dal 2009 insieme a voi



Invia le tue segnalazioni, articoli, foto a: selliaracconta@gmail.com oppure su facebook zagorsellia .

venerdì 29 luglio 2011

Sellia, al via i lavori per l'Eco-Museo (E_Mu.Se) un importante spazio culturale per riscoprire la storia millenaria del nostro suggestivo borgo.


Al via i lavori per l’Eco-Museo (E-Mu.Se.)

Si chiamerà E-Mu.Se. Eco-Museo Sellia, l’importante spazio culturale promosso dall’amministrazione comunale del piccolo centro presilano, i cui lavori di allestimento sono partiti proprio in questi giorni. E’ nelle intenzioni degli amministratori selliesi far diventare questo spazio espositivo all’aperto la chiave d’accesso alla conoscenza del patrimonio culturale, storico, artistico e sociale del paese. Grazie ad un finanziamento comunitario, veicolato dalla Provincia, che incentiva e promuove le azioni culturali nei piccoli centri rurali,come è appunto Sellia, l’Amministrazione Comunale ha avuto la possibilità di potersi dotare di un proprio Eco-Museo che troverà la sua naturale ubicazione nel caratteristico centro storico (precisamente nello spazio Sopra il Chiosco) abbarbicato tenacemente su due colli. Per meglio capire la valenza culturale e le caratteristiche peculiari di questa innovativa e originale struttura museale che a breve arricchirà l’offerta culturale di Sellia, abbiamo voluto raccogliere l’intervento del sindaco Davide Zicchinella che insieme alla Giunta Municipale tutta ha lavorato intensamente per raggiungere questo importante obiettivo. “Un Eco-Museo, esordisce Zicchinella, è definito come un patto con il quale la comunità si prende cura di un territorio. Anche il nostro è stato concepito secondo quest’ottica, testimonianza ne è il fatto stesso che verrà inserito in uno spazio all’aperto nel cuore del centro storico che grazie a questo intervento verrà notevolmente riqualificato. Si tratta di una grande balconata che si apre fra due alti muri di contenimento edificati dal Genio Civile immediatamente dopo gli eventi alluvionali che danneggiarono Sellia nel 1943. Su parte di questi muri, adeguatamente rivestiti e arricchiti da diversi allestimenti, a breve sarà possibile vedere riprodotti i resti della storia, della cultura e delle tradizioni del nostro paese che i visitatori potranno conoscere più approfonditamente.

mercoledì 27 luglio 2011

Finalmente il bellissimo borgo di Sellia si sta risvegliando



Articolo tratto dalla "Gazzetta del Sud"

Una storia che non fu. Storia del mancato sviluppo del sud Italia - Prima Parte.

Una storia che non fu.
Un'espressione adatta a definire la storia negata del Sud Italia.Si puo`  affermare che i governi "nordisti" hanno praticato il "colonialismo in casa?"
Noi vogliamo andare oltre, scoprire quanto questa  politica ha ritardato lo sviluppo del Meridione, il senso piu` nascosto di questo tema che gli studiosi ed i politici
italiani scoprono e denunciano, e poi, subito dopo, dimenticano, rilanciano, per poi tornare a dimenticare.
L'economia del Sud e` stata sempre una forma di pura sopravvivenza, e` stata tagliata fuori dai ritmi e dai livelli del mercato comune nazionale ed europeo. E` sempre stata
convinzione comune che il problema del Sud fosse un problema locale e settoriale,una questione straordinaria e territorialmente circoscritta, come se il Mezzogiorno fosse una riserva indiana. In realta` e` un problema centrale di indirizzo, di orientamento politico ed economico fondamentale dello Stato. Al fine di chiarire i punti citati e` necessario un excursus storico della situazione  socio- economico - industriale negli ultimi anni del Regno delle Due Sicilie per poi
affrontare il tema de lle varie politiche economico - sociali dello Stato italiano nel Meridione dopo l'unificazione. I problemi del Mezzogiorno erano  quelli della
ristrettezza economica, della staticita` delle strutture burocratiche e ministeriali,  del protezionismo e del fiscalismo, che non agevolarono certo la formazione di vasti ceti
imprenditoriali moderni, come anche non permisero di assimilare e  tradurre in atto i progetti dei riformatori: caratteristiche che assunsero forme ancora piu` gravi ed acute quando il confronto si fece con le aree del Nord e con le leggi dello Stato post -unitario. A questo punto il problema dei problemi divenne politico, perche' investiva la responsabilita` dell'intera classe politica nazionale, i suoi governi ed il Parlamento.  Il Sud borbonico era un paese strutturato economicamente sulle sue dimensioni.Essendo, a quel tempo, gli scambi con l'estero facilitati dal fatto che nel settore  delle produzioni mediterranee il paese meridionale era il piu` avanzato al mondo,saggiamente  i Borbone avevano scelto di trarre tutto il profitto possibile dai doni
elargiti dalla natura e di proteggere la manifattura da lla concorrenza straniera.
Il consistente  surplus  della bilancia commerciale permetteva il finanziamento diindustrie, le quali  erano sufficientemente grandi e diffuse. Il sistema economico del Regno delle Due Sicilie era basato, analogamente a quello de gli altri Stati italiani , sulsettore primario. Il settore agricolo era infatti la fonte piu` importante e in talun e zone l'unica fonte di lavoro e di ricchezza. Il sistema produttivo del Regno delle Due Sicilie era costituito precedentemente da imprese d i medie e piccole dimensioni; tra queste
svettava per il numero di occupati quella delle costruzioni, seguita da quella tessile  e da quella alimentare.
L'industria siderurgica e metallurgica era il settore piu` prestigioso e tali impreseerano specializzate  nella fornitura di materiali ferroviari all'esercito ed alla marina
militare e mercantile. L'industria tessile si suddivideva  tra il comparto della seta , del cotone e della lana.

lunedì 25 luglio 2011

Storia, origini, tradizioni di Soveria Simeri

Popolazione: 1.750
Denominazione popolazione: Soveritani
Distanza in km da Catanzaro: 16
Estensione territorio kmq: 22
Santo Patrono: S.Donato
Festa Patronale: 7 agosto
Diocesi di appartenenza: Catanzaro


Prende il nome da un bosco di "suveri" che sorgeva intorno al paese al momento della sua fondazione, avvenuta nel 1590 ad opera delle famiglie Grande e Careri.
Fu dei principi di Satriano Ravaschieri; essi, Francesco, lo donò alla moglie Pallavicino, e Pallavicino il paese si chiamò 1806.
Fu dei Borgia fino al 1622, dei Ravaschieri fino al 1701 e quindi dei De Fiore fino al 1739. I Barreta Gonzaga lo tennero fino aI 1800 ed infine i De Nobili fino al 1806.
Il riordino del 1811 lo pose a capo di un circondario che comprendeva Simeri, Crichi,la Petrizzi, Sellia e Zagarise.
Pare che il borgo sia stato fondato alla fine del XVI secolo da alcuni componenti delle famiglie Grande e Careri. La prima parte del nome, Soveria, ha origine fitonimica e potrebbe derivare da sorbo o dal calabrese suveru, "sughero". La seconda, invece, è stata quasi sicuramente originata dal fiume Simeri che scorre sul territorio. I primi nuclei abitabili sorsero nel luogo di una chiesa dedicata a S.Nicola che attualmente trovasi all'inizio del paese. Dopo i Borgia, la terra passò ai Ravaschieri principi di Satriano. Francesco, feudatario della casata, la donò alla moglie Agata Pallavicino e ordinò che da quel momento il paese prendesse questo nome (si chiamò, infatti, Pallavicino fino al 1806). Nel 1664, per decisione del proprio Parlamento, Pallavicino venne aggregato alla terra di Simeri con privilegio di esenzione di alcuni paesi ed il pagamento di duecento ducati. Il casale di Simeri fu poi dei de Fiore, dei Barreta Gonzaga e dei de Nobili che vi rimasero fino al 1806, anno dell’eversione della feudalità. Sotto il governo di Belcastro, con il titolo di università, fu indicato anche con il nome di Soveria di Catanzaro. Nel 1811, in seguito al riordino amministrativo, fu messo a capo del circondario comprendente i comuni di Simeri, Sellia e Zagarise. Nel 1956 parte del suo territorio, compreso lo sbocco a mare, fu assegnato al costituendo comune di Sellia Marina. 

Nel 1541 il territorio di Soveria Simeri era di proprietà del Duca Ignazio Barretta appartenente al Ducato di Simeri. Alla sua morte i suoi beni rimasero abbandonati per alcuni anni (poiché non aveva eredi), finché divennero possedimento dei fattori e dei contadini che erano stati al servizio del Duca.Pare che il borgo sia stato fondato alla fine del XVI secolo da alcuni componenti delle famiglie Grande e Gareri. La prima parte del nome, Soveria, ha origine fitonimica e potrebbe derivare da sorbo o dal calabrese suveru, "sughero". La seconda, invece, è stata quasi sicuramente originata dal fiume Simeri che scorre sul territorio. Ebbe inizialmente il nome di Casal Soveria in ragione di un fitto bosco di sugheri che ne occupava il territorio. Successivamente il centro fu aggregato alla terra di Simeri. Come casale di Simeri, appartenne ai Borgia fino al 1622. I primi nuclei abitabili sorsero nel luogo di una chiesa dedicata a S.Nicola che attualmente trovasi all'inizio del paese. Dopo i Borgia, la terra passò ai Ravaschieri principi di Satriano. Francesco, feudatario della casata, la donò alla moglie Agata Pallavicino e ordinò che da quel momento il paese prendesse questo nome (si chiamò, infatti, Pallavicino fino al 1806). Nel 1664, per decisione del proprio Parlamento, Pallavicino venne aggregato alla terra di Simeri con privilegio di esenzione di alcuni paesi ed il pagamento di duecento ducati. Il casale di Simeri fu poi dei de Fiore, dei Barreta Gonzaga e dei de Nobili che vi rimasero fino al 1806, anno dell’eversione della feudalità. Sotto il governo di Belcastro, con il titolo di università, fu indicato anche con il nome di Soveria di Catanzaro. Nel 1811, in seguito al riordino amministrativo, fu messo a capo del circondario comprendente i comuni di Simeri, Sellia e Zagarise. Nel 1956 parte del suo territorio, compreso lo sbocco a mare, fu assegnato al costituendo comune di Sellia Marina.

sabato 23 luglio 2011

Goletta Verde assegna una bruttissima bandiera nera per la qualità dell'acqua del nostro mare

È emergenza depurazione in Calabria.
A ribadirlo sono i dati di Goletta verde di Legambiente che parlano di un sistema di gestione dei reflui giudicato insufficiente dal 60% dei cittadini. Massima allerta per foci e scarichi - documenta la campagna dell’associazione ambientalista i cui dati sono stati illustrati a Catanzaro - con venti punti, tra cui anche realtà dove si registra l’assenza o il malfunzionamento degli impianti, risultati fortemente inquinati dal punto di vista microbiologico. Ad illustrare gli esiti del monitoraggio condotto in questi giorni dall’imbarcazione di Legambiente che ha assegnato alla Regione la “Bandiera nera”, sono stati la direttrice generale Rossella Muroni, l’assessore regionale alle Politiche dell’Ambiente, Francesco Pugliano (che ha ritirato il drappo), il prefetto di Catanzaro Antonio Reppucci, il direttore generale dell’Arpacal Sabrina Santagati, la presidente della Provincia di Catanzaro Wanda Ferro, Vincenzo De Luca, direttore marittimo della Capitaneria di porto per la Calabria e Andrea Dominijanni di Legambiente Catanzaro. Presenti all’iniziativa anche Mario Magno, componente la Commissione regionale Ambiente ed Enzo Ciconte, componente la Commissione regionale Sanità. Off limits gli specchi d’acqua di Catanzaro Lido (foce Fiumarella), Sellia Marina (località Sena), Cropani Marina (foce fiume omonimo); e ancora: Reggio (Pellaro, Lido comunale, zona aeroportuale e Catona) e in provincia (Lazzaro), Villa San Giovanni (Cannitello), Gioia Tauro (Pineta), San Ferdinando (foce fiume Mesima). Stessa problematica nel cosentino: Corigliano (foce torrente Coriglianeto), Paola (foce del torrente S. Francesco). Nel vibonese due punti a Ricadi (Torre Ruffa e Santa Domenica) e a Vibo Bivona (foce torrente Sant’Anna). Pollice verso anche per la foce del fiume Esaro a Crotone, Isola Capo Rizzuto e Strongoli (località Fasana foce del Fiume Neto) “La situazione calabrese - ha afferma la Muroni - riflette purtroppo un’emergenza nazionale. La mancata depurazione e l’inadeguatezza delle strutture esistenti per il trattamento delle acque reflue rappresentano una nota dolente. Nel corso degli anni è stata portata avanti la politica dei depuratori come infrastrutture con ottimi affari spesso al centro di interessi illeciti a scapito della loro funzionalità”. Muroni ha invitato ad evitare di contrapporre i dati di Goletta verde, che hanno riguardato alcuni punti critici ben individuati nelle foci di corsi d’acqua e scarichi, da quelli rilevati da Arpacal che riguardano la balneabilità dei lidi. Per l’assessore Pugliano “in materia di depurazione abbiamo assistito nei decenni all’avvicendarsi di Uffici del commissario per l’emergenza, ambiti territoriali ottimali e comuni. C’é stata una spesa, anche di una certa importanza, disordinata e che non ha portato i risultati che doveva portare. Non c’é stata solo una carenza infrastrutturale per la mancanza di depuratori ma anche una gestione insufficiente che non può essere addebitata ai comuni”.

venerdì 22 luglio 2011

Zagarise: fermato un giovane piromane colto mentre appiccava un incendio


Salvatore Catalano, 20 anni di Zagarise (Cz), è stato arrestato dai carabinieri mentre appiccava un incendio in una località nei pressi del comune del catanzarese. Il fuoco, alimentato dal forte vento, ha distrutto alcuni ettari di macchia mediterranea, querceti e acacie. L’arresto di Catalano è stato fatto nell’ambito dell’operazione boschi sicuri predisposta dalla Legione carabinieri Calabria e che vede impegnate decine di militari, anche in borghese, dotati di di strumentazioni sofisticate come visori notturni, per identificare più agevolmente i malintenzionati all’interno dei boschi. 
 ll giovane di 20 anni è stato fermato mentre appiccava un incendio in una località nei pressi del comune del catanzarese
All’arresto di Catalano i militari sono giunti dopo la segnalazione di diversi roghi nella zona della Presila catanzarese la cui natura dolosa era testimoniata dalla presenza di sul posto di fiammiferi o materiale per velocizzare la combustione. Catalano, colto con ancora in mano i fiammiferi ha tentato di scappare ma è stato immediatamente fermato. il giovane ha fin da subito ammesso le proprie responsabilità, affermando di essere stato l’autore di tutti gli ultimi incendi.

giovedì 21 luglio 2011

Storia della brigantessa Generosa Cardamone ( Seconda Parte )

Il 14 Giugno del 1864 alcuni briganti, comandati da Pietro Bianco, uccisero a colpi di fucile sei animali vaccini di proprietà di Leopoldo Muraca in contrada Ospedale, tenimento di Bianchi producendogli un danno valutato per Lire 1275.
A questa operazione brigantesca prese parte anche Generosa Cardamone. Due pastori, Rosario e Carlo Sacco stavano pascolando dei bovi quando, secondo la testimonianza poi resa da Carlo Sacco, si presentò “il famigerato capo banda Pietro Bianco e la sua Comitiva che si componeva di otto o nove malfattori armati di tutto quanto, e da me voleva sapere dov’erano gli animali vaccini di Don Bernardo Muraca. Io, perché l’ignorava, gli risposi di non saperlo, al chè il Bianco col calcio del fucile mi vibrò dei colpi, ed un altro malfattore del Comune di Cicala che io non conosceva, ma ho saputo dei medesimi malfattori, che si apparteneva a detto Comune, con un coltello lungo mi vibrò con esso un colpo alla nuca del collo, senza ferirmi, perché un altro brigante gli trattenne la mano, e questo poi seppi che era una donna a nome Generosa Cardamone druda del Bianco che vestiva da uomo, ed
era armata di fucile.
A Castagna nacquero i suoi nonni: Angelo Cardamone e Nicoletta Sacco. Essi emigrarono negli Stati Uniti d’America alla fine del XIX secolo. Ma Helen per quello che ha scritto, per come l’ha scritto, è a tutti gli effetti una castagnese doc. Nel 1991 su “Selezione dei Reader Digest” apparve un suggestivo racconto intitolato: “Italiano lingua del cuore”. Era la struggente testimonianza di come lei, docente universitaria, aveva scoperto le proprie radici nel ricordo di una nonna che: “…era sempre vestita di nero e parlava solo il dialetto del suo paesello Castagna che aveva lasciato a 17 anni per andare in America… “ e che lei bambina andava a spesso a trovare con sua madre a Utica, nello stato di New York. Quando Helen comprese, volle imparare la lingua italiana, che per lei divenne lingua del cuore. Oggi Helen Barolini è una delle massime scrittrici italo–americane a fianco di scrittori come John Fante, Mario Puzo, Gay Talese, Joseph Giuliani, Antonio Porchia: scrittori e poeti di nostalgiche malinconie e di saghe familiari d’emigranti, di storie d’inesorabili addìi. Ella appartiene alla generazione, per così dire, di mezzo degli italo–americani, figli o già nipoti dei primi emigranti poveri, disperati e analfabeti che poveramente vissero ai margini del grande sogno americano,

mercoledì 20 luglio 2011

la nuova manovra finanziaria reintroduce i ticket sanitari la nostra regione tra le prime dove è già esecutivo

Dopo la decisione del Governo nazionale sui ticket sanitari 
 le Regioni cercano misure per alleviare l’aggravio agli utenti e in Calabria inizia il caos dopo la manovra finanziaria, approvata a tempo di record dal Parlamento. La quota è stabilita: 10 euro sulle prestazioni specialistiche (già applicato in alcune Regioni), a cui si aggiunge quello da 25 euro sui ricorsi impropri al pronto soccorso, i cosiddetti “codici bianchi”. Il ticket è scattato in Liguria, Lombardia, Calabria e Basilicata. Fra le regioni che hanno già applicato la nuova tassa c’è anche il Lazio, dove il pagamento è stato introdotto ieri a macchia di leopardo solo in alcune Asl, ma dove la governatrice Renata Polverini ha annunciato l’intenzione di alzare le fasce di esenzione. Una soluzione prova a cercarla anche il governatore della Calabria, Giuseppe Scopelliti.
«Bisogna innanzitutto capire quanto recuperiamo attraverso il ticket, cercare la possibilità di coprire quel gap (i prodotto dal governo, magari attraverso un recupero di somme dal bilancio o attraverso dei comparti delle spese sanitarie - dice Franco Zoccali, direttore generale della Regione». Per oggi intanto è in programma una riunione al tavolo Massicci.
In Calabria si parla di alzare la fascia di esenzione e di evitare il pagamento del ticket per patologie croniche, ma un vero e proprio provvedimento non è stato ancora studiato. Al momento è tutto nel caos. Le Asp e i Pronto soccorso non sanno come comportarsi. Va ricordato intanto che la Calabria è soggetta al piano di rientro dal debito sanitario e per tale motivo è costretta ad introdurre le nuove tariffe. Nei giorni scorsi il presidente della Regione Giuseppe Scopelliti aveva riferito che il Dipartimento sta verificando la possibilità di diversificare il pagamento per prestazioni e patologie. Ed è quello che oggi conferma Zoccali che a quel provvedimento per alleviare i disagi sta lavorando. La possibilità sarà rappresentata al tavolo Massicci che si riunisce a Roma ed al quale parteciperà lo stesso Scopelliti.

lunedì 18 luglio 2011

Secondo il rapporto annuale dell' Istat un Italia sempre più povera,una Calabria sempre di più poverissima

 
Una situazione drammatica quella italiana dove i poveri superano quota 8 milioni, 
il 13,8% dell’intera popolazione. Si tratta di quasi 3 milioni di famiglie in difficoltà (l'11% del totale). E la maggiore incidenza di famiglie povere si registra in tre regioni del sud: Basilicata, Calabria e Sicilia.
Il rapporto annuale dell’Istat sulle condizioni di vita nel 2010 rivela come una larga fetta di italiani si trovi sotto la soglia della povertà relativa, e va avanti potendo contare su una spesa mensile inferiore ai 992,46 euro al mese.
L’Istat inoltre, stima che tra gli 8 milioni d’indigenti ci sono 3 milioni di persone (più di un milione di famiglie) definite «poveri tra i poveri», l’ampia schiera di cittadini che vive di stenti, tecnicamente in povertà assoluta, senza le disponibilità per conseguire standard di vita «minimamente accettabili».
Rispetto al 2009 l’Istituto di statistica sottolinea come in Italia «la povertà risulti sostanzialmente stabile», sia in termini relativi sia assoluti. Anche se, guardando nel dettaglio i dati, si notano alcuni ritocchi all’insù, con il numero di bisognosi che supera quota 8 milioni.
Ma, sopratutto, dietro un quadro complessivo quasi invariato si nascondono sofferenze sempre più forti per alcune fasce di popolazione. In particolare, la povertà relativa aumenta tra le famiglie di 5 e più componenti, tanto che risulta indigente quasi un nucleo numeroso su tre.
Le condizioni peggiorano anche tra le famiglie italiane con membri aggregati, come quei nuclei che vedono l'inserimento del genitore anziano nella famiglia del figlio. Scontano maggiori privazioni anche i nuclei monogenitore, quelli che hanno a capo un lavoratore in proprio e le coppie di anziani con un solo reddito da pensione.

sabato 16 luglio 2011

Catanzaro una volta conosciuta come la città delle tre v, oggi festeggia il suo Santo protettore San Vitaliano

 
Catanzaro era anticamente conosciuta, come la Città delle tre "V", riferite a tre caratteristiche distintive della città, ovvero:
V- di San Vitaliano, santo patrono;
V- di vento in quanto costantemente battuta da forti brezze provenienti dal Mar Ionio e dalla Sila;
V- di velluto in quanto importante centro serico fin dai tempi dei Bizantini
"Trovare un amico è così raro, come un giorno senza vento a Catanzaro" recita un detto popolare poiché Catanzaro è rinfrescata costantemente da forti brezze, provenienti dallo Ionio, dal Tirreno e dalla Sila. come il vento che soffia sempre impetuoso. La seconda "V" sta per Vitaliano, il santo protettore le cui reliquie furono inviate a Catanzaro in segno di apprezzamento per l'accoglienza data dalla città a Papa Calisto II (Papa dal 1119). La terza "V" sta per velluto che, assieme a damaschi e sete, diede lustro e ricchezze alla città. Qui si coltivava il baco da seta e si era affinata la lavorazione artigiana della seta e dei tessuti. Questa attività artigiana unita a quella commerciale aveva difatti dato a Catanzaro fama internazionale nell'arte serica, fino al 1800, quando con l'invenzione dei telai Jaquard, la lavorazione divenne automatica e si svalutò l'aspetto artigianale. 
Oggi 16 Luglio  catanzaro festeggia il suo Santo patrono ecco la sua storia.
Di questo santo si hanno poche notizie. Un’edizione del Martirologio Gerominiano, risalente alla prima metà dell’ottavo secolo, lo ricordava il 3 settembre con l’affermazione in Caudis Vitaliani che faceva pensare che fosse un martire del Sannio; infatti Caudium, attuale Montesarchio, si trovava tra Capua e Benevento, città queste che in passato si contesero San Vitaliano come vescovo.
Nel più antico dei calendari liturgici capuani, risalente al XII secolo, il nome del santo è incredibilmente assente; nei successivi è ricordato non più il 3 settembre, ma il 16 luglio, data confermata anche dal Martirologio Beneventano di santa Maria del Gualdo.
Probabile quindi che la rinascita del culto risalga agli ultimissimi anni del XII secolo; in questo periodo un sacerdote beneventano scrisse la prima biografia arricchendola di particolari di fantasia, rendendola così inattendibile. Tale biografia affermava che san Vitaliano fu proclamato vescovo di Capua contro la sua volontà. Subì ogni genere di insinuazioni e derisioni da parte dei suoi nemici che lo accusarono di avere tendenze particolari. Per svergognarlo davanti ai fedeli, i nemici con uno stratagemma riuscirono a farlo comparire in pubblico con abiti femminili. Il santo si difese con molta abilità; dopo che scoprì il complotto si allontanò dalla città. La sua fuga fu breve: venne catturato, legato dentro un sacco e gettato nel Garigliano.

venerdì 15 luglio 2011

La regione Calabria risulta una delle regioni d'Italia più ricche di reperti archeologici risalenti alla preistorica. (Seconda ed ultima Parte)


Da questa razza nacque il ceppo di cui discendiamo anche noi 
e che orgogliosamente venne chiamata dell’Homo Sapiens cioè dell’uomo saggio.
Questi cacciatori abitarono nelle grotte chiamate del Romito a Papasidero (Cosenza) in un’epoca compresa tra 35.000 e 10.000 anni a.C. . Ma la grande novità dell’epoca di questi cacciatori era l’arte. Questa appare legata a un complesso simbolismo metafisico (raffigurazione di animali, che si associano spesso a motivi figurativi geometrici o astratti).
Nella Grotta del Romito nel Paleo-mesolitico vengono elaborate credenze relative alla sepoltura dei morti, a riti e culti di cui fu rinvenuta una buona documentazione artistica. Scoperta nel 1961 dal prof. Paolo Graziosi dell’Università di Firenze su indicazione di Agostino Miglio, presenta due ambienti ben distinti: la Grotta è profonda venti metri circa e il Riparo che si estende per 35 metri. Durante gli scavi archeologici vicino all’ingresso della Grotta, sono state rinvenute tre duplici sepolture di ominidi di bassa statura (circa 1,50 m.) e numerosi reperti litici ed ossei. La morfologia degli ominidi è di tipo cromagnoide (Uomo di Cro-Magnon). Nella prima sepoltura, un uomo e una donna, erano sdraiati uno sull’altro in posizione supina; sul femore sinistro e sulla spalla destra dell’uomo , un frammento di corno di bove costituiva il corredo funebre.

mercoledì 13 luglio 2011

Internet gratis per tutti i Selliesi....chi sta fuori potrà osservare l'incantevole borgo di Sellia in web cam


Articolo tratto dalla "Gazzetta del Sud"

Ultimamente sui giornali locali tante positive notizie su Sellia



Ultimamente il nostro borgo si trova spesso in positivo agli onori della cronaca sui giornali locali.
Selliaracconta da sempre riporta i vari articoli che parlano di Sellia in particolar modo è con orgoglio
quando essi sono in positivo. Se il tutto a qualcuno può dar fastidio, questo rimane un serio problema suo.
Noi del blog Selliaracconta seremo sempre orgogliosi, entusiasti di portare a conoscenza di tutti le buone notizie da qualsiasi parte essi possano arrivare
che saranno di sprono a far risorgere il nostro bellissimo borgo
Dopo quest' articolo tratto dal "Quotidiano della Calabria" 
ne inseriremo un altro tratto questa volta dalla "Gazzetta del Sud" di oggi
Per gli eventuali commenti vi invito sempre a farlo QUI sul forum iscriversi è facilissimo
sempre nel massimo rispetto della privacy

Caldo record in tutta la calabria, in questi giorni Cosenza con i suoi 37 gradi si conferma come città più bollente


Temperature ben oltre i 35 gradi ieri in tutta la Calabria
con punte che in alcuni casi come nel cosentino lambiscono i 40 - e clima davvero rovente: il caldo africano, di origine sub sahariana, che ha preso di mira tutto lo Stivale si fa decisamente sentire anche dal Pollino allo Stretto. E ne sanno qualcosa i turisti che frequentano in questi giorni la città calabrese dello Stretto, in particolare quelli che sono richiamati dagli straordinari reperti e dalle opere conservate nel Museo nazionale della Magna Grecia, attualmente chiuso per un restyling, che possono trovare un pò di refrigerio solo nelle sale-laboratorio dotate di moderne tecnologie, messe a disposizione dal Consiglio regionale e dove sono attualmente custoditi i Bronzi di Riace, in un ambiente climatizzato al punto giusto per le esigenze di tutela e conservazione dei due guerrieri. Sono in ogni caso le città, tra asfalto e cemento, a pagare il conto più oneroso. A Catanzaro, già dalle 8 di ieri mattina, la colonnina di mercurio segnava 30 gradi, mitigati solo in minima parte da un pò di vento. Analoga situazione a Crotone, altra città che ha collezionato negli ultimi anni molti picchi da record, con tutta la fascia ionica che, per le sue condizioni geografiche subisce maggiormente, quando si verificano, gli assalti delle ondate di caldo africano. Anche a Cosenza, da giorni, si registrano punte di oltre 37 gradi, con l’area della valle del Crati, quella che circonda la città, che continua a confermarsi come la zona in assoluto più bollente della regione e con una caratteristica che la connota: essere cioè la più fredda d’inverno e la più calda d’estate. In città, fontanelle pubbliche prese d’assalto e caccia all’ombra per sfuggire alla canicola. Tutto questo malgrado la sensazione di disagio e afa che si vive di giorno venga poi compensata nelle ore notturne da un’escursione termica che ha sfiorato, in alcuni casi, i 20 gradi. Presi d’assalto, nelle ore più calde, i centri commerciali e i parchi cittadini. Non si segnalano dai pronto soccorso delle principali città calabresi aumenti significativi di richieste di soccorso legate al caldo opprimente delle ultime ore.

martedì 12 luglio 2011

Un barcone con 43 immigrati sono sbarcati ieri sul lungomare di Catanzaro Lido

Un barcone con a bordo 43 cittadini extracomunitari è stato intercettati da due motovedette della Guardia di finanza a circa quattro miglia da Catanzaro Lido. Il motopesca, lungo 16 metri e di colore blu con scritte in arabo ai lati, è stato scortato al porto di Crotone. Gli immigrati, dei quali non è stata ancora accertata la nazionalità e la provenienza, sono tutti di sesso maschile e sono sbarcati al porticciolo di Le Castella, nel comune di Isola Capo Rizzuto, gli immigrati sorpresi la notte scorsa dalle motovedette della Guardia di finanza a bordo di un motopeschereccio a largo della costa di Catanzaro Lido.
L’imbarcazione, lunga sedici metri e con le scritte in lungua araba sulla fiancata, era inizialmente diretta al porto di Crotone ma durante il tragitto i finanzieri si sono accorti che imbarcava acqua ed hanno quindi deciso di fare tappa nel più vicino approdo di Le Castella, dopo aver preso a bordo delle motovedette alcuni immigrati per alleggerire lo scafo. In tutto sono sbarcate 46 persone, tutti maschi di nazionalità egiziana, metà dei quali minori, che sono stati già condotti al centro di accoglienza di Sant'Anna dove gli agenti della Polizia di Stato hanno iniziato la procedura di identificazione. Secondo le prime dichiarazioni rese ai poliziotti, il motopeschereccio sarebbe partito da un porto della Libia con a bordo oltre sessanta persone, alcune delle quali, nella notte, sarebbero sbarcate nei pressi di Catanzaro Lido; nello stesso frangente anche gli scafisti

lunedì 11 luglio 2011

Nel comune di Sellia a breve partiranno dieci interventi previsti dall'amministrazione comunale per un importo superiore al milione e mezzo di euro


Articolo tratto dal "Quotidiano della Calabria"

Una buonissima notizia per tutti i Selliesi da metà mese l'accesso a internet sarà gratis per tutti i residenti

Internet gratis a Sellia, presto attiva rete WI SE
Si chiamerà WI SE (Wireless Sellia) la rete wi fi che entro fine mese permetterà ai cittadini residenti nel comune di Sellia di poter accedere gratuitamente ad internet. L’Amministrazione comunale di Sellia, infatti, guidata dal sindaco Davide Zicchinella, sfruttando un’apposita misura finanziata dal PIAR, piano comunitario che sostiene i piccoli centri rurali e agricoli ricadenti nelle regioni obiettivo 1, disporrà a breve di una propria rete wireless attraverso la quale potrà fare accedere gratuitamente quanti posseggono un PC ad internet. Analogo accesso libero sarà garantito, in tutti gli spazi pubblici che saranno opportunamente attrezzati, a quanti visitando il paese faranno espressa richiesta presso gli uffici comunali. In altre parole Sellia, piccolo centro della presila catanzarese, già assurto agli onori della cronaca per essere il primo paese della regione per percentuale di rifiuti differenziati, si candida ora ad essere uno dei primi paesi della regione, ed il il primo paese della provincia di Catanzaro, nel cui territorio comunale l’accesso alle rete sarà a disposizione di tutti, residenti e non, senza onere alcuno. Su tale nuovo primato raggiunto dal piccolo comune catanzarese abbiamo registrato l’intervento di Davide Zicchinella che da due anni è a capo dell’amministrazione comunale. “ Ancora una volta Sellia, paesi fra i più piccoli della provincia e della regione raggiunge importanti traguardi. Nel 2010 dalla classifica pubblicatada Legambiente nelle scorse settimane risultiamo essere il paese più virtuoso della regione in tema di raccolta dei rifiuti. Ora con l’ormai prossima attivazione della nostra rete wireless saremo il primo paese della provincia di Catanzaro e fra i primi della regione a offrire un essenziale servizio alla cittadinanza gratuitamente. Ma oltre ad offrire l’accesso gratuito ad internet, attraverso l’attivazione del wireless, i cittadini potranno accedere ad uno spazio intranet dedicato all’attività amministrativa ed ad un apposito portale nel quale potranno tenersi informati sulle attività amministrative ed interagire con l’amministrazione comunale stessa. Inoltre, con lo stesso progetto, saranno installate delle web-cam sui punti strategici del paese. In un sol colpo, dunque, grazie all’attivazione della rete WI SE, oltre a garantire un veloce ed efficiente accesso alla rete, ed una serie di servizi al cittadino, otterremo l’ azzeramento nel nostro comune del Digital Divide, termine usato per indicare il divario esistente tra chi ha accesso effettivo alle tecnologie e chi ne è escluso in modo parziale o totale. Essendo Sellia un piccolo centro di una delle regioni d’Europa meno attrezzate in termini economici e di infrastrutture, siamo certi che attraverso questo nostro intervento, permetteremo a tanti cittadini che per motivi economici o di altra natura non erano ancora riusciti ad avere un accesso ad internet di poterlo avere.

sabato 9 luglio 2011

Sellia al primo posto in Calabria nella differenziata


Articolo tratto dalla "Gazzetta del Sud"

Storia della brigantessa Generosa Cardamone ( Prima parte)


La brigantessa Generosa Cardamone di Angelo e Angela De Fazio, da Castagna.
La brigantessa nacque l’8 novembre 1845.I suoi connotati personali:
 Capelli:        castani;
fronte:         media;

naso:           regolare;

occhi:          castani;

bocca:         giusta;

viso:            regolare;
statura:        giusta;

L’anno 1867 il giorno 20 del mese di settembre la sezione di accusa della Corte di Appello delle Calabrie in Catanzaro processa, insieme a Pietro Bianchi ed altri Generosa Cardamone di Angelo di anni 21 da Castagna.
Le imputazioni a carico sono:
1.     Associazione di malfattori in numero maggiore di cinque con lo scopo di delinquere contro le persone e la proprietà;
2.     Guasto di cosa mobile commesso in banda armata e con aperta violenza, in pregiudizio di Leopoldo Murachi;
L’imputata Cardamone druda del capo comitiva la quale armata al pari degli altri, vestiva da brigante, faceva indubbiamente parte della banda. Negli stessi atti processuali si ribadisce ancora l’accusa di avere fatto parte
di un’associazione di malfattori perché “fu ella veduta in abito virile e con armi lunghe da fuoco ed insidiose, seguitare il Bianchi e la sua comitiva, partecipando alle di lui vendette. Viene inviata per essere ancora processata alla Corte di Assise di Cosenza per avere unita ad altri malfattori fatto parte di una banda maggiore di cinque persone che nel 1864 e negli anni posteriori correa armata la campagna allo scopo di delinquere contro le persone e le proprietà. Viene ordinata a tale scopo pertanto la traduzione della Cardamone nelle carceri giudiziarie di Cosenza. La Corte di Assise di Cosenza, veduti gli atti a carico della detenuta, condanna il giorno 5 Marzo 1868 Generosa Cardamone a “quattro anni di reclusione a tre di sorveglianza speciale della Pubblica sicurezza, ed alle spese del giudizio a pro dell’erario dello stato.
L’anno 1867, il giorno 30 del mese di Aprile alle ore 9:00 antimeridiane nelle carceri di Catanzaro.

Avanti di noi Giovanni Romeo giudice istruttore presso il Tribunale civile  e Conz.le di Catanzaro assistiti dal Commesso Sig. Daniele Pagano, al quale si è fatto prestare il giuramento prescritto dall’art. 87 Codice di P.P. dietro ordine del capo guardiano è comparsa libera e sciolta da ogni legame la detenuta Generosa Cardamone la quale interrogata sulle generali e a dichiarare se e quali prove abbia essa a proprio discarico, risponde:

venerdì 8 luglio 2011

Agguato mortale in pieno centro a Lamezia Terme.... siamo in estate ma la ndragheta non va in ferie


Agguato mortale, ieri mattina, a Lamezia Terme
Un giovane di 20 anni, Francesco Torcasio, è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco mentre si trovava a bordo della sua autovettura, un Peugeot 107, parcheggiata in via Misiani, nel centro della città. Alcune settimane fa era stato ucciso il padre della vittima, mentre di sera stava assistendo ad una partita in un centro sportivo alla periferia di Lamezia Terme. L’omicidio di Francesco Torcasio, sarebbe, secondo gli investigatori, una netta conferma della ripresa della faida tra le cosche della ‘ndrangheta. Nella faida, che va avanti da oltre nove anni, i componenti della famiglia Torcasio sono stati decimati. L’omicidio di Vincenzo Torcasio, cugino di primo grado del presunto boss, e quello del figlio Francesco, commesso a distanza di un mese, confermerebbero ancora una volta che si tratta della cosca perdente. Negli ambienti investigativi si ipotizza che a Lamezia Terme ci sia una riorganizzazione degli assetti della criminalità organizzata e del controllo delle attività illecite. Nelle settimane scorse il sindaco di Lamezia Terme, Gianni Speranza, si era detto preoccupato per la “grave situazione”. Dopo l’omicidio di Vincenzo Torcasio a Lamezia si era riunito il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica che aveva deciso un potenziamento del controllo del territorio. “Sono profondamente turbato e addolorato per quello che sta succedendo. Un omicidio di chiarissimo stampo mafioso alle 9 del mattino, in pieno centro cittadino e dopo che nella notte si era messa in atto un’ennesima intimidazione, questa volta ai danni della pasticceria Giordano coinvolgendo gli abitanti della zona. La vittima, un ragazzo di 20 anni, figlio di una persona uccisa qualche settimana fa. Siamo tutti preoccupati che riprenda e si sviluppi una nuova guerra di mafia, terribile, sanguinaria e senza esclusione di colpi”. Lo afferma il sindaco di Lamezia Terme, Gianni Speranza, in merito all’agguato mortale di ieri. “Nel ribadire il sostegno mio e di tutti i cittadini alle forze di polizia e alla magistratura per quello che fanno ogni giorno - aggiunge Speranza - voglio invitare l’opinione pubblica alla reazione democratica e civile e lo Stato a stare vicino a Lamezia in questo momento difficile. Lamezia ha dimostrato di essere una comunità vitale, vivace e che vuole conquistarsi un suo futuro di libertà e di dignità. Faccio un appello: la vendetta non serve, alimenta solo odio e sangue ed espone a rischi anche cittadini inconsapevoli che passano per caso sul posto dei delitti e degli attentati”. “Siamo fortemente preoccupati per il clima di tensione e per gli atti criminosi che stanno turbando la serenità della città di Lamezia Terme”, afferma dal canto suo il commissario cittadino del Pd, Giovanni Puccio. “In una zona centrale della città di Lamezia Terme - aggiunge Puccio - è stato ucciso Francesco Torcasio, un giovane di 20 anni, a distanza di un mese dall’omicidio del padre. È il quinto omicidio in due mesi. La città è profondamente turbata dallo scontro tra cosche e che insieme alle intimidazioni quotidiane che si registrano in città (l’ultima è di ieri) producono un clima di paura che minaccia la libertà di tutti. Lamezia deve reagire in modo forte ed ognuno deve fare la propria parte, si richiede un’assunzione di responsabilità non soltanto ai soggetti istituzionalmente preposti al contrasto della criminalità ma anche a chi in modo netto, insieme, vuole generare nella società quegli anticorpi necessari per sconfiggere ogni forma di violenza e di soprusi”. “Ancora omicidi di mafia a Lamezia Terme e atti intimidatori alle attività commerciali. L’ultimo atto intimidatorio ha riguardato una pasticceria nel centro di Nicastro, colpita da una violenta esplosione”. La Casa della legalità, R-Evolution legalità, Libera Lamezia, FISH Calabria Onlus, Coordinamento Regionale Alogon, Agende Rosse Calabria, Il Delta Società Cooperativa Sociale in una nota stampa “condannano fermamente la violenza delle ‘ndrine in città.

giovedì 7 luglio 2011

Sellia risulta tra i 25 comuni d'Italia più virtuosi nella raccolta della differenziata

    Anche Legambiente incorona Sellia primo “Comune Riciclone”     calabrese


Sellia si conferma primo comune calabrese per percentuale di raccolta differenziata. Anche dalla classifica stilata dall’ “Ecosportello” di “Legambiente” che ha analizzato i dati di rifiuti riciclati dei comuni italiani, Sellia che occupa la 24a posizione in ambito nazionale, è di gran lunga il più virtuoso dei comuni calabresi. Per trovare un altro comune della nostra regione bisogna scorrere la graduatoria fino alla 69a posizione occupata dal comune di Vaccarizzo Albanese in provincia di Cosenza. La classifica di Legambiente viene stilata attraverso un indice che mette in rapporto la percentuale di raccolta differenziata realizzata unitamente alla riduzione di emissione di Kg CO2 procapite. Con il punteggio di 67,54 Sellia conquista, come detto il primato regionale e si colloca tra i primi 25 comuni d’Italia. Questo dato conferma quello pubblicato nei mesi scorsi dall’ARPACAL (Agenzia Regionale Protezione Ambiente) nel Report “Rifiuti 2010” che colloca Sellia con il suo 73.68% di rifiuti riciclati in vetta alla graduatoria regionale. Se si considera che il dato medio regionale di differenziata è del 11.93% si può facilmente capire come il dato del comune di Sellia sia davvero straordinario. Su tale importante primato abbiamo voluto sentire il giovane sindaco della piccola comunità selliese, Davide Zicchinella. “ Innanzitutto voglio ringraziare i miei concittadini perché se Sellia è riuscita a raggiungere questo importante traguardo è certamente grazie anche alla loro collaborazione. Detenere il primato regionale sulla raccolta differenziata come hanno confermato
sia i dati dell’ARPACAL nei mesi scorsi sia quelli di Legambiente in questi giorni è per noi tutti motivo di grande orgoglio. Il prossimo 14 luglio sarò a Roma per ritirare il premio che Legambiente assegna ai comuni italiani più virtuosi definiti appunto “Ricicloni” e che vede Sellia tra i primi 25 comuni d’Italia.

mercoledì 6 luglio 2011

Simeri Crichi presenze da record nel secondo anno dell'oratorio estivo


La regione Calabria risulta una delle regioni d'Italia più ricche di reperti archeologici risalenti alla preistorica. (Prima Parte)


Le varie ricerche archeologiche
hanno reso la regione una tra le più note d’Italia per la ricchezza di reperti risalenti alla preistoria. Durante il Paleolitico inferiore la Calabria era caratterizzata dalla presenza dell’industria del ciottolo(chopper) che consisteva nello scheggiare rozzamente pietre mediante percussione con altra pietra, sovente sfaccettate dalle quali gli uomini primitivi ricavavano gli arnesi che utilizzavano per uccidere gli animali. Gli oggetti tratti da ciottoli di quarzite ritrovati nella località di Casella di Maida (Catanzaro) sono testimonianza del più antico insediamento di Homo Erectus con industria preacheuleana databile tra 700.000 e 500.000 anni fa . Anticamente le grotte abitate da questi ominidi si trovavano nei pressi di una spiaggia battuta dal mare, oggi sostituita da un ambiente a macchia mediterranea .
L’importanza di questa stazione preistorica non si ferma al solo campo paleontologico, ma riguarda anche quello geologico. Le varie stratificazioni delineate sul terreno, comprovano i vari sollevamenti marini ai quali è stata sottoposta la Calabria in un lontanissimo passato geologico.
Accanto alle attività legate alla sopravvivenza dell’uomo, troviamo un’importante giacimento di superficie dell’Acheuleano finale ( industria levalloisiana-musteriana) di Rosaneto di Tortora, (Cosenza) nei pressi della foce della fiumara Noce-Castrocucco, antica di 250.000 anni. In questo sito sono state rinvenuti strumenti su ciottolo e su scheggia con industria del bifacciale o amigdala, raschiatoi, punteruoli e utensili dentellati ( hachereaux).
Del Paleolitico medio possiamo annoverare le stazioni litiche musteriane di Grotta di Torre Talao (Scalea) dove l’uomo era dedito alla caccia e alla raccolta di frutti spontanei.
Lo scoglio di San Giovanni di Cirella, grande ammasso calcareo, che nel 1932, mentre alcuni operai impegnati in una cava di pietrisco delle Ferrovie dello Stato tratta Napoli-Reggio, s’imbatterono in un’ampia grotta, profonda una ventina di metri dal quale si dipartivano un buon numero di cunicoli naturali. Furono rinvenuti resti di fauna pleistocenica; come i resti fossili di Elefantini, cavalli e asini nani Caballus e Asinus Equus ), rinoceronti e ippopotami; frammenti scheletrici di Cervus Elaphus e Cervus Capreolus.; piccoli resti quali il Bove Primigenio, e il Bove Tauro. Nell’ordine dei carnivori furono rinvenute ossa di Ursus Spelacus e della Hjena Crocuta ed il Felis Pardo. Per quanto riguarda l’industria litica, furono rinvenuti cuspidi, raschiatoi-punteruoli in selce di forma triangolare e ancora diverse schegge quarzifere, lavorate secondo la tecnica musteriana. Inoltre, ammucchiati, quasi all’ingresso della caverna, trovarono trenta ciottoli in quarzite. ( La grotta è ormai scomparsa completamente da più di quarant’anni abbattuta e distrutta dalle ruspe e dalle trivelle, per la costruzione della Superstrada SS. 18 lungo il Tirreno) Non lontano dallo scoglio vi è la stazione litica di Grotta di Torre Nave a Praia a Mare, (Cosenza) risalente a 125.000 anni fa. In queste grotte, durante gli scavi effettuati dal 1914 al 1932, furono ritrovati

martedì 5 luglio 2011

Si sta concludendo l'inchiesta sui vari parchi eolici in Calabria

Di ieri il deposito delle ultime informative
relative alla porzione di indagini affidata ai carabinieri riguardanti il filone basato sull’ipotizzato pagamento di una presunta tangente di due milioni e 400 mila euro


Come era trapelato nei mesi scorsi, all’epoca dell’ultima proroga delle indagini condotte dalla Procura della Repubblica di Catanzaro, si avvia alla sua conclusione, prevista per fine mese, la vasta inchiesta relativa alla realizzazione di diversi parchi eolici in Calabria, che secondo l’ipotesi accusatoria sarebbe costellata di illeciti. Di ieri il deposito delle ultime informative relative alla porzione di indagini affidata ai carabinieri all’attenzione del sostituto procuratore Carlo Villani, uno dei magistrati impegnati nella complessa attività, in particolare riguardanti il filone basato sull’ipotizzato pagamento di una presunta tangente di due milioni e 400 mila euro che sarebbe stata pagata ad esponenti politici da imprenditori interessati ad entrare nel business dell’eolico in Calabria, ma anche tutte le successive attività per la costruzione di vari parchi seguite alle varie richieste autorizzative presentate da diverse ditte. Questo filone ha coinvolto, fin qui, trentaquattro indagati, tra cui ex amministratori e funzionari regionali, ed imprenditori, per ipotesi di reato che, a vario titolo, vanno dall’associazione a delinquere finalizzata alla concussione, alla corruzione, all’abuso d’ufficio ed al falso. Anche altre, tuttavia, sono le tranche dell’inchiesta le cui investigazioni, nei mesi scorsi, sono state ripartite tra le varie forze di polizia. L’ultima attività degli inquirenti che ha occupato le cronache locali è stata quella legata alla realizzazione del parco eolico di Girifalco, a dicembre è stato posto sotto sequestro per presunte violazione di norme urbanistiche e di direttive regionali. Lo stesso parco eolico, del resto, di recente è tornato alla ribalta delle cronache, e precisamente a metà maggio, quando i carabinieri hanno arrestato l’imprenditore Domenico Strumbo, per una presunta estorsione ai danni della società Brulli energia di Reggio Emilia che nel maggio del 2009 era impegnata nei lavori di realizzazione della struttura.

lunedì 4 luglio 2011

In Calabria esibire nelle varie località turistiche l'ambita bandiera blu significa solo far pagare di più ai turisti

 
Impennata dei prezzi per le casa vacanza; il dato emerge dal portale immobiliare “Casa.it” che, attraverso quello che è stato denominato osservatorio “Calabria”, ha acceso i riflettori sulla nostra regione.
Con la stagione estiva che sta entrando nel vivo l’osservatorio “Calabria” ha analizzato le ricadute, in termini di prezzi, sui chi decide di passare le proprie vacanze nei centri che hanno conquistato la bandiera blu della Fee (la Foundation for environmental education) nel 2011. Sotto osservazione sono stati i mutamenti statistici delle cinque località calabresi che si sono aggiudicate l’ambito riconoscimento: Marina di Gioiosa Jonica, Roccella Jonica, Amendolara, Cariati e Cirò Marina. Dall’analisi è emerso che la spiaggia incontaminata più desiderata dagli italiani è quella di Amendolara, il comune dell’alto jonio cosentino che ha conquistato la “bandiera blu” proprio nel 2011. Rispetto al 2010 il portale di “Casa.it”, infatti, ha registrato un incremento delle richieste rispetto all’anno passato di circa il 17%.
Ma ai turisti costerà un pò soggiornare in Calabria e dati mettono in evidenza che il prestigioso titolo ha portato a notevoli incrementi nei costi d’affitto: fino a un +36% per Marina di Gioiosa Ionica con un prezzo medio settimanale di 

domenica 3 luglio 2011

Catanzaro: finalmente pavimentata nel quartiere Giovino la famosa strada della polvere


Sono stati ultimati lavori di ripristino di quella che da anni veniva definita come ''strada della polvere': l'arteria tra la pineta di Giovino e la spiaggia è stata pavimentata con materiale di colore rosso mattone, di gradevole impatto visivo, e potrà essere percorsa tranquillamente dagli utenti degli stabilimenti balneari e della spiaggia. Si tratta di un nuovo importante risultato del sindaco Michele Traversa, che fin dal momento del suo insediamento ha dedicato un impegno straordinario al quartiere marinaro, e in particolare all'area di Giovino, lasciata per anni in uno stato di totale degrado e abbandono. Per questo il sindaco ha creato una task force, che ha visto la collaborazione dell'Afor, della Catanzaro Servizi, dell'Aimeri, per riqualificare l'intera area costiera. Grazie ad un imponente spiegamento di uomini e mezzi, in pochi giorni la spiaggia e la pineta sono state ripulite dalle erbacce e da ogni tipo di rifiuti, sono state sistemate le aiuole e la grande macchia mediterranea, messe a dimora nuove piante, eliminate le strutture abusive, riparate le staccionate, ripristinata la rete di irrigazione con la realizzazione di un nuovo pozzo, sistemati i canali di deflusso delle acque. Tutti interventi eseguiti sotto la diretta supervisione del sindaco, che in queste settimane ha effettuato numerosi sopralluoghi e continui incontri con i tecnici. La nuova strada sarà ora ultimata con la realizzazione della segnaletica orizzontale e verticale, e con l'installazione di dissuasori di velocità, al fine di garantire la sicurezza di cittadini e turisti.

sabato 2 luglio 2011

Sapete dove si trova il vulcano Marsili? Ci conviene saperlo perchè si trova molto vicino alla Calabria



Il vulcano Marsili che devasterà la Calabria. Cronaca di una morte annunciata o morte di una cronaca annunciata?


Siamo arrivati alla follia. E cioè che mia moglie non potrebbe fare l’ingegnere del Ponte sullo Stretto perché ha solo la terza media. Signori, tanto è zona sismica: è inutile”. Chi fa satira,
 come Cetto La  Qualunque, a volte arriva abbastanza vicino alla verità. E’ qualcosa che non si può evitare, è vero: ma se conosciamo in tempo il rischio, possiamo proteggerci.  Se al mondo non ci fossero costruzioni in cemento, il terremoto sarebbe un “enorme solletico”. Ma il maremoto? Il professore Franco Ortolani, ordinario di Geologia all’Università di Napoli Federico II, ha segnalato un pericolo nascosto tra gli abissi del Tirreno.
    Si tratta di “Marsili”, il vulcano sottomarino più voluminoso d’Europa. E indovinate dove si trova? Il suo cratere è localizzato in mare aperto, a circa 65-70 chilometri a nord dell’arcipelago eoliano, non lontano dalle coste della Calabria tirrenica. E’ un vero e proprio colosso, perché si eleva per circa 3000 metri dal fondo marino e la sua cima sta sotto il livello dell’acqua appena 450 metri giù.  Come se non bastasse l’altezza, la sua area di base è circa  2100 kilometri quadrati: per immaginarcela, dovremmo pensarla molto più grande di Roma (1.285 km²), Torino (130 km²), Firenze (102 km²) e Milano (183 km²) messe una accanto all’altra. Una gigantesca Atlantide.
   Se “il maremoto del 1908 non fu provocato direttamente dal sisma, come si riteneva, ma da una grande frana sottomarina, verificatasi nello Stretto, che fu innescata dallo scuotimento sismico”, non possiamo non pensare ai pericoli che Marsili, risvegliandosi, potrebbe creare.
    In passato lungo i suoi fianchi, come si apprende dal sito www.meteoweb.it , si sono generati “giganteschi eventi franosi sottomarini in grado di alzare imponenti onde di “tsunami” che hanno flagellato tutte le coste tirreniche dell’Italia meridionale (..) La massima altezza delle onde (in inglese “Run-Up”) sarebbe capace di lambire gli “8-10 metri” nei punti dove la morfologia del fondale lo permetteva”.

   Oggi, Marsili è un vulcano attivo, a tutti gli effetti, e anzi: gode di ottima salute. Insomma il rischio è abbastanza concreto, ma non bisogna disperare. Alcuni dicono che la chiave di tutto starebbe nelle isole Eolie che “potrebbero svolgere il ruolo di “sentinelle” e annunciare con netto anticipo l’arrivo dell’onda di maremoto”. Purtroppo “nessuno potrà prevedere per tempo quando e in che misura il Marsili darà sfogo a una forte eruzione e se quest’ultima sarà in grado di dare vita a uno “tsunami”, un maremoto energetico”. Altri ribadiscono che “il più grande vulcano sottomarino d'Europa può disintegrare e provocare uno tsunami che potrebbe inghiottire il Sud Italia in qualsiasi momento”.
   E qui vien da pensare a Bossi e a tutti i suoi amici dalla cravatta verde: chissà quante facce felici. Sarebbero contenti di fare “la cronaca di una morte annunciata”. Ma è giusto sapere, monitorare l’attività del vulcano e non sottovalutare questi rischi.
   Per il resto, speriamo sia invece la “morte” di una cronaca annunciata.
di GIUSEPPE LABATE

venerdì 1 luglio 2011

Folle gesto della gelosia spara contro i consuoceri e la nuora... due morti e un ferito

coÈ accaduto nel Cosentino. A sparare sarebbe stato Francesco Cino probabilmente per dissidi legati alla separazione del figlio di lui con la figlia delle vittime

È morta anche la moglie di Franco Cariati, l’uomo ucciso ieri mattina a San Vincenzo La Costa dal consuocero, Francesco Cino, ancora ricercato dalle forze dell’ordine . Anna Greco, 57 anni, era stata ricoverata all’ospedale civile dell’Annunziata di Cosenza con una ferita di arma da fuoco ad un polmone. È deceduta nel primo pomeriggio. Non è grave invece la figlia, Teresa Cariati, 37 anni, che sarebbe ferita solo ad un braccio. Posti di blocco sono stati istituiti tra Rende e Montalto Uffugo. I carabinieri e la polizia stanno cercando Francesco Cino, venditore ambulante di Montalto. Sarebbe lui l’autore dell’omicidio di Franco Cariati, 61 anni, piccolo imprenditore edile di San Vincenzo La Costa, e della moglie, Anna Greco. L’uomo ha anche ferito Teresa Cariati. Sarebbe stata proprio Teresa Cariati a rivelare la sua identità e a raccontare la vicenda ai carabinieri. Ieri mattina Cino avrebbe voluto incontrare la nuora, che era insieme ai figli di 5 e 9 anni. L’incontro potrebbe essere avvenuto forse in maniera casuale, nei pressi dell’abitazione della donna, a Settimo di Montalto Uffugo. O forse l’uomo l’avrebbe attesa, sorprendendola mentre saliva in auto insieme ai figli. Ci sarebbe stato un diverbio, motivato probabilmente dal fatto che alla donna, nella causa di separazione in corso con il figlio di Cino, sarebbe stato dato in uso l’appartamento della coppia. Per questo Francesco Cino avrebbe già più volte litigato, in passato, con nuora e consuoceri. Il diverbio si sarebbe acceso a tal punto che Cino ha preso una pistola calibro 7,65, probabilmente a tamburo, e avrebbe sparato alla donna, ferendola ad un braccio, in modo non grave. Poi avrebbe annunciato di voler andare a casa dei consuoceri per ucciderli. La donna ha immediatamente, nonostante la ferita, telefonato al padre, avvertendolo del pericolo. Il padre non era in casa, in quel momento. All’arrivo della telefonata si sarebbe subito messo in azione per recarsi nella propria abitazione, camminando lentamente per una steccatura che portava ad una gamba e per le stampelle che doveva utilizzare.