giovedì 14 ottobre 2010

A tutti i giovani di Sellia e a ogni uomo e donna di buona volontà


Carissimi, ben trovati. Vi saluto e vi ringrazio per l’attenzione e il tempo che mi date nel leggere questa mia lettera scritta con il cuore di Pastore per voi tutti. Voglio prima di addentrarmi nel discorso rivolgere un sentito e ossequioso ringraziamento a tutte quelle persone e a tutti quegli strumenti che mi consentono di arrivare a voi tutti; mi riferisco ai vari forum, blog, siti parrocchiali. Grazie.

Detto questo, mi preme sottolineare che questa mia lettera è disinteressata e interessata allo stesso tempo. Disinteressata, perché non mi lascio muovere da sentimenti che per alcuni possono essere politici o di parte ma parlo a partire dalla fede, dal vangelo, dalla volontà di Gesù. Questa mia lettera, poi, è interessata perché voi siete nel mio cuore, tutti e scrivo per il vostro bene.

In questo periodo vi sto osservando nel silenzio e sto esaminando la situazione storica in cui ci troviamo, una situazione allarmante e molto preoccupante. Cambiare la mentalità di una persona anziana è difficile, quasi, impossibile, ma formare una mentalità giovane dovrebbe essere più semplice, ma a volte, risulta più complicato. Carissimi, sento il bisogno e l’obbligo di dire: svegliamoci, diamoci uno scossone forte. Riprendiamoci ad ogni livello culturale, morale, sociale, spirituale, religioso. Anziché unirci ci stiamo dividendo, anziché andare avanti andiamo indietro, anziché crescere decresciamo, anziché seminare giustizia seminiamo ingiustizie, anziché seminare perdono seminiamo vendetta, anziché seminare odio seminiamo rancore, anziché comportarci da uomini ci comportiamo da bestie, anziché comportarci da cristiani ci comportiamo da pagani, da gente che non ha incontrato Cristo.

Non vi state accorgendo che state abbandonando Dio e i fratelli. La Chiesa è sempre più vuota, i sacramenti sono sempre più disertati. Non ci si fa più la comunione, non ci si confessa più. Non si invita più in Chiesa anzi chi dovrebbe lavorare in Chiesa la sta lentamente abbandonando. Non si crede più nei propri carismi, nel lavoro pastorale. Chi va in Chiesa va per abitudine ma non crede che una Messa gli può cambiare la vita. Si prega Cristo e lo si rinnega perché non si riesce a perdonare. Si mangia Dio e si vomita il fratello scomodo, diverso da me, dell’altra “fazione”, dell’altra corrente, dell’altro partito.
Allora, vi dico con grande forza e fermezza: volete morire? Continuate su questa strada e presto morirete. Volete riprendere a vivere? Ritornate a Cristo, alla Chiesa. Date una vera sferzata alla vostra vita. Non posso vedere i giovani divisi tra di voi, apatici, senza entusiasmo. Se volete ne parliamo, ci incontriamo, discutiamo, facciamo qualcosa ma, vi prego, risorgiamo, riprendiamoci. Se gli altri si dividono voi unitevi. Se gli altri si scannano voi curate le ferite, sanate le piaghe, date speranza e conforto.

Un ultimo messaggio lo rivolgo a tutti coloro che hanno responsabilità ad ogni livello, in ogni ambito: difendete la pace, seminate il perdono e la giustizia. Vigilate affinché questa comunità riprenda a vivere. Ai catechisti, agli animatori, al consiglio pastorale, a tutti i genitori pongo una domanda seria: cosa state facendo per il bene della vostra comunità, per la crescita della fede? E cosa invece non state facendo. Un giorno Gesù ci chiederà conto: ti ho dato cinque, sette, dieci e tu cosa mi hai dato. La stessa domanda la faccio a tutti gli amministratori di maggioranza e di minoranza, al mondo della scuola e a ogni uomo che ha responsabilità precise: ognuno di voi cosa sta facendo per il bene comune, per la crescita, per l’unità del paese? Non è una domanda critica ma una certezza che se tutti per il nostro ruolo e la nostra parte ci mettiamo il nostro impegno, questa comunità risplenderà, rifiorirà.
Pertanto, a tutti buon lavoro, buona ripresa, buon cammino, buona missione, buona rinascita. Lo dobbiamo a noi, ai nostri figli, ai nostri antenati, a Dio. Ricordatevi però, c’è un tempo per noi e un tempo per Dio. Quanto tempo state dando a Dio?

Con animo benedicente

Don Francesco Cristofaro

mercoledì 13 ottobre 2010

Dizionario dialettale Selliese (lettera N )

Oggi è la volta della lettera N da inserire nel nostro dizionario dialettale Selliese. N come: Nsertara= innestare una volta era una vera arte che richiedeva persone altamente preparate dove spesso da un albero selvaggio lo facevano diventare “domitu” cioè che portava frutti. Oggi oltre che si piantano sempre meno alberi sia da frutto che ornamentali, sono veramente poche che le persone che sanno fare gli innesti. Vi raccomando aiutateci nei commenti con l’inserimento di nuove parole che iniziano con la  N. Come del resto state facendo , ricevendo l’aiuto di molti utenti che inseriscono nuove lettere. Alla fine una volta ultimato il vocabolario saranno inserite tutte le nuove parole che sono arrivate  nei commenti avendo cosi un buon dizionario il più completo possibile.


NA(U) art. ind. Una(o)
NACA s.f. Culla - (bara) dove viene messo GESU' portata a spalla in processione il Venerdi Santo
NANU s.m. Nano
NASCA s.f. Naso grosso
NASCIRA verbo Nascere
NASCUTA s.f. Persona altezzosa, superba
NASTRU s.m. Nastro
NATA' località di Sellia
NCACCHIARA verbo Inciampare
NCAGNARA verbo Adirarsi
NCAMATU s.m. Affamato
NCAPPARA verbo Incorrere,trovare lungo il cammino una persona
NCARCARA verbo Calcare
NCARNATU agg. Incarnato
NCASARA verbo Rincasare
NCASTAGNARA verbo Sorprendere
NCATTURARA verbo Avvolgere
NCAVARCARA verbo Montare
NCAVUNARA verbo Precipitare
NCAZZARA verbo Adirarsi
NCAZZUSU agg. Stizzoso
NCENZU s.m. Incenso
NCHIANARA verbo Salire
NCHIARARA verbo Sciacquare
NCHIATRARA verbo Gelare
NCHIETTARA verbo Intrecciare
NCHIOSTRU s.m. Inchiostro
NCHIOVARA mettere il chiodo
NCHJIMARA verbo Imbastire
NCHJIUMBARA verbo Impiombare
NCINOCCHIARA verbo Inginocchiare
NCORNARA verbo Incornare
NCRISCIRA verbo Annoiarsi
NCRISPARA bruciacchiare
NCRISTARA verbo Inseguire
NCROCCHIARA verbo Agganciare
NCUGNARA verbo mettere in modo stabile , conficcare
NCUJINA agg. Incudine
NCULARA verbo Piegarsi sulle calcagna
NCUTTA avverbio parecchio Vicini, più di uno
NDOTARA verbo Dare in dote
NEGGHIA s.f. Nuvola
NENTA pron. Niente
NEPITELLI s.f. Dolce pasquale
NEPUTI s.m. Nipoti
NERBU s.m. Nerbo
NESCIRA verbo Uscire
NESPULU s.m. Nespola
NESSUNU pron. Nessuno
NETTU agg. Pulito
NGALIPATU agg. Garbato
NGANNARE verbo Addormentarsi
NGATTARA verbo Addormentarsi, raggomitolarsi
NGALINIRA verbo Ingiallire
NGUAGGHI

martedì 12 ottobre 2010

Secondo video montato da selliaracconta dedicato a tutti i Selliesi che hanno passato gli...anta




Dopo il bel successo del primo video dedicato alla Madonna del Rosario. In questo secondo video elaborato da selli racconta viene dedicato a tutti i Selliesi che hanno superato gli…anta con un bellissimo brano come sottofondo cantato  dai dick dick da titolo Come passa il tempo” . Ecco un passaggio della canzone
….. e tutto era piu' bello
o ci sembrava a noi
ma come passa il tempo
dai vent'anni in poi
Come passa il tempo
come si butta via
io che non sono un santo
e ho sbagliato tanto in vita mia
come passa il tempo...
che non ripassa mai
va come una Seicento
e quei ragazzi dentro
siamo noi....
Arrivederci al prossimo video

lunedì 11 ottobre 2010

Un invito da parte dell'associazione turistica pro loco del villaggio Mancuso

Riceviamo un invito per trascorrere dei bei momenti a contatto con  la natura in una delle più belle zone della Calabria ma purtroppo  sempre poco conosciuta,apprezzata Sila Catanzarese 

L’Associazione Turistica Pro Loco di Villaggio Mancuso è lieta di presentare la prima edizione di “Sapori d’Autunno in Sila”, rassegna di cinque appuntamenti gastronomici che si svolgerà a Taverna e nei Villaggi Silani dal 12 ottobre al 7 novembre 2010. 

     PROGRAMMA:
12 OTTOBRE 2010
Taverna e Villaggio Mancuso(CZ), DALLE 9.30 ALLE 16.00
“Festa nazionale del Cuoco 2010″
16 ottobre 2010
Villaggio Racise/ Taverna, dalle 10,30 in poi
Sagra delle Crespelle
24 otobre 2010
Taverna, dalle 10.30 in poi
Sagra della Castagna
31 ottobre 2010
Villaggio Cuturasila, dalle 10.30 in poi
27° Sagra della Patata e della Salaciccia
7 novembre 2010
Villaggio Mancuso, dalle 10.30 in poi
2° Sagra del Fungo e della Zuppa silana

domenica 10 ottobre 2010

Origini del culto verso il S.S. Rosario (Prima parte)

"Chi propaga il Rosario è salvo!". Così si esprimeva il beato Bartolo Longo, un vero apostolo del Rosario, citato dall’attuale pontefice Giovanni Paolo II° nella recente Lettera Apostolica Rosarium Virginis Mariae (16 ottobre 2002) dedicata alla preghiera del Santo Rosario, preghiera e devozione cosi profondamente radicata nel popolo cristiano. Il Santo Padre ha inoltre proclamato l’anno del Rosario (ottobre 2002 - ottobre 2003), e desidera che questa devozione venga recitata con fede da ogni cristiano e soprattutto all’interno delle famiglie, per ricercare l’unione e la concordia che solo dalla preghiera possono scaturire.
Come è nato e come si è sviluppato il Rosario che Pio XII° descrisse come "sintesi di tutto il vangelo, meditazione dei misteri del Signore, corona di rose e inno di lode"?
La storia è complessa e alcuni passaggi non sono storicamente chiari. I monaci nei Monasteri, nelle varie ore del giorno, recitavano il Salterio (i 150 salmi della Bibbia) e la Liturgia delle Ore (più comunemente conosciuta come il "Breviario") per obbedire all’invito del Signore Gesù che li richiamava alla preghiera costante: "Disse loro una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi (Lc 18,1) e di s. Paolo: "State sempre lieti, pregate incessantemente, in ogni cosa rendete grazie" (1 Ts 5, 16-18). Nell’VIII° secolo, per aiutare monaci illetterati e quelli che non conoscevano il latino, si cominciò a dire: "Chi non è capace di salmodiare reciti dei Pater". I salmi, così, vennero sostituiti da 150 Padre Nostro.
I monaci cercavano il silenzio interiore, la pace del cuore attraverso la meditazione e allora vollero facilitare questo per tutti, mediante una preghiera continua, ripetuta e semplice.
Ad un certo punto, all’inizio del XII° secolo, si diffonde in occidente la recita della prima parte dell’Ave Maria la cui origine è di alcuni secoli prima. È l’istinto della fede che ha condotto i cristiani a comporre l’Ave Maria: quando è cominciata la salvezza? Nel momento in cui il Verbo di Dio si fece carne. Dal Vangelo di Luca ricavarono allora le parole che l’Angelo Gabriele e santa Elisabetta dissero alla Vergine (cf. Lc 1,28-42). Certamente, come accennato, il saluto angelico era conosciuto anche prima del XII° sec. (ricordiamo che il culto mariano è molto antico, infatti la famosa preghiera mariana Sub tuum praesidium risale al III° secolo e l’archeologia ha portato alla luce notevoli testimonianze del culto mariano fin dai primi secoli: cf "Il Timone" n. 23, pp. 64-66) ma la novità è la ripetizione della preghiera come una devota litania. Più tardi, alla fine del XV° secolo, si diffonderà l’uso della seconda parte dell’Ave Maria (Santa Maria Madre di Dio...: fu il Concilio di Efeso del 431 a definire la maternità divina di Maria) con l’aggiunta del Nome Gesù al centro delle due parti. Ci si chiese: perché non mettere il Nome di Colui che è dichiarato Benedetto? S. Paolo infatti, nella lettera ai Filippesi, afferma che il Nome di Gesù è al di sopra di ogni altro nome e dinanzi al Quale occorre prostrarsi (cf Fil 2,10). Le Ave Maria sostituirono i Pater ed ecco quindi la trasformazione del Salterio biblico in un "salterio semplice", o "salterio mariano", recitabile da chiunque. Nel XIV° secolo il certosino Enrico di Kalkar operò un’ulteriore suddivisione del "salterio mariano" dividendolo in 15 decine e inserendo, tra una decina e l’altra, il Padre Nostro. Inoltre in quell’epoca si diffuse la tradizione che il Rosario fu istituito da s. Domenico, fondatore dell’Ordine mendicante dei Domenicani, tradizione portata avanti da Alano de la Roche, domenicano anch’egli. Tale tradizione ha buoni motivi di veridicità in quanto il Rosario si diffuse dal Medioevo in poi grazie all’Ordine Domenicano che lo usava per la predicazione e per le missioni popolari. Nel XV° secolo, nell’ambiente certosino, nasce la proposta di recitare una forma di salterio mariano ridotta, con 50 Ave Maria, ma a ciascuna di esse era aggiunta una clausola o specificazione inerente la vita di Gesù. Si cominciò così a meditare sui misteri evangelici coniugando preghiera vocale e orazione mentale.

sabato 9 ottobre 2010

La patata Silana conquista il marchio IGP contro l'imitazione del prodotto


Finalmente la ''Patata della Sila'' ha conquistato il giusto riconoscimento  per l'Italia di una nuova indicazione geografica protetta (Igp) contro imitazioni e falsi in Europa. Bruxelles ha dato il via libera definitivo all'iscrizione nel registro europeo delle denominazioni e indicazioni geografiche protette (Dop e Igp) di una eccellenza della produzione agricola calabrese di cui si ha gia' notizia nella Statistica del Regno di Napoli del 1811. La coltivazione della patata ha rappresentato da sempre un'importante fonte economica. La zona di produzione comprende esclusivamente il territorio dei seguenti comuni: Acri, Aprigliano, Bocchigliero, Celico, Colosimi, Longobucco, Parenti, Pedace, Rogliano, San Giovanni in Fiore, Serra Pedace, Spezzano della Sila, Spezzano Piccolo, in provincia di Cosenza e il comune di Taverna in provincia di Catanzaro.
«La patata della Sila» si contraddistingue per la capacità di lunga conservazione e per le ottime qualità culinarie. In particolare, la grande attitudine alla frittura risulta essere legata agli ottimi valori di sostanza secca riscontrati dopo la cottura in olio, che permettono una maggiore persistenza del colore bianco-giallo della polpa della patata. Inoltre, il sapore tipico della patata risulta essere più marcato, La coltivazione delle patate fu introdotta in Calabria dai francesi di Giocchino Murat, che ne era un accanito consumatore e fervente sostenitore del nuovo prodotto. In Francia era stato Parmentier a diffonderne l'uso nel 1788, poco prima dello scoppio della Rivoluzione. Con la complicità del Re Luigi XV fece piantonare dai soldati dei campi seminati con il prezioso vegetale nei pressi della capitale. Questi avevano ricevuto l'ordine di mostrarsi particolarmente distratti, tanto che l'intero raccolto fu trafugato e utilizzato dai parigini, che ebbero modo di apprezzarne gli svariati usi alimentari. Il tubero divenne, con il caffè e la cioccolata, una dei prodotti distintivi dei rivoluzionari che lo fecero conoscere in tutto Europa con le guerre napoleoniche, incoraggiandone la coltivazione. Fino alla fine del Settecento, infatti i centri abitati della Calabria si dividevano tra "Paesi del grano", nelle pianure della Sibaritide, del Marchesato, del Poro, del Lametino e "paesi dell'albero", dediti esclusivamente alla coltivazione di olivi, viti, castagne ed altri alberi da frutto. I secondi erano particolarmente esposti a frequenti carestie non potendo disporre di una dispensa sufficiente a superare il lungo inverno durante il quale non vi era alcuna significativa produzione agricola, e la misera dispensa non bastava ad assicurare nutrimento a tutti i componenti della famiglia. Il grano invece, poteva essere conservato e dava una maggiore sicurezza di una continuità di risorse alimentari per la famiglia. I paesi dell'albero sono quelli interni, con una agricoltura più povera, con una popolazione che costantemente tendeva a spostarsi altrove, verso la prima zona. La situazione migliorò notevolmente nell'Ottocento per l'introduzione delle nuove colture (patata e segale mentre il mais era stato introdotto nel secolo precedente). Solo verso la metà del secolo fu introdotta la coltivazione del pomodoro e delle melanzane, che oggi sembrano che facciano parte dell'alimentazione tipica mediterranea, mentre la loro origine è sudamericana.

venerdì 8 ottobre 2010

Il blog durante il mese di ottobre. Tanti post minimo uno al giorno dove in primo piano rimane il bellissimo borgo di Sellia.


Eccoci nel mese di ottobre, il mese della vendemmia. Una volta nei tanti palmenti dislocati nel centro storico di Sellia era tutto un pullulare di persone intenti a lavare le botti di legno che avrebbero dovuto ospitare il mosto. Tutti, chi più chi meno, faceva " u comudu du vinu", comprando l’uva, andando direttamente nei vari vitigni della zona, oppure sfruttando quella locale che negli anni diventava sempre più scarsa. Insieme alle provviste del maiale e alle conserve di pomodoro, pigiare l’uva era un rito in cui partecipava tutta la famiglia dividendosi i vari compiti, diversificando anche con vino bianco, fragolo, vinicotto ecc... La settimana più indicata era proprio quella che precedeva la festa della Madonna del Rosario. Durante il mese appena iniziato, il blog (che ormai marcia spedito nell’impegno di inserire minimo un post al giorno) racconterà tanti episodi attinenti al mese, al periodo dell’anno iniziando dal racconto che, come abbiamo precedentemente detto, per questo mese avrà come titolo “I Jiuri a ra Madonna da conicella” storia narrata e ambientata a Sellia, la quale sarà suddivisa in capitoli. Per "Sellia sconosciuta" inseriremo un post dove la protagonista sarà una foto (purtroppo molto rovinata) che immortala una delle prime processioni della Madonna del Rosario alle palazzine dove si intravede il bellissimo stendardo dell'omonima confraternita. Tratteremo, anzi stiamo trattando problemi di attualità cercando di sensibilizzare la popolazione ma soprattutto le varie autorità competenti su un probabile (sperando che rimanga tale) scempio nel nostro territorio, e su una auspicata strada; mentre mi giungono lamentele sui lavori di metanizzazione che attualmente sta salendo dalla “Portabella” la quale rischia di cancellare definitivamente quel poco di storico e antico che ne rimane, sperando di non assistere a colate di cemento su quella parte ancora intatta dei gradini che sono rimasti indenni, ricordando che sono lì da secoli, essi fanno parte della nostra storia, andrebbero tutelati certo non deturpati per poi riempire gli scavi con cemento; ma non si poteva scegliere un altro percorso? Selliaracconta rimane aperta ai contributi di tutti, chiunque potrà vedere inserito il proprio articolo sul blog (basta che,non si offenda direttamente nessuno) , essi possono trattare qualsiasi argomento, il proprio articolo potrà essere inviato anche sotto un qualsiasi nick,nome vero o inventato al seguente indirizzo e-mail selliaracconta@gmail.com. oppure chi è registrato sul forum di Sellia potrà inviare il suo contributo anche tramite PM, ricordandovi che per crearsi un indirizzo e-mail sotto qualsiasi nome ci vogliono due minuti avvalendosi dei numerosi siti che l’offrono completamente gratis. Concludiamo con due parole per il mese di settembre da poco passato, dove le visite singole sono state in continuo aumento. Un saluto a tutti augurandovi un bellissimo mese da trascorrere anche insieme a selliaracconta che vi terrà sempre informati su tutto ciò che ruota intorno a Sellia tra ieri oggi ……e domani. Ovviamente visto l'enorme successo del primo video elaborato da selliaracconta, riguardante la bella festa della Madonna del Rosario, ne inseriremo di nuovi. Un saluto a tutti da zagor

giovedì 7 ottobre 2010

Vedremo mai definitivamente ultimata, ma soprattutto operativa la nuova cittadella regionale? ( Che sta sorgendo in località Germaneto di Catanzaro)

Nella foto l'imponente struttura in ferro per la costruzione della  
cittadella  regionale Calabrese di Catanzaro

Vedremo mai in tempi brevi la consegna della cittadella regionale della Calabria dove saranno  sistemati tutte le miriade di uffici sparsi nella città di Catanzaro che incidono con enormi spese di locazione nelle già magre casse regionali? Intanto il presidente Scopelliti metta le mani avanti  dicendo che: Da un’opera che doveva essere realizzata in cemento armato si è passati all’adozione dell’acciaio. Un azzardo forte da parte della politica e un fatto che ha determinato lo stravolgimento del progetto originario e il cambiamento degli accordi contrattuali. Questo lo stato dell’arte dei lavori per la costruzione della cittadella della regione. Lo ha riferito ieri il Governatore Giuseppe Scopelliti, in un’incontro con la stampa a cui hanno partecipato gli assessori regionali ai Lavori pubblici, Giuseppe Gentile, e al Personale Domenico Tallini. «Abbiamo necessità di fare chiarezza - ha sostenuto Scopelliti - sulle sorti di una scelta che è funzionale e strategica e su una struttura molto attesa non solo dalla città di Catanzaro ma da tutta la regione. Per questo stiamo concentrando tutti i nostri sforzi. Ci sono però aspetti inquientanti e su questi siamo pronti a fornire alla magistratura tutti gli elementi di cui siamo in possesso». Ma entriamo nei dettagli, forniti dal presidente. Nel 2006 il contraente generale Ati Sadelmi spa ha presentato il progetto definitivo che è stato approvato il 23 luglio del 2007. Nel settembre 2007 il responsabile del procedimento pro tempore ha disposto alcune attività propedeutiche all’inizio delle lavorazioni che si sono concluse a dicembre 2008, quando è stato ordinato l’avvio di scavo e cantierizzazione. Contestualmente il contraente generale ha notificato alla Regione maggiori oneri per 44 milioni di euro in considerazione del notevole periodo di tempo (oltre due anni) intercorso tra la gara e il possibile avvio dei lavori. Nel marzo 2009 il contraente generale ha segnalato alla Regione l’opportunità della realizzazione di una struttura in acciaio in variante rispetto all’originaria tipologia costruttiva prevista in cemento armato.

mercoledì 6 ottobre 2010

Inserimento del primo video elaborato da selliaracconta dedicato alla Madonna del Rosario



Dopo numerose richieste soprattutto da parte  dei tanti, tantissimi amici che seguono quotidianamente il blog  e che vivono al nord Italia o all’estero,  ecco il primo video montato ed elaborato da selliaracconta con foto prese da internet( senza modificarle)   attinente ai festeggiamenti della Madonna del Rosario. Fateci sapere il vostro giudizio,gradimento. Sicuramente ne inseriremo altri ora che selliaracconta ha il suo proprio canale su You tube. 
Buona visione

Il timpone Pergulaci di Sellia rischia di scomparire per sempre?

Lo spauracchio della realizzazione di una cava per sfruttare la calce di cui tutto il timpone pergulaci ne è ricca, torna ciclicamente d’attualità. Ultimamente molti, anche se sottovoce, indicano come imminente la concessione con il definitivo via libero paesaggistico ad una ditta non meglio identificata (pare di Lamezia Terme ) sarebbe uno vero scempio per una risorsa naturale e naturalista da valorizzare oltre agli effetti negativi sulla salute che questa cava provocherebbe: causa le polveri sottili sprigionate dall’estrazione e trituramento dei massi. Il terreno in questione ricade, se non sbaglio, tra 2 soggetti privati ed il comune. Sarebbe veramente una grossa ferita nel bel territorio quasi incontaminato, un vero disastro ambientale. Nella foto, abbiamo ricostruito al computer il timpone pergulaci prima ed eventualmente dopo (nella speranza che questo dopo non avverrà mai). In giro per Sellia abbiamo raccolto qualche opinione,cercando di saperne di più ma le risposte sono state molto evasive ma soprattutto nessuno ha nettamente smentito questa ipotetica concessione per lo sfruttamento e l’estrazione della calce. Persone un po’ più informate hanno smentito che esistono già atti di locazione dei terreni, ma solo dei contatti, mentre per quanto riguarda l’estrazione: il danno sulla salute sarebbe veramente minimo, perché la ditta trasporterebbe con grossi camion i massi direttamente nei propri silos dove lì avverrebbe la triturazione e trasformazione in calce per l’edilizia, le mine poi farebbero diminuire di molto il periodo di estrazione portando i disagi al minimo; addirittura un signore delle palazzine era favorevolissimo perché (testuali parole) “Con l’eliminazione di questo timpone finalmente avremo la visuale libera su Catanzaro e prenderemo tutti i canali del digitale terreste” Selliaracconta rimane fortemente contraria a questa probabile concessione, dobbiamo valorizzare il nostro territorio, il nostro ambiente spesso custode di molti tesori il Timpone di pergolaci è un simbolo, un' icona di Sellia.Voi come la pensate ?

martedì 5 ottobre 2010

Sul blog della consulta giovanile di Sellia sono visibili i video del percorso "strada da vutticella"


Sul blog della consulta di Sellia si possono vedere i video  del percorso sulla futura, auspicabile “strada da vutticella.  La sua  possibile realizzazione fortemente cercata dal presidente Domenico Salerno e da altri tra cui anche il blog selliaracconta, da sempre convinto dei vari sviluppi, sia dal punto turistico che dal punto di una eventuale crescita demografica e urbanistica vista  la forte vicinanza con Catanzaro, nella speranza che almeno il tracciato si possa quanto prima realizzare rendendo fruibili questi bellissimi posti dove la natura ancora incontaminata  possa divenire anche un luogo di attrazione turistico-naturalistico. Un tracciato che ci porterebbe in pochi minuti dentro Catanzaro bypassando la strada “bivio Arsanise” che spesso e volentieri d’inverno diventa pericolosa. Certo, la sua auspicabile realizzazione non sara’  la panacea ai tanti, tantissimi problemi di Sellia, ma sicuramente portera’ tanti benefici con un possibile, anzi auspicabile incremento demografico grazie alla  maggiore vicinanza con il capoluogo, e non per ultimo il recupero e la salvaguardia  dei posti tanto decantanti dai nostri nonni tra caverne, presepe di stalagmiti,   “ a carcara” ecc.. Visionate i vari video  inseriti nel blog della consulta, i quali ci faranno  vedere il percorso fatto dai nostri quattro valorosi volontari che, oltre a Domenico Salerno  sono: Lino Capitano, Scozzafava Salvatore, Procopio (Figlio di Ferdinanta ).  Una strada non difficile da veder realizzata, che si sviluppa su un piccolo tracciato gia’in buona parte precorribile di cui la maggior parte senza grossi dislivelli, il tratto piu’ impegnativo   rimangono i circa 200 metri (quando bisogna attraversare le 2 vallate). Dunque cosa aspettiamo?  Ma soprattutto  cosa aspettano i nostri amministratori,  affinche’ questa bella proposta la facciano subito propria e trovino i  finanziamenti per poter vedere almeno il tracciato sterrato percorribile……….poi piano una vera strada.

Collage di foto dei festeggiamenti della Madonna del Rosario di Sellia



Abbiamo raggruppato le foto più significative  fatte durante i festeggiamenti della Madonna del Rosario
Clicca sull'immagine per vederla ingrandita

domenica 3 ottobre 2010

Oggi 3 ottobre 2010 festa della Madonna del S.S.Rosario (Ecco tre belle canzoni che si cantano durante la processione a Sellia)



O MARIA QUANTO SEI BELLA
O Maria, quanto sei bella,
 sei la gioia, sei l´amore;
hai rapito questo cuore,
notte e giorno io penso a Te.
hai rapito questo cuore,
notte e giorno,
notte e giorno penso a Te.
Rit. Evviva Maria,
Maria evviva.
Evviva Maria,
e Chi la creò.
Quando il sole è già lucente
le colline e il mondo indora,
quando a sera si scolora
Ti saluta il mio pensier.
Quando a sera si scolora,
Ti saluta,
Ti saluta il mio pensier.
Rit. Evviva Maria,
Maria evviva.
Evviva Maria, e Chi la creò.
E un bel giorno in Paradiso
Grideremo: Viva Maria!
Grideremo: Viva Maria!
Viva Lei che ci salvò
Griderem: Viva Maria!
Viva Lei,
viva Lei che ci salvò.
Rit. Evviva Maria,
Maria evviva.
Evviva Maria,
e Chi la creò.




DELL'AURORA
Dell´aurora tu sorgi più bella
coi tuoi raggi, a far lieta la terra
e tra gli astri che il cielo rinserra
non v´è stella più bella di te.  
Rit. Bella tu sei qual sole
bianca più della luna
e le stelle le più belle
non son belle al par di te. (2 volte)
T´incoronano dodici stelle
al tuo piè piegan l´ali del vento
della luna s´incurva l´argento
il tuo manto ha il colore del ciel.
Rit. Bella tu sei qual sole
bianca più della luna
e le stelle le più belle
non son belle al par di te. (2 volte)
Gli occhi tuoi son più belli del mare,
la tua fronte ha il colore del giglio,
le tue gote baciate dal Figlio
son due rose e le labbra son fior.
Rit. Bella tu sei qual sole
bianca più della luna
e le stelle le più belle
non son belle al par di te. (2 volte)
Come giglio tu sei immacolata,
come rosa tu brilli tra i fiori,
ti degli angeli il cuore innamori
della terra sei vanto e decor






Ti salutiamo o Vergine


Ti salutiamo o Vergine,
o Madre tutta pura
nessuna creatura
è bella come Te.
Prega per noi Maria
prega pei figli tuoi
Madre che tutto puoi
abbi di noi pietà,
abbi di noi pietà.
Di stelle risplendenti
in ciel sei coronata
Tu sei l'Immacolata
e Madre di Gesù.
Prega per noi Maria...
Vorrei salire in cielo
godere il Tuo bel viso
restare in paradiso,
Maria sempre con Te.
Prega per noi Maria...

sabato 2 ottobre 2010

Il tradizionale pellegrinaggio dell'Unitalsi a Lourdes quest'anno si è arricchito della presenza del Movimento Apostolico (sorto a Catanzaro nel 1979 )


      Per leggere l'articolo clicca sull'immagine

Riflessione di Don Francesco nella ricorrenza della festa della Madonna del Rosario di Sellia

                                                 


Festa Madonna del S.S. Rosario

Carissimi amici che vi apprestate a leggere queste poche righe, con immenso affetto, vi saluto, vi ringrazio, vi benedico e affido le vostre preziose vite all’intercessione materna e amorevole della Vergine Santa, Regina del Santo Rosario.
Processione della Madonna del Rosario anni 80

Nei giorni scorsi mi sono recato in pellegrinaggio a Lourdes alla grotta dove a Santa Bernadette è apparsa l’Immacolata Concezione. Un’esperienza che mi ha segnato, una esperienza che si è scritta a grandi lettere nel mio cuore. Cosa ho visto a Lourdes? Amore, tanto amore, solo amore. Sofferenza, grande sofferenza vissuta con grandissima dignità e nel più grande silenzio. Centinaia di ammalati sulle carrozzine o sulle lettighe e ognuno di noi che era lì ha pensato la stessa cosa: che cosa ho io in confronto a loro? Niente. Ogni ammalato era accompagnato da una persona sana. Questa immagine mi ha fatto pensare ad una verità che io vi vado ripetendo spesso che è questa: “il più forte prenda per mano il più debole”. A Lourdes, l’ammalato era il debole e l’accompagnatore il forte ma spesso avveniva il capovolgimento: l’accompagnatore diventava debole e l’ammalato forte. Così è nella nostra vita, a volte siamo deboli e altre forti deboli. Questo cosa significa? Che abbiamo bisogno tutti, tutti, tutti gli uno degli altri. Non possiamo vivere da soli, non possiamo farcela da soli. L’uomo, per natura è comunione e non solitudine. Dio stesso lo disse quando creò Adamo: “non è bene che l’uomo sia solo; voglio fargli un aiuto che gli sia simile”.
Quest’anno la nostra comunità deve mirare a crescere nella comunione. Abbiamo bisogno gli uni degli altri, gli uni dei doni preziosi degli altri. Siamo un solo corpo non due ma ognuno di noi è prezioso proprio perché è diverso dall’altro. Le rivalità non servono, le gelosia non serve. L’altro non ha ciò che ho io e io non ho ciò che ha l’altro, quindi dall’altro e da me può venire solo grande ricchezza e un grande bene. Convinciamoci di questo e ognuno di noi faccia ciò che è in suo potere per crescere in una grandissima comunione e in un amore che sconvolge il mondo.
Per tutto questo prego la Vergine Santissima che in questa festa del Rosario 2010 possa accordarmi questa grande grazia.

Partecipiamo con gioia alla festa della Madonnina e ai vari appuntamenti- vi consiglio di non perdervi la fiaccolata con la Via Dolorosa.

A tutti un caloroso e affettuoso abbraccio
Don Francesco

venerdì 1 ottobre 2010

La foto del mese: Ottobre 2010


La foto da incorniciare per la nostra pinacoteca virtuale e da inserire nel home page per il mese di ottobre, abbiamo voluto dedicarla giustamente alla Madonna del Rosario verso la quale i Selliesi da sempre ne sono molto devoti,una devozione quella verso la Madonna che non ha eguali in giro, basti pensare alle ben 4 chiese dedicate alla Madonna: la prima dell’Immacolata, poi divenuta parrocchia di San Nicola, la seconda quella della Madonna delle Grazie (venerata nel vecchio monastero della congregazione di Zumpano ) verso la quale il culto durante i secoli è completamente scomparso, La Madonna della Neve della quale ne abbiamo parlato qui dove rimane forte il rammarico di una cattiva e superficiale gestione di un enorme patrimonio di un percorso religioso e tradizionale della storia della nostra comunità, arrivando addirittura a vendere a privati la chiesetta che fu edificata dopo il prodigioso miracolo che abbiamo dettagliatamente esposto qui  La quarta chiesa in ordine di costruzione e proprio quella della Madonna del Rosario, bellissima la statua che viene portata in processione la prima domenica d’ottobre che, da dopo la nascita del nuovo rione delle palazzine scende anche lì, per poi risalire percorrendo tutto il centro storico. Durante il mese d’ottobre parleremo ancora della Madonna del Rosario, inserendo una foto inedita, unica di una delle prime processioni verso le palazzine, foto a colori purtroppo mancante di una parte importante ma si intravede lo stendardo della confraternita della Madonna del Rosario. Vi ricordo che i solenni festeggiamenti saranno domenica con la processione verso le 16.00 seguita dalla Santa Messa e a finire i fuochi d’artificio, comunque per il dettagliato programma religioso vi invito a leggere il manifesto inserito sul blog. In un prossimo post inseriremo i vari articoli (minimo uno al giorno) che inseriremo durante il mese appena iniziato toccando vari argomenti che come punto principale rimarrà Sellia. Buona festa del Rosario a tutti .  Concludiamo il post con una curiosità sulla Madonna del Rosario: Tanti anni fa la vestizione della Madonna con l’inserimento dei numerosissimi angioletti richiedeva un lavoro certosino da parte della confraternita che durava diversi giorni, avendo a disposizione ben tre vestiti spesso si accedevano animate discussioni sulla scelta del colore, tanto che alcune volte fu la sorte a deciderlo, con l’estrazione, che si svolgeva una domenica prima della festa dove un bambino rigorosamente Rosariante pescava i bigliettini dove erano scritti i tre colori dei bellissimi abiti della Madonna del Rosario,il colore pescato sarebbe stato l'abito inserito alla Madonna durante la festa.

giovedì 30 settembre 2010

le migliori piattaforme online per creare blog gratis

Dopo diverse E.mail di consigli, di aiuto su come aprire un sito,un blog eccc... Apriamo questa nuova sezione dove inseriremo curiosità,suggerimenti,codici html,gadget ecc.. per chi si vuole cimentare nella creazione di un blog. Tanti sono i servizi online gratuiti che offrono la creazione di blog di ogni tipo, alla fine dell’articolo inseriremo i link di quelli più popolari,più usati. Il problema non è crearlo essendo davvero semplice da impostare e configurare ed in genere richiedono solo qualche minuto di pazienza. Bisogna solo creare un account, scegliere uno dei template disponibili, decidere il nome del tuo sito e gli elementi chiave di contenuto, impostare le opzioni per la privacy e sarai pronto per utilizzare il tuo nuovo blog.
Una volta creato viene il difficile perché un blog necessita di cure quotidiane, dell’inserimento di nuovi post che riescano a catturare sempre più utenti ma soprattutto che riesca ad mantenerli quelli che anche per pochi minuti ci fanno visita cercando di capire ciò che più possa interessare. Entrando nello specifico del mio blog selliaracconta esso fin dalla sua nascita circa un anno fa era impostato con dei palettti ben precisi raccontare Sellia la sua storia,la tradizione l’atualità e tutto cio che gira intorno al borgo. Dunque la regola numerouno quando si decide di aprire un blog e essere convinttti di quello che si vulescrivere trovando l’argomento cardine che può variare dalla storia,all’informatica,cultura,internet, ecc… Sapendo che a differenza della creazione di un forum che richiede un forte impegno iniziale nel invogliare i vari utenti nel registrarsi e iniziare a scrivere nelle varie sezioni, una volta avviato il forum cammina da solo perché i vari utenti terranno vive le varie discussioni.Il blog rimane una cosa più intima,persole dove le visite dipenderano tutte da te da quello e scrivi dai vari argomenti dal continuo aggiornamento.Ritornado nel mio caso specifico all’inizio le visite erano veramente poche come anche i vari post inseriti,il record del primo mese fu di ……visite.Lentamente aumentavano ma ovviamente non si poteva aspettare grossi aumenti anche perché l’argomento era specifico su una piccola realtà del territorio,ma con impegno e diversificanto gli argomenti si possono avere delle soddisfazione anche nell'amministrare un blog dedicato prevalentemente su un piccolo borgo calabrese.

mercoledì 29 settembre 2010

Dizionario dialettale Selliese (lettera M )

La lettera M rimane una tra i vocaboli più ricchi del nostro dizionario dialettale Selliese io ne ho inseriti “na "motocarrata" vediamo un pò se nei vari commenti riuscirete ad inserirne di nuovi senza ripetersi,senza   "Mpappocchiara" senza "mbulicara". Vedete! Basta mettere la m davanti  su parecchie parole. Un saluto a tutti gli amici/che del sempre più seguito blog  selliaracconta.



Mà escl. Mamma.
MACARI avv. Magari
MACELLU s.m. Mattatoio
MACHINA s.f. Macchina
MACCATURU s.m. Fazzoletto
MACINELLU s.m. Macinino
MACISANISI Abitanti di Magisano
MAGARA s.f. Donna di facili costumi
MAGGHIA s.f. Maglia
MAGU s.m. Mago
MAJLLA s.f. Madia
MAJU s.m. Maggio
MALANCIANA s.f. Melanzana
MALAPPATUTU agg. Ridotto male
MALATUSU agg. Malaticcio
MALUMPARATU agg. Scostumato
MALUPPATIRA verbo Soffrire
MAMMALUCCU agg. Stupido
MAMMASTRA s.f. Matrigna
MANCARELLA s.f. Zona non soleggiata
MANCIARA verbo Mangiare
MANCIUNA agg. Mangione
MANCU avv. Neanche
MANIARA verbo Mescolare
MANICU s.m. Manico
MANIGGHIA s.f. Maniglia
MANIPULA s.f. Cazzuola
MANNA s.m. Gioco

MANNARA verbo Mandare
MANNARINU s.m. Mandarino
MANTA s.f. Coperta