domenica 5 febbraio 2012
sabato 4 febbraio 2012
Arriverà anche in Calabria il Burian corrente fredda Siberiana che sta gelando mezza Europa con temperature polari
Arriva il Burian dalla Siberia: neve e gelo anche in Calabria..........
È iniziato anche in Calabria il conto alla rovescia per l’arrivo
del Burian, il vento gelido di origine siberiana che, già dalle
prossime ore secondo le ultime previsioni meteo, farà sentire il suo
influsso in termini di precipitazioni nevose e abbassamento delle
temperature anche dal Pollino allo Stretto. Per il week-end e l’inizio
della prossima settimana, almeno fino a martedì, come confermano dal
Centro funzionale multirischi dell’Arpacal, la neve imbiancherà non solo
i rilievi della regione ma anche le zone interne collinari intorno ai
400 metri sul livello del mare. “Già ieri - dice l’ingegnere Salvatore
Arcuri – in molte zone della regione ci sono state piogge intense mentre
da sabato sera si parla di nevicate a quote sui 400-500 metri. Non sono
escluse, però, precipitazioni nevose anche a quote più basse a macchia
di leopardo come effetto dello spostamento verso sud della perturbazione
che sta interessando in queste ore l’area centrale del Paese dopo avere
riguardato diverse regioni del nord. Sempre da stasera è prevista neve
sulla A3 Salerno-Reggio Calabria nella zona del valico di Campotenese”. E
proprio sull’autostrada sono pronti a intervenire - assicurano
dall’Anas - uomini e mezzi spargisale e spazzaneve come previsto dal
Piano attivo da novembre e sottoscritto da prefetture e Polstrada con la
condivisione degli enti locali interessati. Anche sulla rete ordinaria,
in particolare sulla statale Silana Crotonese e sulle arterie
dell’interno, l’azienda ha dislocate 11 postazioni operative, con
depositi di sale, dove ci sono delle squadre di pronto intervento h24.
In contatto stretto con la struttura Arpacal che si occupa di elaborare
le previsioni meteo nella regione c’é la Protezione civile regionale che
ha il suo cuore pulsante a Germaneto di Catanzaro. “La nostra sala
operativa - spiega il dirigente Salvatore Mazzeo - è operativa 24 ore su
24 e costantemente si occupa di evidenziare le zone a maggiore rischio
comunicando le allerta meteo ai sindaci e preallertando le associazioni
di volontariato diffuse sul territorio. Anche in questa circostanza
dinanzi alle previsioni che parlano di nevicate a quote basse siamo
attivati sia a livello centrale che delle unità operative provinciali”.
“La “macchina” è in moto - prosegue Mazzeo - e certamente é sempre
migliorabile tenuto conto che si lavora su previsioni che, in quanto
tali, sono modificabili. In ogni caso riteniamo che sia sempre meglio
attrezzarsi per tempo piuttosto che sottovalutare situazioni di
possibile rischio”.
Si metterà mai la parole fine ((The End) alla costruzione del ponte sullo stretto di Messina?
Racconti Calabresi. U palummu ( il colombo) Seconda parte
Le sorelle la spiavano e cercavano di indovinare
il suo segreto
ma lei alle loro domande non rispondeva. Taceva sempre e serbava chiuso nel suo cuore il sentimento nato in lei e il suo mistero; ella viveva una storia d’amore. Serrata la porta e aperta la finestra prendeva una di quelle arance e la rotolava per terra; allora per la dischiusa imposta entrava un candido colombo che si tuffava in un bacino d’argento e vi si scuoteva lasciando cadere le penne e si trasformava nel più bello e forte giovane che si potesse immaginare. Dice la leggenda che era il figlio del re, e che un crudele destino lo costringeva da lungo tempo a vivere da colombo in mezzo all’avito aranceto. Per mezzo dei pomi rotolati per la stanza, la figlia del mercante lo chiamava ai dolci colloqui d’amore. Poi, quando il tempo era trascorso, il giovane si rituffava nel bacino e ne usciva trasformato in un colombo e tornava nel giardino.Avvenne un giorno che le sorelle penetrarono a sua insaputa nella stanza, e, rovistando con curiosità per ogni angolo, trovarono le arance che lasciarono cadere per terra e rotolare. E videro poco dopo venire un colombo, battere contro i vetri che si confissero nel petto, cadere per terra, e poi lentamente, alzarsi in volo e sparire. Quando Cenerentola tornò nella sua stanza, indovinò dal disordine che qualcosa di nuovo era accaduto. Vide le arance per terra avvizzite, le vetrate rotte e le gocce di sangue per terra. Invano rotolò per terra i pomi e invano attese il sospirato ritorno del principe. Dopo un lungo pianto si fece coraggio. Chiese a suo padre la benedizione e partì per la città dove il reuccio malato giaceva.
ma lei alle loro domande non rispondeva. Taceva sempre e serbava chiuso nel suo cuore il sentimento nato in lei e il suo mistero; ella viveva una storia d’amore. Serrata la porta e aperta la finestra prendeva una di quelle arance e la rotolava per terra; allora per la dischiusa imposta entrava un candido colombo che si tuffava in un bacino d’argento e vi si scuoteva lasciando cadere le penne e si trasformava nel più bello e forte giovane che si potesse immaginare. Dice la leggenda che era il figlio del re, e che un crudele destino lo costringeva da lungo tempo a vivere da colombo in mezzo all’avito aranceto. Per mezzo dei pomi rotolati per la stanza, la figlia del mercante lo chiamava ai dolci colloqui d’amore. Poi, quando il tempo era trascorso, il giovane si rituffava nel bacino e ne usciva trasformato in un colombo e tornava nel giardino.Avvenne un giorno che le sorelle penetrarono a sua insaputa nella stanza, e, rovistando con curiosità per ogni angolo, trovarono le arance che lasciarono cadere per terra e rotolare. E videro poco dopo venire un colombo, battere contro i vetri che si confissero nel petto, cadere per terra, e poi lentamente, alzarsi in volo e sparire. Quando Cenerentola tornò nella sua stanza, indovinò dal disordine che qualcosa di nuovo era accaduto. Vide le arance per terra avvizzite, le vetrate rotte e le gocce di sangue per terra. Invano rotolò per terra i pomi e invano attese il sospirato ritorno del principe. Dopo un lungo pianto si fece coraggio. Chiese a suo padre la benedizione e partì per la città dove il reuccio malato giaceva.
Lungo
il viaggio più volte la notte la sorprese in mezzo ai boschi. Una
volta, mentre si riposava ai piedi di un albero, fra i rami un enorme
uccello si posò facendo uno strano rumore e un sinistro stormire di
fronde. Poi un altro uccello si posò sullo stesso ramo, che per il peso
si piegò. E tra i due uccelli (tra la femmina che attendeva e il maschio
allora giunto) iniziò uno strano dialogo.
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