mercoledì 14 luglio 2010

LA STORIA DURANTE I SECOLI DEL DIALETTO CALABRESE. ( 7° ED ULTIMA PARTE)

Durante il periodo borbonico il dialetto nel catanzarese è in piena evoluzione lessicale. Nasce un dialetto quasi dotto che vive accanto a quello popolare. Il dialetto degli uomini colti,era diverso da quello del popolo, esso era un dialetto levigato,ma anche meno caratteristico, e oseremo dire meno artistico,anche se rimane saldo alla sua origine della lingua Greca. In che punto il dialetto della provincia di Catanzaro cerco di livellarsi al Siciliano? Qui notiamo come una certa decadenza della lingua greca nella media Calabria era dovuta principalmente al forte bisogno di incrementare i commerci,allacciando relazioni con le regioni confinanti. Pertanto maggiore fu il livellamento con il Siciliano abili commercianti con i numerosi artigiani che arrivavano dai paesi arabi .A questo punto penso che abbiamo risposto esaurientemente ai quesiti che ci eravamo posti all’inizio del nostro percorso.Il dialetto Calabrese soprattutto quello meridionale nasce su solide basi di lingua Greca che pur con l’aggiunta di nuovi vocaboli,nuove forme di pronuncia dovute alle varie dominazioni straniere i quali apporteranno nuove parole,le basi non cambieranno mai .Queste basi greche e grecho-bizantine. Pertanto,maggiore fu il livellamento al siciliano quanto maggiore era il desiderio di espandersi. Ed possiamo ora desumere, che il livellamento maggiore si ebbe dopo l’avvento dei normanni, i quali si erano sostituiti ai bizantini. Nella media Calabria dunque per concludere non si ebbe un dialetto sino al XI secolo, ma una lingua vera e propria,la lingua Greca che lentamente decadeva e accoglieva in sé vocaboli di latino arcaico e di lingue romanze.Fine

martedì 13 luglio 2010

Il campanile di Sellia. "U campanaru"

L'imponente campanile della Chiesa Madre di Sellia
Lo stupendo campanile che osserva tutta Sellia, durante i secoli si è adeguato alle varie trasformazioni, agli ampliamenti della Chiesa Madre. Struttura imponente, si nota subito che in origine era più alto avendo un forte basamento. Infatti durante uno dei tanti terremoti la parte alta crollò, fu ricostruito abbassandolo e creando le merlature tipiche del castello; prima invece c’era un tetto spiovente in tegole. La casa parrocchiale fu costruita in epoca più recente allungando l’arco che prima era lungo per quanto era il campanile, fatto tutto in legno; poi proprio durante il periodo della disastrosa alluvione fu ricostruito in muratura. La sirena è quella della scuola elementare che dopo la sua inagibilità fu sistemata sul campanile per richiamare i vari scolaretti che venivano ospitati in varie case private in attesa che si ricostruisse la nuova scuola, la quale doveva sorgere insieme all'asilo sopra la fermata dei pulman poi si decide di dividerle, la scuola elementare alle nuove palazzine grazie ad un nuovo finanziamento per l'alluvione, mentre, purtroppo l'asilo fu dirottato accanto la Chiesa del Rosario distruggendo la bellisima ala attaccata alla Chiesa di cui ne abbiamo parlato qui. I due cerchi per l’orologio sistemati ai due lati -con il suo caratteristico movimento meccanico a pesi che si poteva ammirare al suo interno- fu realizzato verso il 1933, mentre, le 2 campanelle che suonano le ore e i quarti d’ora, furono presi dalla chiesetta della Madonna della Neve che iniziava in quel periodo il suo lento e inesorabile abbandono. Invece la campana piccola proviene dal vicino convento di Santa Maria delle Grazie. Un Campanile unico nel suo genere nel comprensorio che al suo interno custodisce tanti pezzi del nostro passato,della nostra identità spesso deturpata,saccheggiata con molta sufercialità; peccato per il movimento meccanico a pesi che quando fu sostituito negli anni '80 tra l'altro ancora perfettamente funzionante, venne provvisoriarmente sistemato nella vecchia casa comunale; oggi non sappiamo dove si trovi.

lunedì 12 luglio 2010

Dizionario dialettale Selliese ( lettera J )

 Eccoci alla J la quale nel dialetto calabrese è molto ricca di vocaboli sopratutto nella Calabria meridionale dove la prevalenza della lingua Greca rimane molto marcata. J come Jura,Jordino,Juppitu tre località con nomi particolari che ricadono nel nostro territorio. Vi raccomando aiutateci con l'inserimento di nuovi vocaboli che iniziano con la j
JACCIU s.m. Ghiaccio
JANCHIARAverbo Imbiancare - pitturare
JANCU(A) agg. Bianco(a)
JENCU s.m. Giovenco - Bue giovane
JENNARU s.m. Gennaio
JANNI. nome Giovanni
JATUNIARA.v. respirare
JECCHI espressione di nausea
JERMICARA.parlare,indovinare
JETTUv.getto
JETTUNA nuovo ramoscello,piccola pianta
JERMANU s.m. Segale
JAMU v.andare
JARBISI .abitanti di albi
JERIVASU Baco da seta
JESTIMA s.f. Bestemmia
JIFFULA m.schiaffo
JIRITALA f.ditale per cucire
JETTARA verbo Gettare
JETTU v. getto
JETTUNNA piccola pianta
JIMMUSU agg. Gobbo
JJOMMARU s.m. Gomitolo
JNOCCHIU s.m. Ginocchio
JNOSTRARU s.f. Ginestra
JOCARA verbo Giocare
JOCULANU.giocorellone
JORDINU.giardino,località di Sellia
JORNU s.m. Giorno
JOVI s.m. Giovedi
JRA verbo Andare
JRITU s.m. Dito
JUMARA sost. Fiumara
JUMENTA s.f. Cavalla
JUNCIA s.f. Gengiva
JUNCIRA verbo Unire
JUPPITU .localita di Sellia
JURA s.m. Fiore, località di Sellia
JURIARA verbo Ammuffire
JURIRA verbo Fiorire

Autore: sellia racconta. Si prega di inserire il link a chi ne fa uso (anche in modo parziale) con esplicito riferimento della fonte

sabato 10 luglio 2010

Racconti Calabresi. "Gesù e la mamma di San Pietro"

San Pietro
Un giorno S. Pietro torna a casa e dice a sua madre-Mamma il Maestro mi vuole con sé, dice che sono destinato a grandi cose e non posso più restare con voi, devo andare con Lui. La mamma di S. Pietro che già non digeriva che il figlio Andrea se ne fosse andato di casa dietro al Maestro, prese questo discorso con molta irritazione. E siccome era una donna che s'intendeva di fatture e magie disse- Se questo Gesù pensa di portarmi via tutti i figli dalla mia casa a me che sono vedova e sola, si sbaglia. Va bene uno ma due son troppi. Stavolta non la vince. Chiama Pietro e gli dice- Figlio prima che tu vada via voglio invitare a casa il Maestro. Lui é sempre stato tanto buono con tuo fratello e con te e noi non abbiamo mai avuto modo di sdebitarci . Perciò se tu sei daccordo digli che domani é invitato a pranzo da noi. Pietro tutto contento va da Gesù- Maestro, mia madre vi manda a dire se ci date l'onore di mangiare a casa nostra domani. Rispose Gesù-Accetto con tutto il cuore Pietro, potevi mai pensare che avrei rifiutato qualcosa a te e tua madre?- Pietro torna contento a casa ed avverte la madre che l'invito è stato accettato. Lei chiama a raccolta le comari del vicinato e cominciano a preparare per il pranzo. Finirono che era già notte. Quando le vicine tornarono a casa lei si ritiò da sola nella cantina; mise a punto una fattura magica poi tornò di sopra e la nascose sotto la soglia di casa-Così- pensò- Domani quando Gesù passa sopra la soglia la fattura gli farà scordare mio figlio e non lo cercherà più.-
La mattina finirono gli ultimi preparativi per il pranzo poi Pietro andò a prendere Gesù. Ma arrivati davanti all'uscio di casa, il Signore, che tutto vede e tutto sa, si gira verso S. Pietro che era accanto a lui, e gli dice- Pietro voglio chiederti una gentilezza; voglio che tu mi porti in braccio dentro la tua casa- E Pietro- Figuratevi Maestro se non vi porto! -Prese in braccio il maestro e lo portò dentro casa sotto gli occhi indispettiti della madre che pensava-Per questa volta me l'hai fatta ma non è ancora finito il giorno- E nascondendo la rabbia e mostrando allegria cominciò subito a servire il mangiare. Gli uomini mangiavano serviti dalle donne che andavano e venivano dalla cucina. In mezzo a quell'andirivieni nessuno si accorse che la mamma di Pietro levò la fattura dalla soglia e la mise sopra lo stipite della porta pensando - Voglio vedere che cosa fa ora.- Finito di mangiare Gesù si alza, benedice tutti e dice-E' ora di andare Pietro e siccome quando siamo arrivati tu sei stato così gentile da portarmi dentro casa in braccio, ora voglio essere io a portare te fuori di casa allo stesso modo- Pietro e, sua madre in particolare, cominciarono a protestare dicendo che mai sarebbe dovuto succedere che il Maestro portasse in braccio l'ultimo dei suoi servi. -Semmai é dovere di mio figlio riportarla fuori in braccio- insisteva la mamma.- Gesù disse- Fai come dico Pietro perchè non è per umiltà che ti porto in braccio fuori ma per insegnamento.- Così fece e quando furono fuori dalla casa si girò verso la madre di S. Pietro la guardò e le disse- Donna la malia ben fatta sia ma ricordati che chi la fa non la vede la faccia mia.

venerdì 9 luglio 2010

Reportage del giornalista del Corriere della Sera nei paesi della presila devastati dall'incendio.

Nella foto il territorio di Sellia dopo il rovinoso incendio

E' già autunno sulla Statale che da Catanzaro porta alla Sila Piccola. Il calore dell' incendio ha ingiallito le foglie sugli alberi sopravvissuti e quelle che il maestrale ha strappato dai rami crepitano, rotolando accartocciate sull' asfalto. Era un bosco, ora sembra un immenso cratere vulcanico: rocce nere, cenere, sbuffi di fumo, fiammate improvvise e ventate bollenti che salgono dalla terra bruciata. Dopo due giorni di allenamento qua e là, l' altra notte il fuoco si è allenato risalendo la valle in secca del fiume Alli. Un unico, gigantesco fronte: 32 chilometri. Da Sant' Elia, a Fossato Serralta, a San Pietro Magisano, il paese del regista Gianni Amelio. Fino a Zagarise e Sellia. E non è ancora finita, perché ieri sera le fiamme sono tornate ad alzarsi sulla scarpata che s' arrampica da Savuci a Maranise, obbligando gli abitanti a un' altra notte insonne e i gruppi di volontari, pompieri e guardie forestali a nuove fatiche. Una strada percorre il perimetro di questa regione nera, nel cuore della Calabria, mostrando lo scempio ambientale nell' habitat di migliaia di animali selvatici, le otto case carbonizzate, i pali telefonici inceneriti, i cavi elettrici abbattuti. L' incendio ha avvolto la Statale 109 bis in molti tratti, attraversandola da parte a parte. E proprio per questo la via è rimasta chiusa tutta la notte. Quando viene riaperta, ieri mattina, il vento ha già cambiato direzione. Sabato veniva da Sud. Adesso il maestrale fa ben sperare. La temperatura è scesa a 30 gradi. Ma è impossibile che piova. Ci sono Femminamorta, Ariano e Giove, di mezzo. Le tre montagne della Sila Piccola impediscono l' arrivo delle nuvole. Sant' Elia, sei chilometri da Catanzaro, è il primo paese che si attraversa avvicinandosi al cratere incenerito. Sorge su un colle a 634 metri e avvicinandosi al culmine della salita la prospettiva si allarga rivelando un cimitero di alberi appena oltre le case. Proprio lì sopra vira un grosso elicottero bianco, portando la prua al vento. E' il trattore del cielo costruito in Russia, ingaggiato dalla Protezione civile nazionale per 15 miliardi e rimasto a terra tutta la scorsa settimana per la mancanza delle autorizzazioni al decollo. All' estremità di due cavi, trasporta due canestri rossi pieni d' acqua. Li rovescia sul focolaio, poi vola verso il lago Passante, a una ventina di chilometri, per riempirli di nuovo.

giovedì 8 luglio 2010

8 Luglio 2000 Sellia avvolta dalle fiamme

Nella foto un immagine drammatica dell' incendio dell' 8 Luglio  2000 a Sellia (sullo sfondo si intravede "a cona du casu")

Case ed automobili bruciate,coltivazioni distrutte,boschi ridotti in cenere,linene telefoniche ed elettriche in tilt, condotte idriche bloccate,bomboloni del gas esplosi,strade interrotte,anziani ricoverati per intossicazione da fumo. Questo il triste bilancio di un’altra giornata di incendi in Calabria,scene infernali, quasi da inferno dantesco. La situazione più grave si è registrata nella presila Catanzarese, già provata da gioni di emergenza per continui incendi. Mille ettari di bosco, macchia mediterranea, uliveti e frutteti divorati dalle fiamme. Ottocento persone sono state evacuate tra Sellia superiore,San Pietro Magisano, Vincolise, Zagarise. Il vento di scirocco ha orientato il fuoco su più fronti variando direzione, alimentandolo, mandando tutto in cenere. Una enorme nuvola di fumo ha oscurato i paesi presilani. Tutti sono usciti dalle case per cercare riparo, ma i centri abitati sono stati assediati dalle fiamme per ore. Le evacuazioni sono state effettuate grazie soprattutto all’aiuto dei volontari che con grande solerzia hanno collaborato con i vigili del fuoco, carabinieri,118, forestali,finanzieri ecc.. tutti si sono dati da fare. Anziani e bambini sono stati trasferiti su ambulanze e auto dei carabinieri. A Vincolise un carabiniere fuori servizio è entrato senza pensarci due volte dentro l’abitazione in fiamme di un disabile aiutandolo a salvarsi. A Sellia Superiore centinaia di persone hanno trovato rifugio nella chiesa poi nel comune ma alla fine sono dovuti scappare anche da li perché le fiamme arrivavano da tutte le direzioni  accompagnata da  un enorme nuvola di fuma che rendeva l’aria irrespirabile. Scene di panico ovunque accompagnate dalla rabbia per i ritardi dei soccorsi e per i canadair che tardavano ad arrivare. Nelle ore più calde il fuoco ha raggiunto con rapidità i vari centri abitati dopo aver distrutto aziende,case di campagna, ovili, mezzi agricoli, escavatori. Nell’area di Magisano hanno subito danni due oleifici, una falegnameria a San Pietro è andata completamente distrutta. Momenti di panico per l’arrivo delle fiamme vicino ad una fabbrica di fuochi d’artificio: la polvere pirica è stata prontamente spostata e messa al sicuro. Molte famiglie si sono trasferite nei paesi vicini presso conoscenti, parenti. Alcune persone anziane non volevano assolutamente lasciare le proprie abitazioni minacciate dalle fiamme. Molti sono stati portati con urgenza all’ospedale Pugliese per seri problemi di respirazione. I telefoni, i centralini soccorso sono andati letteralmente in tilt. In questi giorni particolarmente bollenti tutto il sud D’Italia brucia vedendosi divorata dalle fiamme ettari ed ettari di bosco in poche ore.
(articolo tratto da un quotidiano dell'epoca)