mercoledì 10 maggio 2023

Sequestrata azienda di allevamento a Simeri Crichi. il titolare è stato deferito per il reato di gestione illecita di rifiuti e inquinamento. Tutti gli animali sono stati temporaneamente ricoverati in altra struttura,

 



Sequestrata un’azienda di allevamento a Simeri Crichi, oltre alla mancanza dell’autorizzazione  amministrativa rinvenute diverse anomalie. Tra le più gravi, spicca la mancata depurazione di una parte delle acque reflue prodotte dall’allevamento, che venivano scaricate in un terreno all’esterno della recinzione dell’insediamento per poi confluire in un canale di raccolta delle acque superficiali. Sono stati, inoltre, riscontrati la raccolta e il deposito incontrollato di letame lasciato direttamente sul nudo terreno e la raccolta e il deposito di rifiuti, tra cui alcuni di natura pericolosa, senza che venisse presa alcuna precauzione per evitare l’inquinamento del terreno e delle falde acquifere sottostanti. Il sequestro è stato operato dai militari della Guardia costiera di Soverato che, congiuntamente ai carabinieri della Stazione forestali di Catanzaro, hanno eseguito un’attività di controllo, finalizzata alla tutela dell’ambiente marino e costiero, ispezionando un insediamento adibito ad allevamento di bovini, ovi-caprini e suini.  Per tali gravi mancanze l’intera azienda è stata posta sotto sequestro e il titolare deferito all’Autorità giudiziaria alla quale dovrà rispondere del reato di gestione illecita di rifiuti e inquinamento delle acque superficiali e del sottosuolo. Tutti gli animali, una ....... 

martedì 9 maggio 2023

L'incredibile storia di Rosina Lupia di Belcastro, poetessa-contadina senza scuola, protagonista delle lotte per l’occupazione delle terre incolte

 


Solo recentemente Franco Santopolo mi ha fatto conoscere la storia di Rosina Lupia di Belcastro (CZ), poetessa-contadina senza scuola, protagonista delle lotte per l’occupazione delle terre incolte del Marchesato Crotonese e dei territori ionici contermini durante l’ultimo dopoguerra, nonché interprete originale e profonda della cultura popolare identitaria, a lungo condannata alla marginalizzazione, all’insignificanza e all’oblio. “Una donna bellissima e dotata di grande carisma, intelligenza e sensibilità, inventava poesie e canzoni”, che dettava a un bambino, sottraendole così all’oblio del tempo, ma non all’incuria degli uomini, soprattutto dei cultori della retorica contadina e dei valori naturali e primitivi, come Curzio Malaparte e Giovanni Papini :mi sento profondamente d’accordo con le vacche e con la nostra cara e buona lingua di bifolchi e di genii”.Rosina partiva dal gradino sociale più basso, essendo donna, povera e analfabeta, puntualizza Santopolo, integrando quanto scritto da Alberto Iacoviello sull’Unità il 31 marzo del 1950: “E’ una specie di genio contadino, parla un linguaggio che contiene la saggezza di secoli e la verità comune a migliaia di contadini”. Una ribelle (secondo i canoni di Eric J. Hobsbawm), non il buon selvaggio o il genius loci del folclore locale, da rinchiudere nello spazio sociale e letterario del caso singolare. Rosina è poeta del mondo contadino calabrese, cantora della giustizia e della fratellanza, dei valori identitari della cultura subalterna e della tragica regressione del Sud negli anni del boom economico del Nord, che ispirava a P.P. Pasolini il famoso epigramma: “chi era coperto di croste è coperto di piaghe/ il bracciante diventa mendicante/ il napoletano calabrese/ il calabrese africano/ l’analfabeta una bufala o un cane”. Una figura marginale nella gerarchia della società locale –subalterna ed esclusa che riesce a conquistare una sicura centralità ed evidenza sociale, col suo carico eversivo rivoluzionario (donna senza marito, povera e senza scuola) di soggetto organico e vivo di un collettivo-casa, vissuto come un’altra religione del suo tempo. Aveva rifiutato l’emigrazione assistita e programmata in Brasile, dove l’Istituto Nazionale per il Lavoro all’Estero aveva pianificato la fondazione di una colonia agricola a Pedrinhas, al confine col Paranà, sul presupposto che “la terra è insufficiente per trattenere i contadini in Calabria”. Molte famiglie continuavano a sopravvivere con un pane al giorno e con una minestra di cicorie selvatiche o di fagioli; il pane veniva diviso in due parti, metà per il capofamiglia procacciatore di reddito e l’altra metà per i figli e la madre. Qualcuna era morta letteralmente di fame, dopo aver allattato l’ultimo nato. Emigrarono in Brasile oltre 110.000 Italiani, più del doppio in Venezuela, 464.000 in Argentina e mezzo milione negli Usa e in Canada. Intanto in Calabria, seguendo il principio dell’appoderamento, venivano costruiti 24 nuovi borghi e 4.736 casette rurali sui 74.813 ettari di terreni espropriati o acquistati dall’Ente di Riforma (OVS) e assegnati dalle prefetture e dalle.......................

lunedì 8 maggio 2023

Finalmente scoperto il segreto per vivere da centenari: DNA 35% Cibo 30% e ......... 35%. La Calabria "laboratorio" mondiale degli ultracentenari.

  La ricerca avviata dalla Fondazione Valter Longo, in collaborazione con la University of Southern California, l'Università della Calabria e l'Università di Palermo e coinvolgerà 500 pazienti con l'obiettivo dichiarato di determinare se si possono ridurre i fattori di rischio per le malattie e l'età biologica della comunità dei partecipanti. Lo start all'iniziativa scientifica è stato dato a Varapodio proprio da Valter Longo, biogerontologo e biologo cellulare italo-americano noto per i suoi studi sul ruolo dei geni del digiuno e della risposta nutritiva sull'invecchiamento e sulle malattie della protezione cellulare. Longo, i cui genitori sono originari della Calabria, terra che anche lui conosce bene per averci trascorso lunghi periodi di vacanza in giovane età, è direttore del Programma di Ricerca su Longevità e Cancro dell'Ifom di Milano e a capo dell'Istituto di Longevità alla University of Southern California - Davis School of Gerontology di Los Angeles.


"Il segreto del centenari? Il Dna pesa al 35%, poi, l'alimentazione e.........

sabato 6 maggio 2023

Truffa alla Ue per 700 mila euro, 7 indagati : 2 di Simeri Crichi, 1 di Sersale, Petronà, Cerva e 2 di Catanzaro. Sequestro di beni, avrebbero ottenuto illecitamente l’affidamento di terreni e di relativi contributi comunitari.

  Una truffa per oltre 700 mila euro ai danni dell’unione europea, dello Stato e della regione Calabria è stata scoperta dalla Guardia di finanza di Catanzaro, coordinata dalla Procura europea di Palermo, che ha eseguito un provvedimento di sequestro di pari importo nei confronti di 7 indagati emesso dal gip di Catanzaro. 



Il provvedimento è giunto a conclusione delle indagini condotte dai militari del Gruppo di Catanzaro nell’ambito dell’operazione denominata “Easy land”, iniziata nel 2022 nei confronti di sette cittadini italiani e delle aziende agricole a loro riferibili operanti sul territorio del capoluogo calabrese e tutte beneficiarie di aiuti comunitari nell’ambito della Politica agricola comune e più in particolare nell’ambito del piano di Sviluppo rurale Calabria relativo alle annualità dal 2014 al 2020. I contributi erogati a favore degli indagati dall’Arcea, l’ente che canalizza i fondi provenienti dall’unione europea, sono riconducibili ad un programma di aiuti comunitari finalizzato a sovvenzionare le ditte individuali che operano nel campo della coltivazione e che mirano a sviluppare sul territorio regionale la conversione dell’agricoltura tradizionale in quella biologica, in un periodo di sette anni. Dagli accertamenti compiuti dai finanzieri sarebbero emerse le condotte truffaldine degli indagati, i quali, per ottenere illecitamente l’affidamento dei terreni e dei relativi contributi comunitari, avrebbero prodotto false certificazioni che attestavano il possesso dei requisiti richiesti dalla normativa, inducendo in errore l’ente pagatore che ha poi elargito le somme sequestrate. La Guardia di finanza ha quindi sequestrato conti correnti e beni immobili intestati agli indagati.

I finanzieri del comando provinciale di Catanzaro hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo emesso dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Catanzaro su richiesta dell’European public prosecutor’s office (eppo) di Palermo per l’ammontare complessivo di 713.377,61 euro. Il provvedimento cautelare giunge al termine di indagini condotte dai militari del gruppo di Catanzaro nell’ambito dell’operazione denominata “Easy land”, iniziata nel 2022 nei confronti di sette cittadini italiani e delle aziende agricole a loro riferibili – operanti sul territorio del capoluogo calabrese e tutte beneficiarie di aiuti comunitari nell’ambito della Pac (politica agricola comune) e più in particolare nell’ambito del piano di sviluppo rurale Calabria (Psr) relativo alle annualità dal 2014 al 2020.

 Gli indagati sono:

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