CATANZARO 2
CAMPOBASSO 1
MARCATORI: Viscido (Cb) al 12’ pt, Giampà (Cz) al 16’ pt, Bugatti (Cz) al 36’ st.
CATANZARO (3-4-2-1):
Mengoni; Mariotti, Sirignano, Papasidero; Giampà, Quadri, Maisto (dal
1’ st D’Anna), Squillace (dal 32’ st Bugatti); Esposito (dal 14’ st
Bruzzese), Masini, Carboni. A disposizione: Scerbo, Narducci, Accursi,
Ulloa. All. Cozza.
CAMPOBASSO (4-3-3): Ioime;
Bertozzini (dal 38’ st La Porta sv), Mateo, Scudieri (dal 48’ st Fazio
sv), Esposito; Forgione, Licciardi, Viscido; Rega, Todino, Cruz (dal 32’
st Cirillo. A disposizione: Falcone, Bruno, Mazza, Di Nardo. All.
Imbimbo.
ARBITRO: Brasi di Seregno.
NOTE:
pomeriggio nuvoloso, terreno di gioco in buone condizioni. Spettatori
3652. Ammoniti: Mateo, Viscido, Maisto, Quadri, D’Anna, Licciardi.
Angoli 9-2 per il Catanzaro. Recupero: 2’ pt; 4’ st.
lunedì 12 marzo 2012
Inchiesta sugli esami venduti all'università Magna Graecia di Catanzaro chiesto un rinvio a giudizio per ben 97 indagati
E' arrivata la richiesta di rinvio a giudizio per i 97 indagati
coinvolti nell'inchiesta della Procura della Repubblica di Catanzaro su
presunti casi di esami venduti all'Universita' "Magna Graecia".
Nel
corso delle indagini, rispetto a cui a vario titolo, compaiono le accuse
di corruzione, falso ideologico e materiale del pubblico ufficiale in
atto pubblico, falso per indurre in errore l'Ateneo, soppressione e
distruzione di atti - mentre solo per pochissimi indagati e' ipotizzato
il reato di associazione a delinquere -, diverse lauree sono state
sottoposte a sequestro, cosi' come alcuni indagati sono stati raggiunti
da un provvedimento interdittivo dell'esercizio della professione
forense, nel corso delle varie tranche che via via sono venute alla
ribalta, fino alla notifica dell'avviso di conclusione indagini ai 97
indagati emesso lo scorso luglio. Adesso, i sostituti procuratori
Salvatore Curcio e Paolo Petrolo, titolari dell'inchiesta condotta dai
militari della Sezione di polizia giudiziaria dei carabinieri, hanno
chiesto il processo per 97 indagati, tra cui 4 impiegati dell'Ateneo
catanzarese, 2 docenti, e 91 persone coinvolte in qualita' di studenti,
alcuni dei quali hanno conseguito gia' il titolo accademico che pero',
come detto, e' finito sotto sequestro, e il giudice dell'udienza
preliminare decidera' se e per chi accogliere tale richiesta.
Il caso della presunta compravendita di esami universitari scoppio' nel
novembre del 2007, e travolse prima la facolta' di Scienze economiche
aziendali e poi quella di Giurisprudenza, facenti capo all'unica
segreteria didattica di cui era responsabile il 50enne Francesco
Marcello, principale accusato, finito in manette il 13 novembre di
quell'anno. Marcello, in esecuzione di un'ordinanza cautelare, il 14
novembre 2007 fini' agli arresti domiciliari con l'accusa di avere
letteralmente venduto i singoli esami a circa 300 euro ciascuno,
alterando poi le copie a ricalco dei verbali d'esame che, una volta
falsificate con i risultati voluti, lui stesso avrebbe inserito nei
fascicoli degli studenti cui aveva accesso quale funzionario
responsabile della segreteria. Ad accrescere il materiale di indagini,
fatto da molte intercettazioni, da vasta documentazione e dai verbali
dei numerosi studenti ed ex studenti sentiti nel corso dei mesi,
giunsero anche le confessioni di due studenti indagati i quali, nel
rendere la loro versione, aggiunsero vari altri dettagli da
approfondire. Nell'ambito di quel primo filone d'indagine i pm
incassarono tre patteggiamenti e una condanna a carico delle prime
quattro persone finite nei guai. In seguito altre 16 persone furono
raggiunte da avviso di garanzia ad agosto 2009 (un diciassettesimo
avviso era per il solito Marcello), quando i carabinieri eseguirono
contestualmente il sequestro delle prime due lauree, quelle di due
indagati gia' iscritti quali praticanti presso il Consiglio dell'ordine
distrettuale degli avvocati di Catanzaro. Pochi giorni dopo, nell'ambito
del medesimo vasto filone investigativo, il giudice per le indagini
preliminari di Catanzaro, su richiesta...
Si è svolto in questi giorni a Taverna un importante convegno sul tumore alla mammella alla presenza del presidente del dell'Acmo
| Veduta di Taverna (Catanzaro) |
domenica 11 marzo 2012
Ritrovata in Turchia un antica Bibbia con una copia di un Vangelo apocrifo di Barnaba dove Gesù parla dell'arrivo di Maometto
Gesù “aveva previsto l’arrivo di Maometto”.
Sarebbe scritto su un’antica Bibbia ritrovata in Turchia. Secondo alcune fonti del governo di Ankara, il Vaticano avrebbe chiesto una perizia alle autorità turche. Ma Dal Vaticano hanno smentito di aver avanzato tale richiesta.
L’antica Bibbia conterrebbe una copia di un vangelo apocrifo, quello di Barnaba, che attribuirebbe appunto a Gesù la profezia dell’avvento di Maometto sulla terra. La richiesta vaticana, riferisce il sito del quotidiano turco Zaman citando il giornale Bugun, riguarda una Bibbia risalente a circa 1.500 anni fa rinvenuta dalla polizia nel sud della Turchia durante un’operazione anti-ricettazione nel 2000 e di recente affidata al Museo etnografico di Ankara.
La bibbia sarebbe scritta in aramaico con alfabeto
siriaco su fogli di pelle e varrebbe l’equivalente di 17 milioni di euro
(anche una sola copia fotostatica viene stimata in 1,3 o anche 1,7
milioni). Un altro quotidiano turco, Star, sostiene che ”potrebbe essere
una copia dell’assai controverso Vangelo di Barnaba, che i musulmani
sostengono sia un vangelo originale poi soppresso” la cui più antiche
copie finora conosciute ”risalgono al sedicesimo secolo ed sono scritte
in italiano e spagnolo”.
Il Vangelo di Barnaba, ricorda il sito del quotidiano di ispirazione islamica Zaman, contraddice il racconto canonico del Nuovo Testamento ”ma ha un forte parallelismo con la visione islamica di Gesù. Molti dei suoi contenuti e temi sono paralleli alle idee islamiche e include una profezia di Gesù sull’arrivo del profeta Maometto sulla terra”. L’aramaico, ricorda il sito del quotidiano Hurriyet accreditando la notizia della richiesta di esame da parte della Santa sede, è la lingua che si ritiene sia stata parlata da Gesù.
I soli che parlano ancora aramaico vivono in un villaggio nei pressi di Damasco (Wikipedia indica più villaggi in Siria). Il ministro della Cultura e turismo, Ertugrul Gunay, ha detto a giornalisti che il Tribunale di Ankara ha inviato al suo dicastero la Bibbia di 1.500 anni fa ”che probabilmente è stata scritta in aramaico. E’ stata scritta in una lingua simile a quella parlata da Gesù”.
Il ministero della Cultura turco ha però smentito dopo poche ore che il Vaticano abbia chiesto di esaminare la Bibbia
Sarebbe scritto su un’antica Bibbia ritrovata in Turchia. Secondo alcune fonti del governo di Ankara, il Vaticano avrebbe chiesto una perizia alle autorità turche. Ma Dal Vaticano hanno smentito di aver avanzato tale richiesta.
L’antica Bibbia conterrebbe una copia di un vangelo apocrifo, quello di Barnaba, che attribuirebbe appunto a Gesù la profezia dell’avvento di Maometto sulla terra. La richiesta vaticana, riferisce il sito del quotidiano turco Zaman citando il giornale Bugun, riguarda una Bibbia risalente a circa 1.500 anni fa rinvenuta dalla polizia nel sud della Turchia durante un’operazione anti-ricettazione nel 2000 e di recente affidata al Museo etnografico di Ankara.
Il Vangelo di Barnaba, ricorda il sito del quotidiano di ispirazione islamica Zaman, contraddice il racconto canonico del Nuovo Testamento ”ma ha un forte parallelismo con la visione islamica di Gesù. Molti dei suoi contenuti e temi sono paralleli alle idee islamiche e include una profezia di Gesù sull’arrivo del profeta Maometto sulla terra”. L’aramaico, ricorda il sito del quotidiano Hurriyet accreditando la notizia della richiesta di esame da parte della Santa sede, è la lingua che si ritiene sia stata parlata da Gesù.
I soli che parlano ancora aramaico vivono in un villaggio nei pressi di Damasco (Wikipedia indica più villaggi in Siria). Il ministro della Cultura e turismo, Ertugrul Gunay, ha detto a giornalisti che il Tribunale di Ankara ha inviato al suo dicastero la Bibbia di 1.500 anni fa ”che probabilmente è stata scritta in aramaico. E’ stata scritta in una lingua simile a quella parlata da Gesù”.
Il ministero della Cultura turco ha però smentito dopo poche ore che il Vaticano abbia chiesto di esaminare la Bibbia
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