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lunedì 31 ottobre 2011

Sellia presso la Consulta Giovanile dibattito sui pregiudizi verso i malati di Mente


Piccoli comuni Calabresi a forte rischio marginalità

Piccoli comuni a rischio marginalità
È quanto emerge da una ricerca di Legautonomie che sarà presentata il prossimo 31 ottobre a Catanzaro
Fornire elementi conoscitivi chiari ed aggiornati attraverso una mappatura delle realtà comunali minori che presentano indubbie debolezze di natura socio economica che ne limitano lo sviluppo: è l’obiettivo del report di ricerca su “Classificazione della marginalità dei piccoli comuni calabresi realizzato da Legautonomie Calabria. L’analisi sarà illustrata lunedì 31 ottobre, alle 10,30, a Catanzaro nella sala della Unione Regionale Bonifiche Calabria. “Lo studio, attraverso un metodo semplice, riproducibile e scientificamente fondato - è detto in un comunicato - realizza una prima classificazione della marginalità socioeconomica dei comuni calabresi con popolazione fino a 5.000 abitanti. Lo studio descrive con metodo analitico - l’unità di rilevazione é il singolo piccolo comune - la Calabria dei “piccoli” che rappresentano ancora una parte “minore” relativamente alla popolazione che vi risiede (circa 1/3 del totale), ma è quella chiamata a gestire il 67% del territorio regionale. Oggi i comuni con meno di 5.000 abitanti rappresentano il 79,5% delle amministrazioni comunali calabresi, 10 punti in più della media nazionale”. Il report è così strutturato: una prima parte che descrive in maniera sintetica la situazione complessiva dei comuni calabresi fino a 5.000 abitanti con particolare attenzione agli aspetti demografici; una seconda parte che illustra brevemente i presupposti metodologici dell’analisi; un terzo, e ultimo capitolo, che evidenzia i risultati delle classifiche ottenute con l’elenco di tutti i piccoli comuni calabresi e il relativo indice di marginalità. “Per ciascuna parte del rapporto - afferma il presidente di Legautonomie Calabria Mario Maiolo - viene fornita una lettura essenziale dei dati di base, anche attraverso una descrizione grafica e cartografica dei fenomeni maggiormente rappresentabili .

domenica 30 ottobre 2011

Per celebrare i 150° anniversario dell'Unità d'Italia appuntamento alle famose ferrovie di Mongiana luogo simbolo di quel sogno interrotto di rinascita del Sud


L’assessore regionale alla Cultura Mario Caligiuri
informa una nota dell’ufficio stampa della Giunta regionale -, nel ricordare il prossimo appuntamento per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, programmato dalla Regione alle Ferriere di Mongiana per il 29 ottobre, ha detto che “le celebrazioni del centocinquantenario dell'unità nazionale sono una straordinaria occasione per capire quello che è stato, per ricostruire il futuro del nostro grande Paese, prima potenza culturale mondiale. Le Ferriere di Mongiana - ha spiegato Caligiuri - sono un luogo simbolo del sogno interrotto dello sviluppo del Sud, poiché era un polo siderurgico del Regno di Napoli, al tempo il terzo Stato più industrializzato del mondo, dopo l'Inghilterra e la Francia, e il primo d'Italia. Infatti, com'è noto, la differenza economica tra Nord e Sud non esisteva al momento dell'Unità”. Per l’occasione, nei locali del Palazzo Comunale di Mongiana, verrà presentato il libro dello scrittore giornalista Giovanni Arpino “Le mille e una Italia” che pubblicò proprio nel 1960, a ridosso dei festeggiamenti per il centenario e che ricostruisce in modo acuto le vicende unitarie. Inoltre, si esibirà il gruppo di musica popolare dei “Marvanza” e sarà proiettato il film “Noi credevamo” di Mario Martone. Le iniziative promosse dall'assessorato regionale alla Cultura si stanno svolgendo in dieci città significative delle vicende risorgimentali. Sono stati incrociati intellettuali italiani autori di libri sull'evento e da differenti, e spesso opposti, punti vista con espressioni della cultura della Calabria di oggi: spettacolo, teatro, arte, musica. L’assessore Caligiuri dopo aver affermato che “con questi talenti la Calabria si presenta all'Italia”....

sabato 29 ottobre 2011

Simeri Crichi. Ritrovati i gioielli rubati alla statua di San Nicola

E’ proprio vero, a volte la realtà supera la fantasia. Una storia che sembra irreale ma che è accaduta a Simeri Crichi, paesino della provincia catanzarese e che è stata raccontata stamani nel corso di una conferenza stampa all’interno del comando provinciale dei carabinieri in Villa Trieste.
La conferenza stampa dei Carabinieri
Il fatto: C.A., un ragazzo di 18 anni residente proprio a Simeri Crichi,  aveva nei giorni scorsi forzato il portone della Chiesa del paese per rubarne l’oro. In un primo momento lo scasso non era riuscito e i segni del tentato furto sono rimasti sul portone della parrocchia di San Nicola che, per qualche tempo, non è stato riparato. Questo, evidentemente, ha indotto il ragazzo a riprovarci, forte del fatto che metà del suo lavoro era ormai stato fatto. Al secondo tentativo non ha sbagliato: forza definitivamente la serratura ed entra nella chiesa di San Nicola prelevando tutto quello che di oro luccica. Chiaro che gli oggetti religiosamente più importanti siano stati parte predominante della refurtiva. La denuncia immediata ai carabinieri ha fatto il resto. C.A. aveva lasciato diverse tracce sul luogo del reato: impronte delle scarpe e digitali hanno indirizzato da subito le indagini nella giusta direzione, anche perché il giovane era conosciuto alle forze dell’ordine per reati simili. Il ragazzo, dopo il furto, si è recato presso un negozio di vendita oro nel quartiere di S.Maria dove, con tanto di documento d’identità, ha venduto la refurtiva.  A quel punto......

Simeri Crichi la procura della Repubbica di Catanzaro ha chiesto il rinvio a giudizio su un uomo di 70 anni per tentata violenza sessuale e sequestro di persona su una donna al nono mese di gravidanza

Panoramica di Simeri Crichi CZ
Tentata violenza sessuale e sequestro di persona ai danni di una donna al nono mese di gravidanza: sono le ipotesi d'accusa che gravano su F. A. P. 70 anni, di Simeri Crichi (Catanzaro), per il quale la Procura della Repubblica di Catanzaro ha chiesto il rinvio a giudizio. L'udienza preliminare a carico dell'uomo e' iniziata oggi davanti al giudice Maria Rosaria Di Girolamo, che ha fra l'altro ammesso la costituzione di parte civile della parte offesa, rappresentata dall'avvocato Stefano Nimpo. Le discussioni della pubblica accusa e di tutti i legali - il difensore dell'indagato e' Antonella Canino - sono previste per il prossimo 27 ottobre. Le indagini a carico di Pollinzi, condotte dai carabinieri Di Taverna e dirette dal sostituto procuratore Simona Rossi, partirono a seguito della querela della donna oggetto delle violenze, avvenute il 25 febbraio 2009 a Simeri Crichi. Nella richiesta di rinvio a giudizio all'uomo e' contestata la tentata violenza sessuale perche' "con violenza e minaccia nei confronti della vittima, consistite nello spingerla con forza all'interno del magazzino annesso all'abitazione di residenza, e dopo aver ottenuto che denudasse, nel legarle mani e piedi, nonche' nel tapparle la bocca e coprirle gli occhi con del nastro adesivo, contestualmente minacciandola di morte, compiva atti idonei diretti in modo non equivoco a costringerla a subire atti sessuali, evento non verificatosi per cause indipendenti dalla sua volonta'". ....

venerdì 28 ottobre 2011

Grazie al bando del Ministero dell'ambiente sulle fonti di energia rinnovabili,il Parco Nazionale della Sila è risultato tra i vincitori

Pubblicato il bando di partecipazione a corsi di formazione gratuiti, finalizzati alla qualificazione professionale nel settore
Nell’ambito delle attività previste dal Bando del Ministero dell’Ambiente su fonti rinnovabili, risparmio energetico e mobilità sostenibile nelle aree protette, per il quale il Parco nazionale della Sila é risultato vincitore, il Consorzio per il lavoro e le Attività innovative e formative), su commissione dell’Ente silano, ha pubblicato il bando di partecipazione a corsi di formazione gratuiti, finalizzati alla qualificazione professionale nel settore delle fonti energetiche rinnovabili e della mobilità sostenibile. In particolare, saranno realizzati quattro corsi tra l’11 novembre e il 17 dicembre prossimi ognuno dei quali avrà una durata complessiva di 48 ore. Possono partecipare al bando dipendenti e funzionari di Uffici tecnici degli enti pubblici che ricadono nel territorio del Parco; dipendenti di Aree protette; giovani laureati in ingegneria, architettura, geologia, agronomia o in corsi di laurea equipollenti; liberi professionisti (ingegneri, architetti geologi, agronomi, geometri, periti agroforestali, periti industriali) e operatori del settore. Per ciascun corso saranno disponibili 35 posti e verrà data priorità ai residenti nei comuni ricadenti nel territorio del Parco della Sila. “Il nostro scopo - ha detto il presidente del Parco della Sila, Sonia Ferrari - è di raggiungere le finalità dello sviluppo e della diffusione delle fonti rinnovabili, che permettono il contenimento dei fenomeni di inquinamento ambientale nel territorio. L’emergenza climatica e il progressivo esaurimento delle fonti fossili è qualcosa a cui non possiamo restare indifferenti.

giovedì 27 ottobre 2011

Furto sacrilego nella chiesa di Simeri Crichi dove ignoti rubano gli oggetti d'oro dalla statua di San Nicola


Simeri Crichi Ignoti durante la notte tra lunedì e martedì rubano tutti i gioielli della statua di San Nicola

Secondo una prima sommaria ricostruzione del brutto gesto i malviventi  sono entrati in azione durante la notte di lunedì, agendo  in maniera veloce hanno dapprima forzato la porta della Chiesa poi una volta entrati  si sono subito diretti  verso la statua di San Nicola protettore del paese  facendo razzia dei vari gioielli ed oggetti in oro donati dai vari fedeli  in segno di riconoscenza o per grazia ricevuta da parte del Santo taumaturgico. A dare per primo l’allarme è stato Don Luigi Talarico giovane e dinamico parroco, il quale una volta scoperto l’accaduto ha sporto regolare denuncia verso ignoti recandosi nella  locale stazione dei Carabinieri i quali assieme ai colleghi della compagnia di Sellia Marina hanno subito avviato le indagini nella speranza di poter risalire all’identità degli ignoti autori del furto sacrilego  che ha destato molta incredulità e profonda impressione all’interno di tutta la comunità
Sullo sfondo la chiesa di Simeri Crichi

mercoledì 26 ottobre 2011

Addio Sellia.....io parto con la valigia ( Quarta parte)

Dopo la scomparsa di papà mia sorella la più grande mi raggiungerà  al nord.Intantto io avevo cambiato lavoro dopo il cameriere ora facevo manutenzione alle caldaie, avevo un po’ di tempo libero e lo dedicavo a studiare, mi ero messo in testa di recuperare tutti gli anni scolastici persi, così dopo la terza media arrivò anche il diploma da privatista come perito bella soddisfazione. Lavoravo e studiavo,studiavo e lavoravo. Mia sorella lavorava come domestica in una casa di facoltosi si era anche fidanzata con un pugliese e dopo un anno di fidanzamento si sposò,per l'occasione salirono mamma e la mia sorellina, era la loro prima volta fuori da Sellia il posto più lontano dove si erano recati  era stato  Catanzaro. Mia sorella avrà ben 4 figli: 3 maschietti e una femminuccia, e sempre stata un punto fermo, di riferimento, di aiuto per me che mai mi sono completamente adattato avendo malgrado tutte le varie soddisfazioni personali e lavorative  il pensiero  la mia voglia era sempre quella di ritornare a Sellia (... prima o poi). Dopo avermi diplomato si aprirono varie opportunità di lavoro, feci varie domande in vari enti fui presi anche con una certa facilità in un importante ente statale e li che conobbi mia moglie fu amore a prima vista aveva tutti i pregi tutti meno uno era una nordista, una polentona non soffriva, non sentiva certo la maliconia,la lontananza verso il proprio loco natio   certamente non gli mancava Sellia, invece a me tanto,tantissimo ogni giorno di più. Abbiamo avuto 2 figli un maschietto e una feminuccia ma nessuno dei due porta il nome dei miei genitori nomi troppo antichi, fuori moda io dopo una stenua resistenza ho ceduto.

martedì 25 ottobre 2011

La Corte d'appello di Catanzaro conferma la pena di 11 anni di carcere contro il papà "orco"

Corte appello conferma condanna contro padre “orco”


I racconti di una bambina, che ora ha 8 anni, che aveva riferito come il padre, in più di un occasione, ora in macchina ora in una stanza avesse abusato di lei non erano il frutto di invenzione. A sancirlo è stato la Corte d'appello di Catanzaro che ha confermato la condanna di primo grado a 11 anni di carcere per un architetto quarantunenne. A riportare la notizia è il quotidiano "Calabria Ora" nelle pagine di Catanzaro L'uomo in primo grado era stato riconosciuto colpevole e il pm Simona Rossi aveva chiesto una condanna a 13 anni di carcere. Il professionista calabrese fu condannato a 11 anni, e la sua difesa ricorse in appello, dove però la pena è stata confermata. Infatti, scrivono i giudice di secondo grado, "il racconto della bambina sarebbe un resoconto di chi l'abuso l'ha vissuto realmente, come del resto denotano anche le dimostrate conoscenze.....

lunedì 24 ottobre 2011

Si è tenuta a Botricello giovedi scorso il dibattito dal titolo " Unione dei comuni: il comprensorio" Presente anche il Sindaco di Sellia Davide Zicchinella

 
Confrontarsi su progetti e programmi di sviluppo per la crescita del territorio. Uno sviluppo che sarà possibile soprattutto se i comuni del comprensorio uniscono le proprie forze per realizzare l'Unione dei Comuni. È questo il filo conduttore del convegno organizzato dal Lions club di Cropani, Botricello, Sellia Marina, Medio Jonio in programma per giovedì 20 ottobre, alle 16,30, nella sala convegni "Francesco Fortugno" di via Rinascimento, a Botricello.
Un incontro per ragionare e discutere insieme sulla crescita del comprensorio, e che vedrà presenti tutti i sindaci dell'aria del Medio Jonio e della Presila Catanzarese: Giuseppe Costantini (Andali); Ivan Ciacci (Belcastro); Giovanni Camastra (Botricello); Mario Marchio (Cerva); Bruno Colosimo (Cropani); Santino Bubbo (Petronà); Davide Zicchinella (Sellia); Giuseppe Amelio (Sellia Marina); Vera Scalfaro (Sersale); Marcello Barberio (Simeri Crichi); Aldo Olivo (Soveria Simeri); Pietro Raimondo (Zagarise).
I lavori per il dibattito "Unione dei comuni: il futuro comprensorio" sono stati coordinati da Paolino Camastra, delegato del club Lions per i rapporti con gli Enti locali. Mentre per i saluti: Pietro Funaro, presidente del Lions club; il sindaco di Botricello, Giovanni Camastra; il presidente della fondazione Field, Domenico Barile, e il prefetto di Catanzaro, Antonio Reppucci.Hanno Intervenuto il presidente del Credito cooperativo centro Calabria, Giuseppe Spagnuolo e il responsabile del progetto....

domenica 23 ottobre 2011

L'Arcivescovo metropolita di "Catanzaro Squillace" monsignor Vincenzo Bertone ha fatto visita al Movimento Apostolico in occasione dell'inaugurazione del 33° anno della Catechesi

«Questa vostra realtà mi riempie il cuore di gioia»
così l’arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace, monsignor Vincenzo Bertolone, ha salutato paternamente lunedì scorso, nella chiesa Maria Madre della Chiesa, i fedeli, i presbiteri e la fondatrice ed ispiratrice del Movimento Apostolico, Maria Marino, in occasione dell’inaugurazione del 33. anno della catechesi che in quest’anno pastorale rifletterà sul tema: «Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà».
Un tema, letto in sintonia con il cammino pastorale diocesano e alla luce del Vangelo della domenica, al quale, come ha affermato anche l’arcivescovo Bertolone, occorre restituire la giusta credibilità e significatività, recuperando la dimensione escatologia della fede cristiana, dinanzi ad un’umanità segnata dal materialismo e dal consumismo, che spesso ignora le realtà ultime e definitive della morte, del giudizio, dell’inferno e del paradiso. A salutare il Presule è stato il teologo mons. Costantino Di Bruno, assistente ecclesiastico centrale del sodalizio . «La catechesi – ha detto monsignor Di Bruno – è azione ecclesiale. Riuniti attorno alla sua persona, Eccellenza, che è fondamento e principio visibile della nostra ecclesialità, ringraziamo il Signore e lo benediciamo, perché ci fa sua Chiesa, perché viviamo in essa come vere pietre vive, sante, al fine di attrarre ogni uomo a Gesù Signore. Nella fede noi sappiamo che il Vescovo è presenza di Cristo Gesù in mezzo al suo popolo, presenza di amore, verità, compassione, misericordia, desiderio di dare la vita per la salvezza del suo gregge».Monsignor Bertolone, nell’approfondire il tema già affrontato il 14 e il 15 ottobre scorso durante il convegno teologico-pastorale diocesano, ha ribadito come «ogni attimo è carico d’eterno» e «occorre riproporre una catechesi vera, ricca e profonda, che aiuti a rimuovere i dubbi e le incertezze, per rendere ragione alla speranza cristiana, ripercorrendo una pedagogia pastorale che miri a costruire esemplari di comunità cristiane capaci di incidere nella storia per comunicare la speranza, orientando lo sguardo a Cristo, pienezza di ogni speranza».Una formazione costante e permanente che da sempre caratterizza il cammino ecclesiale del Movimento Apostolico.......

sabato 22 ottobre 2011

Cosenza ragazzo di 37 anni si lancia dal ponte gridando il suo dolore per essere stato lasciato dalla moglie

Un ragazzo lo afferra ma lui si sfila la maglia e compie il suo proposito. L’urlo: «Mia moglie mi ha lasciato». Così è morto un 37enne di Montalto ...


Il suo amore lo aveva lasciato e lui non voleva più vivere senza di lei. Una motivazione che unita alla mancanza di lavoro, ha portato un uomo di 37 anni di Montalto Uffugo, V. S., a compiere il tragico gesto, togliersi la vita. Così nei giorni scorsi ha portato a termine il suo disegno di morte. Salito sul ponte di Celico, alle porte della città dei Bruzi sulla Ss 107 Silana-Crotonese, l’uomo, si è lanciato nel vuoto, sfuggendo anche alla presa di una delle persone che erano corse in suo soccorso. Con un estremo gesto, si è sfilato la maglia dalla quale era stato afferrato e si è lasciato cadere. Un volo tremendo, di un centinaio di metri, sotto gli occhi atterriti dei tanti automobilisti che, vista la scena, si erano fermati per cercare di intervenire. Il suicidio si è consumato attorno alle 13,15.
Poche le parole del giovane prima di lanciarsi: «Il mio amore mi ha lasciato, non voglio più vivere», dice ai soccorritori che hanno tentato di farlo desistere. Un ragazzo, che fa parte dell’Associazione di volontariato Amicizia e Solidarietà Presilana di Spezzano, riesce ad afferrarlo per la maglia che.....

giovedì 20 ottobre 2011

Wanda Ferro presidente della provincia di Catanzaro si piazza al secondo posto nella speciale classifica di gradimento

L’esponente del Pdl che guida l’Ente intermedio catanzarese si piazza seconda nella quindicesima edizione della ricerca Monitorprovincia
CATANZARO. La quindicesima edizione della ricerca Monitorprovincia, della società di ricerca Datamonitor (ex Fullresearch) sull’apprezzamento dei Presidenti di Provincia vede al vertice della classifica con 63,5% Luigi Sappa (Imperia, PDL) che, con una crescita di consensi del 3,3%, la più alta in questa edizione, balza al primo posto. Piazza d’onore per Wanda Ferro (Catanzaro, PDL) al 63,3%, con una crescita dello 0,9%. Scende al terzo posto Domenico Zinzi (Caserta, UDC) con il 63,1% (-0,5%). Appena fuori dal podio, al quarto posto con 62,5%, una new entry: Claudio Casadio, neo-presidente della Provincia di Ravenna, eletto a maggio 2011, il primo del PD a comparire in classifica. Monitorprovincia enumera i Presidenti di Provincia che hanno superato la soglia del 55% di gradimento del loro operato, calcolato sulla base di un giudizio espresso dai cittadini. In questa edizione sono 51, delle 110 province, i Presidenti che entrano nella “top 55%”, di cui 6 donne capitanate da Wanda Ferro - seconda in classifica. Nella sfida tra i due poli vince il centro-destra con 30 Presidenti, contro i 21 del centro-sinistra. Domina il Nord con 27 Presidenti, segue il Sud con 14, chiude il Centro con 10. Insieme a Wanda Ferro la Calabria è rappresentata da Gerardo Mario Oliviero, Presidente delle Provincia di Cosenza, che con il 60,3% si colloca al 15esimo posto. Nord e Centro-destra: il binomio funziona. Lo studio Monitorprovincia ha valutato inoltre il gradimento da parte dei cittadini dei servizi che le province forniscono. La classifica che ne è uscita ha un accento del Nord: al primo posto si conferma Verbano-Cusio-Ossola (Centro-destra) con 55,3%, nonostante una lieve flessione dello 0,4%. Al secondo posto Biella con il 55,1% (+0,1%), che supera Belluno (Centro-destra) al 54.9% (+0,7%) e Pordenone (Centro-destra) al 54,5% (+1,1%). Parma (Centro-sinistra) scende di due posizioni e si ferma al quinto posto con 54,3% (-0,8%). Nelle prime 20 posizioni della graduatoria per qualità dei servizi sono presenti solo province del Nord Italia, fatta eccezione per Siena all’ottavo posto con 53,9%, (-0.9%).

martedì 18 ottobre 2011

Addio Sellia.....io parto con la valigia (Terza parte)

U compari Micu iniziò ad avere fretta dobbiamo partire altrimenti perderemo il treno, non l’avesse mai detto mamma inizio a piangere ancora più forte, lacrime ed ancora lacrime.Abbraccio forte le mie due sorelline qualche lacrima che prontamente cerco di nascondere scende anche dai miei occhi,mamma mi stringe forte,fortissimo “ti arraccumannu appena arrivi vai subitu duva ziutà “Zio era partito  da un po’ di anni, era il pioniere di Sellia nel profondo nord; piano piano stava chiamando molti parenti chi nelle varie fabbriche chi nelle case di ricconi ecc.. io dovevo fare il cameriere ad un bar, un lavoro tanto per iniziare aspettando altre occasioni di lavoro non appena avrei fatto 18 anni. Mamma non mi molla deve intervenire papà “mo basta mancu si staverra partennu ppe a guerra, chissu sta stata e ccà de novu”si scherza  rispose mamma su “cotrarellu meu a Sellia nun ce vena chjù”…”si nnè va ppe sembra!
Ancora una volta mamma aveva ragione non scesi a Sellia per ben 4 anni, scendendo per la prima volta solo per la morte prematura di papà. Il mio papà! Grande uomo, "minuto" ma con una forza incredibile, si inventava di tutto pur di lavorare, non conosceva ne feste ne brutto tempo, quando qualcuno lo chiamava a giornata non diceva mai di no. Ma perché bisognava emigrare? Perché non si creavano le occasioni di lavoro,di crescita,di sviluppo anche in Calabria? Questa domanda la facevo spesso, la risposta degli anziani era sempre la stessa “Simu nasciuti intra na bella terra ma sfortunata, simu stati sembra sutta patruni prima ccu i Borbuni poi ccu i Francesi poi i Piemuntesi mo ccu i Milanesi”

lunedì 17 ottobre 2011

Senza Wikipedia il mondo sarebbe più ignorante?Oppure no se indovinate subito chi è il Nobel Transtromer?

T.Transtromer
STOCCOLMA – Il Premio Nobel per la Letteratura è stato assegnato al poeta svedese Tomas Transtromer. “Attraverso le sue immagini dense, limpide, offre un nuovo accesso alla realtà” è la motivazione diramata dall’Accademia Svedese. Un Nobel casalingo quindi, che però, come da tradizione verrà consegnato a Oslo, capitale norvegese. Il poeta e psicologo appena insignito del massimo riconoscimento letterario, ha sconfitto contendenti più noti e più volte accreditati per la vittoria finale. I competentissimi bookmaker inglesi davano per certa l’affermazione del poeta siriano Adonis, non esattamente una pop-star, coetaneo di Transtromer, ma più di lui molto più conosciuto nel mondo. Delusi, perché un’altra volta inseriti nella lista dei papabili avevano cominciato a farci la bocca, il giapponese Haruki Murakami (lui sì un best-seller internazionale), il coreano Chang-Rae Lee,  il rumeno Mircea Cartarescu, inserito nella lista degli outsider, come fu Herta Muller nel 2009, insieme al poeta indiano K. Satchidanandan. Perfino il menestrello Bob Dylan poteva sperare, mentre sembra che Philip Roth si sia messo l’anima in pace, visto che all’Accademia gudicano la letteratura americana, provinciale (è successo davvero). I nostri Eco, Camilleri, anche Saviano, un po’, con diversi gradi di intensità, ci speravano, anche perché erano quotati niente male.Oggi però è il giorno di gloria di Tomas Transtromer. A dover farsi perdonare la completa ignoranza della sua opera e della sua stessa esistenza, saranno in molti, a parte pochi specialisti. Transtromer è poeta vero, tradotto in 50 lingue, ma di certo non è, per dire, uno Stieg Larsson, e la sua raccolta più nota “Mörkseende” sarà difficile trovarla accanto a “Uomini che odiano le donne” negli scaffali delle librerie. Per una curiosa circostanza, la notizia dell’assegnazione del Nobel è coincisa con l’auto-oscuramento del sito di Wikipedia Italia, uno sciopero digitale contro il decreto intercettazioni voluto da Berlusconi che si avvia ad essere approvato. Wikipedia denuncia il rischio che la legge, giudicata liberticida, mini alla base la neutralità di Wikipedia. A prescindere dal merito della protesta, che in Italia coinvolge i partiti di opposizione, la cittadinanza, i blogger, la stampa in generale, i tre giorni di silenzio sul web, è stato vissuto come un tuffo nel passato. Quando per una ricerca di ogni tipo si doveva spulciare l’enciclopedia, o recarsi in una biblioteca pubblica o universitaria,

domenica 16 ottobre 2011

Il Papa potrebbe ritornare in Calabria il prossimo anno. Intanto vengono resi note i costi del viaggio del Papa a Lamezia


La memorabile Visita Pontificia del 9 ottobre scorso è già entrata a pieno diritto negli annali della storia della Calabria. La comunità ecclesiale ha vissuto con gioia questo incontro. La Diocesi lametina, per rispondere a coloro che desiderano conoscere le spese sostenute, presenta il bilancio economico del lungo cammino organizzativo, occorso per accogliere dignitosamente il Santo Padre. A spiegare, con chiarezza e precisione, i costi sostenuti dalla Chiesa locale è Mons. Tommaso Buccafurni, economo diocesano. “Non ci siamo pronunciati finora perché la nostra preoccupazione prioritaria era quella di accogliere dignitosamente il Sommo Pontefice; accoglienza che ha richiesto mesi di preparativi”. Mons. Buccafurni rimarca che prima di tutto è stato necessario ristrutturare l’Episcopio “edificio dove non si effettuavano lavori di riqualificazione da molti anni. Abbiamo provveduto a dotarlo dell’ascensore che non è servito solo in occasione della Visita Papale ma d’ora in avanti potrà essere utilizzato anche dalle persone disabili, le quali finora non potevano accedere al Palazzo Vescovile”. La Conferenza Episcopale Calabra ha deciso ''di chiedere al Santo Padre che ritorni in Calabria in occasione del centesimo anniversario della fondazione del Seminario Regionale San Pio X di Catanzaro e del cinquantesimo della proclamazione di San Francesco di Paola a Patrono della Calabria. E' stata preparata una lettera, che sara' inviata a lui fra giorni''. Nel Seminario Teologico Regionale di San Pio X, a Catanzaro, si e' svolta l'assemblea dei vescovi calabresi, sotto la presidenza di S. E. Rev.ma Mons. Vittorio Mondello, Arcivescovo Metropolita di Reggio Calabria - Bova. Presenti tutti i vescovi residenziali, compreso l'Amministratore diocesano di Cassano, mons. Francesco Oliva, e i vescovi emeriti Mons. Cantisani, Rimedio e Lupinacci. Nel corso dei lavori, in sostituzione di Mons. Ciliberti, fino al compimento del quinquennio, Mons. Salvatore Nunnari e' stato eletto Vice Presidente della CEC. Si e' preso atto della firma del Protocollo d'intesa tra la CEC e la Presidenza della Giunta Regionale per la valorizzazione dei beni culturali di proprieta' ecclesiastica. E' stato approvato il bilancio consuntivo e preventivo del Seminario San Pio X, discutendo anche dell'opportunita' di alienare l'immobile ove esso e' costituito o restaurarlo. Discusso e approvato anche il bilancio consuntivo preventivo dell'Istituto Teologico Calabro. I  vescovi hanno incoraggiato la costituzione di un Centro Studi sulla Dottrina sociale della Chiesa, da armonizzarsi con il costituendo Forum di docenti universitari cattolici in Calabria. Si e' deciso di procedere, nella Chiesa delle Visitandine a Reggio Calabria, alla consacrazione della Calabria al Sacro Cuore di Gesu' durante la riunione CEC del prossimo mese di febbraio.

L’economo della Curia sottolinea inoltre che attualmente la Regione Calabria non ha ancora dato nulla dei fondi promessi; con una comunicazione ufficiale il Dipartimento 2 della Presidenza della Giunta regionale ha fatto sapere alla Diocesi che il governo calabrese “nella seduta del 16 settembre 2011 ha concesso alla Curia lamwetina, per la Visita del Santo Padre in
Calabria, un contributo di 230 mila euro”. Sempre nella stessa comunicazione viene precisato che “ per l’anno 2011 venga erogata solo un’anticipazione pari al 30% dell’intero contributo, rinviando la liquidazione della restante parte all’anno 2012”. Per quanto riguarda l’Amministrazione provinciale di Catanzaro è stata concessa una compartecipazione alle spese di 100 mila euro; un documento ufficiale dell’ente intermedio spiega che “alla liquidazione della suddetta somma si provvederà con successivo atto amministrativo previa presentazione di relazione descrittiva dell’avvenuta Visita”. L’Amministrazione provinciale ha già anticipato il 50% della somma, per cui la Curia ha ricevuto 50 mila euro. 

sabato 15 ottobre 2011

Sequestrata la discarica di Alli Catanzaro per disastro ambientale


Il tutto avveniva sia di giorno che di notte per almeno cinque giorni a settimana. La sostanza inquinante finiva nel mare Ionio. Nell’impianto, inoltre, venivano conferiti rifiuti di ogni genere senza alcun controllo. Indagate tre persone
Il percolato della discarica di rifiuti di Alli di Catanzaro veniva scaricato direttamente nell’omonimo fiume, a un chilometro di distanza dal mare, dalla società Enertech, che gestisce l’impianto di smaltimento rifiuti del capoluogo calabrese. Il tutto con un meccanismo consolidato nel tempo e attivato di giorno e di notte, per almeno cinque giorni a settimana, con un conseguente danno ambientale incalcolabile. È maturato in questo contesto il sequestro della discarica e dell’impianto di smaltimento dei rifiuti di Alli, avvenuto ieri mattina al termine di un’indagine dei carabinieri del Noe del capoluogo calabrese, coordinati dalla Procura della Repubblica con il sostituto Carlo Villani e il procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli. Tre le persone indagate: Stefano Gavioli, 54 anni, in qualità di amministratore della società “Enertech” residente a Treviso; Loris Zerbin, 50, direttore tecnico della società che gestisce l’impianto e residente a Campolongo Maggiore, in provincia di Venezia; Antonio Garrubba, 46, tecnico della stessa società e residente a Isola Capo Rizzuto, in provincia di Crotone. Secondo le ipotesi accusatorie, la società non avrebbe messo in atto alcuna attività di quelle previste per lo smaltimento dei rifiuti, ammassando nella discarica tutto ciò che arrivava a bordo dei camion provenienti dai comuni della provincia di Catanzaro o da altre località della regione. Nel tempo, questo avrebbe portato ad una produzione ingente di percolato, con la vasca di accumulo che si sarebbe presto saturata. Al punto da evidenziarsi lesioni alla struttura e il rischio che la stessa potesse cedere, riversando un milione di metri cubi di percolato nell’ambiente. Una condizione che, come risulta anche dalle intercettazione nei confronti degli indagati, era ben nota ai tre componenti della “Enertech”. I quali, avrebbero deciso di scaricare nel fiume e, quindi, in mare, parte del percolato, con un’azione che avveniva cinque giorni a settimana, anche e soprattutto di notte. Sono stati i carabinieri del Noe, con l’ausilio dei militari dell’Arma della stazione di Santa Maria di Catanzaro, a scoprire tutto, partendo da alcune verifiche e riscontrando anche le denunce, tra le quali quelle presentate da un ex presidente di Circoscrizione del Comune di Catanzaro. Nel corso della conferenza stampa che si è svolta nel Comando provinciale dell’Arma dei Carabinieri, il procuratore Vincenzo Antonio Lombardo ha sottolineato che “la società veniva pagata secondo capitolato, ma gli obblighi assunti venivano totalmente elusi. Con la nomina di un custode bisognerà 
ora gestire meglio la discarica, anche se non sarà facile. Ecco perchè il mare è inquinato, con la discarica che non è mai stata a norma, con una gestione che non si è adeguata all’evoluzione normativa”. Una condizione di assoluto pericolo evidenziata anche dal procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli: “Di fronte a questa situazione di straordinaria gravità - ha detto - il letto del fiume si alzava di diversi centimetri per cinque giorni a settimana, con il punto di scarico del percolato che avveniva a un chilometro di distanza dal mare. In particolare, negli anni 2008, 2009 e 2010 abbiamo potuto constatare che non è stato realizzato nessun controllo sull’impianto, nemmeno rispetto al possibile arrivo di rifiuti radioattivi, e la discarica operava in condizioni assolutamente fuori norma”. Nessun rispetto delle regole, dunque, al punto che “il consulente incaricato - ha detto Borrelli - ha equiparato il numero di violazioni riscontrate ad un’attività compiuta senza autorizzazione”. Il gip Abigail Mellace, nell’accogliere il provvedimento della Procura, ha richiamato il “carattere sistematico, reiterato, sfrontato delle gravi condotte criminose che, senza alcuna esagerazione, hanno provocato nel tempo un danno ambientale di eccezionale gravità”. Il comandante del Reparto operativo provinciale dell’Arma, il tenente colonnello Giorgio Naselli, ha evidenziatola consapevolezza degli indagati, per come emerso dalle intercettazioni, in riferimento a quanto avveniva nell’impianto di Alli. È stato spiegato, comunque, non ci saranno ripercussioni e la discarica continuerà a funzionare per evitare problemi nel conferimento dei rifiuti. Intanto il fascicolo delle indagini che hanno portato al sequestro sarà consegnato al presidente della Commissione parlamentare per il controllo sul ciclo dei rifiuti. Lo ha detto il procuratore Vincenzo Antonio Lombardo. Lombardo ha spiegato che consegnerà il fascicolo “in quanto - ha detto - contiene aspetti importanti sulla gestione di una discarica”. Il riferimento è al fatto che, anche grazie alle intercettazioni e alle telecamere posizionate nella struttura, è stato possibile appurare che i rifiuti non venivano affatto trattati, ma finivano nella discarica così come arrivavano dai comuni che conferivano ad Alli.

venerdì 14 ottobre 2011

Scossa sismica nella provincia di Catanzaro

CATANZARO - Una scossa sismica di magnitudo 3.7 è stata registrata in provincia di Catanzaro alle 19.30. Le località prossime all'epicentro sono i comuni di Jacurso, San Pietro a Maida e Maida. La scossa è stata avvertita dalla popolazione. Secondo le verifiche effettuate dalla Sala Situazione Italia della Protezione Civile non risultano danni a persone o cose.

E gli angeli non volarono più sopra il cielo di Sellia


E gli angeli volarono via sopra il cielo di Sellia
L’innumerevole patrimonio religioso che Sellia aveva grazie alla presenza durante i secoli di ben 5 chiese e di un convento ai nostri giorni ne rimane ben poca cosa razziata alla meno peggio oppure mal custodita arrivando sino ad oggi dove ancora l’incuria e spesso anche il scarso riconoscimento del valore sia storico che culturale rischiano di scomparirne ancora. Notiamo la precaria conservazione di cimeli che andrebbero ben custoditi catalogati, valorizzati. Sicuramente ritorneremo su quest’argomento ma in questo articolo vi vorrei parlare dei tanti,tantissimi angioletti che erano conservati sia nella Chiesa madre che in quella del Rosario. Ad inizio degli anni novanta la chiesa madre fu chiusa per un importante restauro con un finanziamento che superava il miliardo delle vecchie lire. Le statue furono portate nella chiesa del Rosario mentre varia oggettistica Sacra più molti angioletti furono dati a molte famiglie senza che nessuno si prendesse la briga di fare un inventario di tali reperti, la mancanza poi di un sacerdote stabile che avesse a cuore la conservazione dei tanti reperti storici portò ad una vera confusione, chiunque poteva accedere nella sacrestia portandosi via ciò che voleva con la promessa che una volta finiti i lavori il tutto sarebbe stato riportato. Ma per vari motivi non tutti sentirono questo dovere e così dopo che la chiesa fu riaperta ufficialmente al culto erano tante  le cose che mancavano, giusto per citarne una a caso i due parati quello rosso di festa e quello nero per i lutti che adornavano in maniera suggestiva la Chiesa che fine fecero? Alcuni dicevano che erano stati buttati perché un po’ tarlati,altri che erano stati dati in cambio di nuovi parati, altri ancora erano sicuri che si trovano  presso una famiglia che li stava mettendo a nuovo…. Mai più visti. Ma ritorniamo agli Angioletti   non tutti fecero di nuovo ritorno nella loro collocazione originale, ma come capire quanti esattamente erano e soprattutto chi erano le famiglie che  ancora non l’avevano consegnato? Impossibile  scoprirlo. A distanza di alcuni anni mi ritrovai presso l’abitazione di una famiglia e notai sistemato su un comò un bel angioletto, lo riconobbi subito (i tanti anni da chierichetto ed la mia curiosità verso le varie opere sacre) mi davano la certezza che quel angioletto era uno dei tanti che venivano posizionati ai due lati della statua dell’Immacolata, dissi  alla signora da dove arrivava l’angioletto? Mi rispose senza esitazione che l’aveva comprato la buonanima del suo marito a Catanzaro. Io facendo un sorrisino sarcastico

giovedì 13 ottobre 2011

Una storia incredibile Una mamma deve fotografare ogni momento vissuto assieme al proprio figlio perchè causa una malattia il giono dopo non ricorda più niente

Dover fotografare ogni singolo momento di vita con il proprio bambino per potersi ricordare quello che si è fatto insieme. 
appuntare con chi si è parlato al telefono, le commissioni che sono già state fatte, per non ripeterle o richiamare persone già sentite. E’ la quotidianità di Katie Booth, inglese di 34 anni.
Quando era incinta del suo Elliot, due anni fa, Katie è stata colpita da un aneurisma cerebrale che ha come paralizzato la parte del suo cervello dedita alla memoria a breve termine. Da allora è iniziato un calvario fatto di fotografie e post it. Ogni sera, dopo aver messo a letto il piccolo Elliot, Katie si ripassa le decine e decine di foto fatte durante la giornata. In questo modo “ripassa” quello che ha fatto quel giorno, ormai dimenticato.
Tutto è cominciato una sera di tre anni prima. Katie era al quarto mese di gravidanza. Ad un certo punto ha avvertito una fortissima emicrania. Quando il compagno, Jonathan Roberts, anche lui di 34 anni, è tornato a casa, l’ha aiutata a mettersi a letto e le ha dato un panno caldo da mettere sulla fronte per cercare di calmare il dolore. Ma non è servito a nulla. Katie ha cominciato a vomitare, a gridare dal male. Fino a che non ha perso conoscenza. Jonhatan l’ha portata in ospedale, dove i medici le hanno diagnosticato un aneurisma cerebrale, aggravato dalla gravidanza che aveva premuto sulla vena, provocando un’emorragia. Se fosse passato un po’ più di tempo per Katie sarebbe potuta essere la fine. Dopo un’operazione di dieci ore e quattro mesi in ospedale, Katie è potuta tornare a casa.
Nel luglio del 2008 Katie ha partorito Elliot con un cesareo. Rimase in ospedale per un settimana dopo il

mercoledì 12 ottobre 2011

Ponte dello stretto di Messina i pro e i contro di un opera costosissima

Nonostante la contrazione economica, che stritola l’Occidente in una crisi più lancinante di quella del ’29, il crollo dell’occupazione, le violente oscillazioni delle borse e la cupa prospettiva “di due o più anni di ristagno economico globale”, i pontisti non arretrano di un millimetro. Tengono strette le loro convinzioni (che il prof. Bruno Sergi espone , con cognizione di causa) e s’entusiasmano all’idea che la campata unica di 3300 metri per l’attraversamento stabile delle “epiche sponde”, sbriciolerà il primato del ponte di Akashi Kaikyo in Giappone di soli 1991 metri. Noncuranti, peraltro, della messa in discussione di uno dei principali atout del ponte: l’essere il terminale del corridoio “Berlino-Palermo”. Corridoio però cancellato, salvo ripensamenti, dall’Unione europea. Infatti, nella proposta di bilancio “Europa 2020” inviata dalla Commissione Ue il 29 giugno all’Europarlamento, la geografia delle grandi infrastrutture è stata sobillata. E nelle priorità infrastrutturali, all’ex vecchio Corridoio 1 “Berlino-Palermo” subentra il nuovo Corridoio 5 “Helsinki- La Valletta”, che a Napoli vira verso Bari, salta la Calabria e la Sicilia e rende superfluo il Ponte. I pontisti hanno, naturalmente, tante frecce nella faretra, per spiegare che l’infrastruttura è “l’occasione del Sud”; benché quando il Governo e le grandi imprese ricorrono ad espressioni così altisonanti, al Mezzogiorno dovrebbe venire l’orticaria. D’altronde appare esagerato il dilemma, ventilato dagli oppositore, secondo cui il Ponte addirittura è alternativo allo sviluppo del Sud. In sintesi, per chi lo considera imprescindibile, il Ponte porterà benefici indiretti legati al turismo, alla mobilità ed all’ampliamento dell’occupazione. Ed a supporto di siffatte tesi, si sottolinea che il Ponte non incide sulle finanze pubbliche, oltre ad essere una priorità di politica economica. Questa panoplia di punti di forza ( confutati dal prof. Domenico Marino) fa impallidire il più ostinato dei detrattori di un’infrastruttura su cui si disputa dai tempi dei romani. Stupisce, in ogni modo, l’indifferenza con cui si procede nell’iter realizzativo del Ponte (per cui finora sono stati spesi all’incirca 500 milioni di euro) nonostante il sisma e lo tsunami alto dieci metri che hanno sconvolto l’11 marzo scorso il Giappone: la seconda potenza economica e tecnologica del mondo. Quella tragedia non ha incrinato la determinazione a costruire, tra la Calabria e la Sicilia, regioni appollaiate su un’area sismica dove nel 1908 un terremoto di magnitudo 7.2 ha provocato 100mila morti, quella che per alcuni sarà l’ottava meraviglia del pianeta ( quantunque la definizione sia improvvida, vista la fine che hanno fatto le altre sette) e per altri, viceversa, un’opera che avrebbe l’unico merito di collegare due deserti. Sembra cancellato dalla memoria quel 28 dicembre di poco più di un secolo addietro e dimenticati i versi della poetessa lombarda Ada Negri, che esortava a prestare soccorso: “Fratelli in Cristo/ destatevi dal sonno/ andate a soccorrere con leve e pale/ con pane e vesti. Nelle lontane terre dell’arsa Calabria crollano ponti e città/i fiumi arretrano il corso/sotto case travolte le creature sepolte vivono ancora/chissà. Batte la campana a stormo. Pietà fratelli, pietà”. I termini della vexata quaestio sono noti. Si sa chi il Ponte lo vuole e chi lo aborre. Ma se il confronto, da cui è necessario espungere le visioni apocalittiche, tra sostenitori e detrattori, su un’opera che ha avvinto persino zio Paperone ( in un numero di Topolino il simpatico spilorcio lo costruisce per far soldi, ma poi glielo portano via con dei palloncini) e di cui si discute da quando il console Lucio Cecilio Metello intendeva far passare i 140 elefanti sottratti al generale cartaginese Asdrubale, non può che far bene alla discussione, restano tuttora senza risposta alcuni precisi interrogativi. Ad incominciare (punto primo) da chi dovrà erogare materialmente i capitali necessari (da 6. 3 a 8.5 miliardi di euro)

martedì 11 ottobre 2011

Addio Sellia......io parto con la valigia (Seconda parte )


Eccomi sono pronto! La macchina du compari micu e pronta mi porterà sino a Catanzaro Sala, papà sistemò per l’ennesima volta per benino le due valigie raccimolate chissà da chi, (le quali  non erano di cartone),chiuse ermeticamente con tanto di spago neppure io sapevo cosa custodissero al suo interno perché l’unico vestito l’avevo addosso e l’unico paio di scarpe che proprio stamattina ero andato a prendere “duva u scarparu erano ai miei piedi. Prima durante la settimana mi ero fatto un giro dai vari parenti,amici,cumpari ecc.. tutti dispiaciuti ma consapevoli che era la cosa più giusta da fare, non ero il primo e purtroppo non sarei stato l’ultimo, il giro che era cominciato si da circa una settimana ma sicuramente alla fine mi sarei dimenticato di qualcuno. Ogni parente,cumpari ecc.. dopo i vari dispiaceri di rito seguiti da alcune lacrime mi regalavano qualcosa da mangiare durante il lungo viaggio (addirittura qualche parente insinuava che tale viaggio sarebbe durato anche per alcune settimane "Milanu è luntanu,si trova a natru munnu.” Avevo raccolto di tutto da “suppresata ,formaggiu,vinu,olivi ammaccati,ficu tosti,nuci ecc..” addirittura alcune fettine di logna perché secondo alcuni durante questo lunghissimo viaggio ogni tanto ci fermavamo così scendendo dal treno si sarebbe potuto accendere il fuoco per cucinare  “na bella fettina e logna”  cucinata per  bene con le  brace.Tra  le tante cose  strane da mangiare durante il viaggio quella più incredibile fu quello di una parente che mi regalò  “nu buccacciu ccu u sangu e porcu frischu, a Milanu duva l’averra trovatu?” Di tutto questo ben di Dio mi portai solo pochissime cose, la nostra dispensa finalmente sorrideva era strapiena di roba, si sarebbe potuto mangiare tranquillamente per settimane.
 Autore: sellia racconta. Si prega di inserire il link a chi ne fa uso (anche in modo parziale) con esplicito riferimento della fonte

lunedì 10 ottobre 2011

Con l'arrivo dei primi freddi arrivano puntualmente i primi malanni. Quest'anno si stima che colpirà circa 20-30 milioni di Italiani, in Calabria ben l'80%

     
 

Le temperature iniziano ad abbassarsi e sono in arrivo i primi malanni invernali 
si stima che quest’anno ne saranno colpiti circa 20-30 milioni di italiani. Secondo una recente indagine svolta su un campione di 1000 persone fra i 25 e i 64 anni, l’85% degli abitanti del Sud Italia compresa la Calabria, è stato colpito da un malanno di stagione nell’ultimo anno. Oltre il 70% degli abitanti del Sud Italia si ammala a causa degli balzi di temperatura e colpi di freddo (oltre il 60%). Al primo posto il raffreddore, malanno comune per l’85% dei calabresi - che può ripetersi anche 2-3 volte nel corso dell’anno - seguito da mal di gola (80%), tosse (71%) e influenza (62%) che colpiscono maggiormente gli abitanti del Sud rispetto a quelli del Nord Italia. Quando si decide di affrontare il malanno, l’automedicazione è la prima opzione per circa il 63% degli abitanti della Calabria che rispetto agli abitanti delle regioni del Nord iniziano la cura quando i sintomi sono già evidenti (62% contro 55%). Sia l’influenza, sia le infezioni delle vie respiratorie possono infatti essere trattate con i farmaci di automedicazione sintomatici che alleviano, cioè, i sintomi (sciroppi contro la tosse, spray nasali, ecc.) Proprio per questo le Farmacie sono un punto di riferimento al quale il 90% degli abitanti del Sud Italia compresa la Calabria si rivolge per raccontare i propri i disturbi e ricevere un consiglio sui rimedi da utilizzare. E sono proprio le farmacie protagoniste dell’iniziativa “Farmacia Sapere&Salute”, promossa con il contributo di Bayer: per tutto il mese di ottobre recandosi nelle 3 farmacie coinvolte a Catanzaro e provincia nell’iniziativa “Farmacie Sapere&Salute” sarà possibile trovare materiale informativo e Farmacisti a disposizione per suggerimenti personalizzati e informazioni precise su come meglio affrontare tosse, mal di gola e raffreddore. Quasi il 60% degli intervistati tende però trascurare i sintomi - che spesso si presentano insieme - ed agire solo quando questi diventano molto evidenti e non ce la si fa più a sopportarli o, ancora, quando non ci si può più “permettere” di stare male. Una situazione quest’ultima che le donne dichiarano di vivere molto più degli uomini (60% vs. 55%) a causa del doppio ruolo che le vede impegnate in famiglia e sul lavoro. Diverso l’atteggiamento degli uomini, che tendono invece ad “imbottirsi” di medicinali per evitare la noia di dover rimanere in casa (36%). “Mal di gola e tosse sono sintomi delle infezioni
delle vie respiratorie” afferma il prof. Aurelio Sessa Medico di medicina generale,

domenica 9 ottobre 2011

Oggi il Papa sarà a lamezia Terme (Catanzaro) nel pomeriggio alla Certosa di Serra San Bruno

Benedetto XVI visiterà per la prima volta la Calabria e in dodici ore affronterà - esortando a un rilancio - entrambe le dimensioni della vita cristiana: quella orizzontale dell’impegno sociale (e politico) di cui parlerà in occasione della messa del 9 mattina con tutti i vescovi della Calabria nell’area ex Sir di Lamezia Terme, e quella verticale della centralità della preghiera, testimoniata nel territorio calabrese dalla Certosa di Serra San Bruno dove si fermerà in preghiera nel pomeriggio. A due anni esatti dall’appello pronunciato a Cagliari per un nuovo protagonismo dei cattolici italiani in campo sociale, politico e economico, e a due settimane dalla prolusione del cardinale Angelo Bagnasco che il 26 settembre, aprendo i lavori del parlamentino Cei, ha esortato di fatto a dare una forma concreta a questo protagonismo, Papa Ratzinger avrà l’occasione per chiarire limiti e portata di quel suo appello, reso più urgente dall’incancrenirsi della situazione del Paese. Proprio in Calabria, nella Settimana Sociale che si è tenuta un anno fa a Reggio, erano state gettate le basi per questa svolta, anticipata poi dallo stesso Bagnasco nell’omelia tenuta al Congresso Eucaristico Nazionale di Ancona, quando aveva evocato la necessità di una rinnovata unità dei cattolici sui valori non negoziabili. Benedetto XVI - che prima del viaggio in Germania aveva incontrato Bagnasco e preso visione della bozza della prolusione - nel messaggio indirizzato giovedì 20 al presidente della Repubblica Napolitano aveva auspicato un “rinnovamento morale” del nostro Paese e a Lamezia potrebbe ratificare dunque nel modo più autorevole quella che appare la nuova linea della Cei, che il Servizio Informazione Religiosa della Cei ha riassunto definendo quella presente “l’ora di una proposta politica” dei cattolici. Sulle parole del Papa, i cattolici italiani potranno poi riflettere nel seminario - promosso dal coordinamento Retinopera e dal Forum delle associazioni di ispirazione cristiana - che il cardinale Bagnasco aprirà il 17 ottobre a Todi. Ma il palco di 46 metri su cui poggerà l’altare papale non sarà una ribalta politica: il Papa intende spronare a un impegno che prima di tutto affronti i problemi del Sud. In un messaggio della scorsa settimana ai vescovi calabresi, ha rilevato quanto sia “difficile” la condizione dei giovani, a causa di “problemi diffusi, quali la mancanza di lavoro, una religiosità a volte poco personalizzata con conseguente scissione tra fede e vita, il secolarismo dilagante, la criminalità organizzata”. E ha indicato come risorse positive delle giovani generazioni i “forti legami familiari e attaccamento alla loro terra, alla sua storia e tradizioni religiose; sincerità e fedeltà nei rapporti interpersonali; generosità nel servizio e nella condivisione con il prossimo e impegno nel contrastare la cultura mafiosa”. Monsignor Luigi Cantafora, vescovo di Lamezia, ha ricordato alla Radio Vaticana come il Pontefice sia preoccupato per i problemi dei giovani calabresi, molti dei quali sono costretti a emigrare per mancanza di lavoro. E ha espresso la “speranza” che la visita “diventi realmente una primavera, quella primavera che questi giovani attendono, affinché possano rimanere in questa terra”. E il vescovo di Catanzaro, padre Vincenzo Bertolone, ha posto l’accento sul “momento storico e sociale particolarmente delicato” e sulle ricadute in Calabria “di una crisi economica che si traduce in una mancata crescita dal punto di vista culturale e sociale”, augurandosi che la presenza del Papa possa suscitare “una scintilla di speranza”. Al termine della messa, il Pontefice pranzerà con i vescovi della Calabria nell’Episcopio di Lamezia, dove poi intorno alle 16,30 saluterà gli organizzatori della visita pastorale. Poco dopo partirà in elicottero dallo stadio di Lamezia per Serra San Bruno,

sabato 8 ottobre 2011

Per le università del sud il governo delibera un miliardo di euro, ma per la Calabria solo poche briciole

Un miliardo di euro per le università del Sud
alla Calabria solo il 6,4 per cento del totale. L'annuncio di un piano di interventi straordinari a favore degli atenei del Mezzogiorno, che rappresenta una “costola” del Piano per il Sud varato dal Governo, è arrivato dal ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini e dal titolare del dicastero dei Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto, al termine di un'apposita riunione del Comitato interministeriale per la programmazione economica.
In realtà, quella che in assoluto è certamente una buona notizia per il mondo accademico delle regioni meridionali, rischia di diventare l'ennesima riprova della debolezza e della marginalità della Calabria. A dimostrarlo è la crudezza dei numeri: alle nostre università vanno infatti 64 milioni di euro. Che non sono bruscolini, ma che certo finiscono per apparire briciole, se rapportate ad uno stanziamento che complessivamente ammonta a un miliardo e 14 milioni: 864 di risorse del Piano per il Sud e 150 per la creazione tre poli integrati di ricerca, alta formazione e innovazione.
A dominare la scena, nella ripartizione dei fondi, sono la Puglia (315 milioni) e la Sardegna (301 milioni): a ciascuna di queste va cinque volte ciò che è stato destinato alla Calabria, a cui è stata riservata la penultima “fetta”, essendo la quota per la nostra regione superiore solo a quella della Basilicata (22 milioni). E se il governatore Giuseppe Scopelliti sente di dover

venerdì 7 ottobre 2011

Addio Sellia.....io parto con la valigia (Prima parte )

Era il mese di Maggio.
Mese insolito per scendere a Sellia, di norma scendevo sempre verso la fine di luglio. Erano esattamente 40 anni che non vedevo Sellia durante il mese di Maggio. Ma questo mio viaggio non era di piacere proprio stamattina avevo ricevuto la notizia, la brutta notizia da parte di mia sorella mamma era morta, si era serenamente spenta all’età di 86 anni accudita da mia sorella,la più piccola quella che era rimasta a Sellia. Quanti ricordi, quanto bene mi ha voluto mamma, un bene speciale che solo una mamma ti può dare. Mentre compio il viaggio mi passa per la mente come le sequenze di un film un po’ scolorito,forse in bianco e nero ma tutto anche i particolari sono nella mia mente,nel mio cuore. Eccomi a quindici anni pronto per partire verso la Lombardia andavo via per sempre da Sellia,avevo quindi anni ancora da compiere, mamma era da una settimana che piangeva ogni volta che mi vedeva mi abbracciava forte e si metteva a piangere. Quella mattina si era alzata piangendo o forse non si era coricata per niente, Ecco papà sfortunato( morirà pochi anni dopo la mia partenza per una brutta malattia) mi sta aggiustando la cintura dei pantaloni facendo un nuovo buco( era la sua cintura) .Uomo di poche parole  non esternava mai i suoi sentimenti ma si notava lontano un chilometro che avrebbe voluto piangere anche lui, certo non come mamma, ma “na bella cjanciuta” lo avrebbe fatto stare meglio, ma lui era un uomo.......

giovedì 6 ottobre 2011

Storia origini tradizioni di Belcastro




Belcastro ha radici lontanissime, risalenti alla Magnagrecia. è la città natale di S. Tommaso d’Aquino e Giuseppe Poerio. è stato un feudo medievale e una sede vescovile.
 Belcastro,  si estende dal versante sud-orientale della Sila Piccola al Mare Jonio tra i comuni di Andali, Cerva, Petronà, Mesoraca, Marcedusa, Botricello e Cutro, sorge su di uno sperone boscoso del fianco sinistro del fiume Nàsari, prima che questo affluisca nel fiume Crocchio, la cui grande e rigogliosa vallata trovasi al margine ovest del Marchesato. La Marina, posta tra Botricello e il fiume Tacina, si affaccia non contaminata sullo Jonio.  Belcastro si raggiunge facilmente seguendo la SS.106 jonica, che da Catanzaro Lido muove verso Crotone, svoltando per la SP.5 non appena arrivati a Botricello (Bivio Botro).

Le sue origini si perdono nel Neolitico (4000 a.c.). Fonti accreditate la collegano con la magnogreca Koni, fondata nel VII sec. a,c, da Filottete, legendario eroe troiano, al pari di Crimissa e Petelia. Fu alleata di Roma contro Cartaginesi, Sanniti, Etruschi, Fenici ed Italici per difendere i suoi commerci nel Mediterraneo orientale, fino a diventare con il passare del tempo vero e proprio presidio romano sul versante jonico dell'Italia Meridionale.
Divenne sotto Bisanzio Paleocastrum  (vecchio castello) e il Patriarca di Costantinopoli nel VIII secolo vi insediò la Sede Vescovile. Il nome Geneocastrum, datole dai Longobardi che aiutarono i Bizantini a scacciare i Saraceni dal vecchio castello sul finire del primo millennio (934 d.c.), deriva probabilmente dal fatto che venne edificato un nuovo ed imponente castello sulla rocca prospiciente il vecchio, già distrutto dalla guerra, proprio laddove sorgeva un antico tempio romano dedicato al Genio di Castore e Polluce, assai venerati dalla gente, specie dalla dama regnante e donne del luogo (Gynecocastrum).
Poco si sa del periodo che precede il Medioevo. Certo è che molta fu l'influenza di Roma prima e Bisanzio dopo, che senza alcun dubbio lasciarono segni indelebili sul costume e sulle strutture del luogo.
Con l’avvento dei Normanni e il successivo legame di costoro con i Longobardi di Capua e di Salerno, i d’Aquino vi si insediarono quali feudatari, portando a compimento la costruzione del Castello e della Cattedrale di San Michele Arcangelo. Atenolfo, principe longobardo di Capua e capostipite dei d'Aquino, che già contavano numerosi possedimenti nel Meridione, dal Lazio alla Calabria, fu il primo Conte di Geneocastren già nei primi anni del XII sec., titolo che venne temporaneamente loro tolto soltanto nella prima metà del XIII sec. da Federico II per ragioni politiche e poi ridato insieme ai beni confiscati.
Nell’ottobre del 1226, da Landolfo d'Aquino, signore di Belcastro e di Loreto, e da Teodora Caracciolo (Loritello), figlia del conte di Teate e  principessa di Barbaro, che erano in Città per motivi politici (in incognito) e commerciali (per perfezionare l’acquisto del feudo di Botro), nacque Tommaso d’Aquino, destinato a diventare il  più  santo dei Dotti  e  il più  dotto  dei Santi. Altre città rivendicano questo vanto, ma nessuna è in grado di dimostrarlo come Belcastro. A battezzarlo fu  Bernardo, vescovo  di Geniocastro, che di  sicuro  nel 1221 prese parte alla consacrazione della Cattedrale di Cosenza, e madrina fu la nobildonna del luogo Eleonora Staffa.

mercoledì 5 ottobre 2011

Programma ufficiale del gemellaggio tra le due Sellia di sabato 8 e domenica 9 ottobre

Cari concittadini,
sabato 8 e domenica 9 ottobre una delegazione di Sellia di Creta
farà visita presso la nostra comunità per sancire la conclusione del gemellaggio già ufficializzato in terra greca nel mese di settembre dello scorso anno. In questi due giorni vivremo dei momenti di scambio culturale ed umano molto importanti ai quali la cittadinanza tutta è invitata a partecipare. E’ questa l’occasione, infatti, per dimostrare la grande capacità di accoglienza ed ospitalità per le quali il popolo selliese si è sempre distinto. E’questo un importante evento da vivere tutti insieme, nessuno escluso, con quello spirito di fratellanza che porterà all’unione di due comunità Sellia italiana e Sellia greca, distanti geograficamente, ma molto vicine nelle radici storico-culturali.
Programma del gemellaggio
Sabato 8 ottobre ore 16:30 arrivo della delegazione greca a Sellia. Noi tutti saremo ad aspettarli davanti l’edificio scolastico e successivamente prenderemo posto nella sala conferenze dove daremo il benvenuto ufficiale ai nostri fratelli greci. A seguire, se le condizioni climatiche lo consentiranno, offriremo a tutti i presenti un rinfresco in piazzetta Zicchinella. Successivamente riscenderemo alla palazzine nel piazzale antistante l’edificio scolastico dove sarà allestito lo spazio per l’intrattenimento musicale a cura del gruppo de “I Strinari da Sellia”. Se le condizioni atmosferiche saranno avverse ci sposteremo nei locali della palestra comunale. Dopo le 20:00 offriremo la cena alla delegazione greca e ci saranno crespelle e vino per tutti. Domenica 9 ottobre alle ore 10:00 insieme alla
delegazione greca che accoglieremo tutti insieme davanti il monumento, effettueremo una visita del centro storico e ascolteremo la santa Messa. Al termine, ci sposteremo presso il Centro di Aggregazione Giovanile dove sarà servito loro il pranzo. Nel pomeriggio alle ore 16:30 nella piazza antisante la chiesa di San Nicola (in caso di cattivo tempo ci sposteremo nella sala del Consiglio Comunale) si terrà l’ufficializzazione del gemellaggio con gli scambi di doni, i saluti ufficiali e la lettura del Giuramento di Fedeltà alla presenza di S.E. il Prefetto di Catanzaro.

CERN di Ginevra il più grande laboratorio di ricerca del mondo ci darà le risposte alle tante attese domande? " Chi siamo?...da dove veniamo? quale sarà il nostro futuro?


Ultimamente le cronache hanno riportato alla ribalta le scoperte in atto al CERN di Ginevra,
ma in realtà, cos’è questa struttura e, soprattutto, cosa sta succedendo tra le sue mura, da avere una ricaduta così importante sulle nostre vite? Il CERN, ovvero l’Organizzazione Internazionale per la Ricerca Nucleare, sito a Ginevra (Svizzera), è il più grande laboratorio al mondo di fisica delle particelle. Il suo scopo è quello di fornire ai ricercatori di tutto il mondo i mezzi per effettuare gli esperimenti più disparati. Inoltre, esso detiene il primato di possedere l’acceleratore di particelle più grande al mondo, l’LHC (Large Handron Collider). Ma a cosa serve un’ apparato così stupefacente (ed estremamente costoso)? Tale macchina, “inutile” come definita da gran parte della stampa di Stato, è necessaria ai fini dell’indagine sulla materia di cui siamo costituiti noi e l’Universo che ci circonda.
Ma esattamente, cos’è la materia? Perché si presenta, nella maggior parte di casi, in stato solido?
La materia, in realtà, è perlopiù spazio vuoto. All’interno di questo “vuoto” ci sono atomi sparpagliati, tenuti insieme da forze invisibili. Una esempio? Supponiamo di giocare a palla con un nostro amico e di indossare entrambi dei pattini a rotelle. Man mano che la palla passa dalle sue alle nostre mani, ci allontaneremmo sempre di più. Tale conseguenza è data proprio dalle forze di cui parlavamo, che trasmettono il moto della palla da una parte all’altra dello spazio.
In Natura, esistono 4 tipi di forze fondamentali: la forza di gravità (ricordate il famoso aneddoto di Newton e la mela?), la forza elettromagnetica (pensate alla luce che ci illumina ogni giorno), l’interazione debole e l’interazione forte (le forze che mantengono saldi gli atomi nei nuclei che costituiscono la materia, ad iniziare da noi essere viventi). Scoprire la natura di queste forze è il grande obiettivo della fisica moderna. Scoprirlo ci aiuterebbe a capire non solo di cosa siamo fatti e perché, ma anche a capire come mai esistono tante particelle così diverse all’interno di essa. Il famoso fisico Peter Higgs, nel 2006.....