sabato 25 agosto 2018

Il paese perfetto dove tutti vorrebbero abitarci esiste ! Zero disoccupazione, una casa nuova costa solo 15 euro ogni cittadino percepisce 47 euro al giorno indipendentemente della sua mansione.

Esiste un paesino dove non c'è disoccupazione e la gente vive di quello che ricava dalla terra. Tutti hanno una casa e per averla pagano un anticipo di 15 euro.

Parliamo di Marinaleda e dei suoi fortunati 2.700 abitanti. A guidarli in una amministrazione responsabile e sociale del terriotrio è dal 1979 il sindaco Juan Manuel Sánchez Gordillo che favorendo l'occupazione di terreni abbandonati ha permesso a tutta la comunità di lavorare, produrre ed esportare prodotti agricoli grazie alla costituzione della Cooperativa Humar – Marinaleda SCA, creata dagli stessi lavoratori, ed allo sviluppo della distribuzione locale.
A Marinaleda si producono ed esportano (anche da noi in Italia) peperoni, carciofi, legumi e olio d’oliva. La disoccupazione è allo 0% e tutti i lavoratori, indipendentemente da mansione e responsabilità percepiscono 47 euro al giorno per sei giorni alla settimana. Il sistema di welfare di Marinaleda permette a tutti i cittadini di costruirsi una casa versando un anticipo di 15 euro, senza il bisogno di chiedere un mutuo o pagare interessi.Nei periodi di grave crisi, le politiche nazionali, così come le comunità locali, cercano in tutti i modi di trovare la forza per rilanciare l'intera popolazione.Se in Italia l'operato dei leader politici solleva critiche da parte dell'opposizione sulle conseguenze delle manovre economiche, in Spagna, precisamente nella comunità autonoma dell'Andalusia, un un piccolo paesino dove tutti i cittadini lavorano guadagnando uno stipendio fisso che permette loro di mantenere la propria famiglia, un piccolo paesino dove non c'è disoccupazione ed i politici non.........

venerdì 24 agosto 2018

Un presidente senza più un minimo di vergogna Regala 100 mila euro per il festival di Spoleto "Andreotti gli fa un baffo" Zero euro alle tante iniziative locali

È la spesa che la Cittadella ha destinato alla società che organizza la rassegna umbra. L’obiettivo era promuovere il brand Calabria, ma è sembrato più uno spot per Oliverio. «Andreotti gli fa un baffo», ha detto Paolo Mieli lodando la longevità politica del governatore. Insorgono Fi e M5S

«Andreotti gli fa un baffo». L’8 luglio scorso Mario Oliverio prende le parole di Paolo Mieli come un augurio. Parole più che generose, quelle pronunciate dall’ex direttore del Corriere della Sera durante il Festival dei Due Mondi di Spoleto, come generoso è il “contributo” che la Regione Calabria ha destinato alla rassegna che si svolge ogni anno in terra umbra. Centomila euro, si apprende dal Burc pubblicato lo scorso 20 agosto, derivanti dal Piano di Azione e Coesione (PAC) Calabria 2014/2020 e destinati direttamente, senza bando di gara vista l’esclusiva dell’organizzazione del Festival, alla Società Hdrà Spa con sede a Roma. D’altronde, ancora prima dell’intervista benevola di Mieli – secondo cui Oliverio «è il politico più longevo della storia d’Italia», «ha battuto chiunque lo abbia sfidato alle elezioni» e non è stato «mai sfiorato da cose giudiziarie», nonostante fosse già indagato nelle inchieste su Calabria Verde e sull’alluvione di Rossano – era stato un annunciatore del Festival ad ammettere che il presidente della Regione Calabria «ci è stato vicino e ha permesso che questa manifestazione andasse avanti».
L’oggetto dell’affidamento alla società che organizza il Festival riguarda l’attività «di comunicazione integrata finalizzata alla promozione del prodotto turistico regionale e della destinazione Calabria»; fuori dal burocratese, insomma, l’obiettivo per cui sono stati stanziati quei soldi è la promozione del brand Calabria, ma guardando a come è andata la rassegna sorge il dubbio che abbia prevalso la voglia di promuovere il brand Oliverio, tra l’altro con risultati discutibili.
È certamente vero, come scrivono i dirigenti del dipartimento Turismo, che il Festival di Spoleto rappresenta «per i suoi notevoli contenuti di arte e cultura, un appuntamento di risonanza internazionale (…) pertanto la manifestazione è considerata un vero e proprio palcoscenico per presentare le eccellenze di un territorio», ma è altrettanto lecito rilevare che su quel palcoscenico il mattatore sembra essere stato il governatore, più che la Calabria, e che il marketing politico (pagato con soldi pubblici) abbia avuto la meglio su quello territoriale.
FI: COMMISSARIARE LA CALABRIA. M5S: OLIVERIO GENEROSO Di sicuro ne è convinto l’europarlamentare di Forza Italia Fulvio Martuscello, che da questo episodio arriva a invocare il commissariamento della Regione. L’eurodeputato forzista ha presentato un’interrogazione urgente al commissario Cretu e sostiene che le «risorse che l’Europa aveva destinato al turismo della Calabria» sono state «digerite in una sola sera» per organizzare «una cena con uno chef stellato» al Festival di Spoleto. Più precisi sono tutti i parlamentari calabresi del M5S che, in una nota congiunta, parlano di «servizi relativi all’acquisizione degli spazi e l’organizzazione di una serata di gala» e rilevano come si .............

giovedì 23 agosto 2018

Catanzaro Lido la Polizia becca 2 truffatori che vendevano merce su internet, incassavano i soldi ma poi si rendevano irreperibili

Due persone sono state denunciate perché ritenute responsabili di due distinte truffe online. Secondo quanto accertato dagli agenti del Commissariato di polizia di Catanzaro Lido, avrebbero proposto la vendita di prodotti di elettronica,incassando il denaro per poi sparire.
Nel primo caso di tratta di un uomo di origine campana, di 39 anni, N.A., che aveva pubblicato su un sito web un annuncio in cui proponeva una macchina del caffè al prezzo di 30 euro.
Il secondo denunciato è invece un 53enne puglieseD.F., che aveva messo in vendita, invece, dei prodotti informatici chiedendo 50 euro.
Le indagini sono scattate dopo la denuncia dei cittadini incappati nel raggiro e che hanno segnalato di aver acquistato e pagato della merce mai recapitata.
Gli autori del raggiro, dopo aver concordato la cifra per l’acquisto delle apparecchiature, appena incassato il denaro, si era reso irreperibile, ovviamente senza mai provvedere a consegna la ...............

mercoledì 22 agosto 2018

Calabria l'ex consigliere regionale si riprende il suo "sudato?" Vitalizio di circa 4.000 euro al mese con il benestare del consiglio regionale.

Determina del settore Risorse umane del consiglio regionale chiude la vicenda relativa all’ex esponente della Margherita, che a luglio ha sottoscritto l’atto di transazione con l’ente

 Enzo Sculco si riprende il vitalizio da ex consigliere regionale. Un determina del dirigente del settore Risorse umane del consiglio regionale, Maurizio Praticò, pubblicata sul Burc dello scorso 20 agosto, dà conto della conclusione della tortuosa vicenda che ha riguardato l’ex consigliere regionale della Margherita, già dirigente sindacale e amministratore provinciale di Crotone, papà di Flora, attuale capogruppo di “Calabria in Rete” a palazzo Campanella.
LA VICENDA GIUDIZIARIA Nel provvedimento si ricorda infatti che ad agosto 2014 a Sculco venne revocato il vitalizio, con decorrenza dal 24 marzo 2013, quando passò in giudicato la sentenza di condanna a suo carico per concussione per fatti risalenti a quando Sculco era vicepresidente della Provincia pitagorica. Dopo la condanna, Sculco ha svolto attività sociali – in regime di affidamento in prova – per 10 mesi e 15 giorni, a conclusione dei quali, il 2 dicembre 2013, il Tribunale di sorveglianza ha rilasciato una certificazione positiva, con dichiarazione di estinzione della pena e di ogni altro effetto penale conseguente alla condanna.
LA TRANSAZIONE SCULCO-REGIONE L’ultimo capitolo si consuma lo scorso 27 luglio con la sottoscrizione di un atto di transazione tra Sculco e la Regione in forza del quale – si legge ancora nella determina del settore Risorse umane del Consiglio regionale – «il consiglio regionale si è impegnato a ripristinare la corresponsione del vitalizio a favore di Sculco, con il contestuale riconoscimento retroattivo di tale diritto a decorrere giuridicamente dal 3 dicembre 2013, nei fatti dal mese di febbraio 2014 cioè da quando il vitalizio è stato in effetti sospeso e a liquidare gli interessi legali maturati e il pagamento delle spese legali a favore di Sculco, oltre rimborso forfettario, Iva e Cpa come per legge», e, a sua volta, Sculco «si è impegnato a restituire quanto percepito indebitamente per il periodo in cui vigeva la pena accessoria dell’interdizione perpetua dai pubblici uffici, cioè dal 24 marzo 2011, data di passaggio in giudicato della sentenza penale di condanna, al 2 dicembre 2013, data del provvedimento del Tribunale di Sorveglianza che ha dichiarato estinta la pena».
OK ALLA LIQUIDAZIONE DEL VITALIZIO L’epilogo, che in pratica si configura come un atto prettamente tecnico e praticamente “dovuto”, è vergato nero su bianco nella determina di palazzo Campanella, che riconosce a Sculco il vitalizio «a decorrere giuridicamente dal 3 dicembre 2013, nei fatti dal mese di febbraio 2014, cioè da quando lo stesso è stato materialmente sospeso», rivaluta il vitalizio stesso «a seguito gli ......................

martedì 21 agosto 2018

Calabria; denunciato giovane prete che pretendeva prestazioni sessuali in cambio di lavoro Una storia piena di raccapriccianti particolari .

Un presunto scandalo in canonica, al centro della vicenda un prete additato di averci “provato” con un suo collaboratore.
IL tutto - messo nero su bianco in una denuncia sporta ai carabinieri di un comune del vibonese - racconterebbe, per bocca della presunta vittima - di una vicenda surreale: “Incontrai per la prima volta il parroco lo scorso anno … pochi giorni dopo la festa padronale. Rimasi lì alcuni giorni e notai che qualcosa non andava quando al termine della celebrazione di un matrimonio, un altro giovane sacerdote ci raggiunse nella casa parrocchiale proponendo un rapporto a tre”.
Idea - racconta ancora il diretto interessato - che respinsi con fermezza, al termine del quale andò via imbronciato. Non ne parlai con il parroco, con cui collaboravo, per pudore e dopo pochi giorni andai via, ritornando in Campania”.
Due mesi dopo il denunciante, un giovane che risiede in Sardegna, si sarebbe tornato nuovamente nel vibonese per aiutare il sacerdote che, sostiene il ragazzo, “iniziò ad alzare le mani toccando le parti intime. E, come se non bastasse, l’altro sacerdote volle andare a fare un giro su Lamezia Terme utilizzando un’applicazione per incontri omosessuali, chiamata Grindr”.
Le settimane successive le avance si sarebbero fatte più pesanti“Il prete si prodigò per trovarmi un lavoretto da aspirante giornalista, mi regalò un cellulare nuovo dal prezzo modesto. Iniziai a chiedermi il perché e lo scoprii poco dopo, quando nuovamente mi toccò i genitali chiedendo “come sta Gigino?”.
Toccamenti che si ripeterono anche in altre occasioni e che sarebbero stati chiesti “per sdebitarmi del suo attivismo, fintanto che persi la pazienza dandogli un ceffone all’interno della sacrestia”.
Da quell’episodio, ci sarebbe stata poi un’escalation di torti e vendette da parte del sacerdote“Per due giorni - racconta il giovane - mi lasciò nella casa parrocchiale privo di acqua e cibo, fintanto che tentando un rappacificamento per la debolezza fisica sempre più consistente, svenni a Vibo Valentia in un’altra struttura della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea”.
Una volta accompagnato in ospedale dal 118 - aggiunge - stetti solo per diverse ore, fintanto che il parroco portò due persone del luogo che mi annunciarono di aver portato i miei beni quali indumenti e pc nella casa in cui svenni e che non dovevo far ritorno nella casa parrocchiale”.
Infatti, prosegue nel racconto la presunta vittima, lì avrebbe trovato lavoronel santuario del paese, dato che il parroco tentando di mettermi a tacere chiese al Comune un contributo di 1.000 euro che sono stati accreditati al santuario e che personalmente non ho mai ricevuto nonostante la mattina andavo ad aprire e chiudere la chiesa. Mi disse di non dirlo in giro poiché in paese si sarebbe scatenata una rivolta visto che non ero del luogo”.
Una volta dimesso avrebbe però chiesto che gli venissero restituiti i suoi averi, così da poter ritornare in Sardegna, dato che aveva lasciato la Campania per la Calabria.
Questo – aggiunge il giovane - non avvenne e al contrario venni minacciato dal sacerdote, da un ex fotografo e un veterinario della zona
Allora contattò il 112 “che mi aiutò – racconta - e l’indomani contattarono per ben due volte il parroco che non si presentò alla Stazione dei carabinieri. Così decisi di tornare in Sardegna con solo gli indumenti che portavo addosso e privo del restante materiale che mi è stato restituito in questi giorni, benché manchi ancora una cartella clinica indispensabile per poter curare una disfunzione alla gamba”.
Della vicenda, lo scorso 15 giugno sarebbe stato informato il vicario diocesano che avrebbe a sua volta riferito al vescovo, monsignor Luigi Renzo.
Nonostante la querela composta da sei pagine, nessuna...........

lunedì 20 agosto 2018

Allarme cinghiali agricoltura Calabrese in ginocchio avvistamenti anche lungo le spiagge. un vero problema che va affrontato a livello nazionale

La problematica relativa alla presenza massiccia dei cinghiali nel territorio  e ai  conseguenti danni nel settore dell’agricoltura necessita di interventi concreti ed urgenti. Questo l’appello del quale si vuole fare carico il convegno “Cinghiali: una calamità imposta”, eloquente già nel titolo, organizzato dal Comune di Cardinale (Cz) ed al quale il Consorzio “Valorizzazione e Tutela Nocciola di Calabria” A confronto esperti, associazione di categoria, rappresentanti delle istituzioni, compresi i sindaci di un vasto comprensorio, dalle Preserre al Basso Ionio catanzarese, ai centri interni del Vibonese. Il convegno vuole  dare voce alle istanze e alle sollecitazioni del comparto agricolo, che riveste un ruolo di primo piano  per l’economia del territorio.
Da Cardinale si vuole dare un segnale forte, di svolta, nell’affrontare la problematica. Si parte altresì dalla consapevolezza che il problema non è più locale, ma nazionale,  e che per la sua risoluzione è indispensabile il più ampio coinvolgimento possibile delle istituzioni, delle associazioni di categoria e delle popolazioni interessate.
Per l’Ente nazionale protezione animali non bisogna uccidere, ma adottare una serie di misure idonee a migliorare la convivenza tra uomini e cinghiali e nel contempo garantire l’aiuto agli agricoltori 
“Ricorrere ad approcci scientifici e non a fallimentari politiche venatorie, che alimentano solo interessi di parte. Creare tra agricoltori, istituzioni e associazioni un circolo virtuoso teso ad applicare metodi ecologici per migliorare la convivenza tra uomini e cinghiali, oltre ad essere obbligatori per legge sono i soli realmente efficaci, e per prevenire eventuali problemi”. É quanto propone l’Enpa, l’Ente nazionale protezione animali, in relazione alla “presunta emergenza cinghiali in Calabria”. “Lo dimostrano oltre 20 anni di uccisioni: è inutile – sostiene Andrea Brutti, dell’Ufficio Fauna Selvatica di Enpa – chiedere il ‘contenimento’ dei cinghiali. Contenimento che si vorrebbe affidare a soggetti del mondo venatorio, i quali hanno il solo interesse di sparare agli animali e non sono neanche autorizzati ad interventi di selezione ex art. 19 della legge 157/92, come ricordano ormai molte sentenze della Corte Costituzionale. Gli agricoltori devono essere aiutati e sostenuti in modo serio e fattivo, cioè con approcci scientifici basati su censimenti demografici e con politiche molto rigorose. Infatti se da un lato i cinghiali vengono ancora allevati, reimmessi nelle aziende faunistico-venatorie, e sono persino oggetto di foraggiamento e liberazioni abusive, dall’altro una pessima gestione dei rifiuti permetta a questi animali loro di avere una fonte alimentare pressoché inesauribile in prossimità dei centri abitati”. Per l’associazione, “anche la sicurezza stradale non .........