sabato 4 dicembre 2010

Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco A tutti voi che celebrate la festa di San Nicola AUGURI Carissimo/a

Carissimo/a
Questo il vangelo della II Domenica di Avvento

In quei giorni venne Giovanni il Battista e predicava nel deserto della Giudea dicendo: Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!». Egli infatti è colui del quale aveva parlato il profeta Isaia quando disse: Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri! E lui, Giovanni, portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi; il suo cibo erano cavallette e miele selvatico.  Allora Gerusalemme, tutta la Giudea e tutta la zona lungo il Giordano accorrevano a lui e si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. Vedendo molti farisei e sadducei venire al suo battesimo, disse loro: «Razza di vipere! Chi vi ha fatto credere di poter sfuggire all’ira imminente? Fate dunque un frutto degno della conversione, e non crediate di poter dire dentro di voi: “Abbiamo Abramo per padre!”. Perché io vi dico che da queste pietre Dio può suscitare figli ad Abramo. Già la scure è posta alla radice degli alberi; perciò ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco. Io vi battezzo nell’acqua per la conversione; ma colui che viene dopo di me è più forte di me e io non sono degno di portargli i sandali; egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala e pulirà la sua aia e raccoglierà il suo frumento nel granaio, ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».
C’è qualcosa di grande, immenso, divino, eterno, che Dio sta preparando per noi. È come se il Signore stesse costruendo per noi una casa d’oro, ammobiliata con legno pregiatissimo, con tappeti di una morbidezza rara, con ogni altro arredamento che supera per qualità, bellezza, sontuosità, pregio ogni umana intelligenza e noi volessimo entrare dentro luridi, infangati, sporchi di ogni sudiciume, conciati veramente male. Se noi facessimo questo disprezzeremmo l’opera di Dio. Sarebbe un vero vilipendio.
Per entrare in essa e abitarvi dobbiamo spogliarci di tutto ciò che siamo, anche della nostra pelle e rifarcela nuova. Anima, spirito, corpo, pensieri, sentimenti, volontà, desideri, tutto deve essere nuovo. È questa la conversione che oggi predica Giovanni il Battista. Sta per entrare nel mondo Gesù, sta per venire a fare nuove tutte le cose. Noi non possiamo rimanere nel nostro vecchiume di peccato, stoltezza, insipienza, empietà. Non possiamo convivere con il nostro vecchio gusto di male, trasgressione, violazione della Legge santa di Dio, idolatria e cose del genere. Siamo chiamati ad una conversione radicale. Ma cosa è esattamente la conversione? Un esempio ci potrà aiutare ad entrare nella sua verità: prendiamo del ferro vecchio, arrugginito, buono a nulla, lo fondiamo e con esso creiamo una cosa totalmente nuova. Prendiamo il vecchio uomo, lo immergiamo nella verità e nella grazia di Cristo Gesù, lo affidiamo allo Spirito Santo, perché sia Lui a farne un uomo completamente nuovo, senza più alcuna relazione con il suo passato. C’è un presente divino che lo Spirito del Signore vuole creare in noi. Con questo presente dobbiamo rivelarci al mondo intero.

Sellia: "esercitarsi per soccorrere" giornata promossa dal club alpino,aeronautica e comune

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venerdì 3 dicembre 2010

Lo stendardo delle tre rose dedicate alla Madonna custudito nella chiesa Madre di Sellia.

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In questi giorni mentre osservavo delle foto su internet attinenti ad una edizione della sagra di Sellia  mi soffermo in modo particolare  su una di essa  che ritrae un antico stendardo custodito nella Chiesa Madre. In un primo momento mi incuriosisce molto perché malgrado durante la mia giovinezza, facendo spesso il chierichetto,  ho avuto la fortuna di osservare da vicino molti oggetti sacri che mi attiravano molto, ma non mi ricordavo di aver mai visto questo particolare stendardo nel quale non viene raffigurato nessun Santo o Madonna ma in modo semplice raffigura tre coll:i uno centrale, due laterali, e  sulle loro cime una rosa di colore diverso per ogni colle, il tutto sormontato dalla corona della Madonna. Mi soffermo ancora un po’ su questa foto, cerco di ingradirla, sembra che non abbia nessuna scritta. Poi mi viene in mente un piccolo passaggio di una vecchissima canzone che intonava spesso a “ scaghiuna”.  Era un'anziana signora la solista, che iniziava i vari canti durante le funzioni religiose con una voce molto forte ,particolare, che ribombava all’interno della Chiesa. Sapeva perfettamente a memoria un'infinità di vecchi canti, alcuni anche in latino (per chi ha superato gli …anta come me sicuramente la ricorderà) un passo della canzone faceva più o meno cosi: I tri rosi de Maria,a ra Sellia l’avimu tutti e tria,rosi belli e profumati da Madonna L’icorunata. Ma certo ora mi sembra tutto più chiaro, la vecchia canzone si riferiva alle tre Chiese intitolate alla Madonna: Madonna del Rosario, L’Immacolata,La Madonna delle Grazie ( con l’ormai scomparso convento della congregazione di Zumpano di Santa Maria delle Grazie )Il bel stendardo raffigura l’esatta ubicazione di questi tre luoghi di culto; la rosa rossa della Madonna  del Rosario la rosa centrale dell’Immacolata, l’altra laterale quella della Madonna delle Grazie che viene collocata proprio dove io ipotizzavo: cioè sopra la fermata dei pullman “sutta Santa Maria” luogo che porta questo nome proprio perchè sopra era ubicato il convento di Santa Maria delle Grazie  prima che crollasse durante la rovinosa alluvione. Purtroppo la foto poca nitida non permette una buona visuale ma secondo me questo stendardo è un ulteriore prova oltre all’ormai accertata  esistenza di tre luoghi di culto  dedicati alla Madonna anche la loro esatta ubicazione all’interno del centro storico. Questo stendardo infine assume un'importanza storica il quale ci dice con esattezza l’ubicazione di questi tre luoghi di culto  verso la Madonna, verso la quale Sellia da sempre ne è stata in modo particolare devota.
 Autore: sellia racconta. Si prega di inserire il link a chi ne fa uso (anche in modo parziale) con esplicito riferimento della fonte

Da demolire al più presto la brutta costruzione in fase di ultimazione in piazza Montegrappa a Catanzaro

Se il sindaco Olivo ha veramente a cuore, come dice, le sorti della città, dia indicazione agli assessori Talarico e Soriero di far demolire l’orrenda e inutile struttura di piazza Montenero, prendendo atto delle critiche rivolte non solo dall’opposizione, ma soprattutto da associazioni e cittadini.
Solo così si potrà evitare un’altra umiliazione alla città, dopo quella della scala di piazza Matteotti, quando tutta l’Italia si mise a ridere per una costruzione così bizzarra e inutile. Ricorderete tutti Vittorio Sgarbi che ne invocò a gran voce la demolizione.
E a proposito di piazza Matteotti, voglio rammentare all’assessore Talarico che quando fu progettata dall’architetto socialista prof. Zagari, il sottoscritto era consigliere di opposizione, mentre sindaco era Marcello Furriolo che era e resta grande sostenitore dell’attuale sindaco Olivo. Lo dico senza polemica, ma solo per ristabilire una verità storica.
Ma tornando all’ “orrenda” creatura di piazza Montenero voglio solo sottolineare altre due grandi negatività, oltre all’impatto devastante con l’ambiente. La prima riguarda la sottrazione di circa 30 posti auto alla disponibilità del quartiere. Ne sanno qualcosa di abitanti di piazza Montenero, Conventino, via Cortese che non sanno più a quale santo votarsi per parcheggiare l’auto. La seconda è che l’istituzionalizzazione di una fermata del bus extraurbani in un nodo nevralgico del traffico cittadino creerà disagi pesantissimi alla circolazione, mettendo anche a repentaglio la sicurezza dei pedoni.
Bisognerebbe capire perché la giunta non ha fatto queste riflessioni e si è affidata ciecamente alla “creatività” dell’assessore Talarico. Ora bisogna intervenire prima che sia troppo tardi, demolire l’ “orrenda creatura” e rendere conto del denaro pubblico sperperato.

giovedì 2 dicembre 2010

Approvato dalla provincia il piano di assetto idrogeologico per interventi di diversi milioni di euro.

"Palazzo di vetro" sede della provincia di Catanzaro
Rispettando la tabella di marcia imposta l’Amministrazione Provinciale di Catanzaro ha pubblicato 21 bandi di gara per gli interventi di prima fase del piano di assetto idrogeologico. Cinque interventi, per complessivi un milione 750mila euro, interesseranno il rischio di frane ai margini della rete viaria, con interventi sulla provinciale 73 tra i comuni di Lamezia Terme e Conflenti, sulla 114 a Curinga, sulla 128 tra Davoli, San Sostene e Sant’Andrea, sulla provinciale 85 nel comune di Feroleto Antico e sulla 93 tra Nocera Terinese e Conflenti. La maggior parte degli interventi, per oltre 11 milioni di euro complessivi di investimento, sono stati invece programmati dal settore tecnico responsabile delle funzioni regionali trasferite, sulla maggior parte dei fiumi e dei torrenti di competenza provinciale. È la prima volta dal tempo del trasferimento delle deleghe regionali (che ricordiamo è avvenuto nel 2006) che la provincia può investire importanti risorse sulla prevenzione dei rischi dovuti alle esondazioni dei fiumi e sul ripristino dell’officiosità idraulica mediante interventi mirati alla pulizia dei corsi d’acqua e dei bacini idrografici. Le gare d’appalto saranno aggiudicate mediante procedure aperte nella maggior parte degli interventi, mentre alcune opere di importo limitato sono state inserite in una unica tornata di procedure negoziate, che sarà espletata il 14 dicembre, con l’esclusione automatica delle offerte anomale e l’invito diretto alle sole imprese in possesso della categoria OG8. Nell’occasione è anche prevista una clausola che non consentirà a nessuna ditta partecipante alle procedure negoziate l’aggiudicazione di due appalti, mentre per tutte le procedure aperte è stata introdotta, di concerto con ANCE e Confindustria provinciali, l’obbligatorietà della presa visione dei luoghi. Le gare d’appalto sui fiumi prevedono un investimento di oltre 11 milioni di euro e gli interventi di maggiore consistenza interesseranno il torrente Fiumarella di Catanzaro (1.000.000 euro), il reticolo idrografico del fiume Corace (1.200.000 euro), il fiume Amato (1.500.000 euro), il bacino del fosso Specchi oltre a vari torrenti nel comune di Lamezia (1.000.000 euro), il fiume Alessi (900.000 euro), i torrenti Piazza, Bagni e Cantagalli a Lamezia (due interventi per totali 1.800.000 euro), i fiumi Alli, Beltrame, Alaca, Crocchio, Fiumarella di Guardavalle ed il reticolo idrografico di Curinga (in totale 4.500.000 euro per sette interventi). Si interverrà, con investimenti comunque consistenti, su numerosi altri corsi d’acqua, mentre sta partendo la programmazione di seconda fase che completerà l’opera di risanamento dei corsi d’acqua provinciali.

mercoledì 1 dicembre 2010

Foto del mese: Dicembre 2010

Per la foto del mese di dicembre da incorniciare per la nostra pinacoteca virtuale, abbiamo inserito una bella panoramica del centro storico di Sellia, dove si intravede un ramo d’ulivo con alcune olive già pronte per la raccolta, da sempre questa pianta ha rappresentato la vera ricchezza del nostro territorio decretando i periodi di  prosperità o miseria assecondo degli anni di “carrica” o meno di tale alimento principe delle nostre tavole. Durante questo mese ricco di  fascino per le festività Natalizie addobberemo un po’ alla volta il blog con l’inserimento di decori che preannunciano l’imminente festività natalizia. Ma prima abbiamo la festa del nostro amato protettore San Nicola, proprio giorno 6 inseriremo un inedito racconto che riconferma la forte devozione dei Selliesi verso questo  Santo Vescovo che durante i vari secoli ha sempre difeso Sellia. Per quanto riguarda il racconto del mese continueremo con altri 4 capitoli del racconto iniziato nel mese di novembre dal titolo “Mio padre”. Vi faremo conoscere altri luoghi, percorsi, curiosità di una Sellia inedita spesso sconosciuta. Ritornando al mese di novembre appena trascorso, esso è stato molto prolifico per il blog, avendo inserito ben 52 nuovi articoli (post ) con una media di circa 2 al giorno. Abbiamo per ben 2 volte migliorato il nostro record di presenze che era stato totalizzato il 18.8.2010 con 76 visite e 120 contatti, attuale record stabilito il 25 novembre è di 86 visite oltre 200 contatti con 300 pagine visitate in un solo giorno. Sono cifre importanti, difficili da ripetere, il tutto grazie anche alla apprezzata intervista al sindaco Zicchinella, sperando che altri interventi, interviste che riusciremo a realizzare, aiutino il futuro del nostro borgo. Questo comunque dimostra un forte attaccamento verso il selliaracconta  con tantissime persone che si collegano abitualmente una volta al giorno, questo ci ha portato nel proporre un servizio sempre più efficiente, aggiornato, che oltre a rimanere saldamente nelle tante storie, racconti,tradizioni,curiosità su Sellia, continueremo a proporvi mensilmente (anche nell’allungare il raggio) inserendo  molta attualità attinente al nostro comprensorio e alla nostra regione. Un saluto a tutti e sempre grazie del vostro affetto che non mi stancherò mai di ripeterlo, rimane l’unico vero elemento, l’unica ricompensa nel fare sempre di più e bene.  

Federalismo conto salatissimo per la Calabria. Tagli meno 33% a Catanzaro, Cosenza, Vibo.


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martedì 30 novembre 2010

Dai sepolcri dentro le Chiese alla nascita dei primi cimiteri in Calabria

Parleremo in questo post del rito di seppelire i propri cari dentro lecripte delle Chiese. Anche nella Chiesa madre di Sellia sotto il pavimento vi erano situate delle catacombe ne abbiamo parlato QUI

I primi cimiteri Cristiani sorgevano fuori dalla cinta muraria delle città, per ragioni di carattere sia igienico che politico. All'incirca dal IX secolo si diffuse però la consuetudine di seppellire i cadaveri all'interno delle città, preferibilmente nei sepolcri che si trovavano nelle chiese, dove furono trasportati anche i corpi e le reliquie dei martiri. In tal modo la popolazione riteneva che i propri morti fossero più vicini alla divinità. I sepolcri delle chiese divennero però sempre più insufficienti con il passare degli anni, specie dopo l'incremento demografico settecentesco. All'inizio dell'Ottocento la questione appare perciò problematica un pò in tutto il Mezzogiorno. Infatti, in numerose località, l'imperfetta chiusura delle tombe vizia talmente l'aria che si respira in questi edifici religiosi, da provocare malori nei fedeli ed in qualche caso i gas che si sprigionano causano addirittura la morte per asfissia di qualche becchino intento alle operazioni di sepoltura. Spesso i pochi cimiteri esistenti o rimangono inutilizzati (perché i parenti preferiscono seppellire i propri morti nelle chiese) o non risolvono che parzialmente il problema perché sono costruiti proprio accanto agli edifici religiosi. Ad inizio Ottocento sono poche le località dove non sussistono tali problemi. In generale nel Mezzogiorno le tombe delle chiese ad inizio Ottocento appaiono oramai insufficienti a risolvere il problema delle sepolture. Giunge perciò a proposito, con il decennio francese, il divieto di continuare a seppellire nelle chiese e l'obbligo di utilizzare i cimiteri. Questa nuova e più igienica pratica della sepoltura nei cimiteri viene però spesso ostacolata dal popolo, che, come riferisce la statistica murattiana per le province di Catanzaro e Reggio Calabria "guarda con un'avversione furibonda il divieto di seppellirsi nelle chiese, dove solo si crede in contatto colla divinità, con cui debbe in tal modo conciliarsi". Addirittura, nei giorni immediatamente successivi alla disfatta dei francesi, la popolazione di alcuni paesi disseppellisce i cadaveri dei propri cari dai cimiteri dove era stata costretta ad inumarli e li trasporta nelle chiese. Le resistenze al seppellimento dei morti nei cimiteri vanno lentamente a diminuire con il passare degli anni. Anche le epidemie di colera degli anni '30 del secolo XIX danno un ulteriore impulso al seppellimento nei cimiteri. Tuttavia, ancora nella seconda metà dell'Ottocento, in numerosi paesi si continua a seppellire nelle chiese ed anche alcune città di primaria importanza restano prive di cimiteri. È il caso anche di un importante capoluogo di provincia come Cosenza. Scrive proprio a questo proposito negli anni '60 dell'Ottocento Vincenzo Padula: "per spiegare la elevata mortalità di Cosenza bisogna invocare un altro fattore, ed è questo: all'appressarsi della pioggia le latrine puzzano e le tombe anche puzzano. [...] In questi mesi [intende quelli da ottobre a febbraio] Cosenza è una cloaca aperta; il possesso d'un buon naso diventa una sventura; l'acido carbonico, che si eleva poco, offende meno gli alti, e più gli uomini di bassa statura; a medicare tale pestilenza si grida contro i porci, si perseguitano i cani, si chiama l'opera degli spazzini, e non si vuol capire ancora che quel puzzo scappa dalle sepolture, che i morti uccidono i vivi, e che sarebbe miglior senno agli spazzini sostituire i beccamorti. Finché Cosenza non avrà un Camposanto, ogni compenso per migliorarne l'aria torna inutile.

Le origini di Sorbo San Basile

Sorbo S. Basile e un piccolo centro prevalentemente agricolo a soli 20 Km. dal capoluogo Catanzaro; e raggiungibile attraverso 1'asse stradale della 109 bis sino a Cafarda e la S.S. 109 delta la Nicastro - Soveria Mannelli - Santa Severina fu costruita nel 1884-1866 e ristrutturata negli anni 30 e attraversa tutti i
comuni presilani. I luoghi sono caratterizzati da pittoreschi panorami d’incomparabile bellezza, paesaggi stupendi ricchi di vegetazione prevalentemente composta dal Pino Larici, Querce, Faggi,
Il Paese sorge su uno sperone ai piedi del Colle Santa Maria  delle Serre sul fianco destro della Valle del Fiume Alli. E' situato a 650 Mt. s.l.m. II prof. Bellagamba in uno studio urbano sulle caratteristiche
dei nostri paesi nel libro "Calabria muta" lo descrive nel seguente
modo "Sorbo S. Basile posto nella parte terminale di un crinale, il nucleo storico coincide con la quasi totalità dell'edificato.Questo si presenta bordato per tutto il perimetro da una situazione orografica particolarmente accidentata che costituisce un margine fisso all'espansione.

La peculiarità del centro deriva da questo suo modo insediativo che ne fa un sistema chiuso, ma integrate rispetto alle caratteristiche paesaggistiche, e lo pone nella sua interezza come emergenza storico architettonica". Ai pochi abitanti, fa riscontro un vasto territorio che si
estende per oltre 58,69 Kmq. con quasi 6000 Ha che si pone fra i
più grandi territori comunali della presila. Sorbo si presume invece, prenda origini dalle numerose
piantagioni di "Sorbi" esistenti sul territorio (il sorbo infatti e un
albero con foglie pennute che produce un frutto chiamato la sorba, simile ad una piccola pera, e del quale il territorio di Sorbo e' ben provvisto.

lunedì 29 novembre 2010

Inchiesta parchi eolici in Calabria: si va verso la fase finale, dove sono indagati 35 persone tra politici e imprenditori per un giro di affari milionario.


Proprio ieri sera la trasmissione "reporter" ha illustrato il forte legame tra la criminalità organizzata calabrese con il forte guadagno della costruzione dei cosiddetti parchi eolici che deturpano l'ambiente  producono lo 0,6 del nostro fabbisogno ma ottengono forti finanziamenti della comunità europea
  Siamo arrivati alla  stretta finale sull'inchiesta eolico in Calabria che vede indagati 35 persone, tra politici e imprenditori, per il pagamento di una presunta tangente finalizzata all’approvazione di una legge regionale che avrebbe favorito la realizzazione di numerosi impianti.
Sull'inchiesta da mesi c'è l'attenzione della Procura della Repubblica di Catanzaro che sta andando avanti nelle indagini per cercare di giungere alla definizione della posizione degli indagati. Che l’attività investigativa sia intensa lo conferma anche il Procuratore della Repubblica di Catanzaro, Vincenzo Antonio Lombardo, il quale, nonostante l’abituale riserbo che mantiene sulle indagini, non nasconde che si sta lavorando a pieno ritmo: “In breve tempo – dice – speriamo di poter chiudere tutte le attività in corso e avere una definizione complessiva della posizione di tutti gli indagati".
Per giungere in tempi brevi alla chiusura delle indagini la Procura ha chiamato a raccolta tutte le forze dell’ordine che stanno compiendo accertamenti, acquisizione di atti e interrogatori. Gli investigatori hanno compiuto verifiche su tutti i parchi eolici per accertare se sono stati realizzati in maniera difforme rispetto ai progetti autorizzati dalla Regione Calabria. La Procura è orientata a chiedere il sequestro di tutti i parchi eolici per i quali saranno riscontrate irregolarità o violazioni delle procedure amministrative. Una forte accelerazione dell'inchiesta è legata a due motivi: le dichiarazioni di un imprenditore indagato, che si aggiungono a quelle di altri due testi d’accusa, che hanno deciso di raccontare quanto di loro conoscenza circa il pagamento della presunta tangente; l'imminente scadenza dei termini per la durata delle indagini, a dicembre, e per i quali la Procura ha intenzione di chiedere una proroga. L’inchiesta ruota intorno alle linee guida della Regione per la costruzione dei parchi eolici e venne avviata negli anni scorsi dalla Procura di Paola (Cosenza) su fatti avvenuti dal 2006 al 2008.
Gli inquirenti hanno raccolto anche le dichiarazioni dei due testimoni che avrebbero svelato il pagamento di una tangente di 2 milioni e 400 mila euro a esponenti politici da parte di imprenditori interessati a entrare nell’affare dell’eolico. Per un problema di competenza territoriale l’inchiesta da Paola fu trasferita alla Procura di Cosenza e solamente da alcuni mesi, visto il coinvolgimento di ex amministratori regionali, è approdata a Catanzaro. Recentemente il voluminoso fascicolo, che contiene numerose intercettazioni telefoniche, si è arricchito anche di una consulenza tecnica, disposta dalla Procura, dalla quale emergono delle prime conferme al pagamento della tangente.

Internet verso il tutto esaurito dal 2011 non ci sarà spazio per nuove connessioni «È come vendere un telefono senza numeri da assegnare»

Il Web è una biblioteca. Muri e librerie per l'archiviazione di dati, storie, simboli, trasmissione del sapere. L'obiezione arriva immediata: ma la rete non era infinita? Allora un'immagine liquida per esprimere il senso del web potrebbe essere la Biblioteca di Babele di Borges (Finzioni): contiene tutti i libri con tutte le combinazioni possibili (quasi infinite) di tutti i simboli del linguaggio umano. Non è questo che fanno, cioè combinare e ricombinare all'infinito stralci di «altro», gli aggregatori, i vari Google News, i social network come Facebook e Twitter? Ebbene per quanto catastrofico possa sembrare la «Babele.com», la biblioteca universale, sta finendo. Nel senso architettonico del termine: tra pochi mesi, nell'estate del 2011, termineranno i 4,3 miliardi di indirizzi dell'attuale protocollo su cui si basa l'infrastruttura Internet, l'Ipv4.
L'ALLARME - A lanciare l'allarme non è stata una Cassandra o un tecnofobo, ma Vinton G. Cerf, vicepresidente e chief Internet Evangelist per Google, ma soprattutto uno dei padri riconosciuti del web con Robert Kahn. I due ingegneri, tanto per dire, hanno ricevuto la «Presidential Medal of Freedom», la più alta onoreficenza Usa. «Sappiamo che lo spazio sta finendo - ha detto Cerf che da qualche giorno ha lanciato una campagna di sensibilizzazione partendo dalla Casa Bianca - è il momento più critico da quando abbiamo avuto l'idea della Rete». Lo scorso ottobre risultava libero solo il 5% dello spazio. È come se fossimo vicini all'ultimo libro "pubblicabile". Ma la realtà è meno letteraria e più commerciale, come ha svelato lo stesso Cerf: «È come tentare di vendere un telefono non potendo più assegnare un nuovo numero». Ogni computer, nuova stampante o smartphone collegato a Internet ha bisogno di una porta di accesso all'infrastruttura, un indirizzo dell'Ipv4. Quando era stato introdotto nel 1981 nessuno immaginava cosa sarebbe diventata la Rete e il numero 2 alla 32esima (4,3 miliardi) sembrava infinito. Poi l'esplosione di collegamenti e interconnessioni è sfuggito al controllo tanto che Internet è la più grande industria quotata a Wall Street (basta aggregare le capitalizzazioni di società come Microsoft, Google, Apple, Amazon, Cisco). Non è un problema di server in Siberia, di allocazione dei dati, della nuova frontiera del cloud computing, cioè della virtualizzazione dei dati. E non è nemmeno la suggestiva quanto provocatoria «fine del Web» annunciata da Wired Usa lo scorso agosto.

sabato 27 novembre 2010

Camminiamo verso il Santo Natale… Per vivere bene il tempo di Avvento cosa devo fare?


 
Carissimi,
ormai tutti sappiamo che l’Avvento è il periodo che precede il Natale, e che ci prepara a ricevere il regalo di Natale, Cristo Gesù Bambino. Per molti l’Avvento non è niente, per molti il regalo non è Gesù ma è qualcosa che si desidera ricevere, per molti Natale non è più Natale.
A voi che credete nel Natale come vero Natale, propongo di fare un cammino semplice, semplice che dura 4 settimane. In che cosa consiste questo cammino. Ci sono delle cose che devo essere fatte e ci sono delle cose che non devono essere fatte.
Cosa devo fare? Ogni giorno d’Avvento devo:
  1. la mattina, al risveglio devi farti il segno della croce e recitare un “Padre Nostro”, una “Ave Maria”, un “Gloria al Padre”, e un “Angelo di Dio”, poi leggi una paginetta di vangelo al giorno. Incomincia dal capitolo 4 del vangelo di Matteo. (non dare per scontato che queste cose si facciano. Chiediti: quanti giorni passano e tu non fai neanche un segno di croce al risveglio?).
  2. durante la giornata devi fare un’opera buona: puoi scegliere tu cosa fare. Le opere di carità sono infinite per quanto infiniti sono gli uomini sulla terra.
  3. ogni giorno devi mettere da parte una moneta così alla fine dell’Avvento puoi fare un’opera buona ( l’opera la puoi fare a chi vuoi tu, come vuoi tu, dove vuoi tu. È il gesto del sacrificio e del rinunciare a qualcosa che è importante).
  4. ogni giorno devi mostrare un atto di gentilezza verso una persona con cui non vai molto d’accordo o che magari in quel giorno hai avuto problemi.
  5. si arriva al Natale camminando con Maria: ogni giorno recita il Santo Rosario (puoi anche suddividerlo nella giornata).
  6. fai la comunione eucaristica in stato di grazia e soprattutto tutte le volte che puoi e obbligatoriamente la domenica.
  7. fatti il segno della croce ogni qualvolta ti siedi a tavola o quando passi davanti alla chiesa. Non importa se ti vedono gli altri. Meglio così perché puoi testimoniare la tua fede.
  8. sii più gentile con tuo marito, con tua moglie, con tua mamma o tuo papà, con tuo fratello o tua sorella e con tutte le persone che vivono con te.
  9. prima di addormentarti fai l’esame di coscienza e vedi se sei stato fedele durante la giornata.               
    Cosa invece non devi fare? Ogni giorno d’Avvento non devi
       
  10. non devi dare agli altri il posto di Dio e non devi bestemmiare.
  11. non devi mai mancare alla messa domenicale (in fondo sono 4 domeniche)
  12. non devi mancare di rispetto al mio prossimo, non devi parlare male del mio prossimo.
  13. non devi essere impaziente e non devi dare scandalo.
  14. non devi dire il falso e non devi promettere ciò che poi non posso mantenere.
  15. non devi smettere un giorno di mettere a frutto i miei carismi.
Seguendo questo cammino semplice che ti ho tracciato, sono sicuro che potrai fare un buon cammino. Ogni giorno dovranno essere fatte questi passi piccoli perché è nella perseveranza alle piccole cose che si raggiunge la santità.
Per tanto ti auguro buon cammino verso il Natale del Signore
                                                                                                                      Don Francesco

Ridere fa bene alla vita, si campa di più e meglio.Video da vedere ogni volta che siamo arrabbiati

venerdì 26 novembre 2010

Almeno per ora accorpamenti scongiurati nei paesi della provincia di Catanzaro nessuna scuola sarà soppressa.


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L'assesore regionale Tallini rassicura il sindaco di Catanzaro Olivo. La cittadella regionale Calabrese sarà ultimata, previsto un nuovo finanziamento di circa 35 milioni di euro.

Il bilancio di previsione 2011, illustrato ieri dal presidente Scopelliti e dall’assessore alla programmazione Giacomo Mancini, prevede la somma di 34,5 milioni di euro per il completamento della cittadella regionale.
 Tali risorse saranno reperite con l’accensione di uno specifico mutuo. Si tratta del più importante investimento previsto dal Governo regionale e riguarda, non a caso, il Capoluogo di Regione, a conferma della straordinaria attenzione riservata dal presidente Scopelliti e dalla sua giunta alla Città di Catanzaro. Contemporaneamente, il Dipartimento dei Lavori Pubblici sta lavorando alla definizione di un nuovo progetto esecutivo che consenta, nel giro di alcuni mesi, di superare i delicati problemi di ordine tecnico determinati dai ritardi e dai continui stravolgimenti del progetto originario. Le decisioni annunciate dal presidente Scopelliti e dall’assessore Mancini spazzano via ogni malevolo dubbio sollevato strumentalmente sulla reale volontà della Giunta regionale di realizzare questa opera strategica per il futuro della città Capoluogo. La cittadella si farà e sarà il presidente Scopelliti ad inaugurarla, mettendo fine all’epoca degli sperperi di denaro pubblico che costano alla collettività circa 10milioni di euro all’anno, senza considerare le spese per le manutenzioni di fabbricati ormai vetusti. Resta il rammarico per l’anomalo lievitare dei costi dell’opera registratosi durante la gestione di Loiero e del centrosinistra. Il sindaco di Catanzaro, che in questi giorni non perde occasione per polemizzare con Scopelliti, Traversa e il sottoscritto per la situazione di stallo della “cittadella”, per lunghi quattro anni è stato colpevolmente assente e silente dinanzi al fermo del cantiere di quasi un anno e soprattutto davanti al raddoppio dei costi. Quando si parla di trasparenza e questione morale bisogna avere il coraggio di farlo a trecentosessanta gradi e non in base alle convenienze di partito. Il sindaco Olivo scopre la cittadella regionale solo alla fine della sua sindacatura. Noi lo tranquillizziamo e diciamo all’opinione pubblica catanzarese che, pur avendo ereditato un’opera con costi misteriosamente raddoppiati, abbiamo avuto il coraggio di assumerci le responsabilità del caso e individuare una strategia che porterà alla realizzazione dell’opera.

giovedì 25 novembre 2010

Seconda parte dell' intervista fatta al sindaco di Sellia Dott. Davide Zicchinella.


6-D: “Timpone pergulaci”, “parco eolico”, “strada da vutticella” per noi senza dubbio due no e un secco si, quali sono invece le iniziative a riguardo, da parte della vostra giunta?


6 -R: Sul Timpone Pergulaci nei mesi scorsi ho avuto un movimentato incontro con dei personaggi provenienti dalla provincia di Vibo, che eufemisticamente definisco particolari, che in qualità di titolari di una società di estrazione pretendevano impiantare a Pergulaci una cava per estrarre calce. Mi hanno mostrato il progetto, un conto economico stratosferico che prevederebbe utili per più di 9 milioni di euro per la società stessa, per la realizzazione del quale hanno ottenuto dagli uffici regionali competenti le varie autorizzazioni. Non hanno avuto la nostra e non l’avranno mai! A fronte di un congruo indennizzo per i proprietari dei terreni e per il comune dovremmo vedere smembrata una parte importante e suggestiva del nostro territori. Il mio no è stato categorico come quello del gruppo di maggioranza che in tal senso si è già espresso in Consiglio Comunale (la minoranza si è astenuta). Per quanto riguarda il parco eolico la società che doveva costruirlo, la Brulli SpA, ci ha scritto che dai dati anemometrici in loro possesso Sellia risulterebbe un sito non appetibile. Al momento è tutto bloccato. Se ci saranno novità vi terrò informati. Sulla strada “Da Vutticellla” questa è certamente un idea da tenere in considerazione, oltre per la riduzione dei tempi di percorrenza verso il mare e la città di Catanzaro, per l’ intrinseco valore ambientale e paesaggistico dei terreni che attraverserebbe. Anche per realizzare questo intervento sarà necessario ottenere finanziamenti da enti superiori. A noi tocca rediger un progetto e quantificare i costi. Ci stiamo attivando in tal senso.
 
7-D: Località don Antonio( Sellia Marittima ) e già a tutti gli effetti territorio del comune di Sellia? Possiamo organizzare nella prossima stagione estiva degli eventi in quella località?


7 -R:Sull’annosa vicenda dei terreni al mare, evocativamente chiamati Sellia Marittima, posso dirvi che per prendere possesso degli stessi abbiamo incaricato il legale che ha seguito nel tempo tale vicenda di chiedere alle autorità giudiziarie un atto di rilascio, che conseguente alla sentenza a noi favorevole, ci darà la possibilità di entrare in possesso dei terreni. Il comune di Sellia Marina, nel frattempo, sta cercando di escogitare ogni azione per non perderli. Ma su questo tema, per la sua delicatezza e per gli scenari che potrebbero aprirsi è necessario un certo riserbo. Quanto sarà il momento non mancherò di dare più precise e puntuali informazioni. Intanto sappiate che questa è una di quelle priorità che si vede impegnati costantemente.
 
8-D: Delle poche coppie che si sposano solo una minima parte rimangono a Sellia cosa farete per invertire questa rotta la quale da qui a qualche decennio decreterà la fine di Sellia?
 

mercoledì 24 novembre 2010

Prima parte dell'intervista fatta al sindaco di Sellia:Dott. Davide Zicchinella


1-D: Quali sono le soluzioni che effettuerete nel più breve tempo possibile nel cercare di frenare il continuo allontanamento del centro storico, con conseguenza: abbandono di molte abitazioni che sono divenute ricettacolo di rifiuti e ricovero per molti animali randagi, le quali oltre ad essere facile saccheggio, diventano veri problemi per l’incolumità pubblica?  

1- R: Effettivamente le condizioni in cui versano diversi fabbricati del centro storico è davvero al limite della decenza. Per tale motivo da più di un mese ho dato mandato ad un legale di diffidare i proprietari di quelle case più malconce, veri ricettacoli di rifiuti e ricoveri per animali randagi come tu correttamente dici, oltre che vero pericolo per la pubblica incolumità In passato le amministrazioni che mi hanno preceduto si erano limitate a far inviare dall’ufficio tecnico delle lettere di sollecito che non hanno sortito, negli anni, effetto alcuno. I primi frutti cominciano a vedersi. Gli eredi della casa adiacente al vecchio tabacchino, il cui tetto da anni era scoperchiato lo hanno fatto riparare e contestualmente hanno sigillato gli accessi. Altri proprietari in questi giorni stanno prendendo contatti con gli uffici e direttamente con me per concordare tempi e modi di interventi. Credo che presto potremmo vedere degli atti concreti, altrimenti, provvederemo come comune ad effettuare i necessari ripristini addebitando tutti i costi ai proprietari negligenti.
 

2-D: Quali sono invece le iniziative per riportare a nuova vita il borgo, per far rivivere il centro storico il quale possiede delle potenzialità turiste notevoli, prima che alcune abitazioni di forte pregio storico, causa: il loro abbandono, franino definitivamente?


2-R: I palliativi non servono più! Per risalire la china Sellia ha bisogno di scelte coraggiose ed innovative, di una terapia d’urto per fare delle nostre debolezze una forza. Non vi è visitatore del paese, fortuito o interessato che non rimanga affascinato dalla bellezza del nosto centro storico. Ma ciò non basta. E’ vero, abbiamo tanti alloggi liberi, ma quanti hanno le caratteristiche minime per essere abitabili? Abbiamo in mente due azioni importanti entrambe finalizzate a fare di Sellia un paese “interessante”. La prima è in fase avanzata di studio. Avvalendoci della consulenza di una società specializzata nel settore turistico,stiamo programmando un ambizioso progetto per creare in paese una grande attrazione unica ed originale, ad alto tasso di adrenalina…di più non posso dire. Si non vorrei che qualcuno copiasse la nostra idea. La seconda prevede una forma di incentivi economici a chi mette a disposizione dei posti letto ristrutturando le case di proprietà secondo precisi standard qualitativi. In questo, come nel primo caso stiano prevedendo delle forme di finanziamento compatibili con la capacità di indebitamento del nostro che è pur sempre un piccolo comune. Un’altra opportunità potrebbe essere data dall’ottimizzazione delle nostre strutture sportive. Sellia, infatti, dispone di strutture (Palestra, campo da calcio, Campetto polivalente in erba sintetica che abbiano recentemente completato) che se messe in mano a persone competenti e motivate potrebbero fungere da vero attrattore per sportivi locali con relative famiglie provenienti dai paesi limitrofi e dalla stessa città di Catanzaro. Anche in questo senso ci stiamo concretamente muovendo registrando diverse manifestazioni di interesse. Presto ne daremo conto alla cittadinanza.

 3- D:Uno dei problemi prioritari rimane senza dubbio il continuo e inarrestabile calo demografico, quali sono le vostre idee a riguardo per cercare di tamponare questa forte emorragia? Cosa ne pensate dell’idea di lottizzare, urbanizzare un bel pezzo di terreno per poi quasi regalarlo a  eventuali famiglie che vorranno costruirsi una nuova casa a Sellia?


martedì 23 novembre 2010

Premessa all'intervista fatta da selliaracconta al primo cittadino di Sellia Dott. Davide Zicchinella.

In questo periodo abbiamo inviato una richiesta per una eventuale disponibilità di fare un intervista sia al sindaco di Sellia Davide Zicchinella che all ex sindaco e capogruppo della minoranza: Antonella Folino,se volevano rispondere a 10 domande riguardanti Sellia. Mentre rimaniamo in fiduciosa attesa nel ricevere l’ok  per l’invio delle domande a  Antonella Folino,il sindaco Davide Zicchinella in modo gentile e disponibile ci ha fatto pervenire in questi giorni  le risposte alle nostre 10 domande che inseriremo domani e mercoledì. Sono domande attinenti alle varie problematiche del nostro piccolo borgo alle quali ha dato delle risposte chiare. Ringraziamo Davide per la  disponibilità sicuramente sapremo molte cose in più sul lavoro che la giunta di maggioranza intende portare avanti nell’obbiettivo primario di risollevare le sorti del nostro paese. Esse spaziano dal degrado del centro storico, allo spopolamento del paese sino ai vari progetti in cantiere. Aspettando fiduciosi di  poter inserire anche quelli di Antonella  vi ricordo che il blog rimane disponibile verso gli eventuali contributi da parte di tutti  quelli che vorranno intervenire sul futuro di Sellia,saremo  felicissimi una volta pervenutoci di pubblicarli sul blog. Solo con la collaborazione di tutti,nessuno escluso, ognuno nel rispetto dei propri ruoli ma senza stupidi e inutili divisioni;  il nostro paese sicuramente  potrà riassaporare,rivedere una nuova primavera fatta di tante iniziative,tante prospettive di sviluppo. Tutti uniti per il bene,il futuro,la rinascita di SELLIA.

Regione Calabria: insediata dall'assesore Caligiuri il comitato per la tutela, valorizzazione,promozione del dialetto Calabrese.

L'Assessore regionale alla Cultura Mario Caligiuri ha insediato il Comitato per la tutela, valorizzazione e promozione del nostro patrimonio linguistico dialettale e delle tradizioni culturali, variamente intesi. Lo si apprende da una nota dell'Ufficio stampa della Giunta. "Il dialetto - ha detto Caligiuri - e' un bene culturale che al pari di musei, biblioteche e opere d'arte deve essere tutelato e valorizzato, per favorire il recupero dell'identita' calabrese e accrescere le capacita' linguistiche generali, soprattutto dei piu' giovani." Il Comitato ha il compito di elaborare una proposta di Legge. L'organismo, approvato dalla Giunta Regionale, e' presieduto dal poeta Achille Curcio, che ha festeggiato recentemente i suoi 80 anni ed e', inoltre, composto da Tullio de Mauro, importante linguista italiano e gia' Ministro della Pubblica Istruzione; Luigi Tassoni, Direttore del Dipartimento di Italianistica dell'Universita' di Pe'cs in Ungheria; Saverio La Ruina, autore e regista teatrale e Alfonso Mezzotero, membro del Comitato di consulenza giuridica della Giunta Regionale. Segretaria del Comitato e' la dirigente regionale Giulia De Tommaso. Nel corso dell'incontro, coordinato dall'Assessore Caligiuri, sono stati definiti i criteri per la stesura della proposta di legge regionale, la cui prima bozza dovrebbe vedere la luce gia' nei prossimi mesi.
  L'obiettivo e' quello di salvaguardare l'identita' regionale e promuovere il dialetto come strumento di crescita linguistica, soprattutto per le nuove generazioni. A tale proposito Tullio de Mauro ha concluso. "La conoscenza del dialetto fornisce strumenti linguistici che migliorano anche la padronanza dell'italiano e facilitano l'apprendimento delle lingue straniere. In questi settori, le iniziative delle Regione Calabria sono particolarmente apprezzabili". (AGI)

lunedì 22 novembre 2010

Mio padre (4° capitolo)

Io sono  il primo di tre figli due maschi e una femmina sono nato quando papà aveva 26 anni, per mantenere la famiglia faceva mille mestieri, si inventava mille cose pur di sfamarci, di darci un istruzione. Quando avevo circa 10 anni con l’arrivo del terzo figlio a 36 anni papà lasciò Sellia per partire verso il ricco nord, aveva capito che per darci un futuro un po’ più dignitoso non si poteva stare più nel paese. Tante cose cambiarono sia in meglio che in peggio, facciamo qualche esempio i miglioramenti furono un lavoro stabile redditizio e dignitoso  che quasi subito riuscì a trovare, la possibilità per noi figli di poter mirare alto sia a livello scolastico che lavorativo,il benessere, il mangiare e vestirsi bene. A tutto questo però come dicevo c’era il rovescio della medaglia, la totale perdita delle tue radici,del tuo dna verso una comunità che piano piano non riconoscevi più. Papà ne soffriva molto si riteneva un Selliese al 100% faceva di tutto per tener vive all’interno della famiglie le tradizioni i vari rituali sia religiosi che civili, così sino a pochi anni della sua morte facevamo la conserva del pomodoro “a sarza cu a freva” facevamo  delle provviste di maiale come sosizzi,suppressati ecc… appendendoli per asciugare nella cantina del palazzo accendendo una stufa a gas per farli asciugare.