L'Italia torna sotto la lente di ingrandimento dell’Istat.
E’ tempo di «Censimento generale della popolazione e delle abitazioni»,
il quindicesimo. Si fa ogni dieci anni: l’ultimo nel 2001, il primo,
agli albori dell’unità nazionale, nel 1861.
Solo nel 1941 è saltato: eravamo in guerra.
La data fatidica, riferimento di tutte le rilevazioni, sarà la
mezzanotte tra l’8 e il 9 ottobre: in quel momento sarà scattata la
fotografia su 61 milioni di persone (di cui circa 4,5 immigrati) e 25
milioni di famiglie, tramite i moduli distribuiti negli oltre ottomila
Comuni italiani.
I questionari saranno recapitati via posta sino al 22 ottobre, ultimo giorno indicato per la consegna da parte di Poste Italiane.
Pertanto, chi riceverà il malloppo di domande prima del 9 ottobre, dovrà
metterlo in un cassetto fino a quella data; chi, invece, lo riceverà
successivamente, sarà chiamato a compilare il questionario in base alle
informazioni relative al 9 ottobre.
Il fatto che il cittadino troverà la busta dell’Istat nella propria
cassetta delle lettere non è novità di poco conto, rispetto al
precedente Censimento del 2001, in cui tutto il lavoro di consegna era
in mano ai rilevatori, che quest’anno saranno meno e con soli compiti
ausiliari.
L’evoluzione del servizio è merito dell’acquisizione, da parte
dell’Istat, di tutte le liste anagrafiche comunali aggiornate al 31
dicembre 2010.
Di questionari ne esistono due tipi: uno completo, formato da 84 quesiti, l’altro
parziale, da 35.
Il primo sarà distribuito in tutti i Comuni di piccole dimensioni (meno
di 20 mila abitanti); nelle città più grandi il
questionario completo sarà consegnato solo ad alcune famiglie, mentre
tutti gli altri cittadini riceveranno il modulo in versione ridotta.
Altro passo in avanti fondamentale, la possibilità di compilare e consegnare il questionario online.
Sulla prima pagina del questionario, il cittadino troverà una password
di accesso al software, attivo da martedì 11 ottobre; si tratta di un
cambio di rotta epocale che fa sperare in una più rapida ed efficace
elaborazione dei dati. Secondo una rilevazione pilota di due anni fa,
però, non c'è da illudersi: è stata bassa la percentuale di questionari
compilati via web e circa la metà dei moduli sono stati lasciati in
bianco e tornati al mittente. Allora, però, non ci fu alcuna forma di
pubblicità.