giovedì 11 novembre 2010

Mio padre ( 1° capitolo)

 Nella foto:Soldati in trincea durante il secondo conflitto mondiale
Ancora adesso che sono passati diversi anni, alcune volte, mi capita di sentire la sua voce,di intravedere dietro la figura di qualche persona i suoi lineamenti,ancora adesso che sono passati diversi anni, papà mi manca tanto. La figura del padre era importante all’interno della famiglia, la sua autorevolezza,il suo parlare poco ma che racchiudeva tutto, il suo prendersi sulle spalle tutte le fatiche,tutte    le responsabilità senza alcuna parola inutile. Il mio papà era proprio così, parlava poco ma le sue poche parole erano sempre ponderate, sempre senza diritto di replica e non perché la sua autorevolezza non permetteva il contraddittorio, ma semplicemente perchè erano l’unica strada percorribile,l’unica soluzione possibile. Aveva fatto la grande guerra, la quale l’aveva segnato molto nel suo carattere,era stato costretto ad usare l’arma per uccidere il nemico. "O lui o io" (diceva) non esisteva un'altra soluzione, chi era il più veloce sopravviveva,l’altro moriva. Papà aveva ben impresso nella mente lo sguardo, descrivendolo nei minimi particolari, una volta ucciso aveva preso il corpo senza vita del soldato dandogli una............

Premessa sul racconto del mese di novembre dal titolo: " MIO PADRE"

Eccoci al racconto del mese di novembre che come avevamo anticipato avrà  il titolo “MIO PADRE” un figlio che racconta la storia del proprio papà nella Sellia del dopoguerra ,le varie difficoltà,i molteplici problemi nel creare, accudire,crescere una famiglia durante un periodo storico molto particolare, dove ancora la miseria si toccava con mano. Un padre costretto, malgrado l’amore verso il proprio paese, di lasciare Sellia alla ricerca di fortuna, di migliori opportunità soprattutto per il   futuro dei figli. Tante furono le famiglie che nell’immediato dopoguerra partirono verso il nord d’Italia o addirittura all’estero, famiglie il più delle volte obbligate a fare questa dolorosa scelta perché non si intravedeva nessuna luce, nessun spiraglio di miglioramento. Queste famiglie hanno contribuito in modo esemplare allo sviluppo, alla ricchezza del nord  partecipando in modo attivo a quel boom economico degli anni 50 che vide l’Italia o almeno una buona parte di essa, crescere la propria economia,il proprio fatturato in modo vertiginoso divenendo una tra le maggiori potenze economiche del mondo. Nel sud questo boom lo stiamo ancora aspettando, non sentendo neppure lontanamente i botti; e pensare che oggi, questo nord ricco, grazie soprattutto alla manovalanza di  noi meridionali, vorrebbe fare una secessione pilotata vedendo noi del sud come un enorme zavorra, quando sappiamo benissimo che il cosiddetto federalismo che  decantano come la panacea di tutti i mali del paese sarebbe la totale fine del meridione facendo divenire il nord sempre più ricco e noi sempre più poveri .. ma questa è un’altra storia che magari approfondiremo in altre occasioni .Ritornando al racconto di questo mese, oggi inseriremo il primo capitolo di questo interessante racconto dove un figlio descrive la storia, il percorso umano di suo padre. Buona lettura.
 Autore: sellia racconta. Si prega di inserire il link a chi ne fa uso (anche in modo parziale) con esplicito riferimento della fonte

martedì 9 novembre 2010

18120 VOLTE GRAZIE.....GRAZIE DI CUORE


Oggi è una data importante per il blog, proprio un anno fa nasceva selliaracconta.Onestamente mai avrei pensato un così forte successo, avrei messo la firma per ritrovarci dopo un anno esatto anche con la metà delle visite ricevute (anzi con la metà della metà ) invece il contatore totale delle visite segna oggi ben  1812018120 volte grazie,grazie per la vostra sete di conoscere, di sapere, di riscoprire la storia,i racconti, la tradizione di Sellia; verso questo antichissimo borgo con una storia millenaria sulle spalle spesso  deturpato,dilapidato,dato per spacciato quando invece con delle giuste programmazioni dettate da un immediato recupero e salvaguardia del centro storico con conseguenza inversione di rotta cercando ogni modo per frenare il  continuo calo demografico con la conseguente  fuga dei giovani che una volta sposati vanno ad abitare fuori preferendo i centri confinanti a Sellia,penso, anzi, ne sono più che sicuro che Sellia possa cambiare, fare un inversione di rotta,possa rivivere una nuova primavera, basta crederci, basta creare i giusti presupposti affinché il tutto possa concretizarsi. Parleremo sino alla noia  anche nel  secondo anno del blog sul  futuro di Sellia cercando in ogni modo di essere propositivi di dare nuove idee, nuovi impulsi, certo la parola definitiva spetta a tutti noi Selliesi, nessuno escluso, cercando in modo definitivo  di smetterla  con queste perniciose divisioni, di  essere  in continua campagna elettorale, il non vedere al di là del proprio torna conto. Dobbiamo finirla! Stiamo diventando ridicoli, chi vince governi bene per 5 anni, chi perde faccia un ottima opposizione costruttiva. Dobbiamo riscoprire la solidarietà, l’unione, l’orgoglio dell’appartenenza che da sempre era il nostro grido,il vanto sull’intero circondario. In questo secondo anno del blog che ci apprestiamo a percorrere insieme terremo sempre i riflettori accesi su Sellia, cercheremo sempre di far conoscere,sensibilizzare nel cercare di costruire un futuro,un buon futuro del nostro borgo. Tanti saranno i racconti,la storia,le curiosità ecc.. che vi faremo conoscere cercando nel nostro piccolo di farvi riconoscere,riscoprire,ma soprattutto farvi  amare sempre di più Sellia. Un lavoro enorme il quale richiede molto tempo, tante ore dedicate alla trascrizione dei post, al continuo aggiornamento del blog. La quale però viene per fortuna ripagata oltre ogni aspettativa con le tantissime visite giornaliere con i tanti commenti nei vari articoli con le tante e-mail  che giornalmente riceviamo. Grazie, grazie...18120 volte grazie  questa e la gratificazione,la vera  forza,la vera spinta per fare sempre di più e bene.
Dunque anche i commenti di auguri che spero ne arriveranno tanti saranno la vera vitamina,l'unica grande gratificazione per il lavoro fin qui svolto....grazie

SELLIARACCONTA.......UN ANNO INSIEME A VOI ( IL VIDEO)

TUTTI I NUMERI DI UN ANNO CON SELLIARACCONTA

Di seguito in maniera dettagliata vi inserisco i numeri di un anno del blog selliaracconta. Sono numeri molto importanti che voglio rimarcare  non solo per spronarmi nel continuare nel lavoro spesso credetemi non è facile (di recupero e trascrizione sulla storia di  Sellia) il quale richiede molto tempo e dedizione giornaliera, ma anche se non soprattutto per ringraziarvi di questo importante risultato che ci proietta nel secondo anno del blog. Forse sarà molto difficile continuare su questi numeri molto elevati di visite giornaliere ma sicuramente faremo di tutto per fare sempre una scappattina su selliaracconta dove troverete sempre nuovi post, rimanendo aperti ai vari contributi,collaborazione da parte di chi vorrà farne parte in modo attivo.
                         
I NUMERI DI UN ANNO CON SELLIARACCONTA
18100    VISITE TOTALI
45820     PAGINE VISITATE
52           LE NAZIONALITA' DIVERSE
1331       VISITE DAGLI STATI UNITI
870         VISITE DALLA GERMANIA
362          I POST (ARTICOLI ) INSERITI
24            IL NUMERO DELLE ETICHETTE
2412        TOTALE DEI COMMENTI SUL BLOG
400          CIRCA LE FOTO INSERITE

09.11.2009 # 09.11.2010..........Un anno,il primo anno insieme a selliaracconta

Eccoci al 9 novembre, un anno fa veniva messo online il primissimo post del blog, un breve articolo dove venivano rimarcati i perché della nascita di questo blog. Dopo un anno esatto possiamo dire con fierezza che i nostri obiettivi sono largamente raggiunti. Partito in sordina con dei numeri massimi di utenti giornalieri che difficilmente superavano le 10 unità, piano piano conquista sempre più il consenso,l’affetto dei tanti Selliesi residenti a Sellia ma anche ad ogni angolo del mondo basti pensare ai  52 paesi stranieri che almeno una volta si sono collegati sul blog con una media giornaliera di 60 visite singole. In questo secondo anno che ci apprestiamo di trascorrere insieme a voi cercheremo sempre in modo garbato di raccontarvi le tante storie in nostro possesso, sono storie che il più delle vote risultano sconosciute o quasi a molti, che rischiavano di andare nel dimenticatoio per sempre, ecco il perché (come abbiamo avuto modo di ribadire in più di una occasione ) nasce selliaracconta. Nel prossimo post vi inseriremo i numeri di un anno del blog selliaracconta sono numeri molto importanti che senza falsa modestia ci inorgogliscono nel continuare  nel cammino intrapreso cercando anche di allargare gli orizzonti anche verso le varie realtà del nostro comprensorio tenendo sempre in primo piano Sellia. Permettetemi anche un ringraziamento particolare in primis al nostro carissimo parroco Don Francesco per averci reso partecipi di tante riflessioni, di tante lodevoli iniziative. A lux forumista nel forum di Sellia che spesso mi invia delle ricette locali,oltre alla bellissima storia del miracolo per intercesione di Sant?Ignazio. A Mimmo il quale  mi aiuta nell’aggiornamento del blog. A Totò amico e consigliere. A Maria e Giovanna per i preziosi suggerimenti e elaborazione di vari post. Un grazie soprattutto a tutti voi  che con le vostre 18120  visite mi gratificate mi fate diventare rosso, non nascondendovi che mi emoziono ogni volta che leggo, vedo il vostro tanto affetto verso il blog.  Vorrei ricordarvi che il blog rimane aperto ai vari contributi, chiunque potrà vedere il proprio articolo inserito anche in anonimato basti che non siano offensivi. Selliaracconta rimane alla ricerca di nuovi collaboratori che vorranno arricchire,contribuire nella crescita del blog anche durante il suo secondo anno che ci apprestiamo a trascorrere insieme a tutti voi che non potrò mai ringraziarvi in modo adeguato.

lunedì 8 novembre 2010

Dizionario dialettale Selliese ( lettera O )

 
Siamo arrivati alla lettera O del nostro dizionario dialettale Selliese, O come: "ogghiu" alimento principe di coltivazione nei vari terreni di Sellia,, sino a qualche decennio fa rimaneva la fonte primaria del benessere dell’intera comunità. Da sempre l’olio ha rappresentato un valore fondamentale, una vera ricchezza basti pensare che sino alla fine del 1800 sul nostro  territorio ricadevano ben 15 frantoi ( ne abbiamo parlato in modo esaustivo QUI ). Ancora adesso i pochi produttori rimasti fanno un ottimo olio extra vergine  biologico, ma la nota dolente rimane la  trasformazione e la commercializzazione, nel nostro territorio rimane solo un frantoio poco usato, mentre il buonissimo olio spesso va a finire nelle grosse aziende non rimanendo quindi alcuna traccia del luogo in cui è stato prodotto.
O pron. O, ovvero
OCCHIANURELLA s.f. Qualità di fagiola
OCCHIU sost. Occhio
OCELLU sost. Uccell
OCELLAZZU sost.uccello del malagurio
OFFENNIRA verbo Offendere
OGGHIALURU s.m. Orzaiolo
 OGGHIU -olio
OGGHIALORA recipiente per l'olio
OGGHIALORU  m.venditore d'olio
OJA avv. Oggi
OLIVARA f..albero dell'ulivo
OMINU s.m. Uomo
ORBICARA verbo Seppellire
ORBU s.m. Orbo, cieco
ORCU s.m. Orco
ORDITURU s.m. Attrezzo del telaio
ORTU s.m. Orto
ORZU s.m. Orzo
OSSU s.m. Osso
OTTU s.m. Ottu
OVATTA
OVU s.m. Uovo

domenica 7 novembre 2010

New dalla provincia di Catanzaro

Passeggiava tranquillamente sul lungomare di Soverato, con alla cintola una pistola Revolver di fabricazione Ceca con la matricola non censita, ma senza munizioni, e in tasca un coltello a serramanico con una lama di 6,5 centimetri. L'uomo e' stato, pero', notato dai carabinieri della compagnia speciale di Vibo Valentia, in servizio di rinforzo nella compagnia di Soverato, che hanno avvito un controllo. Dopo un breve inseguimento a piedi, i militari hanno potuto verificare che si trattava Giuseppe Corapi, 27anni, di San Sostene, boscaiolo, gia' noto alle forze dell'ordine e avvisato orale di pubblica sicurezza. Per lui sono scattate le manette con l'accusa di porto abusivo di arma da fuoco e di arma bianca, un reato che aveva portato l'uomo in manette anche nel 2008. Entrambe le armi sono state sottoposte a sequestro e Corapi, su disposizione del magistrato di turno, e' stato associato presso la Casa circondariale di Catanzaro in attesa del giudizio per direttissima. 
La Procura della Repubblica di Catanzaro ha chiesto il sequestro del parco eolico realizzato a Girifalco dalla societa' Brulli Energia di Reggio Emilia.
La richiesta rientra nell'ambito di un'inchiesta su presunte irregolarita' commesse durante la fase di progettazione e realizzazione dell'impianto ed e' ora al vaglio del gip che, a breve, dovrebbe prendere una decisione. In particolare, secondo l'ipotesi dell'accusa, sarebbero state realizzate mappe false dalle quali sarebbero anche ''scomparse'' alcune abitazioni.
Inuagurata, a Catanzaro, la ''1* Fiera Mediterranea Food & Beverage'', allestita nel polo fieristico del Parco Commerciale ''Le fontane
Presenti l'arcivescovo metropolita dell'Arcidiocesi Catanzaro-Squillace, mons. Antonio Ciliberti; il presidente del consiglio Regionale della Calabria, Francesco Talarico; l'asssessore alle Attivita' Economiche e Produttive della Regione Calabria, Antonio Stefano Caridi; il presidente dell'Amministrazione Provinciale Catanzaro, Wanda Ferro; il sindaco della Citta' di Catanzaro,Rosario Olivo; il presidente della Camera di Commercio di Catanzaro Paolo Abramo; l'assessore alle Attivita' Produttive del Comune di Catanzaro, Lorenzo Costa, e tantissime personalita' del mondo delle categorie produttive. Ha fatto da padrone di casa, il presidente di ''Catanzaro fiere'', Floriano Noto.
La Fiera si potra' visitare fino al prossimo 14 novembre, dalle ore 16 alle ore 20, nei giorni feriali, mentre sabato e domenica, gli stand resteranno aperti anche al mattino, dalle 10 alle 13.
Annullata dal Tar della Calabria la delibera della Giunta regionale con cui e' stato approvato il calendario venatorio.
A riferirlo, in una nota, e' il Wwf, secondo cui l'organo di giustizia amministrativa ''ha accolto in pieno il ricorso delle associazioni ambientaliste riconoscendo che l'interesse diffuso alla tutela della fauna sarebbe stato irreparabilmente pregiudicato dall'applicazione del calendario venatorio. E' la giusta risposta alla tracotanza delle associazioni venatorie e al dilettantesco pressappochismo della Regione''
Un'aggressione di matrice di estrema destra che si pone in prosecuzione con quella di sabato scorso conclusa con l'accoltellamento di un ventisettenne davanti al collettivo sociale ''Riscossa'' a Catanzaro.
E' quanto emerge dalle indagini della Digos sull'aggressione compiuta ieri sera davanti all'ingresso dell'ospedale di Catanzaro di un gruppetto di neofascisti ai danni di un giovane, anche lui di 27 anni, appartenente allo stesso collettivo.Indagini che pero', allo stato, non hanno portato, dopo 5 giorni, all'identificazione di nessuno degli autori 
Cemento depotenziato sequestrata il tratto ferroviario Catanzaro Settingiano
La Procura della Repubblica di Catanzaro ha disposto il sequestro del tratto della linea ferroviaria Settingiano-Catanzaro Lido nell'ambito di un'indagine sull'utilizzo di cemento depotenziato per la realizzazione dell'opera. Nel provvedimento di sequestro, che non provochera' nessun disagio al traffico ferroviario, la Procura ha disposto che le Ferrovie dello Stato eseguano i lavori necessari per ripristinare le condizioni per la sicurezza della tratta.

sabato 6 novembre 2010

La mia storia: La vocazione



Carissimi amici,
accolgo l’invito di qualche utente e provo a grandi linee a raccontarvi la mia storia vocazionale, che poi è la mia storia di vita.
Io sono il secondo di 4 figli, venuto al mondo al settimo mese di gestazione e per un mese devo rimanere in ospedale in incubatrice. All’età di due anni ancora non riesco a muovere un passo, ma solo a cammino a gattoni. Accompagnato dai genitori per una visita approfondita e mi viene riscontrato una pari paresi spastica congenita. Inizia un inferno non tanto per me ma per i miei genitori che devono andare avanti e indietro per gli ospedali.
Nella mia giovane vita ho sempre accettato a momenti questa situazione. A volte ero forte altre volte ero fragile. Volevo essere come gli altri, fare ciò che facevano gli altri, non avere gli sguardi pietosi della gente addosso a me, volevo rompere tutti gli specchi che mi riflettevano la mia immagine, odiavo essere ripreso nelle telecamere, fino a quando non mi metto in manteche dovevo pregare per chiedere la guarigione e dicevo sempre al Signore: “tu che hai trasformato l’acqua in vino, tu che dalle pietre puoi fare pane, che cos’è per te questa piccola grazia che ti chiedo?”. Ma niente! Sempre lo stesso! Nessuna risposta! Nessun miralo. Quante lacrime sul mio volto ma molto più nel cuore, lacrime che mai nessuno ha visto perché io mi sono sempre fatto vedere con la solarità e il sorriso sul volto.
Fin da piccolo sono andato sempre in Chiesa, senza i miei genitori, loro non venivano. Io mi alzavo presto quando ancora tutti dormivano e a piedi mi facevo due chilometri per arrivare in Chiesa. A volte si fermava qualcuno per offrirmi un passaggio e io che mi vergognavo e mi umiliavo e volevo proteggere i miei genitori dalle critiche dicevo sempre: “preferisco fare una passeggiata”.
All’età di 13 anni ho conosciuto il Movimento Apostolico. Quanto amore ho ricevuto. Finalmente c’erano persone che non guardavano le mie gambe. Però io volevo guarire. Ma non c’era niente da fare. All’età circa di 17 anni alla fine di un incontro del Movimento, la signora Maria che è la Fondatrice del Movimento, mi chiama e mi regala un bastone e mi dice: “questo è il bastone della tua vecchiaia”. Amici in una frase, in un gesto, il miracolo più grande: dalla disperazione più grande alla serenità, alla pace del cuore. Non ho più pregato di guarire, mai più, mai e mi è venuto in mente l’episodio di San Paolo che aveva una grande spina nel fianco (una sofferenza grande) e nella preghiera, chiedeva a Gesù di essere liberato e Gesù gli rispose: “Paolo ti basta la mia grazia”. E Paolo disse una delle più belle frasi: “è quando sono debole che sono forte”. Gesù si serve delle nostre debolezze per fare le più grandi meraviglie.
Amici, io amo Gesù alla follia e vorrei che tutti lo amassero ecco perché mi rattristo quando molti lo amano a loro piacimento e con ipocrisia. È bello il Signore! Se lo potessimo comprendere tutti. Grazie Signore per tutto. Grazie Signora Maria per tutto. Grazie a quanti il Signore ha posto e pone sulla mia strada per tutto ciò che mi date…

Questa è solo una piccola parentesi… se vi dovessi raccontare tutte le grazie del Signore non basterebbero i libri di tutto il mondo

Vi voglio bene
Don Francesco

Notizie dal comprensorio: Sersale,Cropani,Petronà, Taverna. Del 06.11.2010

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venerdì 5 novembre 2010

Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui


Domenica della fede nella risurrezione
Carissimo/a,
riprendiamo il nostro camminino con le lettere di riflessione sul vangelo della domenica, in cui insieme pregheremo per tutti i caduti in guerra della nostra comunità e subito dopo la Santa Messa ci recheremo al monumento per la commemorazione. Questo è il vangelo di questa domenica:
Gli si avvicinarono alcuni sadducei – i quali dicono che non c’è risurrezione – e gli posero questa domanda: «Maestro, Mosè ci ha prescritto: Se muore il fratello di qualcuno che ha moglie, ma è senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello. C’erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza figli. Allora la prese il secondo e poi il terzo e così tutti e sette morirono senza lasciare figli. Da ultimo morì anche la donna. La donna dunque, alla risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie». Gesù rispose loro: «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito: infatti non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio. Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando dice: Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe. Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui».
È somma stoltezza pensare la vita futura, quella che si vivrà nell’eternità, sul modello e secondo le caratteristiche della vita attuale. Soprattutto è contro la Rivelazione che Dio ha fatto di Se stesso a noi, negarla, dichiararla non esistente, insegnando la fine dell’uomo con la sua morte.
L’uomo è stato creato per l’eternità. La sua anima, che è spirito, è immortale. Viene creata direttamente da Dio al momento del concepimento e mai ritornerà nel nulla della non esistenza. Dall’istante della sua creazione non conoscerà mai più la fine. Si potrà salvare o dannare, ma la sua vita mai svanire nel nulla con la morte, che è in se stessa, non il ritorno al nulla, ma la separazione dell’anima dal corpo. L’anima entra nell’eternità, il corpo va nel sepolcro, ritorna ad essere polvere del suolo, nell’attesa che il Signore con la sua onnipotenza lo richiami in vita, lo trasformi in spirito, renda anch’esso immortale e incorruttibile e lo consegni all’anima, per ricomporre e riformare l’uomo distrutto e annientato dalla morte.
Nell’eternità, subito dopo la morte, per l’anima e per tutto l’uomo, dopo la risurrezione, si vivrà come gli Angeli di Dio. Saremo cioè interamente di spirito. Saremo spirito avvolto dalla gloria se Cristo Gesù ci troverà giusti al momento della nostra morte. Saremo invece spirito immerso di ignominia se invece saremo trovati ingiusti. L’eternità non sarà per tutti uguali. L’insegnamento del Nuovo Testamento è chiaro: “Non sapete che gli ingiusti non erediteranno il regno di Dio? Non illudetevi: né immorali, né idolatri, né adùlteri, né depravati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriaconi, né calunniatori, né rapinatori erediteranno il regno di Dio. E tali eravate alcuni di voi! Ma siete stati lavati, siete stati santificati, siete stati giustificati nel nome del Signore Gesù Cristo e nello Spirito del nostro Dio” (1Cor 6,9-11). Coloro che negano l’esistenza dell’eternità e quanti proclamano una sola sorte di Paradiso per tutti, sono i veri, grandi nemici dell’umanità. Sono falsi profeti e maestri di menzogna.
Negando l’eternità o insegnando una sorte unica per tutti, opera questa della falsa profezia, noi giustifichiamo ogni sorta di male e abbandoniamo il fratello alla malvagità, cattiveria, trasgressione dei Comandamenti, ogni altra azione disumana che lede grandemente i diritti di Dio e dei fratelli. Costruiamo una falsa società, fondata sulla prepotenza, arroganza, vizio, immoralità, nefandezza, e ogni altro genere di volgarità peccaminosa e trasgressiva.
Il Vangelo è questa duplice verità: l’immortalità dell’uomo e la duplice sorte: l’eredità beata nel Paradiso o la perdizione eterna nella morte dell’inferno. Queste due verità oggi si stanno perdendo nel cuore e nella mente degli stessi cristiani, con risultati drammatici. Si è smarrito il timore del Signore e l’uomo si sta abbandonano totalmente al male e al peccato.
Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli e Santi di Dio, liberateci da questo disastro. 

Don Francesco Cristofaro

Dramma per una lite nata a causa di Facebook, il padre maresciallo dei carabinieri uccide la figlia quindicene ferisce l'altra figlia dodicenne poi si spara

Tragedia famigliare a Subiaco, comune alle porte di Roma: un maresciallo dei carabinieri ha prima ucciso la figlia di 13 anni e ferito gravemente la figlia più grande, di 15, poi si è tolto la vita con la pistola, con la quale aveva sparato alle ragazzine. Il dramma sarebbe avvenuto alle 18.30 circa nell'abitazione del militare al termine di una lite a causa di Facebook con una delle figlie. Il maresciallo ha anche un altro figlio, presente in casa al momento della tragedia. La moglie, un'insegnante, invece, non era in casa. La ragazzina ferita si trova ora all'ospedale di Subiaco con due colpi d'arma da fuoco che l'hanno raggiunta al torace e ad una gamba. La sorella, invece, è morta sul colpo dopo essere stata ferita alla testa. Anche il maresciallo, 40 anni, è morto all'istante dopo essersi sparato, sempre con la pistola d'ordinanza, alla testa.

Secondo una prima ricostruzione effettuata dai carabinieri del nucleo investigativo di Frascati tra l'uomo e una delle ragazzine ieri sarebbe nata un'animata discussione al telefono, probabilmente proprio a causa del popolare social network molto amato dagli adolescenti. Lite che poi sarebbe proseguita nel pomeriggio. L'uomo ha così impugnato la pistola d'ordinanza e in un impeto inspiegabile di follia ha sparato alla testa la figlia più piccola. Poi ha colpito anche l'altra ragazzina.
Al momento del raptus del militare, nell'appartamento di via XX settembre a Subiaco c'era anche il terzo figlio mentre la moglie del maresciallo dei carabinieri era fuori casa. Il maresciallo viene descritto come un militare 'irreprensibile', un uomo tranquillo che non aveva mai dato segni di squilibrio o reazioni violente. Il militare da un anno prestava servizio al nucleo operativo della compagnia di Subiaco. Ma prima, per diversi anni, era stato centro reclutamento nazionale dell'arma. Un ruolo affidatogli proprio per le sue capacità. Il maresciallo, come tutti i giorni, aveva lavorato nel suo ufficio fino al tardo pomeriggio.

giovedì 4 novembre 2010

Le origini di Taverna

Taverna è situata alle pendici della Sila Piccola, in provincia di Catanzaro. Conta circa 3000 abitanti e comprende nel suo territorio le pittoresche località turistiche silane di Villaggio Mancuso e Villaggio Racise nonchè il Parco Nazionale della Sila Piccola sito in località Monaco


Chiesa di San Domenico Taverna CZ

Il più antico manoscritto sulla storia e le origini di Taverna è la "Chronica Trium Tabernarum", scritta nel XV secolo da Ruggero Carbonello, diacono e canonico di Catanzaro. Nella Chronica si accenna all'esistenza di Treis-Shené, città fondata da coloni o profughi greci in prossimità del mare tra le città ci Crotone e Squillace, nel territorio dell'attuale abitato di Uria dove esistono evidenti resti di muraglie che potrebbero effettivamente dar luogo all'identificazione del sito classico.Tra l'865 e l'875, Trischene viene distrutta da una incursione araba, la popolazione scampata al saccheggio si rifugia nell'entroterra riunendosi in diversi accamapamenti che danno origine alle prime costruzioni di nuclei urbani fortificati contro il pericolo di nuovi saccheggi. Gli accampamenti e i piccoli villaggi di capanne che si erano insediati, arroccandosi nelle montagne della fascia presilana,vengono rafforzati da imponenti cinte murarie a protezione delle prime case. Trischene viene ricostruita in questo drammatico frangente storico assieme a Belcastro, Simeri, Catanzaro, Sellia ed altre città della zona, conservando il nome greco della città d'origine e con esso buona parte della cultura classica.Un altro punto oscuro e controverso nella storia di Taverna è la questione della Sede Vescovile la cui esistenza più volte dibattuta potrebbe essere verosimilmente spiegata dalla considerevole presenza di insediamenti religiosi che nel corso dei secoli ha caratterizzato la vita della città. Il trasferimento dell'Episcopio di Taverna a Catanzaro, ordinato da Papa Callisto II nel 1122, troverebbe una logica come un vero e proprio atto di riconoscimento dell'importanza che quest'ultima rivestiva per il feudo dei Loritello che furono la causa dell'ennesima distruzione di Taberna nel 1160 per aver questi cospirato contro Re Guglielmo che nel marzo dello stesso anno pose l'assedio al castello della città dove si era rifugiata da Catanzaro la Contessa Clemenza assieme ad altri baroni a capo della rivolta. La distruzione fu immane e Taberna perse il titolo di città.Durante il regno di Enrico VI si diede inizio ad una nuova opera di ricostruzione della città anche se è più logico pensare che questa si limitò per lo più al castello,concepito come roccaforte militare e porta di accesso al sito urbano il cui sviluppo doveva essere già costituito da più casali. Nelle decime pontificie riscosse a Taberna negli anni 1310 e 1324 si accenna all'esistenza delle chiese di S. Maria, S. Barbara, S. Angelo e ai casali di S. Pietro e Bompignano. Ma è dopo la distruzione del castello causata dalla ribellione di Antonio Centelles contro Re Alfonso e le successive lotte tra Aragonesi ed Angioini che inizia il vero trasferimento degli abitanti dalla città medievale ai casali vicini. L'anno 1477, nella parrocchia di S. Maria di Bompignano, si contavano 200 famiglie, mentre il nucleo urbano in costruzione era abitato da più di mille famiglie. Diverse fonti documentano alla fine del XV secolo l'esistenza di una classe aristocratica cittadina, fomentatrice di richieste di indipendenza demaniale, così pure di un notevole ambiente culturale. E' del 1496 l'ennesima richiesta della Sede Vescovile fatta a Re Federico.Il Seicento a Taverna è un fragente storico eccezionale, un concorso di forze sociali che nel 1605 definiscono una forma di governo politico esclusivo, retto dall'aristocrazia locale attraverso l'elezione di un "Sedile Patrizio" con sede nel refettorio dei padri domenicani.A parte il riscatto ad Ettore Ravaschieri nel 1633, a cui la città era stata venduta tre anni prima, gli avvenimenti storici si rivelano tutt'altro che oscuri . Il nucleo urbano della città aveva infatti raggiunto i 3000 abitanti con giurisdizione dei villaggi di Pentone, Fossato, Maranise, Sorbo, Savuci, Noce, S. Giovanni, Albi, Dardanise, Magisano e S. Pietro.Marcello Anania che era stato parroco di S. Barbara, trasferitosi a Roma viene eletto vescovo dei vicini centri di Nepi e Sutri l'anno 1654;Gregorio e Mattia Preti sono già tra i virtuosi del Pantheon ed il secondo viene nominato Cavaliere di Malta; dai rapporti con questi e le Famiglie nobili di Taverna nascono commesse, si progettano arredi, dipinti ed in tutte le chiese della città si aprono cantieri ove confluiscono artigiani ,stuccatori, decoratori, intagliatori, scultori, maestri muratori.

Violentissimo nubifragio durante la notte a Crotone, parecchie persone si sono rifugiati sopra i tetti delle abitazioni invase dalle acque.

E’ ancora emergenza maltempo. Si segnalano numerosi allagamenti a Crotone, a causa di un violento nubifragio che si è abbattuto sulla città nella ultime ore. Molte persone son state costrette a cercare rifugio sui tetti delle case, dove sono state tratte in salvo dai vigili del fuoco
Un torrente che scorre nelle zone di Trafinello e Tufolo è improvvisamente esondato a causa delle forti piogge. La forza delle acque ha trascinato via alcune automobili, anche per centinaia di metri, e costretto allo sgombero di alcune abitazioni.
Anche l’albergo ‘Lido degli scogli’, a Crotone, ha subito ingenti danni. Tutte le sale al piano terra sono state allagate, e la discoteca interna è stata devastata. Nell’intera città sono stati circa 200 gli interventi che il personale di soccorso ha compiuto. Decine e decine di garage e di residenze situate in prossimità del mare sono state invase dall’acqua, che non ha risparmiato neppure i quartieri di periferia o la zona industriale. Sulle strade, completamente allagate, diversi automobilisti hanno cercato rifugio sui tettucci delle proprie auto, in attesa di essere tratti in salvo.

In provincia una famiglia è rimasta intrappolata all’interno dell’auto. Mentre la vettura stava per essere sommersa dalla violenza delle acque, il gruppo di persone è stato salvato dai vigili del fuoco. La strada sulla quale è avvenuto il fatto, la statale 106, è stata chiusa perché inagibile e pericolosa.
Numerosi gli sgomberi e i disagi in tutta la zona. Continuano, nel frattempo, le ricerche di Francesco La Rosa, 61enne scomparso mercoledì.. Interventi anche in provincia, a Torre Melissa, dove ha ceduto parte di un muro nei pressi della stazione ferroviaria.
Difficoltà a seguito del nubifragio per la circolazione ferroviaria. Dalle 6 di questa mattina è sospesa la circolazione sulla linea Crotone – Catanzaro Lido per l'allagamento dei binari e la presenza di detriti sulla sede ferroviaria tra Crotone e Isola Capo Rizzuto. Per garantire la mobilità, Trenitalia (Gruppo FS) ha istituito un servizio di bus sostitutivi tra le stazioni di Crotone e Cutro. Sospesa dalle 6 alle 8,35 anche la circolazione sulla linea Sibari - Crotone, per l’allagamento dei binari tra Cirò e Torre Melissa. I treni percorrono ora la linea con limitazioni di velocità. Durante l’interruzione, Trenitalia ha predisposto un servizio di bus sostitutivi tra Crotone e Cirò.

mercoledì 3 novembre 2010

Alcune antiche usanze di partecipazione attiva della comunità di Sellia


Prima che iniziasse il mese di novembre il prete con dei chierichetti giravano tutto il paese per raccogliere i ficu tosti i quali una volta venduti servivano per celebrare le messe ogni giorno per i defunti del paese anche per chi non poteva pagarsi una messa al proprio caro defunto.. Sellia era ricchissima di f alberi di fichi e quasi tutti facevano dele provviste essiccandoli al sole durante l’estate per poi venderli a dei mercanti che venivano appositamente per comprare le rinomate ficu tosti da Sellia.Due chierichetti portavano una vertulla mentre un altro con un campanello avvisa le persone del loo arrivo le quale sistemavano  a secondo della propria disponibilità  i ficu dentro una cesta  e uscendo dalle case li versavano dentro la vertula. Questa era una bella usanza di concordia di una popolazione  affinché tutte le anime dei cari defunti anche dei più poveri beneficiavano di una messa a loro dedicata. Comunque questa non era l’unica occasione in cui la comunità partecipava  direttamente con i frutti del terreno alle varie esigenze della parrocchia, un'altra bella usanza era quella di sistemare all’entrata della porta laterale della Chiesa Madre una grande  damigiana  con un imbuto; le varie famiglie portavano a secondo delle loro disponibilità chi un litro chi due ecc.. che versavano dentro la damigiana la quale una volta riempita d’olio serviva a tenere sempre accesi le tante lampade ad olio che erano sistemate ai vari altari le quali rimanevano sempre accesi. Mentre per  la lampada a tre lumini che era situata sotto l’altare di San Nicola, a turno le famiglie più benestanti  del paese che possedevano diverse piante d’olive donavano l’olio necessario per un anno intero, affinché la lampada rimanesse sempre accesa notte e giorno.
 Autore: sellia racconta. Si prega di inserire il link a chi ne fa uso (anche in modo parziale) con esplicito riferimento della fonte

Oggi 3 novembre 2010 ricorre il 31esimo anno della nascita a Catanzaro del Movimento Apostolico. Bellissima realtà conosciuta anche oltre i confini dell'Italia

Il Movimento Apostolico è un’aggregazione ecclesiale di fedeli laici, che si adopera per «il ricordo della Parola di Dio con l’evangelizzazione e la catechesi, la forte saldatura tra fede e vita per i propri membri, l'animazione apostolica delle parrocchie, specialmente quelle dove c'è più bisogno»(Statuto). E’ sorto a Catanzaro, il 3 novembre 1979, tramite la signora Maria 
Marino che ne è Ispiratrice e Fondatrice
 
 I fenomeni che avvengono da molti anni in casa di Maria Marino in Marraffa, sono a conoscenza di un gran numero di seguaci anche perché avvengono sotto gli occhi di tutti in diverse chiese di Catanzaro e sono affiancate dal Movimento Apostolico. In casa di Maria, sull'anta dell'armadio della sua stanza da letto, a Santa Maria, un quartiere periferico di Catanzaro, apparve il volto di Gesù che, copiosamente, trasudava lacrime ed olio (lo stesso liquido, raccolto in batuffoli di cotone, veniva distribuito ai bisognosi ed era ritenuto miracoloso). In seguito a questo evento, Maria inizia il suo apostolato nella chiesa del Rosario in CZ, dove, fra celebrazioni religiose e recite del rosario comunitario, alla presenza di sempre più numerose persone, fra fedeli, curiosi e seguaci avveniva un altro evento inspiegabile: Maria, raccolta in preghiera sull'altare, pur rimanendo con la bocca chiusa, elevava un canto celestiale, di cui non si comprendeva l'origine! Centinaia di testimoni hanno assistito a questo evento che lasciava, inevitabilmente, tutti allibiti e sbigottiti. Subito dopo, a suo dire, in lei si manifestava lo Spirito Santo che, tramite la sua voce, parlava alla folla ed, in alcuni casi particolari, a singole persone bisognose d'aiuto. Nessuno ha mai contestato i messaggi privati ricevuti in quelle particolari circostanze, ma la sua figura di veggente ha subito alternati momenti di notorietà e contestazione. Attualmente il fenomeno è allo studio della Chiesa, dei medici e dei parapsicologi.

“I l Movimento Apostolico è sorto a Catanzaro il 3 Novembre 1979, tramite la Signora Maria Marino, che ne è l'Ispiratrice e Fondatrice. Ella, invitando ad intenerire i cuori e a convertirsi alla vera fede, ricorda il Vangelo di Nostro Signore Gesù Cristo, nella povertà in spirito, con determinazione e fermezza. Nel suo linguaggio semplice, brilla la luce della Verità che essa proclama e che lo Spirito Santo ricorda ogni giorno, la stessa ricchezza di carità e sapienza che Dio concede solo a quanti son miti ed umili di cuore e consegnano la loro vita a Lui per essere particolari strumenti del Suo Amore e della Sua Grazia.La Fondatrice portò avanti la sua missione e con essa iniziò anche il suo calvario, i pregiudizi, le persecuzioni. Ella per un anno operò da sola, portando alla fede molte anime. Ormai era necessario che la Chiesa intervenisse e prendesse a cuore quella piccola luce di Verità che stava divenendo assai grande. Ella si recò da Sua Eccellenza Armando Fares (Arcivescovo di Catanzaro-Squillace), il quale dopo averla ascoltata, offrì la Sala "Sancti Petri" dell'Arcivescovado, per una Catechesi, tenuta dal teologo Sac. Costantino Di Bruno, che illuminasse e formasse nella dottrina della fede, quanti si convertivano. E così la conversione si trasformò in volontà di crescita e nell'obbedienza alla Gerarchia della Chiesa. ”
Tratto dal sito ufficiale del Movimento apostolico.it

martedì 2 novembre 2010

Nel primo anniversario della scomparsa della mistica Natuzza Evolo sono oltre 10 mila i fedeli che si sono radunati nella spianata di Paravati.


 Nella foto un momento dell'intensa celebrazione di ieri nella spianata di Paravati.Sullo sfondo la maestosa Chiesa (in costruzione)del Cuore Immacolato di Maria rifugio delle anime.
Ha detto che Natuzza gli è apparsa in sogno il vescovo di Mileto, mons. Luigi Renzo, nell'omelia della celebrazione religiosa che si è svolta nel piazzale della chiesa dedicata alla Madonna nel primo anniversario della morte della "mistica" di Paravati. Migliaia di persone che fanno parte dei cenacoli di preghiera provenienti da tutta la Calabria ma anche da fuori regione e dall'estero, assieme a tanti personaggi anche noti, hanno gremito lo spazio antistante l'edificio della fondazione Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle anime per partecipare alla funzione religiosa. Il pellegrinaggio dei fedeli davanti al Santuario era iniziato già da ieri pomeriggio. Mons. Renzo, raccontando del suo sogno ai fedeli, ha detto di essere rimasto molto turbato perché Natuzza gli era apparsa accigliata, fino al punto di svegliarsi di soprassalto. Per giorni, ha detto, si è interrogato sul senso di quel sogno che lo aveva angosciato. Il vescovo ha aggiunto che un giorno, mentre stava pregando, ha sentito dentro di sé la voce di Natuzza che gli diceva di stare tranquillo perché chi gli era apparso in sogno non era lei ma il demonio. Il vescovo di Mileto, nell'omelia, definendo più volte Santa la mistica di Paravati, ha ricordato che tra quattro anni si potrà avviare il processo di beatificazione per questa donna di umili origini, amata da persone di tutti i ceti e le condizioni sociali e che, da bambina, ha ricevuto il dono delle stimmate e della bilocazione e la possibilità di dialogare con i morti. "Mi auguro - ha detto il sindaco di Mileto, Vincenzo Varone - che fra quattro anni si avvierà la fase di beatificazione per questa donna straordinaria, faro di luce per il mondo intero e che ha portato alla conversione migliaia di persone attratte dal suo carisma".
Natuzza Evolo nata il 23 agosto 1924 a Paravati, frazione di Mileto, un paesino di tremila abitanti nella nuova provincia calabrese di Vibo Valentia. Il papa, Fortunato, non l'ha mai conosciuto, perché alcuni mesi prima della sua nascita era partito con una valigia di cartone per l'Argentina e non è più ritornato. Sua madre, Maria Angela Valente, ha dovuto arrangiarsi per racimolare un pezzo di pane, quando non era la piccola Natuzza (diminutivo di Fortunata) ad andare a mendicarlo al forno del paese.

Cerva (Cz) ignoti tentano di incendiare la Chiesa non contenti danno fuoco a una casa

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lunedì 1 novembre 2010

Foto del mese: novembre 2010

Scorcio Ruscia Sellia.
Eccoci al mese di novembre, mese speciale per il blog perchè  giorno 9  sarà un anno esatto dalla nascita di selliaracconta.  Più di  un visitatore del blog voleva sapere come nasce questo nome,esso  nasce molti decenni fa quanto trascrissi su un semplice quaderno il mio primo racconto narratomi da un anziano del posto (si trattava del miracolo della Madonna della Neve) sulla copertina di questo quaderno scrissi Sellia racconta come se i muri,le vie, le case volessero raccontare il loro glorioso passato. Successivamente altri racconti vennero trascritti su questo quaderno, alcuni narrati dall’indimenticabile papà, altri da nonno oppure anziani del posto. Ritornando ai nostri giorni, la foto del mese  che festeggia il nostro primo compleanno che farà  arricchire la nostra pinacoteca virtuale, ritrae uno scorcio del rione Ruscia: il quartiere più giovane del borgo, ma anche quello che fu quasi completamente distrutto dalle  fiamme per l’incendio appiccato dai Saraceni  dalla rabbia che  i Selliesi avevano resistito ai loro attacchi per diverse settimane (ne abbiamo parlato in modo dettagliato QUI nel bellissimo racconto “dell’anello di San Nicola” ). In questi primi giorni di novembre dedicheremo altri post  sul traguardo  importante del primo anno del blog, che credetemi rimane un impegno molto serio, ma che faccio volentieri grazie ai tanti consensi,  alle tante visite giornaliere. Per  giorno 9, dopo alcuni giorni di manutenzione, avremmo la grafica nuova  definitiva del blog che ci terrà compagnia per diversi mesi. Il racconto del mese avrà come titolo: “Mio padre” dove verrà  descritta una figura importante di una famiglia, il pilastro che sorregge l’intera casa.Una figura che ha segnato molto del mio carattere, del mio modo di vedere le cose;  mentre vi faremo conoscere altre storie inedite,curiose su Sellia. Notevole rimane lo sforzo di tenere sempre aggiornato il blog il quale come molti di voi avranno notato vengono inseriti circa due nuovi post al giorno.  Ma soprattutto grazie alle visite  sempre in aumento anche dai non Selliesi e da altri paesi stranieri, tutto questo ci porta a fare sempre di più e bene. Vi saluto ringraziandovi del vostro affetto verso il blog rinnovandovi l’invito di spedirmi materiale su Sellia racconti foto ecc.. essi saranno inseriti secondo i vostri consigli,  qualche buon materiale inizia ad arrivare e vi ringrazio anticipatamente. Per chi mi chiedeva se poteva inserire un intero  post anche sotto l’anonimato, o con un nick di fantasia rispondo di si! L’importante che trattino come argomento principale Sellia e soprattutto anche se critici non offendano direttamente nessuno. Un Saluto a tutti da zagor.

domenica 31 ottobre 2010

Origini del culto verso il S.S. Rosario (seconda parte)

                                    Nella foto interno chiesa del S.S Rosario Sellia
Grazie all’ambiente certosino e ai domenicani la pratica si allargò anche a causa delle confraternite laiche mariane orma i numerose. Tra il popolo il Rosario ebbe grande favore e la formula si semplificò ulteriormente nel XVI° secolo quando il domenicano Alberto da Castello (gli storici però discutono su questa paternità) scelse 15 misteri tra i tanti ormai esistenti della vita di Gesù e Maria proponendoli alla meditazione e portando il Rosario alla forma moderna che conosciamo oggi. Un manoscritto del 1501 riportava, come una sintesi storica, queste parole: "Il Rosario ha avuto la sua origine principale dall’ordine di s. Benedetto (in particolare la riforma dei Cistercensi), si è rafforzato con i Certosini, ultimamente ha preso sviluppo dall’ordine dei Predicatori (Domenicani)". Lo "strumento" della corona per pregare, invece, ha un’origine antica risalente ai Padri del Deserto del III° e IV° secolo dopo Cristo, che usavano cordicelle o stringhe per la preghiera ripetitiva. Una tappa fondamentale per la diffusione della pratica mariana è sicuramente la battaglia di Lepanto (dentro i territori dell’Impero Ottomano, nell’attuale Grecia) tra la flotta cristiana e quella turca. Nel XVI° secolo i turchi sono fortissimi e avanzano all’interno della Cristianità quasi senza sconfitte avendo come obiettivo di innalzare la mezzaluna a Roma. Il papa S. Pio V, preoccupato per la situazione, riesce a riunire sotto le insegne della croce una flotta composta da galee pontificie, spagnole e della Repubblica veneta mentre i francesi erano presenti con alcuni cavalieri volontari. A capo della flotta cristiana viene chiamato Giovanni d’Austria. Individuata la flotta turca nelle acque di Lepanto, i cristiani la raggiungono il 7 ottobre 1571 e così avviene la battaglia decisiva per la Cristianità contro l’Impero Ottomano. intanto S. Pio V invita tutti alla preghiera del Rosario (che lui stesso consacrò nella forma sostanzialmente in uso al giorno d’oggi con la bolla Consueverunt romani Pontifices del 1569), a fare processioni pubbliche e penitenze, e quando ancora non poteva sapere della vittoria ne dà l’annuncio facendo suonare tutte le campane di Roma e decretando che la flotta cristiana ha vinto grazie all’intercessione della Madonna del Rosario. Il Papa inserì nelle litanie l’invocazione di Maria come Auxilium Christianorum e decretò che il 7 ottobre fosse commemorata S. Maria della Vittoria. Fu poi papa Gregorio XIII che istituì il 7 ottobre come festa della Madonna del Rosario. Un’altra decisiva tappa per la diffusione della preghiera mariana fu il 12 settembre 1683, quando il re polacco Giovanni Sobieski sconfisse a Vienna i Turchi e impedì definitivamente all’Islam la conquista dell’occidente Cristiano. In questa occasione il pontefice Innocenzo XI istituì la festa del Nome di Maria il 12 settembre. Nell’epoca contemporanea non si può non fare riferimento alle grandi apparizioni mariane.