martedì 15 giugno 2010

In viaggio da Sellia verso la Sila (Prima parte)

La mattina ci alzammo presto, era ancora buio,mamma aveva già preparato la colazione: un po’ di latte appena munto di capra e dei “pezzuni di pane tostu”. Papà era fuori a preparare l’asino sistemando “u mastu”riempiendo a “vertula” del stretto necessario per il viaggio ma soprattutto riempiendo i due fiscini di “ficu tosti”: la preziosa merce di scambio da portare sino in Sila. Tutto era pronto, dovevamo partire, ci aspettava un viaggio lungo e faticoso ma anche molto pericoloso per i tanti briganti che infestavano soprattutto la zona presilana. Ma non si poteva partire se prima non si andava a messa. Ogni mattina il prete più giovane diceva la messa dell’aurora  malgrado l’ora la Chiesa era sempre piena, quasi tutti prima di recarsi ai campi o intraprendere qualsiasi attività andavano a messa. Mio zio rientrava tra quei pochi che in Chiesa non c’entrava quasi mai, aveva sempre qualcosa da ridire contro i preti e veniva sempre richiamato da mia madre che era la sua sorella minore; lui rispondeva sempre che non poteva farci niente, era semplicemente allergico. Mio zio era un omone enorme con delle mani callose che quando mi prendevano in braccio mi sentivo più piccolo, più basso di quello che ero; ma era buono, buono come il pane.Sposato con una” forestera” (cioè non di Sellia) non avevano avuti figli e forse anche per questo mi voleva molto bene, un bene enorme, grande quanto lui. Anche zio veniva con noi, arrivò con il suo asino pronto per il viaggio stracolmo di ficu..Era il mio primo viaggio, la mia prima volta fuori Sellia; mia mamma non voleva, ma io avevo tanto insistito che alla fine forse anche per non sentire sempre la mia stessa tiritera papà disse di si. Ero elettrizzato per la mia prima avventura, chissà quante cose nuove avrei visto: paesi, paesaggi ecc.. avevo 9 anni ma compiuti da un pezzo, insomma ero ormai grande,alcuni miei amici con la propria famiglia erano partiti alla ricerca di una vita migliore fuori dal paese, altri non venivano a scuola e lavoravano già nei campi, io invece dovevo andare a scuola che in tutta onestà non mi piaceva, io volevo fare il pastorello, oppure l’esploratore,lo so sono due cose diverse, o forse no? Ma papà diceva che io dovevo studiare: lo studiare è importante, tu devi diventare qualcuno non come me che per firmare so fare a mala pena una X tremolante. Finalmente si parte, papà baciò mamma e dette un tenero bacetto alla mia........

lunedì 14 giugno 2010

Premessa al racconto in 8 capitoli da titolo "In viaggio da Sellia verso la Sila.....e ritorno

Inizieremo domani ad inserire in 8 parti un racconto scritto tempo fa dopo averlo ascoltato da un parente di Sellia il quale mi descrisse con novizia di particolari un interessante episodio tramandato da suo nonno, subito mi sembrò una trama ideale per farci un film d’avventura. Il suo titolo è “IN VIAGGIO DA SELLIA VERSO LA SILA…. E RITORNO” narra la storia di un viaggio, il suo primo viaggio di un bambino di circa 10 anni che insieme al suo papà e suo zio partono con i due asinelli carichi di “ficu tosti” diretti in Sila dove li baratteranno con delle patate. Durante il viaggio incontreranno diversi pericoli dovuti all’epoca in cui il racconto si svolge, siamo infatti all’imminente spedizione dei mille che ci porteranno dal regno delle due Sicilie, con la dominazione dei borboni ,all’annessione del regno d’Italia il quale veniva visto,veniva atteso come la panacea di tutti i problemi del Meridione, purtroppo non fu così perché oltre ad un po’ di libertà apparente disattese tutte le aspettative facendo addirittura rimpiangere i prepotenti,tiranni borboni. Ma tutto questo è un'altra storia, un altro discorso che merita di essere analizzato più approfonditamente. Rientriamo nella descrizione del racconto che come abbiamo detto si svolge su un itinerario relativamente breve,quasi banale,addirittura monotono visto nel contesto dell’epoca in cui viviamo in cui tutti abbiamo la macchina, anche più di una. Oggi andare da Sellia in Sila ci vuole al massimo tre quarti d’ora; strada un po’ tortuosa ma tranquilla al massimo come imprevisto possiamo trovare un po’ di neve ma con le catene montate tutto si risolve. Se invece ritorniamo indietro nel tempo nell’epoca in cui il racconto si svolge, tutto cambia. L’asino era l’unico mezzo di locomozione per il trasporto di persone o cose, il territorio era infestato di ladri, farabutti, briganti che non avevano alcun scrupolo, allo stesso modo si comportavano i borboni sempre più lontani dalle esigenze della popolazione, sempre più tiranni, prepotenti. Oggi per avere delle patate basta andare dal fruttivendolo o al massimo al supermercato; una volta bisognava armarsi di coraggio, forza di volontà ed affrontare lunghi viaggi per poter barattare i prodotti locali con altri meno presenti. Il racconto oltre a descrivere i vari posti percorsi durante il viaggio e anche un susseguirsi di situazioni molto rischiose, con un bambino di 10 anni ( all’epoca bisognava crescere in fretta) che ci racconta tutto il viaggio di andata e ritorno, due giorni pieni d’avventure, pieni di rischio ma anche pieni di dignità di una popolazione al limite della miseria, ma mai senza dignità. Buona lettura

sabato 12 giugno 2010

13 Giugno Sant Antonio di Padova

Domani 13 Giugno si festeggia  
Sant Antonio,nome molto diffuso a Sellia e non poteva essere altrimenti visto il forte attaccamento della nostra comunità verso questo carismatico santo. Bellissima la statua che attualmente si trova nella navata a destra della Chiesa Madre di Sellia anche se la sua naturale collocazione era nella chiesa Del Rosario il quale trovava la sua giusta collocazione in una nicchia e veniva portato in processione il 13 Giugno, dove dei bambini che indossavano degli abitini del Santo, davano dei morbidi panini riposti in delle ceste a tutte le persone che si incontravano lungo il percorso. Questi panini venivano offerti ogni anno da una signora del posto per una grazia ricevuta da parte del  Santo sul figlio più piccolo . Io non ricordo una processione con la statua del Santo, ma ricordo bene un triste episodio successo verso la fine degli anni 70,quando in un caldo pomeriggio del mese di Giugno suonarono all’improvviso le campane, tutti accorsero in piazza, alcuni pensavano all’ennesimo incendio dove per richiamare aiuto da parte della popolazione si suonavano le campane e la sirena, invece nessun incendio era scoppiato; ma  le due statue del Sacro Cuore di Gesù e quella di Sant Antonio si trovavano rovinosamente a terra tra il pianto di molte donne anziane che erano li a recitare il Rosario. Un giovane del posto con gravi problemi psichici  in un raptus di follia e forse anche schernito da qualcuno che aveva riscaldato il giovane per il clima elettorale causa le imminenti elezioni del rinnovo del consiglio comunale. Entrò di colpo in Chiesa scaraventando da dietro le due statue esposte ai lati dell’altare principale. Per fortuna i danni non furono molto gravi anche se la statua del Sacro Cuore (non fatta di cartapesta come la statua di Sant’Antonio) subì i danni maggiori con gli occhi di vetro che furono irrimediabilmente rotti. Le due statue furono portate subito in restauro riportandoli in breve tempo al culto da parte dei fedeli Selliesi.
Tanti Auguri di buon onomastico a tutti gli Antonio,tonino,totò,Antonella,Antonietta,Tonina, Anthony,   ecc… Auguri da parte di Selliaracconta

venerdì 11 giugno 2010

LA STORIA DURANTE I SECOLI DEL DIALETTO CALABRESE ( 5 )

Il periodo Spagnolo fu lungo e doloroso per la popolazione Calabrese, e in più di due secoli di dominazione le terre vennero depauperate, e gli uomini oltraggiati e avviliti. Si assiste a un decadimento generale.Agricoltura, arte , industria, si impoveriscono a discapito,anche dell’unica fonte di ricchezza che possedeva allora la città di Catanzaro : l’industria della seta.Perfino gli ebrei, che come avevamo detto in precedenza ,erano abili commercianti e coadiuvavano i Calabresi nel loro commercio,essi furono sciacciati da vicerè don Pedro da Toledo.Ci domandiamo in quale misura influì la lingua spagnola sul nostro dialetto ,difficile dirlo con esattezza .Siamo in un’epoca in cui il dialetto nel Catanzarese ha già subito le sue evoluzioni nel lessico , nella fonetica , nella sintassi. Le due lingue parlate hanno come ceppo comune la lingua latina (neolatina o romanza,sovrapposta alla greca nel Catanzarese ). Non si è in grado di dire quanto una lingua abbia influito sull’altra. Da ricordare inoltre che la lingua Italiana dotta anch’essa originata dal latino ,viveva pure nella media Calabria accanto alla lingua locale. Nel libro di Scerbo sul “Dialetto Calabro” segna alcuni vocaboli che l’autore afferma derivanti dal latino. Mentre Rohlfs lo contraddice dicendo che nessuno dei vocaboli la lui citati e convincente .Per lo più sono delle voci che sono passati allo spagnolo e ai dialetti locali direttamente dalla lingua madre il latino. Anche accettando le linee guida di Rohlfs alcuni dubbi rimangono.

giovedì 10 giugno 2010

Località Don Antonio ritorna di proprietà del comune di Sellia.

Soddisfazione della intera comunità Selliese con a capo il sindaco Davide Zicchinella per la sentezza del tribunale civile di Catanzaro (di cui selliaracconta aveva dato per prima ieri la notizia). Il fondo in località Don Antonio di Sellia Marina ritorna al  comune di Sellia che lo aveva posseduto sino al 1956 data della nascita del comune di Sellia Marina. -La zona ricade- come sottolineato dal sindaco -nel cuore della balneabilità Selliese- dove di recente è stato inaugurato il lungomare con una bellissima spiaggia e pineta attrezzata, -una volta preso pienamente posseso del terreno-  prosegue Zicchinella -sarà fondamentale aprire un confronto sereno con gli amministratori di Sellia Marina-. Questo risultato apre nuove prospettive di sviluppo di valorizzazione del nostro territorio che potrà vantare un clima e un paesaggio mozzafiato da 0 metri dal livello del mare sino ai 600 metri ai piedi della Sila
Per leggere l'articolo tratto dal Quotidiano della Calabria di oggi 10.6.2010.Clicca sull'imaggine

mercoledì 9 giugno 2010

Finalmente Sellia avrà il suo giusto sbocco a mare

Ecco una bellissima notizia che aspettavamo di dare: Sellia avrà la sua pozione di territorio a mare. Il comune difeso dall'avv. Verbaro, ha ottenuto da parte del giudice dott. L.Nania il riconoscimento di un ampio fondo in località  Don Antonio con sentezza n1108/2010. La vicenda iniziata nel lontano 1956 quando Sellia Marina divenne comune autonomo. Ma solo dal 2003 il comune di Sellia ha rivendicato nelle varie sedi il suo diritto di proprietà del fondo rimasto durante tutti quest'anni senza un provvedimanto amministrativo per poterlo attribuire al comune di Sellia marina: in mancanza di tutto questo, il fondo è da attribuirsi al suo titolare originale cioè Sellia. Torneremo con un'altro post a trattare questa importante e significativa vittoria per il nostro territorio. Per leggere l'articolo clicca suul'immagine.

L'ostinazione del popolo Calabrese

L'OSTINAZIONE
ln Calabria esiste una favola che è l'emblema dell'ostinazione dell'uomo calabrese.
Un giorno un contadino s'incamminò per andare a Roma. Lungo la strada s'imbattè in un signore che era Gesù, il quale gli domando:
"Dove vai?"
" A Roma. "
"E non dici: se Dio vuole?"
"Ci vado anche se Dio non vuole."
Gesù trasformò il contadino, per punizione, in ranocchio e lo fece vivere per qualche anno nello stagno li vicino. Quando il ranocchio tornò a essere uomo, riprese come se nulla fosse accaduto, il suo cammino verso Roma. S'imbattè nuovamente nel Signore dell'altra volta che gli domando:
"Dove vai? "
" A Roma. "
'E non dici: se vuole Dio?"
"Ci vado anche se Dio non vuole."
Zac. Torno ad essere ranocchio nel pantano.
Quando a Gesu piacque di farlo ritornare uomo, il contadino riprese, come se nulla fosse accaduto, il suo cammino verso Roma.
"Dove vai?" gli domando il Signore che dopo poco gli capitò fra i piedi
" A Roma. "
"E non dici: se Dio vuole?"
" ... e se non vuole li è il pantano"ribattè pronto il contadino
Gesù sorrise di quest'ostinazione e stavolta lo lasciò prosequire
indisturbato

martedì 8 giugno 2010

Dizionario dialettale Selliese (lettera G )


Eccoci alla lettera G del nostro dizionario dialettale Selliese. G come "Giugnu",mese della mietitura anche a Sellia sino al primo dopoguerra c'erano diversi campi di grano sopratutto verso le zone "serre,maronacu".La terra non la si lasciava mai incolta si seminava di tutto,e quando proprio non si poteva seminare niente si riempiva il terreno di favarelli che oltre ad essere un buon alimento per " u ciuccu" servivano a concimare il terreno. Molti contadini proprio a Giugno scendevano a Sellia Marina per lavorare nei campi sterminati di grano per alcune settimane. Lavoro molto duro,bisognava terminare la mietitura al più presto perché con l'arrivo del caldo l'aria si faceva poco salubre, e la malaria sino agli anni 40 colpiva molte persone. Grazie ai commenti che inserirete renderemo il dizionario dialettale Selliese sempre più completo

lunedì 7 giugno 2010

LA STORIA DURANTE I SECOLI DEL DIALETTO CALABRESE ( 4 )

Già nel secolo X, sotto i bizantini ,la lingua greca, che sino allora aveva dominato nella Calabria meridionale, mostrava i segni di una imminente decadenza.Con l'arrivo dei Normanni assistiamo alla sostituzione graduale e lenta nella massima parte della media Calabria , della lingua romanzata alla Greca. E tuttavia rimangono sempre gruppi di popolazione interamente greca che durano, diminuendo sempre più fino al secolo scorso. Il Francese lingua che i Normanni avevano da tempo sostituito al loro danese,andava penetrando nel linguaggio del popolo Calabrese: processo ,questo, facilitato direttamente e indirettamente ,poiché la popolazione calabrese per incrementare le relazioni commerciali con le regioni vicine,incominciava già ad avvicinare il proprio dialetto a quello siciliano. Ed infatti il dialetto della Calabria meridionale con alcune eccezioni diventava sempre di più simile al siciliano. Nella formazione del lessico della provincia di Catanzaro numerosi sono i vocaboli di origine Francese che come dice Rohlfs diventano proprie anche nell’Italiano come: cangiare,coraggio,cugino, sentire,guantiera, ecc.. . Curioso è il vocabolo TRUSCIA (fr. :trousse ) ricordando il fagotto vuoto del pellegrino ,usato come sinonimo di temporanea miseria ; cosi spesso il Catanzarese per significare di essere privo di denaro dice : “ sugnu n’truscia “ . Ai Normanni succedono gli svevi e sotto quest’ultimi il dialetto Catanzarese cercò di livellarsi sempre più a quello siciliano .Già alla corte di Federico II si radunavano poeti e rimatori dell’Italia meridionale che scrivevano i loro testi in siciliano. Intanto la calabria passava da una dominazione all’altra .Angioini, Durazzeschi, Aragonesi , si succedono in circa tre secoli di storia sino ad arrivare al periodo spagnuolo con i “balzelli “e i “donativi “ conseguenza della tregua di lione del 1504. Durante la dominazione Aragonese la media Calabria accoglie i profughi dall’Albania , allora sottomessa ai mussulmani .Gli Albanesi fondano o rinpopolano piccoli centri come: Caraffa, Andali, Zangarone, Carfizzi, Platania, Marcedusa, Gizzeria, dove portarono lingua usi e costumi,religione che ancora resistono in alcuni paesi.

sabato 5 giugno 2010

Domenica del Corpus Domini


Voi stessi date loro da mangiare

Carissimo/a,

Nel deserto del mondo non c’è pane. C’è però una folla immensa da sfamare. I discepoli non sanno cosa fare. Vorrebbero che Gesù licenziasse la folla. Così ognuno avrebbe provveduto personalmente ad ogni sua necessità di cibo o di acqua. Gesù non è per questa soluzione. Vuole che siano loro stessi a sfamare e a saziare la folla. Ecco il suo comando: “Voi stessi date loro da mangiare”. I discepoli ancora una volta manifestano a Gesù l’impossibilità di poter assolvere ad un tale comando. Loro non hanno nulla di nulla. Hanno solo cinque pani e due pesci. Con così poca roba ben poco si potrà fare per una folla esageratamente grande.

Nel Vangelo, quando Gesù dona un insegnamento ai suoi discepoli, non lo dona solo a parole. Prima dona la parola e poi concretamente, con i fatti, mostra loro come l’ordine va eseguito, posto in essere, realizzato. Gesù è un vero Maestro. È il Maestro perché dice e mostra come si fa; insegna e realizza all’istante perché ognuno si possa rendere conto che è possibile fare quanto Lui ha comandato. Niente è impossibile per Gesù. Niente dovrà essere impossibile per i discepoli. Ai discepoli è però richiesta la stessa fede, la stessa carità, la stessa speranza, la stessa preghiera, le stesse modalità del loro Maestro. L’imitazione non dovrà essere solo esteriore, dovrà essere interiore, imitazione del cuore, dell’anima, della mente, dello spirito, della santità, delle virtù, della sua ricchezza spirituale, della sua altezza morale, della sua obbedienza.

Al loro ritorno, gli apostoli raccontarono a Gesù tutto quello che avevano fatto. Allora li prese con sé e si ritirò in disparte, verso una città chiamata Betsàida. Ma le folle vennero a saperlo e lo seguirono. Egli le accolse e prese a parlare loro del regno di Dio e a guarire quanti avevano bisogno di cure. Il giorno cominciava a declinare e i Dodici gli si avvicinarono dicendo: «Congeda la folla perché vada nei villaggi e nelle campagne dei dintorni, per alloggiare e trovare cibo: qui siamo in una zona deserta». Gesù disse loro: «Voi stessi date loro da mangiare». Ma essi risposero: «Non abbiamo che cinque pani e due pesci, a meno che non andiamo noi a comprare viveri per tutta questa gente». C’erano infatti circa cinquemila uomini. Egli disse ai suoi discepoli: «Fateli sedere a gruppi di cinquanta circa». Fecero così e li fecero sedere tutti quanti. Egli prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò su di essi la benedizione, li spezzò e li dava ai discepoli perché li distribuissero alla folla. Tutti mangiarono a sazietà e furono portati via i pezzi loro avanzati: dodici ceste.

Gli Apostoli dovranno sfamare il mondo di verità. Le folle sono inquinate di menzogna, di falsità, di bugie, di errori. Le folle non sanno chi è Dio e neanche chi è l’uomo. Vivono in una grande guerra di ignoranza. L’ignoranza più potente vuole sconfiggere l’ignoranza più debole; l’ignoranza più scientifica quella semplice ed elementare; l’ignoranza filosofica quella pratica; l’ignoranza psicologia quella morale. Poiché nessuna ignoranza vuole cedere, ecco la guerra perenne tra gli uomini. In questo disastro gli Apostoli devono essere più luminosi del sole. Devono illuminare con la verità di Cristo il mondo intero. Lo potranno fare se diverranno verità nell’anima, nel cuore, nella mente, nello spirito, nei sentimenti, nello stesso corpo.

Gli Apostoli dovranno saziare la fame di Dio delle folle. Dovranno farlo, donando loro da mangiare lo stesso Dio. Dio deve divenire il loro nutrimento reale e non solo spirituale. Questo avviene, facendo loro il corpo di Cristo, divenendo però essi stessi vero corpo santo di Cristo e in questo corpo offrendo loro stessi come nutrimento delle folle. Sono loro che in Cristo, per Cristo, con Cristo, dovranno farsi sacrificio di comunione, di espiazione, vero olocausto di amore per le folle del mondo intero. Questo loro ministero esige che essi siano in tutto santi come è santo Cristo Gesù, come è santo il Padre celeste.

È questo un compito che domanda la totale consacrazione alla verità, alla santità, all’elevazione spirituale e morale. Richiede la perfetta conformazione a Gesù Signore, anche nel corpo e non solo nell’anima e nello spirito. L’Apostolo del Signore è chiamato ad essere il Cristo Vivente, il Cristo Risorto, il Cristo Immolato, il Cristo Crocifisso, il Cristo Carità, il Cristo Fede, il Cristo Speranza, il Cristo Preghiera, il Cristo Obbedienza, il Cristo Parola, il Cristo Vangelo, il Cristo Verità. Divenendo ogni giorno di più il Cristo contemporaneo ad ogni uomo, lui opera come Cristo, perché come Cristo vive e si relazione con il Padre, nella comunione dello Spirito Santo. L’Apostolo del Signore è il mistero di Cristo che sfama e disseta il mondo intero di verità e di grazia. Lo sfama di Cristo, sfamandolo di se stesso, divenuto anche lui Cristo.

Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli e Santi di Dio, aiutate gli Apostoli di Cristo a realizzare pienamente il loro mistero di essere il Cristo presente nel mondo.
                   Don Francesco Cristofaro

giovedì 3 giugno 2010

LA STORIA DURANTE I SECOLI DEL DIALETTO CALABRESE ( 3 )

Avevamo accennato alle scorrerie dei saraceni sulla nostra regione i quali durarono per diversi secoli addentrandosi sempre di più nei paesi sulle colline .Ma gli arabi non portarono solo guerre e distruzioni essi furono abili mercanti portando anche molti usi e costumi della loro terra .Agli arabi inoltre piaceva molto il clima della nostra regione infatti molti si stabilirono nelle varie città infatti sono molti i cognomi in uso nella provincia di Catanzaro d’origine araba.
Intanto mentre nel resto d’Italia decade il feudalesimo nell’Italia meridionale si consolida la monarchia normanna che riesce a unificare la regione che era divisa tra Bizantini,Longobardi,Musulmani.
In Calabria dal 1059 inizia la dominazione Normanna .Roberto di Guiscardo viene investito duca di Calabria e di Puglia finendo nel 1186 quando Costanza d’Altavilla ,ultima erede del regno normanno di napoli si sposa con Enrico VI di Svezia.I normanni erano per natura fieri e bellicosi ,ma non avevano l’avarizia e la mollezza dei bizantini, né la ferocia dei saraceni. Roberto il Guiscardo proveniente dal nord si spinge nella media Calabria e conquista senza sforzo Squillace,Nicastro,Vibo,Mileto ed altri importanti centri; mentre Catanzaro che era rimasta fedele a Bisanzio riesce a sconfiggerla solo dopo una lunga e aspra battaglia .Roberto concede al fratello Ruggero la città di Mileto mentre fortifica le altre per difenderle dai continui attacchi dei Saraceni,in questo periodo viene eretto l’imponente castello di Catanzaro.Sotto i successori di Roberto in Calabria fiorisce l’industria della seta che ebbe in Catanzaro il suo principale centro produttivo dove affluirono,molti mercanti ebrei che si sostituirono ai nostri non pratici commercianti. I damaschi Catanzaresi , sfarzosi ed eleganti ,vennero esportati per lungo tempo sia in Italia che all’estero a testimoniare l’esistenza di un arte ,nata da un popolo laborioso e pacifico,che avrebbe potuto durare ancore se gli eventi e il disinteresse degli uomini non l’avessero incoscientemente distrutta .
Il periodo normanno per le sue opere feconde di pace di lavoro , lasciò nei Calabresi un ricordo gradito e riconoscente ,e la memoria dei suoi capi era venerata da tutte le popolazioni. Oggi a testimonianza della loro permanenza tra di noi restano i comuni di Arena,Serra San Bruno,San Vito e Torre Ruggiero.Quale era la lingua della media Calabria sotto la dominazione normanna?

martedì 1 giugno 2010

Foto del mese: Giugno

Eccoci al mese di Giugno,mese della mietitura “Giugnu falce npugnu. ” I nostri nonni scendevano nei campi sterminati di grano di Sellia Marina e vi dimoravano per alcune settimane mietendo il grano sotto un sole cocente,mangiando un unico misero pasto,e la sera dormendo dentro dei “pagliari”.Lavoro pesante sempre ricurvi spesso scalzi a mietere e raccogliere il grano,ma era una buona occasione per mettere da parte dei soldi o poter mangiare del pane bianco il quale era riservato solo ai ricchi. Parleremo in maniera più dettagliata in un futuro racconto della mietitura. Per la foto del mese abbiamo inserito un quadro naturale,difficile da imitare anzi unico SELLIA. Certo come ogni quadro antico ha urgente bisogno di restauro prima che i colori,i particolare,le diverse cromature vadano perse per sempre. Spesso non ci rendiamo conto del valore inestimabile di questo unico capolavoro che abbiamo sotto i nostri occhi rischiando di vederlo scomparire,scolorire giorno dopo giorno. Ma forse le coscienze di tutti noi si stanno risvegliando, serve una forte collaborazione da parte di tutti,servono considerevoli somme di denaro per recuperare questo bellissimo quadro il quale una volta recuperato aumenterà fortemente il suo valore portando sicuramente,turismo,cultura,crescita economica. Il blog manterrà sempre accesi i riflettori sul nostro paese valorizzandolo,promovendolo, raccontando la sua gloriosa storia,tradizioni,cultura millenaria

lunedì 31 maggio 2010

Premessa al bellissimo racconto sul miracolo della Madonna della Neve a Sellia

Un legame molto intenso,particolare mi lega a questo racconto e non solo perche rappresenta il primo che trascrissi su un quaderno parecchi anni fa. Lo leggo,rileggo spesso immaginando le varie scene. La fede è importante in ognuno di noi che la manifestiamo,la esterniamo in maniera
diversa,l’importante e che essa dimori dentro di noi. Dopo aver letto il racconto chiudiamo gl’occhi e immaginiamo i personaggi ,le condizioni sociali ed economiche del nostro paese nel contesto storico in cui esso si svolge,dove ancora una volta la fede quella vera,semplice,autentica fa compiere cose inspiegabili alla razionalità della menta umana. Ora apriamo gl’occhi la chiesetta,l’affresco non esistono più cancellati per sempre dalla nostra ignoranza (intesa proprio di colui che ignora)il valore storico, culturale,ma soprattutto di fede che essa rappresentava per la comunità Selliese e non solo. In qualsiasi altro posto,altro paese sarebbe andata in maniera molto diversa, basti pensare per non andare molto lontano con la storia della Madonna di Porto divenuto luogo di fede, di pellegrinaggio di eccellenza dell’ intera provincia Catanzarese. Ritorneremo a parlare della Madonna della Neve a Sellia descrivendo la particolare fiera che si svolgeva durante la sua festa la quale attirava pellegrini da molti paesi del circondario ma......

IL MIRACOLO DELLA MADONNA DELLA NEVE A SELLIA

Siamo in estate e Nicola (nome di fantasia )come tutte le mattine si è alzato presto, molto presto per andare a lavorare a giornata nei campi. E’ povero, molto povero, con sette figli:il più grande di 17 anni, la più piccola ,Lucia,di 4 anni. La moglie è morta durante il parto della piccola la quale assomiglia molto alla madre .Nicola è particolarmente affezionato a Lucia perché ogni volta che la guarda vede il volto di sua moglie della quale era e ne rimarrà per sempre innamoratissimo.
Nicola era molto devoto e trovava sempre il tempo di recitare le orazioni e il Rosario,e anche dopo la dolorosa perdita della moglie non ne dava certo colpa a Dio. Quella mattina con la zappa sulle spalle,a piedi si dirigeva verso il terreno dove avrebbe dovuto lavorare a giornata, e mentre camminava recitava il Rosario e Pregava la Madonna di far guarire la piccola Lucia la quale cresceva molto esile per una brutta malattia che pian piano senza scampo la stava spegnendo. Parlava in modo confidenziale alla Madonna chiedendogli di non portarla via da lui perché era proprio la piccola Lucia a dargli giorno per giorno la forza di andare avanti, e guardandola, il suo volto triste e spento si illuminava di una luce particolare che lo riscaldava durante la dura giornata lavorativa nei campi. Nicola finiva sempre le sue preghiere dicendo comunque “Madonnina mia sia fatta non la mia ma tua volontà”. Proprio quella mattina gli apparve una donna che chiamandolo per nome gli disse “Perché ti disperi tanto per tua figlia?” Nicola che ancora non aveva capito chi fosse, pensando che l’aveva ascoltato mentre pregava, le disse “Purtroppo cara signora mia figlia è molto malata e ogni volta che vado a lavorare non so se la ritroverò viva al mio ritorno” “Nicola, Nicola! Non angosciarti più, ritorna a casa, tua figlia ti sta aspettando, ha molta fame ed è anche arrabbiata perché stamattina ti sei dimenticato di dargli il bacetto che gli dai ogni mattina!” “Magari! vede signora, mia figlia non mangia più da diversi giorni…ma lei come fa a sapere che proprio stamattina non gli ho dato nessun bacetto?” e guardandola bene Nicola capì che quella signora era la Madonna ! Si buttò ai suoi piedi chiedendole di perdonarlo per non averla riconosciuta subito e domandandole perchè era apparsa proprio a lui: il più povero dei poveri. La Madonna lo rassicurò dicendogli che là dove avrebbe visto nevicare,proprio in quel punto doveva erigere una Chiesetta in suo onore e di correre subito a casa perché la figlia era guarita! Nicola vide la Madonna scomparire nel cielo e dopo un po’ si mise veramente a nevicare malgrado eravamo in piena estate.
Il sole era sorto da poco e Nicola con in testa le parole appena dette dalla Madonna si mise a risalire verso il paese tutto contento .Le persone che incrociava lo guardavano stupiti. Proprio all’entrata del paese incontrò l’arciprete al quale raccontò ,senza prendere fiato, tutto ciò che gli era capitato. L’arciprete ,cercando di calmarlo dal suo entusiasmo gli disse che la.............

domenica 30 maggio 2010

Prima edizione del Premio internazionale di poesia "Sellion"


L'Amministrazione Comunale di Sellia e il C.R.O.A.C. (Centro Raccolta Opere Autori Calabresi), con l'intento di valorizzare i poeti emergenti, organizzano la Prima Edizione del Premio Internazionale di Poesia “SELLION”, il quale si articola nelle seguenti sezioni:

Sezione A: Poesia a tema libero in lingua italiana.
Sezione B: Poesia a tema libero in vernacolo.
Sezione C: Poesia religiosa.

1. Alle poesie in vernacolo deve essere allegata la traduzione in lingua italiana.

2. E' possibile partecipare ad una o più sezioni con una sola poesia inedita per sezione in sei copie chiaramente dattiloscritte di cui solo una correlata dei dati anagrafici, indirizzo completo, numero telefonico, e-mail e la dichiarazione olografa e firmata che l'opera presentata al Premio di Poesia “Sellion” è inedita e frutto del proprio intelletto. Per i minorenni è richiesta la firma dei genitori o di chi ne fa le veci.

3. Per ogni sezione alla quale si partecipa è richiesto un contributo di € 5,00 da versare sul conto corrente postale N° 12409884 intestato a Comune di Sellia Via Marconi n. 42 cap 88050 Sellia (CZ).
Causale: Premio di Poesia “Sellion”.

4. Gli elaborati, con acclusa la ricevuta dell'avvenuto versamento, devono pervenire entro e non oltre il 10 luglio 2010 (farà fede il timbro postale) al seguente indirizzo:

PREMIO DI POESIA “SELLION”
C/O COMUNE DI SELLIA
VIA MARCONI N. 42
88050 SELLIA (CZ)

5. I nominativi della giuria, il cui giudizio è insindacabile ed inappellabile, saranno resi noti il giorno della cerimonia di premiazione che si terrà a Sellia nella piazza antistante la Chiesa Madre nel mese di agosto 2010.

6. Saranno premiati i primi cinque di ogni sezione con trofei, targhe, medaglie, diplomi e prodotti artigianali locali.
La giuria si riserva il diritto di segnalare altri poeti meritevoli.

7. Le poesie classificatesi ai primi tre posti delle tre sezioni saranno incise su ceramiche artistiche ed affisse sui muri dell'antico borgo.
8. I risultati del concorso saranno comunicati tempestivamente soltanto ai vincitori e ai segnalati.
Ogni poeta è tenuto a ritirare personalmente o tramite proprio delegato il premio assegnatogli. I premi non ritirati rimarranno a disposizione dell'organizzazione.

9. Tutte le spese di partecipazione restano a carico dei partecipanti.

10. L'organizzazione si riserva la facoltà di pubblicare e divulgare, a propria discrezione, gli elaborati pervenuti senza che gli autori abbiano nulla a pretendere come diritto d'autore.
I diritti rimangono comunque di proprietà dei singoli autori.

11. Gli elaborati non saranno restituiti.

12. La partecipazione al Premio implica la conoscenza e la piena accettazione del presente regolamento, l'inosservanza costituisce motivo di esclusione.

13. In relazione agli articoli 13 e 23 del D.lg n. 196/2003, l'organizzazione del Premio assicura che i dati personali acquisiti vengono trattati con la riservatezza prevista dalla legge e saranno utilizzati esclusivamente per l'invio di informazioni culturali e per gli adempimenti inerenti il concorso.
I dati dei partecipanti non verranno comunicati o diffusi a terzi. L'interessato potrà esercitare tutti i diritti di cui all'art. 7 del D.lgs 196/2003 e potrà richiedere gratuitamente la cancellazione o la modifica scrivendo alla segreteria del Premio.

sabato 29 maggio 2010

SALVI....AMO SELLIA SI PUO FARE (YES WE CAN)

Finisce oggi una settimana interamente dedicata al problema primario del centro storico: il suo graduale svuotamento e abbandono delle case con parecchie di esse divenuti ricettacoli di rifiuti e ricovero per gli animali, oltre a rappresentare un serio pericolo per l’incolumità pubblica. Tanti i commenti che stanno ancora arrivando alcuni veramente interessanti sul come far risorgere il bellissimo centro storico unico nel suo genere nell’intero circondario, che vanta una storia di quasi duemila anni. Alcuni dei commenti li riproporremo di seguito. Torneremo a parlare spesso di questo primario problema tenendovi aggiornati su iniziative varie a riguardo, avendo avuto anche rassicurazioni a riguardo da parte del Sindaco. Selliaracconta certo non spegnerà le luci sul borgo che rischia di scomparire di vedere compromesso in modo irreparabile molte abitazioni caratteristiche. Rimaniamo sempre disponibili a nuovi ed eventuali interventi che trattano la salvaguardia, il rispetto, la crescita culturale e non solo di Sellia. Grazie a tutti per l’affetto che dimostrate quotidianamente verso il blog; un buon fine settimana a tutti da Zagor.
Ecco alcuni dei tanti interventi nei commenti di questa settimana. Ne abbiamo inseriti due o tre per ogni post ma tutti meritavano di essere inseriti, perché anche se chiunque senza nessuna registrazione poteva commentare non siamo mai scesi nei commenti inutili, stupidi o peggio: volgari. Grazie Selliesi di tutto il mondo non dimentichiamoci mai di Sellia ma aiutiamola a risorgere, a non scomparire dipende da me ,dipende da voi. SALVI....AMO SELLIA

venerdì 28 maggio 2010

Intervento del Sindaco sulla discussione SALVI.......AMO SELLIA

Riceviamo e pubblichiamo l’autorevole intervento da parte del Sindaco Dott. Davide Zicchinella. Il quale oltre a ribadire il suo quotidiano impegno per la rinascita,riqualificazione del degradato centro storico. Ci comunicherà in modo dettagliato le varie iniziative che la giunta sta elaborando in modo particolare sul borgo medioevale è su tutto il territorio Selliese
Il blog rimane a disposizione di chiunque voglia arricchire,contribuire ,riempire di validi proposte,suggerimenti,idee su le varie problematiche del nostro territorio .come per esempio i componenti di minoranza del Comune ;saremo disponibilissimi di inserire i loro eventuali contributi, se ci dovessero pervenire, aditi ad arricchire il dibattito sul futuro di Sellia . Ringrazio la disponibilità da parte del sindaco di rendere partecipi anche chi sta fuori Sellia sull’operato del consiglio comunale .I commenti per questo post non saranno presenti per evitare che si possa uscire fuori dal seminato allontanandosi così dal dibattito principale.

Ho letto con vivo interesse i tanti interventi sul Blog pieni di proposte volte a salvaguardare prima e valorizzare poi il nostro suggestivo e unico centro storico. Certamente, oggi, le criticità superano le potenzialità. Troppe le case fatiscenti, pericolanti e abbandonate. A nulla sono valse fino ad ora le continue lettere inviate dal Comune ai proprietari per sollecitare almeno la messa in sicurezza degli stessi. Ma presto la "musica" cambierà un pò con le buone, un pò con le cattive (passatemi la schietta semplicità di questa frase). Partiamo dalle cattive. Ho già dato mandato ad un legale di intimare ai proprietari dei fabbricati più a rischio (già censiti) di intervenire al più presto, per evitare azioni penali, civili ed amministrative. Non si può più tollerare un simile sfascio. Con le buone, mettendo in piedi diverse iniziative attrattive (parco acrobatico urbano), ricettive, culturali e turistiche. Si spera di incentivare i proprietari delle abitazioni meglio conservate a farne miglior uso. Prossimamente presenteremo a voi tutti un dettagliato progetto sul centro storico. Non aggiungo altro in attesa che termini la prima fase di studi di fattibilità sul borgo antico. Vi saluto con affetto e vi ringrazio per la passione, la costanza e l'amore che riversate sul nostro piccolo-grande paese.
Davide

giovedì 27 maggio 2010

Sellia il borgo dove i sogni diventano realtà . "Salvi...........amo Sellia"

Riceviamo e volentieri pubblichiamo un e-mail spedita da Uragano,per arricchire il dibattito su come salvare sellia con proposte serie fattibili basta crederci,basta volerlo veramente
Caro Zagor,Tempo fa, oltre un anno, nel forum, nel corso di varie discussioni sul futuro di Sellia, ebbi l'idea di proporre un progetto che a mio avviso se fatto seriamente avrebbe forse potuto o potrebbe risolvere il probleme del nostro centro storico.Ma, dopo un timido dibattito, con l'assenza completa da parte delle varie amministrazioni, il tutto come sempre cadde nel dimenticatoio, Ora, che con il tuo altissimo contributo e con l'ausilio del tuo magnifico Blog, l'aria si sta facendo interessante,vorrei riproporlo tale e quale come allora per vedere se si potesse aprire un dibattito serio.
Ti ringrazio anticipatamente sopratutto per l'amore che hai verso il nostro paesello. Ciao Uragano
Questo è il testo:
Questa idea progetto,che oggi vi voglio proporre ,non vuole essere altro che un contributo di idee da prospettare ai partecipanti del Forum e ad a tutti i Selliesi compresi coloro che si propongono di amministrare la nostra comunità nei prossimi cinque anni.
Sellia , ad oggi è un borgo medioevale che con il passare degli anni ha subito e continua a subire un continuo e costante decadimento di carattere generale .Andare alla ricerca delle cause che hanno provocato e provocano anche ai tempi odierni tutto cìò , è discorso troppo lungo e che in altre circostanze ho in linea di massima già evidenziato. Bisogna, dunque partire, da queste considerazione, per cercare di invertire la rotta e, cercare sé è possibile di costruire “ quel qualcosa” che possa evitare il declino definitivo.
A mio modesto avviso, bisogna partire dall’analisi del territorio e studiare le peculiarità e la vocazione dello stesso. Non vi è dubbio che il nostro territorio ricade in un contesto di naturale vocazione turistica ,il quale racchiude risorse naturali, artistico-monumentale e ambientali eterogenee ed allo stesso tempo affascinanti. Tutto questo, potrebbe essere in perfetta sintonia con le esigenze di certi, sempre più numerosi viaggiatori, desiderosi di trascorrere una vacanza a contatto diretto con la natura, trovando rifugio, dal clamore delle città, in piccoli borghi rispettosi di antiche tradizioni e memorie.
Ecco, l’Idea- progetto del “ Paese Albergo”, non nuova a dire la verità , in quanto gia è stata espressa da me in altre occasioni, ma che anche altre realtà del mezzogiorno hanno con successo già sperimentato. Il paese albergo, non è altro che un sistema di abitazioni private oppure rese pubbliche ( cioè acquistate dalla pubblica amministrazione) destinate all’accoglienza turistica, in armonia con il tessuto urbanistico dei luoghi e la vita quotidiana dei suoi abitanti;esperienza di piccola ospitalità per il “viaggiatore alternativo”, che tende ad evitare i grandi alberghi spesso molto “freddi” e spesso molto cari. Tutto questo, secondo me, potrebbe essere la chiave di volta ( non esagero) per tentare di salvare “Sellia” . Perché, se ci mettiamo, l’atmosfera rilassata, la tranquillità, il silenzio, l’ambiente a dimensione familiare dove l’ospite dovrebbe essere accolto con cortesia e cordialità ( cosa che a noi calabresi non difetta) possono diventare la tipicità del paese albergo è, quindi il possibile successo. Tutto questo, se pensiamo al fatto della non trascurabile e vantaggiosa posizione geografica che gode Sellia, essendo la stessa a soli 20 km di distanza tra i monti ed il mare. Per poter realizzare tutto questo , non vi è dubbio che sono necessari importanti finanziamenti che dovrebbero servire per la ristrutturazione delle vecchie abitazione per renderli abitabili e confortevoli. Bisognerebbe altresì abbellire la viabilità interna tutte “ rughe” , infiorare i vicoli, fare una gara di graffiti ( murales) per decoare i muri in cemento , mettere in pratica, anche quei suggerimenti che Commy voleva realizzare e, quindi valorizzare la storia locale ( targhe ecc) , realizzare, in poche parole, parte di quello che vi ho già descritto nel mio “sogno” . Bisognerebbe , creare un sistema di trasporto snello tra mare monti, affichè i turisti a loro scelta potrebbero recarsi alternativamente sia al mare sia in montagna con ritorno la sera nel nostro borgo, nel quale si dovrebbero organizzare “ Nel Cuore del paese Albergo” serate di animazione , serate danzanti, piano bar, attività culturali, premi di poesia, premi letterari ,mostre di pitture ecc.ecc. Allora si, con l’indotto potrebbero nascere attività lavorative come ristorantini, negozietti di souvenir ecc. ecc. . Per realizzare questa idea - progetto, dicevo prima, sono necessari ingenti finanziamenti che si potrebbero ottenere con le risorse che la Comunità Europea mette a disposizione per le regioni svantaggiate come la Calabria . Il tutto ,naturalmente supportato da una adeguata campagna pubblicitaria sia internet o con altri mezzi di comunicazione. Tale idea - progetto deve avere tutti i crismi della fattibilità , è, quindi redatto ( da tecnici specializzati) in modo serio e credibile. Non vi nascondo che personalmente ci credo veramente, perché se si riuscisse realizzare quest’ idea, molte di quelle cose che ho descritto nel mio “ Sogno” sarebbero una conseguenza con tutti i risvolti positivi che potrebbero derivarne.
La riuscita o meno di un’idea del genere sta in sintesi in: credere per poter cambiare, credere per poter crescere, credere per poter migliorare ed infine , credere perché insieme, vicini e lontani , si possa costruire un futuro migliore.
URAGANO