lunedì 12 marzo 2012

Catanzaro Campobasso 2.1 il video della partita

CATANZARO 2
CAMPOBASSO 1


MARCATORI: Viscido (Cb) al 12’ pt, Giampà (Cz) al 16’ pt, Bugatti (Cz) al 36’ st.

CATANZARO (3-4-2-1): Mengoni; Mariotti, Sirignano,  Papasidero; Giampà, Quadri, Maisto (dal 1’ st D’Anna), Squillace (dal 32’ st Bugatti); Esposito (dal 14’ st Bruzzese), Masini, Carboni. A disposizione: Scerbo, Narducci, Accursi, Ulloa. All. Cozza.

CAMPOBASSO (4-3-3): Ioime; Bertozzini (dal 38’ st La Porta sv), Mateo, Scudieri (dal 48’ st Fazio sv), Esposito; Forgione, Licciardi, Viscido; Rega, Todino, Cruz (dal 32’ st Cirillo. A disposizione: Falcone, Bruno, Mazza, Di Nardo. All. Imbimbo.

ARBITRO: Brasi di Seregno.

NOTE: pomeriggio nuvoloso, terreno di gioco in buone condizioni. Spettatori 3652. Ammoniti: Mateo, Viscido, Maisto, Quadri, D’Anna, Licciardi. Angoli 9-2 per il Catanzaro. Recupero: 2’ pt; 4’ st.


Inchiesta sugli esami venduti all'università Magna Graecia di Catanzaro chiesto un rinvio a giudizio per ben 97 indagati


E' arrivata la richiesta di rinvio a giudizio per i 97 indagati coinvolti nell'inchiesta della Procura della Repubblica di Catanzaro su presunti casi di esami venduti all'Universita' "Magna Graecia".
 Nel corso delle indagini, rispetto a cui a vario titolo, compaiono le accuse di corruzione, falso ideologico e materiale del pubblico ufficiale in atto pubblico, falso per indurre in errore l'Ateneo, soppressione e distruzione di atti - mentre solo per pochissimi indagati e' ipotizzato il reato di associazione a delinquere -, diverse lauree sono state sottoposte a sequestro, cosi' come alcuni indagati sono stati raggiunti da un provvedimento interdittivo dell'esercizio della professione forense, nel corso delle varie tranche che via via sono venute alla ribalta, fino alla notifica dell'avviso di conclusione indagini ai 97 indagati emesso lo scorso luglio. Adesso, i sostituti procuratori Salvatore Curcio e Paolo Petrolo, titolari dell'inchiesta condotta dai militari della Sezione di polizia giudiziaria dei carabinieri, hanno chiesto il processo per 97 indagati, tra cui 4 impiegati dell'Ateneo catanzarese, 2 docenti, e 91 persone coinvolte in qualita' di studenti, alcuni dei quali hanno conseguito gia' il titolo accademico che pero', come detto, e' finito sotto sequestro, e il giudice dell'udienza preliminare decidera' se e per chi accogliere tale richiesta.
Il caso della presunta compravendita di esami universitari scoppio' nel novembre del 2007, e travolse prima la facolta' di Scienze economiche aziendali e poi quella di Giurisprudenza, facenti capo all'unica segreteria didattica di cui era responsabile il 50enne Francesco Marcello, principale accusato, finito in manette il 13 novembre di quell'anno. Marcello, in esecuzione di un'ordinanza cautelare, il 14 novembre 2007 fini' agli arresti domiciliari con l'accusa di avere letteralmente venduto i singoli esami a circa 300 euro ciascuno, alterando poi le copie a ricalco dei verbali d'esame che, una volta falsificate con i risultati voluti, lui stesso avrebbe inserito nei fascicoli degli studenti cui aveva accesso quale funzionario responsabile della segreteria. Ad accrescere il materiale di indagini, fatto da molte intercettazioni, da vasta documentazione e dai verbali dei numerosi studenti ed ex studenti sentiti nel corso dei mesi, giunsero anche le confessioni di due studenti indagati i quali, nel rendere la loro versione, aggiunsero vari altri dettagli da approfondire. Nell'ambito di quel primo filone d'indagine i pm incassarono tre patteggiamenti e una condanna a carico delle prime quattro persone finite nei guai. In seguito altre 16 persone furono raggiunte da avviso di garanzia ad agosto 2009 (un diciassettesimo avviso era per il solito Marcello), quando i carabinieri eseguirono contestualmente il sequestro delle prime due lauree, quelle di due indagati gia' iscritti quali praticanti presso il Consiglio dell'ordine distrettuale degli avvocati di Catanzaro. Pochi giorni dopo, nell'ambito del medesimo vasto filone investigativo, il giudice per le indagini preliminari di Catanzaro, su richiesta...

Si è svolto in questi giorni a Taverna un importante convegno sul tumore alla mammella alla presenza del presidente del dell'Acmo

Veduta di Taverna (Catanzaro)

Ricordare con l’ impegno la giornata delle donne affrontando una tematica sempre attuale: ”la prevenzione e la cura dei tumori alla mammella”, avvalendosi  di  medici che hanno deciso di  spendersi senza riserve  nella lotta al carcinoma alla mammella. Questo l’intento, riuscitissimo, a giudicare  dalla partecipazione presso le sale della Banca di Credito Cooperativo di Taverna, dei dirigenti dell’Associazione Calabrese Malati Oncologici, sodalizio che ormai da due anni opera con  competenza sul territorio presilano. Sotto l’egida di Avis Presila  ed in collaborazione con la LILT,la cui presidente era assente per improrogabili impegni presi precedentemente, si è svolto il convegno ”Prevenzione del tumore alla mammella”.Presenti, Francarlo Leone, responsabile U.O del reparto di Senologia chirurgica dell’azienda ospedaliera Pugliese-Ciaccio, Bonaventura Lazzaro, alla guida del reparto di cure palliative dello stesso presidio ospedaliero, Roberto Squillace, oncologo, don Giorgio Rigoni, parroco di Petronà, Biagio  Vavalà, assessore del comune di Taverna,  Filappantonio Catizone, responsabile del polo sanitario di Taverna, Aurelia Parrottino, diabetologa, Nuccio Fratto, medico di base, oltre ad esponenti delle amministrazioni dei centri limitrofi. Il saluto del presidente Avis, Antonio Frustaci, ha aperto i lavori, a seguire, la lettura di quelli  fatti pervenire dal parroco di Taverna don Maurizio Franconiere ed  il discorso introduttivo di Franco Parrottino, moderatore dell’incontro, che ha plaudito ad iniziative volte alla miglior conoscenza di patologie neoplastiche. Aldo Riccelli, presidente ACMO, non senza un accenno di commozione legato alla sua vicenda personale, ha ricordato quanto sia stato sofferto, ma al tempo stesso gratificante, decidere di mettere in piedi un’associazione che fungesse da supporto nelle cure dei malati oncologici “I rari momenti di sconforto, vengono immediatamente mitigati dagli sguardi riconoscenti che cogliamo negli occhi dei pazienti, ai quali forniamo un sostegno infinitesimale rispetto alla grande mole di lavoro che gli oncologi del Ciaccio svolgono quotidianamente. Ho “vissuto” per mesi a contatto con questa terribile realtà nel  reparto di cure palliative del Ciaccio, e, in nessun altro contesto ho riscontrato l’impagabile capacità di spendersi per garantire al paziente la condizione più dignitosa, rispetto all’ enormità della malattia, che ho registrato nei medici e nel personale che opera in quei reparti che per molti diventano una casa”. Biagio Vavalà, assessore comunale, ha sottolineato il grande apporto  che le varie associazioni operanti a Taverna e nei centri limitrofi, forniscono quotidianamente alle amministrazioni comunali, senza mai prevaricare, ma con l’unico intento di contribuire alla crescita sociale e morale della popolazione.  Socio fondatore della sezione ACMO di Sorbo San Basile, Bonaventura Lazzaro ha relazionato rispetto alle  pratiche preventive da attuare per impedire l’insorgenza della patologia neoplastica. “Possiamo modificare, con stili di vita particolari, alcuni aspetti del nostro patrimonio genetico. La diagnosi precoce è fondamentale, consente infatti, al medico di intervenire su una condizione ancora non compromessa totalmente”. L’oncologo ha proseguito fornendo al pubblico, in gran parte composto da donne, una serie  di indizi utili per fare una corretta prevenzione e per  individuare tempestivamente eventuali neoplasie che potrebbero degenerare. Concludendo ha affermato. “Ancora oggi la parola ”cancro” incute timore,nei reparti oncologici spesso l’approccio è timoroso e diffidente. E’ necessario abbattere questi paletti , e lo si può fare solo promuovendo la cultura dell’informazione medica e sanitaria  affidata però  a chi davvero ha a cuore le sorti di ciascun individuo”. Secondo Francarlo Leone è necessario che la sensibilità espressa dal  mondo del volontariato, si  traduca poi in una gestione più oculata e mirata da parte delle amministrazioni locali ”la cui sensibilità,però rispetto al tumore della mammella che miete più vittime di una guerra, è purtroppo ancora di basso livello”.

domenica 11 marzo 2012

Ritrovata in Turchia un antica Bibbia con una copia di un Vangelo apocrifo di Barnaba dove Gesù parla dell'arrivo di Maometto

Gesù “aveva previsto l’arrivo di Maometto”.
 Sarebbe scritto su un’antica Bibbia ritrovata in Turchia. Secondo alcune fonti del governo di Ankara, il Vaticano avrebbe chiesto una perizia alle autorità turche. Ma Dal Vaticano hanno smentito di aver avanzato tale richiesta.
L’antica Bibbia conterrebbe una copia di un vangelo apocrifo, quello di Barnaba, che attribuirebbe appunto a Gesù la profezia dell’avvento di Maometto sulla terra. La richiesta vaticana, riferisce il sito del quotidiano turco Zaman citando il giornale Bugun, riguarda una Bibbia risalente a circa 1.500 anni fa rinvenuta dalla polizia nel sud della Turchia durante un’operazione anti-ricettazione nel 2000 e di recente affidata al Museo etnografico di Ankara.
bibbia barnabaLa bibbia sarebbe scritta in aramaico con alfabeto siriaco su fogli di pelle e varrebbe l’equivalente di 17 milioni di euro (anche una sola copia fotostatica viene stimata in 1,3 o anche 1,7 milioni). Un altro quotidiano turco, Star, sostiene che ”potrebbe essere una copia dell’assai controverso Vangelo di Barnaba, che i musulmani sostengono sia un vangelo originale poi soppresso” la cui più antiche copie finora conosciute ”risalgono al sedicesimo secolo ed sono scritte in italiano e spagnolo”.
Il Vangelo di Barnaba, ricorda il sito del quotidiano di ispirazione islamica Zaman, contraddice il racconto canonico del Nuovo Testamento ”ma ha un forte parallelismo con la visione islamica di Gesù. Molti dei suoi contenuti e temi sono paralleli alle idee islamiche e include una profezia di Gesù sull’arrivo del profeta Maometto sulla terra”. L’aramaico, ricorda il sito del quotidiano Hurriyet accreditando la notizia della richiesta di esame da parte della Santa sede, è la lingua che si ritiene sia stata parlata da Gesù.
I soli che parlano ancora aramaico vivono in un villaggio nei pressi di Damasco (Wikipedia indica più villaggi in Siria). Il ministro della Cultura e turismo, Ertugrul Gunay, ha detto a giornalisti che il Tribunale di Ankara ha inviato al suo dicastero la Bibbia di 1.500 anni fa ”che probabilmente è stata scritta in aramaico. E’ stata scritta in una lingua simile a quella parlata da Gesù”.
Il ministero della Cultura turco ha però smentito dopo poche ore che il Vaticano abbia chiesto di esaminare la Bibbia

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