali


Crolla il mito del calabrese macho  in 50.000 soffrono di  disturbi sessuali 
 II mito del maschio latino e al tramonto: in Calabria  sono oltre 50 mila gli uomini che soffrono di disturbi sessuali,  quasi il 15% del totale. Tra Ie cause, uno su tre indica Io stress e i ritmi troppo frenetici che hanno effetti negativi sull'erezione, mentre uno su quattro si sente insicuro e inadeguato di fronte a donne sempre più esigenti. Per non vedere sminuita la propria virilità il 40% si e affidato almeno una volta ad aiuti farmacologici. Un segreto del quale solo il 4% delle partner e a conoscenza. Tra i rimedi più usati c'é la"mentina de||'amore", il vardenafil orodispersibile, |'unico che si scioglie in bocca senz'acqua e che associa praticità e discrezione. I dati, e scritto in una nota, emergono da un'indagine nazionale, da cui prende spunto |'evento "Benessere sessuale. Liberta di amare sempre", che vede la provincia di Catanzaro in prima linea con un incontro di approfondimento rivolto ai medici di medicina generale e farmacisti che si svolge oggi a Lamezia Terme. "Nell’ultimo decennio - ha sostenuto il dott. Fabio Palmiotto, del servizio di Andrologia dell'Unita operativa di Urologia dell’ospedale di Lamezia Terme - stiamo assistendo a una graduale presa di coscienza da parte degli uomini sull'importanza della loro salute sessuale. Si abbassa anche l’età media di chi ha problemi: il 15% ha meno di 40 anni. Molto importante e capire che le problematiche alla base di questi fastidi sono profondamente cambiate. Per questo cerchiamo innanzitutto di rassicurare i nostri pazienti, consigliando loro i rimedi farmacologici più validi, ma al tempo stesso pratici e adatti alle loro necessita. L'uomo e alla ricerca di un supporto discreto ma efficace, come il nuovo vardenafil, il primo ed unico farmaco di questa classe che si scioglie in bocca e rappresenta la più innovativa terapia oggi disponibile per.....

domenica 6 novembre 2011

Halloween? No grazie non appartiene alla nostra cultura. Il parroco di Simeri Crichi ha proposto una festa alternativa


Articolo tratto dal "Quotidiano della Calabria"

Calabria più povera. Secondo un rapporto diffuso dalla Caritas la Calabria diventa sempre più povera


Secondo il rapporto della Caritas l’incidenza della povertà relativa è superiore alla media nazionale e tutti gli indicatori proposti registrano valori di disagio
In Calabria, l’incidenza della povertà relativa è superiore alla media nazionale: nel 2010 il 26,0% delle famiglie residenti si collocava sotto la linea di povertà relativa. Rispetto al 2009 la povertà è diminuita di 1.4 punti percentuali (coinvolgeva infatti il 27,4% delle famiglie residenti). Nel quadro complessivo, la Calabria risulta la terza regione più povera d’Italia, preceduta solo dalla Basilicata e dalla Sicilia; al contrario la Lombardia, l’Emilia Romagna e l’Umbria risultano le tre regioni meno povere. La situazione appare particolarmente negativa in Calabria, dove tutti gli indicatori proposti registrano valori di disagio superiori alla media nazionale. Almeno tre indicatori tra i seguenti: 1) non riuscire a sostenere spese impreviste, 2) non potersi permettere una settimana di ferie lontano da casa almeno una volta in un anno, 3) avere arretrati (mutuo o affitto o bollette o altri debiti diversi dal mutuo), 4) non potersi permettere un pasto adeguato almeno ogni 2 giorni; 5) non potersi permettere di riscaldare adeguatamente l’abitazione; non potersi permettere: 6) lavatrice 7) tv a colori 8) telefono 9) automobile. Rispetto al 2008 si evidenzia una diminuzione del livello di esclusione sociale in quasi tutti gli indicatori di disagio. Rispetto al 2008, in Calabria: diminuiscono del 23,0% le famiglie che arrivano a fine mese con molta difficoltà; diminuiscono del 13,0% le famiglie che risultano deprivate secondo l’Indice Eurostat; diminuiscono del 5,0% le famiglie che non riescono a sostenere spese impreviste di 750 euro; diminuiscono del 3,3% le famiglie che non riescono a riscaldare la casa adeguatamente; aumentano del 2,3% le famiglie che non riescono a fare un pasto adeguato almeno ogni 2 giorni. In Calabria, sono presenti 10 Osservatori diocesani e sono rilevabili attività stabili di lettura dei fenomeni sociali presso 7 diocesi. In Calabria risultano presenti 31 progetti (lo stesso numero del 2009). Da notare la presenza consistente di attività di erogazione economica a fondo perduto presso CdA e Caritas parrocchiali (9 diocesi su 12). Numerosi anche i Fondi diocesani di emergenza e solidarietà (6 diocesi) e i servizi di orientamento al lavoro (6 diocesi). Poco diffuso il microcredito per le famiglie (3 diocesi) e le imprese (4 diocesi). Ridotta o nulla anche la presenza di esperienze innovative, come è il caso delle carte acquisti o delle botteghe/magazzini di vendita solidale. In Calabria sono state censite 22 mense (4,9% 
del totale nazionale). Nel corso del 2009, tali strutture hanno erogato 142.156 pasti, pari ad una media di 389 pasti al giorno. La spesa sociale complessiva in Calabria è pari a 30,33 euro procapite (111,35 in Italia). La spesa nell’area povertà è notevolmente più bassa, essendo pari a 7,22 euro procapite (contro un valore medio nazionale pari a 8,53 euro). In Calabria, tra il 2007 e il 2008: la spesa sociale complessiva dei comuni è aumentata del 15,9%; la spesa destinata al disagio economico è aumentata del 33,9%; la spesa specifica per la povertà è aumentata del 28,2%; in Italia, la spesa per la povertà incide per il 30,8% sul totale della spesa sociale complessiva. In Calabria tale incidenza è pari......

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