giovedì 16 febbraio 2012

Chi di voi ha visto la puntata "Presa Diretta" su raitre Andata in onda domenica sera ??


Nel viaggio tra le devastazioni del paesaggio, l'inchiesta in onda su Rai Tre ha fatto tappa a Zumpano e Catanzaro.



Dai grattacieli di Ligresti al multisala di Zumpano, passando per gli scheletri di cemento di Ischia e le grandi opere (sprecate) a Isernia. Quello di “Presa Diretta” (domenica scora su Rai Tre alle 21.30) è un viaggio nell'Italia devastata dalle costruzioni selvagge e dalla mancanza di regole. Il phylum che tiene insieme fatti (ed edifici) apparentemente così distinti (e distanti) gli uni dagli altri è la devastazione del territorio. Si fa per lucrarci sopra o sistemare i conti con le banche. È il caso dei cinque grattacieli del quartiere “Stevenson” a Milano, costruiti negli anni 80 e desolatamente vuoti. Da quelle parti arriveranno anche le costruzioni dell'Expo (che – anche se non è questo il tema della puntata – ha molto a che fare con la Calabria), che, secondo l'inviato della trasmissione ideata da Riccardo Iacona, Domenico Iannaccone, «saranno una grossa occasione per il cemento armato, che resterà sul territorio. Come un cimitero di immobili». I grattacieli di Ligresti sono solo un aspetto del problema. C'è un dato che lascia a bocca aperta: in Lombardia, negli ultimi otto anni, la speculazione edilizia ha prodotto una città grande quanto Milano.
E la Calabria cosa c'entra? Nel grand tour degli scempi ambientali, Iannacone si è fermato in riva al Crati. La sua tappa bruzia inizia con una visita nel centro storico di Cosenza («un posto che sta morendo, dove i negozi chiudono e la gente se ne va»), dal quale si vede benissimo l'area industriale di Zumpano, con un multisala nuovo di zecca costruito dove, poco più di un anno fa, una frana non ha fatto vittime solo perché non c'era nessuno nei dintorni. Dal costone che sovrasta il nuovo cinema  – e diverse attività commerciali, tutte costruite in zona ad alto rischio – l'inchiesta si sposta nelle stanze dell'Autorità di bacino regionale. E qui il segretario generale dell'organo che dovrebbe sorvegliare sul territorio, incalzato dall'inviato, ammette che il pericolo insiste sulla zona. E che i documenti più aggiornati sui quali può basarsi l'Autorità risalgono al 2001.
Un quadretto poco edificante, nel quale la Calabria è in buona (si fa per dire) compagnia. “Presa diretta”, infatti, racconterà anche gli scempi di Ischia («c'è di tutto: dai condoni agli abbattimenti che non si fanno, tutto completato da un potentissimo partito del cemento») e i compromessi delle giunte di centrosinistra dell'Emilia Romagna con le speculazioni edilizie delle cooperative rosse. Al centro del viaggio, Iannacone tornerà un po' a casa, nel suo Molise, per raccontare la storia di un auditorium che sarebbe dovuto costare 4,5 milioni di euro e poi, dopo essere stato inserito nelle opere destinate a celebrare il 150° dell'Unità d'Italia, ne è costato 55 (sempre milioni di euro).

I paesi della provincia: Maida


mercoledì 15 febbraio 2012

Condannati a 16 anni i padroni dell'amianto con una sentenza che fara storia su una realtà spesso taciuta. A quando lo smantellamento delle lastre di eternit da sopra i tetti delle case del rione "Madonna della Neve" di Sellia?

 Ora non esistono più alibili, nessuna scusa bisogna fare in fretta bisogna fare di tutto per far rimuovere le lastre di amianto che ricoprono le case del rione "Madonna della Neve" di Sellia
Sellia rione "Madonna della Neve"con i tetti in eternit


 Chiuso il processo di primo grado per 2.191 persone uccise dalle fibre killer. I due imputati Stephan Schmidheiny, miliardario svizzero di 64 anni, e il barone belga Louis de Cartier, 90 anni, colpevoli di disastro doloso e omissione di cautele antinfortunistiche. 30mila euro di risarcimento per ogni vittima
Jean Louis de CartierStephan Schmidheiny, proprietari della Eternit, sono stati condannati a 16 anni di reclusione per disastro doloso permanente e omissione dolosa di misure antinfortunistiche. La condanna, pronunciata dal presidente Casalbore, si riferisce ai reati commessi a Cavagnolo e Casale Monferrato. Prescritte invece le condotte relative agli stabilimenti di Rubiera (Reggio Emilia) e Bagnoli (Napoli). Lunghissimo l’elenco del risarcimento danni e delle provvisionali per le parti civili: tra questi 4 milioni al Comune di Cavagnolo e 25 milioni per il Comune di Casale, 100 mila euro a Cgil nazionale, Associazione familiari e vittime dell’amianto e Legambiente onlus. Settantacinquemila a Wwf Italia. Undici milioni a Inail. E poi risarcimenti per cifre dai 30 ai 35 mila euro per gli eredi delle vittime.La sentenza riguarda la morte per amianto di 2.191 persone ed è stata accolta in aula da lacrime liberatorie. Hanno pianto, stringendosi l’uno a l’altro, i parenti delle vittime italiane, ma anche gli esponenti delle delegazioni straniere.Era visibilmente commossa Fernanda Giannasi, leader del movimento brasiliano: “Dobbiamo mantenere vivo questo movimento, non deve accadere quel che accaduto in Brasile, dove nel 2004 abbiamo vinto in primo grado un processo contro Eternit per 2500 vittime, ma non siamo stati sufficientemente organizzati e abbiamo perso in secondo grado”. C’è soddisfazione in aula, le attese non sono state deluse. I tremila morti italiani non sono morti di cause scientificamente non provate, né per la loro imperizia. C’era chi sapeva e ha fatto finta di niente, anteponendo il proprio profitto alla salute e alla sicurezza dei lavoratori.Bruno Pesce, presidente di Vertenza amianto, è riconoscente per il “lavoro eccezionale della Procura. È una pena giusta, severa. Credo che il tribunale abbia agito con molto rigore – ha detto – in modo esemplare. Questo dovrebbe fare riflettere tutti i datori di lavoro in merito alla tutela della salute e della sicurezza”. Soddisfatti ovviamente anche i pm e lo staff che ha condotto il lungo lavoro che ha reso possibile il maxiprocesso. Per tutti questa sentenza non è che l’inizio di un lungo percorso. “Ho inziato ad occuparmi di sicurezza sul lavoro dagli anni Settanta, ma da allora tanto è cambiato. Basta guardare quest’aula – da dichiarato il pm Raffaele Guariniello – abbiamo un grande compito, dare una risposta a questa sete di giustizia che arriva dalla popolazione. Dobbiamo entrare nelle stanze dei consigli di amministrazione perché è lì che si decidono le politiche aziendali e quanto si spende per la sicurezza”.Romana Blasotti, presidente dell’associazione vittime dell’amianto di Casale, è ancora più convinta che sia necessario andare avanti: “Noi vogliamo lottare per la bonifica e per la ricerca. La lotta non finisce qui”. Il mesotelioma pleurico, il tumore provocato dalle fibre d’amianto, le ha portato via il marito, la figlia, una sorella, una cugina e un nipote. E nonostante questo, Romana Blasotti ha trovato la forza di diventare un simbolo della battaglia di Casale Monferrato. Il pool di avvocati svizzeri, coinvolti nella difesa delle parti civili, porta a casa un risultato che spera costituisca un precedente in tutto il mondo.Unica nota dolente sembra quella dei risarcimenti, più simbolici che sostanziali. Ma questo è un aspetto di cui ci si occuperà in sede civile. Qualche preoccupazione deriva invece dalla concreta possibilità di recupero delle somme stabilite, dato che gli imputati sono stranieri. “Avevamo chiesto di più, hanno riconosciuto la provvisionale, un acconto, comunque non costuisce un problema.

Saranno molti gli interventi in cantiere sulle varie strade del catanzarese per ripristinare i vari danni subiti sulle arterie della provincia

"Con il nuovo anno sono partiti numerosi interventi che interessano la viabilità provinciale su tutto il territorio, mirati al mantenimento delle migliori condizioni della rete viaria ed al ripristino dei danni subiti dalle piogge degli inverni passati. Nell’area intorno al capoluogo sono tante le opere in cantiere, alcune molto importanti per la soluzione dei problemi delle comunità interessate". Lo afferma il presidente della Provincia Wanda Ferro. "Nei prossimi giorni inizierà la fase di posizionamento, il cosiddetto varo, delle travi sul ponte del fiume Simeri sulla provinciale nr. 15 tra Simeri Crichi e Soveria Simeri - continua la nota -, primo visibile segno di ripristino di collegamento tra le sponde dell’infrastruttura crollata per gli eventi alluvionali. Considerando che per le fasi successive di lavoro, compreso il collaudo, sarà necessario circa un mese, l’importante arteria sarà nuovamente transitabile entro fine marzo ponendo fine al disagio quotidiano degli abitanti del comprensorio. Nella stessa area sono stati recentemente aggiudicati all’impresa Ati Vertinelli srl e Mg Disgaggi i lavori di ripristino della strada provinciale nr. 11 con opere  strutturali complesse (muri di sostegno con micropali e tiranti, opere di drenaggio e canalizzazione acque sotterranee) con una spesa complessiva di un milione e 476mila euro per ristabilire la percorribilità del tratto garantendo le migliori condizioni di sicurezza al sovrastante abitato di Soveria Simeri soggetto ad un pericoloso fronte di frana. L’intervento, che prevede 240 giorni dalla consegna, è stato progettato dall’ufficio tecnico di Palazzo di Vetro e segue una prima opera di consolidamento realizzata con micropali e tiranti per una spesa di circa 600mila euro eseguita dopo l’evento alluvionale. A completare il quadro per il comprensorio saranno completati a breve i lavori con conseguente apertura della nuova strada per località Gatticello, che offrirà una via alternativa per raggiungere le zone costiere. Anche in questo caso l’impegno di spesa complessivamente sostenuto dalla provincia negli anni supera gli 800mila euro". "Nell’area premontana - prosegue la Ferro - sono stati invece aggiudicati con una spesa di 100mila euro i lavori di ripristino sulla provinciale nr. 25 tra Catanzaro e Magisano che lo scorso novembre ha visto il crollo di una parte di rilevato vicino alla spalla del ponte con conseguente restringimento della carreggiata. L’intervento, sempre a cura dei tecnici provinciali, sarà avviato dopo l’iter procedurale e durerà sessanta giorni. Inoltre sono stati  aggiudicati i lavori di manutenzione straordinaria sulla provinciale 165/2, arteria che collega il quartiere Gagliano di Catanzaro al territorio premontano attraversando gli abitati di Tiriolo, San Pietro Apostolo e Soveria Mannelli. Le opere, progettate....

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