mercoledì 19 dicembre 2018

Sersale sarà ufficialmente inaugurato venerdi 21 alle 10 l'impianto Polivalente coperto intitolato a Domenico "Dodo'" Gabriele




Si inaugura venerdì 21 dicembre, alle ore 10, a Sersale, l’impianto sportivo polivalente coperto realizzato con i fondi del “PON Sicurezza per lo sviluppo – Obiettivo convergenza 2007-2013 – Asse II – Diffusione della Legalità - Iniziativa quadro IO GIOCO LEGALE. Si tratta di un impianto sportivo polivalente coperto nel quale potranno essere praticate diverse discipline: pallavolo, pallamano, tennis e calcio a 5. È ubicato nel complesso sportivo di località “Ferrarizzi” ove già insiste il campo da calcio a 11 che presto sarà dotato di superficie di gioco in erba sintetica.
Il nuovo impianto sportivo porterà il nome di Domenico “Dodò” Gabriele, bambino crotonese ucciso a 11 anni dalla barbarie della ‘ndrangheta” mentre giocava a pallone in un campetto di Crotone.
Domenico è stato colpito a morte il 25 giugno 2009, proprio mentre inseguiva un pallone su un campo di calcetto, in contrada Margherita, a Crotone. Dodò muore tre mesi dopo, il 20 settembre, nell’ospedale di Catanzaro, dove il piccolo è spirato senza mai aver ripreso conoscenza. È una ferita ancora tutta aperta quella della morte di Dodò, una ferita che sanguina, nonostante le condanne all’ergastolo dei due giovani accusati di essere gli esecutori materiali dell’attentato contro l’obiettivo del commando, morto la sera stessa dell’agguato in cui restarono ferite altre otto persone, tra le quali “Dodò”. Sul campo polivalente ora correranno i bambini ed ragazzi di Sersale ai quali, attraverso l’intitolazione allo sfortunato “Dodò” di una struttura dove si pratica lo sport, l’amministrazione comunale di Sersale vuole inviare un preciso ed incondizionato messaggio di promozione della cultura della legalità e del rispetto delle regole.
Alla cerimonia di inaugurazione, prevista per venerdì 21 dicembre, parteciperanno Giovanni e Francesca Gabriele, genitori di Dodò, il dr. Sandro Dolce della Procura Nazionale Antimafia, il Presidente del Coni provinciale dr. Giampaolo Latella, il Presidente del Comitato regionale FIGC-LND dr. Saverio Mirarchi, sindaci ed amministratori del comprensorio, istituzioni civili e religiose, il Sindaco dei ragazzi Giulia Mancuso e i ragazzi delle scuole di Sersale. Alle ore 10.00, nella Sala Consiliare, si parlerà di sport e cultura della legalità con il dr. Salvatore Dolce, magistrato della Procura Nazionale Antimafia, e con i presidenti del Coni provinciale, dr. Giampaolo Latella e della Figc-Lnd Calabria, dr. Saverio Mirarchi.
Alle ore 11.30 su procederà alla inaugurazione e benedizione dell'Impianto Sportivo Polivalente Coperto ed allo svelamento della targa celebrativa in onore di Domenico “Dodò” Gabriele. A seguire un breve incontro di calcio inaugurale tra i bambini della Scuola Calcio dell’Asd Sersale 1975.
Con l’inaugurazione di..........

martedì 18 dicembre 2018

Tragico incidente mortale alle porte di Catanzaro. Sulla 2 Mari giovane 28 enne viene travolto da un furgone

Potrebbe essere sceso dall’auto dopo un incidente autonomo venendo travolto da un furgoncino in transito e che viaggiava in direzione di Lamezia Terme.
Foto archivio
Questa una delle ipotesi sulla dinamica dell’incidente mortale avvenuto stamani intorno alle 8 sulla statale 280, la cosiddetta Due Mari, nei pressi di Marcellinara, quasi alle porte di Catanzaro.
Vittima un giovane uomo di cui non sono state ancora rese note le generalità. Sull’accaduto stanno effettuando tutti gli accertamenti ed i rilievi gli uomini della Polizia Stradale. Intervenuti anche i sanitari del 118 con un’ambulanza, ma per l’uomo non c’era purtroppo più nulla da fare. Forti disagi, per...........

lunedì 17 dicembre 2018

Obbligo di dimora per il presidente Oliverio contestato anche l’aggravante mafiosa. Il gip di Catanzaro con a capo Nicola Gratteri ha emesso il provvedimento su 2 appalti nel cosentino.

 Il gip distrettuale di Catanzaro ha emesso un provvedimento di obbligo di dimora nel comune di residenza per il presidente della Regione Calabria Mario Oliverio, del Pd. L'accusa l'accusa contestata dalla Dda di Catanzaro al presidente Oliverio è l'abuso di ufficio.


    Il provvedimento è stato emesso nell'ambito dell'operazione condotta dalla Guardia di finanza di Cosenza in materia di appalti pubblici. Agli indagati dell'inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Catanzaro, diretta da Nicola Gratteri, vengono contestati, a vario titolo, i reati di falso, corruzione e frode in pubbliche forniture.
    L'inchiesta riguarda, secondo quanto si è appreso, due appalti, uno sul Tirreno Cosentino, ed uno riguardante un impianto sciistico in Sila. Nei confronti di alcuni indagati viene ipotizzata anche l'aggravante dell'art. 7 per avere agevolato la cosca di 'ndrangheta Muto di Cetraro.

Le attività investigative (nell’ambito della operazione convenzionalmente denominata “Lande desolate”) condotte con l’ausilio di articolate indagini tecniche e rilevamenti aerofotografici, hanno consentito di ricostruire e riscontrare documentalmente plurime violazioni e irregolarità nella gestione e conduzione degli appalti per l’ammodernamento dell’aviosuperficie di Scalea e degli impianti sciistici di Lorica, nonché nella successiva fase di erogazione di finanziamenti pubblici. In particolare, le investigazioni, basate su una copiosa attività di riscontro documentale e sui luoghi di cantiere, hanno fatto emergere il completo asservimento di pubblici ufficiali, anche titolari di importanti e strategici uffici presso la regione Calabria, alle esigenze del privato imprenditore attraverso una ..........

sabato 15 dicembre 2018

Calabria paradiso fiscale per tutti i pensionati. Presentato emendamento al Senato, per il Sud prevista un’esenzione da qualsiasi tassa sul reddito per 10 anni.


Torna d’attualità un tema trattato nei primi mesi dell’insediamento del governo Cinquestelle-Lega: quel modello Portogallo lanciato dal vicepremier Salvini che tanto aveva fatto parlare di sé.È di queste ore infatti la notizia secondo cui è stato depositato in commissione Bilancio del Senato un emendamento alla Manovra, a prima firma Bagnai (Lega), che prevede tasse ridotte a un forfait del 7% per 5 anni per i pensionati residenti all’estero da almeno 5 anni che scelgano di venire, o tornare, in Italia, nei comuni con popolazione non superiore ai 20mila abitanti, ma necessariamente nelle regioni del Sud: Sicilia, Calabria, Sardegna, Campania, Basilicata, Abruzzo, Molise, Puglia. Le maggiori entrate sono destinate all’istituzione di poli universitari tecnico scientifici nel Mezzogiorno.Si insegue così il modello Algarve, la regione portoghese che ha attirato negli ultimi anni migliaia di pensionati da ogni parte del mondo e che ha permesso il rilancio dell’economia di una zona in difficoltà. In riva all’Atlantico infatti è prevista un’esenzione da qualsiasi tassa sul reddito per 10 anni. Per ottenere le agevolazioni è sufficiente soggiornare in Portogallo per almeno sei mesi e ottenere così lo status di “residente non abituale” che dà diritto alle agevolazioni.Lo stesso Salvini, al momento del primo annuncio, aveva dichiarato: «Ci sono migliaia di pensionati italiani che vanno in Spagna e Portogallo per non pagare la tassa sulle pensioni. Io penso che alcune zone del Sud che siano molto più belle, accoglienti e ospitali, quindi una zona di esenzione fiscale per i pensionati italiani e stranieri può attrarre nuovamente degli investimenti».Oggi, la presentazione dell’emendamento da parte della sponda verde del governo potrebbe permettere una modifica alla manovra economica e consentire così la ...................

venerdì 14 dicembre 2018

Annata nera per l'olio d'oliva produzione in forte calo con punte di meno 65% nel 2018

L'Olio Calabrese più conosciuto si ottiene dalla spremitura della varietà di Olive Carolea. Questo “Oro verde” di Calabria, come viene decantato, è un Olio genuino di seria A, a cui vengono riconosciuti caratteri di eccellenza, sia dal punto di vista salutistico che sensoriale. Basti pensare che gli appezzamenti destinati alla coltivazione di ulivi sono ubicati in terreni in cui viene praticato un tipo di agricoltura estensiva, in area pedemontana, lontani da industrie, strade ad alto tasso di traffico, discariche o altre fonti d'inquinamento.  Il clima mediterraneo, la stagione estiva secca e le piogge concentrate a cavallo tra autunno e inverno sono determinanti nel definire la qualità dell'Olio Calabrese. 

Olio, crolla del 38% quest’anno la produzione Made in Italy che scende ad appena 265 milioni di chili, un valore vicino ai minimi storici. È quanto afferma la Coldiretti nel commentare le previsioni divulgate dall’Ismea per l’Italia alla Giornata nazionale dell’extravergine italiano al Villaggio contadino al Circo Massimo a Roma, che ha dato inizio alla spremitura delle olive in Italia con migliaia di agricoltori che hanno lasciato le campagne per difendere nella Capitale il prodotto più rappresentativo della dieta mediterranea.


Non abbiamo mai visto niente di simile in tutta la storia dell’agricoltura italiana”. Muoiono gli ulivi del Salento e quella di Antonio Guario, a capo dell’Osservatorio fitosanitario regionale, è una sentenza senza appello. Un’intera fetta dell’arco ionico-leccese vedrà cancellata quasi completamente la sua pianta simbolo: gli alberi malati vanno sradicati. Sono infetti. E il contagio nel resto dell’Italia e dell’Europa è un rischio troppo alto, tanto da richiedere l’adozione di durissime misure concordate tra Regionee ministero dell’Agricoltura.
Forse sottovalutato agli inizi, nella scorsa primavera il rebus degli ulivi ha cominciato a preoccupare davvero. Migliaia di alberi hanno cominciato, d’un tratto, a seccare. La sintomatologia, ovunque, la stessa: ingiallimento di estese chiome, imbrunimenti interni del legno, foglie accartocciate come fossero sigarette. Si è pensato dapprima ad un fungo, il Phaeoacremonium, riscontrato in tutti i campioni studiati dai ricercatori. Poi, l’ultima diagnosi, una batosta. A causare il “complesso del disseccamento rapido dell’olivo” è “Xylella fastidiosa”, un batterio finora mai............

giovedì 13 dicembre 2018

Simeri Mare Omicidio Rosso chiuso il cerchio. Arrestati anche i mandanti Odio e rancore tra famiglie pagando 30 mila euro per ucciderlo.

I carabinieri hanno arrestato due persone con l'accusa di essere state mandanti dell'omicidio del macellaio Francesco Rosso, di 35 anni, ucciso con tre colpi di pistola al volto ed al torace, il 14 aprile del 2015, mentre era al lavoro nel suo esercizio a Simeri Crichi, nel catanzarese.
    Gli arresti sono stati effettuati dai militari della Compagnia di Sellia Marina nell'ambito dell'operazione denominata "Quinto Comandamento" che, nello scorso mese di settembre, aveva già portato alla cattura dei quattro presunti esecutori materiali dell'assassinio.
    A carico delle due persone arrestate i carabinieri hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip di Catanzaro su richiesta della Procura della Repubblica ddl capoluogo.
   


L’odio era maturato tra due famiglie pare per dei vecchi dissidi, anche di origine patrimoniale. Il casus belli addirittura risalirebbe a 16 anni prima: era il 1999 quando vi fu un’accesa lite.
Da quel giorno si sarebbe iniziata ad alimentare la sete di vendetta nei confronti del rivale, arrivando finanche a desiderare di privarlo dell’affetto del figlioQuesto lo spaccato che - almeno secondo gli investigatori - sarebbe dietro al tragico omicidio di Francesco Rosso, il macellaio di Simeri Crichi ammazzato nell’aprile del 2015 con tre colpi di pistola esplosigli in faccia e al torace mentre stava lavorando all’interno dell’attività di famiglia.A ricostruire i dettagli della vicenda sono stati i carabinieri della stazione locale che oggi ritengono di aver ricostruito l’intero “organigramma” della “rete” di personaggi che sarebbe stata coinvolta nell’assassinio, che allora scosse profondamente l’intera comunità catanzarese.Il cerchio si chiuderebbe con l’arresto di quelli che sono ritenuti i mandanti dell’omicidio, oggi finiti in carcere: si tratta di Evangelista Russo (70 anni) e Francesco Mauro (41). In pratica, dopo il fermo a settembre dei quattro presunti esecutori materiali, gli inquirenti non hanno mollato nemmeno un attimo, continuando ad indagare incessantemente. Allo sforzo investigativo, però, hanno assicurato un contributo importante i riscontri alle dichiarazioni rilasciate da uno degli arrestati di due mesi e mezzo fa, Danilo Monti, che avrebbero permesso di avvalorare le loro ipotesiCome dicevamo, l’odio tra le due famiglie, i Russo e i Rosso, sarebbe maturato dopo la lite avvenuta nel ‘99 tra il 70enne arrestato oggi e il padre del macellaio assassinato, fino al punto dunque di decidere di uccidergli il figlio. Qui si inserirebbe il ruolo del secondo fermatoMauro, dipendente e factotum di Russo nella sua ditta di tornitura che secondo gli inquirenti sarebbe stato “a totale disposizione” del datore di lavoro, tanto da eseguirnele volontà omicidiarie commissionando l’assassinio a Danilo Monti ed ai suoi presunti complici: 30 mila euro la somma che avrebbe pattuito per togliere la vita al giovane Francesco   fornendo anche l’arma del delitto.Il provvedimento - eseguito oggi......................