venerdì 17 novembre 2017

I sospetti di Manno sulla diga sul Melito finiscono sulla scrivania del procuratore Gratteri. 1000 posti di lavoro e 550 milioni di euro

La denuncia del presidente del Consorzio di Bonifica dello Ionio Catanzarese : «C’è qualcuno che tenta di togliere l'opera a noi per farla realizzare ad altri. Parliamo di 1000 posti di lavoro e 550 milioni di euro» 

Grazioso Manno non demorde, anzi rilancia e adombra qualche sospetto sui motivi per cui l’ormai nota vicenda della diga sul Melito non si sblocca.
Dopo la protesta, clamorosa, dei giorni scorsi in cui il presidente del Consorzio di Bonifica dello Ionio Catanzarese aveva avviato lo sciopero della fame e soprattutto dei farmaci salvavita di cui fa uso, Manno accusa: «Non ci sono più ostacoli al rifinanziamento, quindi la verità è che c’è qualcuno che tenta di togliere l'opera a noi per farla realizzare ad altri. Parliamo di 1000 persone a cui dare lavoro, 550 milioni di euro oltre le opere complementari: un’opera che fa gola a parecchi. Con questi numeri, è facile capire quali interessi possano celarsi dietro quest’opera. Su questo argomento, nei prossimi giorni porterò al procuratore Nicola Gratteri un dossier molto approfondito affinché venga fatta luce sull’intera vicenda della diga, cioè su trentacinque anni di storia».
Manno, dal canto suo, però, non ha dubbi: «La diga sarà realizzata, anche grazie alla disponibilità di alcuni deputati che si sono messi a lavoro e si stanno battendo affinché venga rifinanziata».
Convitato di pietra al tavolo operativo è invece, secondo Manno, proprio la Regione: «È assente - ha detto -, al netto di quella che doveva essere una riunione tecnica ma che non ha portato a nulla: dev’esserci la volontà politica, con un atto scritto del presidente Oliverio, in cui si dice che quest’opera verrà realizzata. Così come Oliverio ha detto per la sanità, anche io dico che questa situazione è intollerabile e chiedo un atto formale a lui e a Delrio sul rifinanziamento di questa opera».
Un’opera che, ha sottolineato Manno, sarebbe a costo zero per la..........

giovedì 16 novembre 2017

Sulla controversia tra il Comune di Sellia Marina e un stabilimento balneare si esprime il TAR che da ragione al stabilimento balneare

Il Tribunale Amministrativo Regionale della Calabria si è pronunciato nei giorni scorsi a Catanzaro, in materia edilizia, sulla illegittimità del pagamento dei costi di costruzione su area demaniale.
La vicenda nasce dalla richiesta da parte del Comune di Sellia Marina del pagamento dei costi di costruzione per la realizzazione di uno stabilimento balneare. L'impugnativa dell'atto, grazie al patrocinio legale dell'avvocato Emilia Tolomeo, del Foro di Catanzaro, ha consentito l'accertamento dell'illegittimità della pretesa contributiva.
L'avvocato Tolomeo ha così commentato il provvedimento: “Una sentenza apripista. Trattasi di una controversia che si pone a metà strada tra la materia urbanistica ed il diritto demaniale”.
La decisione del TAR mette per la prima volta in luce l'illegittimità di tutte le richieste di pagamento effettuate, anche nel corso degli anni precedenti, dagli Enti locali per la realizzazione degli stabilimenti balneari.
Tenuto conto del numero delle strutture realizzate sulle coste italiane, non solo calabresi, si apprezza l'incidenza che la sentenza del Giudice amministrativo può assumere su tutto il territorio nazionale. Il TAR di Catanzaro giunge alla conclusione che “il contributo di costruzione non è dovuto su opere che sorgono in area demaniale, atteso che la quota di contributo commisurata al costo di costruzione integra una prestazione di natura paratributaria, determinata tenendo conto della produzione di ricchezza generata dallo sfruttamento del territorio, che non è ravvisabile nelle costruzioni su area demaniale, in quanto insuscettibili di commercializzazione e destinate a ricadere, alla...

mercoledì 15 novembre 2017

Sersale importanti decisioni durante l'ultimo consiglio comunale del 13.11.2017

Variazione bilancioNel consiglio comunale del 13 novembre c'era un solo punto all'ordine del giorno, ma prima di discuterne il presidente del consiglio ha anticipato che le nostre mozioni d'ordine e i quesiti a risposta scritta saranno discussi in un apposito consiglio convocato ad hoc nei prossimi giorni. Allo stesso modo il consigliere Colosimo ha informato il consiglio sull'evoluzione degli incontri intercorsi col direttore del polo sanitario di Sersale e col direttore generale ASP in merito al potenziamento di alcuni servizi: anche questo punto potrebbe essere oggetto di approfondimento al prossimo consiglio.
Qui di seguito la diretta streaming dei lavori:
Nello specifico, la maggioranza portava in consiglio la ratifica della variazione di bilancio adottata dalla giunta lo scorso 14 settembre 2017. Ovvero:
  1. un finanziamento regionale per la riserva Valli Cupe di 100.000€;
  2. un finanziamento regionale per eventi culturali di 4.000€;
  3. un'anticipazione per i comuni in dissesto di 1.000.0000€;
  4. una variazione di costi tra diversi capitoli.
Il nostro gruppo si è detto disponibile a votare i primi due importi (leggi la dichiarazione), poiché si tratta di interventi necessari. Ma sicuramente non avrebbe mai potuto votare un indebitamento ventennale per 1 milione di euro per coprire il risanamento dovuto al dissesto finanziario dichiarato dalla giunta Torchia.
Infatti il ministero ha accordato un prestito di 1 mln di euro da trasferire all'OSL da utilizzare per pagare i creditori del comune di Sersale. Tra questi ci sono gli speculatori che hanno fatto causa al camune (Sentenza Palazzo Colosimo e altre), ma anche i debiti contratti da Progetto Sersale nel corso delle sue amministrazioni prima che la Corte dei Conti obbligasse la giunta Torchia a dichiarare il dissesto.
Questo prestito andrebbe restituito in 20 anni gravando sulle tasse dei cittadini di Sersale: ovviamente né i cittadini né noi abbiamo responsabilità nei danni e nelle gestioni finanziarie allegre che hanno portato al dissesto, quindi non riteniamo giusto che a pagare siano sempre e soltanto i cittadini.
L'assessore Rizzo, nel suo intervento, ha chiarito che di questo milione di euro il comune ne restituirebbe circa 700.000, perché nel frattempo all'OSL sono state fornite altre risorse per coprire gli oltre 2 milioni di debiti. Comunque risorse sottratte ai cittadini.
Di questa preziosa informazione abbiamo avuto notizia solo ed esclusivamente al consiglio comunale, cioé la richiesta di restituire parzialmente al ministero l'aniticipazione non è stata fornita per tempo ai nostri consiglieri comunali. Tuttavia abbiamo chiesto che al prossimo consiglio ci vengano trasmessi dettagli che ci permettano di capire nello specifico quali movimenti finanziari vengono posti in essere.
L'occasione sarà propizia anche per discutere di dissesto e risanamento, e anche della mozione per chiedere al consiglio comunale di costituirsi in giudizio per accertare le effettive responsabilità di chi ha causato il dissesto. Una mozione collegata al punto all'odg che però non è stata portata in discussione...
2017-11-10 Mozione su Dissesto
Oltre alla mozione sul dissesto, il Presidente del Consiglio ha preso l'impegno di discutere anche delle altre nostre proposte: la..........

martedì 14 novembre 2017

Arrestato 60 enne nel Catanzarese aveva ben nascosto in casa 1,4 Kg di marijuana.



È stato beccato con 1,4 chili di marijuana, per questo motivo un uomo si 60 anni è stato arrestato dai carabinieri di Girifalco per il reato di detenzione illegale ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Durante una perquisizione eseguita a casa del 60enne, i militari hanno trovato una busta con all'interno 1,4 chilogrammi di marijuana, materiale per il confezionamento e 110 euro in banconote di vario taglio ritenute provento dello spaccioIl materiale è posto sotto sequestro e la sostanza stupefacente verrà inviata nei prossimi giorni presso il......

lunedì 13 novembre 2017

La Calabria una regione di assenteisti tra permessi, ferie, malattie e congedi: Cosenza al primo posto in Italia Reggio al quinto Catanzaro? Ecco l'elenco completo di tutti i capoluoghi di provincia.

Non è un bel primato per la città di Cosenza e di Reggio Calabria  che si trovano al primo e al quinto posto in Italia per numero di assenze dei propri dipendenti comunali.


A Locri, cittadina del reggino di circa 12mila abitanti sulla costa ionica della provincia di Reggio Calabria, malattie, congedi, permessi e ferie hanno tenuto lontano in media i dipendenti del Comune per 99,4 giorni in un anno. Ma tra le città Capoluogo di provincia, al primo posto per assenze su 121 comuni, c’è proprio la città dei Bruzi con una media di 65,1 giorni di assenza. I dati sono stati pubblicati oggi da Il Sole24ore.
Le altre città capoluogo non sono messe meglio, tranne Vibo Valentia, che si trova al penultimo posto (dato però positivo in tal caso) con 23 giorni in media di assenza dei suoi dipendenti comunali. Trend alto anche per Reggio Calabria, al 5° posto della classifica degli assenti, con una media di 59,3 giorni. Catanzaro è al 56° posto con 51,8 giorni e Crotone all’85° con 46, 6 giorni d’assenza in un anno dei suoi dipendenti comunali dal posto di lavoro.
Alla Maddalena, in Sardegna, la media parla di 87,3 giorni fuori ufficio mentre a Condofuri, ancora Reggio Calabria, ci si ferma a 86,1. Ma, almeno stando ai dati ufficiali, non mancano casi-limite al contrario, da Biassono (Monza e Brianza; 14 giorni di assenza medi a testa, meno delle ferie) a Mussomeli (Caltanissetta; 18,1 giorni).
L’Italia dell’assenteismo vede uffici ‘meno affollati’ in Calabria e Sicilia mentre Campania e Molise si spingono tra le aree “virtuose” insieme a Lombardia, Veneto e Toscana. Oltre a essere grave, quindi, il fenomeno nella pubblica amministrazione è parecchio diversificato.
I numeri messi in fila dal centro di ricerca Ermes nel suo primo Rapporto sui Comuni, ed elaborati sulla base dell’ultimo conto annuale della Ragioneria generale, offrono il quadro strutturale del problema, più dei censimenti mensili che sono pubblicati nella sezione dell’«amministrazione trasparente» di ogni ente pubblico ma sono ovviamente soggetti a fluttuazioni congiunturali. E danno anche un’indicazione di sistema interessante: nei Comuni piccoli, dove gli organici sono più ridotti e c’è in genere più spirito di squadra ma anche più controllo reciproco, le assenze sono minori (46,1 giorni in media, ferie comprese), mentre l’indice sale al crescere delle amministrazioni fino a raggiungere il massimo (51,4 giorni) dove i dipendenti sono più di mille. Palermo, Cagliari, Catania e Torino spingono in alto il dato delle città, mentre a Napoli, Rimini, Milano e Salerno le assenze sono più basse.

Finora, l’assenteismo pubblico ha dominato la cronaca con le sue manifestazioni estreme, su cui si sono concentrate anche le risposte della politica a suon di licenziamenti “sprint” in 30 giorni e sanzioni per danno all’immagine per chi timbra l’entrata e imbocca subito l’uscita.
L’assenteismo che scava sotto la macchina pubblica ed erode performance e servizi è però quello ordinario, fatto di malattie certificate con generosità, di permessi ad ampio raggio e congedi concessi senza troppi controlli. A scardinarlo dovrebbero ora pensare i nuovi contratti nazionali del pubblico impiego, che stanno entrando nel vivo del confronto dopo la pausa pre-manovra e sono chiamati a far valere un binomio semplice nei principi ma complicato nella sua......

sabato 11 novembre 2017

17enne denuncia stupro. Il prete su Facebook. “Il minimo che potesse accaderti”Per le frasi choc la curia lo obbliga a rettificare




Una giovane di quasi 18 anni aveva denunciato nei giorni scorsi di essere stata stuprata in un vagone della stazione di Bologna e poi rapinata. Indaga la polizia, la ragazza si è presentata all'ospedale Maggiore venerdì scorso, il 3 novembre. 
La minore ha riferito di aver passato la serata nella zona di piazza Verdi con alcuni amici e di aver bevuto molti alcolici. Ad un certo punto si è accorta di non aver più il cellulare e un giovane magrebino si sarebbe offerto di aiutarla, dicendole di seguirlo. I due sarebbero quindi arrivati in stazione, dove la giovane sostiene di aver subito la violenza sessuale. Si sarebbe svegliata solo la mattina dopo, seminuda e senza più la borsa con sé.
Le frasi choc di don Lorenzo Guidotti. “Ma dovrei provare pietà? No!". 
E dopo la cavolata di ubriacarti - scrive il sacerdote - con chi ti allontani? Con un Magrebino?!? Notoriamente (soprattutto quelli in Piazza Verdi) veri gentlemen, tutti liberi professionisti, insegnanti, gente di cultura, perbene... Adesso capisci che oltre agli alcolici ti eri già bevuta tutta la tiritera ideologica sull’accogliamoli tutti? ... tesoro ... a questo punto, svegliarti seminuda direi che è il MINIMO che potesse accaderti».
Queste le parole choc del sacerdote di Bologna, don Lorenzo Guidotti con le quali ha commentato sulla sua pagina Facebook (che non ha profilo pubblico) lo scorso 6 novembre la notizia della 17enne che il 3 novembre ha denunciato di essere stata violentata in un vagone della stazione, dopo una serata in cui si era ubriacata. È il sito di Radio Città del Capo a riportare il post di Guidotti, parroco della chiesa di San Domenico Savio, pubblicando lo screenshot del messaggio, apparso la sera del 6 novembre.

“Mi spiace ma... Se nuoti nella vasca dei piranha non puoi lamentarti se quando esci ti manca un arto... cioè... A me sembra di sognare! Ma dovrei provare pietà? No! Quella la tengo per chi è veramente Vittima di una città amministrata di ..., non per chi vive da barbara con i barbari e poi si lamenta perché scopre di non essere oggetto di modi civili. Chi sceglie la cultura dello sballo lasci che si ‘divertano’ anche gli altri...?”.
"Il mio non è un attacco alla ragazza, ci mancherebbe, ma un tentativo di far PENSARE gli altri ragazzi e i loro genitori... e, magari, anche chi amministra la cosa pubblica. Chissà forse proprio grazie alle PAROLE FORTI e a QUESTO ARTICOLO, il messaggio arriva a chi altrimenti non avrei mai raggiunto. Vogliamo aspettare la seconda vittima, la terza, la quarta, ecc? IO NO!". Così don Guidotti ritorna su Facebook sulle parole scritte il 6 novembre, commentandone la diffusione sui siti. E così ho avuto anche io il mio quarto d'ora di notorietà (ne avrei fatto anche a meno perché non la cerco)", dice.
La retromarcia del parroco: "Chiedo scusa"
Quanto al caso della ragazzina che ha denunciato uno stupro alla fine di una serata in cui ha detto di essersi ubriacata, il sacerdote scrive: "Sapevo benissimo di.....................