sabato 30 ottobre 2010

I lavoratori impegnati da anni per la costruzione della diga sul Melito (CZ) chiedono certezze sul loro futuro su un opera dal valore di circa 260 milioni di euro iniziata nel 1978 si prevedono ancora tempi incerti sulla consegna.

I lavoratori della Diga sul Melito prendono atto dell’appello rivolto dal Sindaco di Cicala, Sig. Muraca, agli altri sindaci interessati, agli organi istituzionali regionali e provinciali, nonché al Consorzio di bonifica Ionio catanzarese, pubblicato in questi giorni, e si rallegrano che qualcuno si ricordi che questa opera è necessaria non solo per la provincia catanzarese ma per l’intera nostra Regione”. È quanto scrivono i lavoratori in una nota. “Peccato che gli stessi si vedano costretti ancora una volta a denunciare la loro situazione lavorativa di precari che alla scadenza del contratto hanno perso il posto di lavoro. 
 
Foto aerea del sito dove dovrà sorgere la tanto attesa diga sul Melito.
Ebbene si, quello che già si paventava dal mese di agosto, e cioè che i dipendenti a tempo determinato del Consorzio di Bonifica sarebbero stati tutti mandati a casa per mancanza di fondi e per il blocco del progetto Diga al Ministero delle Infrastrutture, è purtroppo diventato realtà, e adesso tutti questi lavoratori - con diverse professionalità ed alcuni in età avanzata che, come si sa, è già di per sé un limite al reimpiego - si trovano senza alcuna prospettiva di ricollocazione o di rinnovo, in quel limbo di incertezza, di sofferenza e di impotenza che non si augurerebbe al peggior nemico e che pesa particolarmente a chi è sempre stato abituato a lavorare per guadagnarsi da vivere e che adesso si trova da un giorno all’altro a non poter condurre un’esistenza minimamente decorosa. Si va avanti nella speranza che qualcuno – sindacati, istituzioni, o lo stesso Consorzio - si pronunci sul destino di queste persone che sono in attesa, forse vana, di uno sblocco di questa situazione di stallo; nel frattempo per problemi burocratici i lavoratori non stanno percependo neanche il sussidio di disoccupazione, e si trovano nella tragica condizione di non riuscire neanche ad arrivare a fine mese. I dipendenti confidano perciò che questo ulteriore appello possa servire a smuovere le coscienze di chi ha il potere di agire concretamente - non solo con tante belle promesse ma nessun risultato visibile – e chiedono un impegno reale a sanare tempestivamente questa situazione che si fa ogni giorno più drammatica”.

venerdì 29 ottobre 2010

La processione del quadro della Madonna "di sproni" . che si svolgeva l'ultimo venerdi del mese di ottobre a Sellia.

Nella foto alcune piante di "sproni" lungo una vallata di Sellia
Sino agli inizi degli anni 70, la sera dell’ultimo venerdì del mese d’ottobre, veniva portata in processione un particolare quadro della Vergine Immacolata, il quadro veniva chiamato da tutti “ a Madonna di sproni” perché la caratteristica fiaccolata veniva fatta proprio da questa pianta selvatica che cresce spontanea dentro le vallate di Sellia. Alla fine del periodo estivo dopo aver perso i particolari fiori gialli, questa pianta dal fusto lungo inizia a seccare, prima dell’arrivo delle prime piogge autunnali; la gente del posto andava alla ricerca di quelli più lunghi e con tanti piccoli gambi intorno al grande tronco (che una volta acceso sembrava un candelabro) . Il giorno della processione venivano imbevuti con la” murga” che si estraeva dal fondo dei lanniuni dell’olio che proprio in quel periodo si pulivano per poter poi contenere l’olio nuovo. Quando la Madonna usciva per la processione, i ragazzi con in mano i sproni (che nel frattempo erano stati accesi) si disponevano in due file ai lati del quadro creando così una fiaccolata unica con dei giochi di luce molto particolari e con l’odore dell’olio che pian piano andava in combustione. I sproni duravano per tutto il consueto tragitto della processione, e quando il quadro stava per rientrare, i ragazzi con in mano gli sproni, venivano sistemati in due file lungo i gradini della Chiesa; mentre andavano in combustione anche i vari rami piccoli che si trovavano sotto il lungo fusto centrale facendoli sembrare tanti candelabri. Una bellissima usanza unica nel suo genere in tutta la .......
Il quadro della Madonna di "Sproni"


L'onorevole G. Bova si fa rimborsare dalla regione Calabria ben 211mila euro di benzina.

"Io non uso l'auto blu. E finché posso ne farò a meno". Marchiato col fuoco, l'impegno d'onore che Giuseppe Bova, già presidente del Consiglio regionale della Calabria, annunciò a Repubblica quasi cinque anni fa è stato mantenuto. Da quel giorno, e per tutti i giorni della settimana, week end inclusi, Bova, dragone dell'anticasta, protagonista di una delle più feroci lotte alle spese inutili, tagliatore di teste solitario nella regione più sprecona d'Italia, si è diretto alla pompa di benzina da solo. E dal marzo del 2006 fino al marzo del 2010 ha fatto il pieno conservando però ogni ricevuta per dimostrare il certo. Ha speso 211mila euro di carburante.

Giuseppe Bova ex presidente del consiglio regionale Calabrese.
Sono state 1460 giornate durante le quali non si è dato mai malato e ha anzi pigiato sull'acceleratore per connettere lungo l'asse Reggio Calabria-Catanzaro le energie vitali del proprio corpo. Alla fine ha tirato le somme. Anzi l2
e ha fatte tirare al dirigente del servizio tesoreria della Regione: gli spostamenti sono infatti costati 211.842 e 42 centesimi di euro. Tanta benzina è stata bruciata da Bova in ragione della sua passione ipercinetica per la politica. Si è subito osservato che la mole del bonus rendeva incerta ogni comparazione con altri possessori di motori a scoppio.
Duecentomila euro alla pompa dell'Agip? Nemmeno lo yacht di Briatore abbisogna di tanto propellente energetico, possibile che l'utilitaria di Bova, l'uomo politico senza auto blu, consumi di più? Possibile. Il dubbio però resisteva: vuoi vedere che è uno scherzo di carnevale? E' una burla che i nemici di Bova, glorioso rappresentante della sinistra calabrese, già del Pd (ora però fuori dal partito), e prima dei Ds, e ancor prima del Pds, hanno voluto mettere in scena? Niente. La delibera sembra vera.
Bollettino ufficiale della Calabria, edizione del 16 giugno 2010, determinazione n. 299 del 13 aprile scorso, la numero 103. 

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giovedì 28 ottobre 2010

I juri a ra Madonna da conicella ( terza e ultima parte )

Ma i giorni, i mesi passavano ed erano sempre uguali ,anzi forse peggioravano ma lei poverina era sempre forte, mai un giorno non aveva portato le caprette al pascolo, come soprattutto,  mai una volta al suo ritorno si era dimenticata di raccogliere i bei fiorellini da mettere alla Madonna da conicella raccomandandogli sempre nelle sue preghiere la famiglia e suo papà affinché ritornasse ad essere quello di prima. Un giorno,un brutto giorno che pioveva forte e faceva più freddo del solito Concetta non si era rifiutata di portare le caprette a pascolare sapendo benissimo che solo mangiando della fresca erba avrebbero fatto più latte, al ritorno bagnata fracida non si dimenticò di raccogliere i fiorellini per la Madonna.   

Ma una volta a casa si ammalò con  febbre alta,  delirava, per alcuni giorni rimase a letto mentre il suo papà aveva smesso di bere standogli sempre vicino  dandosi lui la colpa di quello che era accaduto promettendo che avrebbe fatto qualsiasi cosa pur di vedere sua figlia guarita. Ma la povera Concetta si aggravò delirando, diceva sempre le stesse parole “I Juri a Ra Madonna da conicella nu ti scordara mai di Juri a ra Madonna da conicella” suo padre non sapeva cosa volesse dire, mentre alcune persone gli raccontarono che sua figlia mai una volta si era dimenticata di raccogliere i fiorellini per la Madonna . Suo padre le promise che ci avrebbe pensato lui, di non preoccuparsi di pensare solo a guarire. Ma la povera Concetta morì con il sorriso in bocca tenendo la mano al suo papà, il quale da quel giorno si chiuse in solitudine avendocela con Dio e con tutti. Dopo diversi giorni uscì incontrando diversi amici e conoscenti , che si complimentavano con lui per non aversi dimenticato della promessa fatta alla piccola Concetta prima che morisse, e cioè di raccogliere ogni giorno i fiorellini “pe a Madonna da conicella” infatti  le persone che passavano notavano sempre i fiori freschi proprio quelli particolari e belli che raccoglieva sua figlia,lui cerco di spiegarge che non era stato lui nel portare i fiorellini alla conicella ma  nessuno lo ascoltò, perchè quei fiori cosi belli,cosi particolari solo la povera Concetta sapeva dove raccoglierli. Corse verso a conicella da varanna notando i bei fiori freschi appena raccolti sistemati a ra conicella  facendo ammenda dei...........

I rifiuti provenienti dalla Campania (che nessuno vuole) sono gia stati scaricati nella discarica di Pianopoli (Catanzaro)

 Mentre Scopelliti dice di non essere al corrente dell'arrivo dei camion carichi di rifiuti dalla Campania in Calabria  gli autisti dei 17 mezzi, sarebbero già sul territorio regionale, in particolare in località Carratello di Pianopoli già dalle prime luci di martedì scorso: «Siamo stati inviati quì da Bertolaso - diceva ieri mattina uno degli autisti - ma siamo stati bloccati dalla Regione». «Ci siamo arrangiati stanotte nei nostri camion - ha affermato ancora l’autista - non possiamo stare quì molto tempo anche perchè abbiamo l’esigenza di lavarci». Alle 13.30 sono arrivati i carabinieri e dopo circa 36 ore di attesa, intorno alle 17 è arrivato l’ordine di scaricare.
E l’ingegnere Mancini della Eco inerti, proprietaria dell’impianto di rifiuti, a spiegarci i motivi dell’attesa: «Non potevamo accettare i rifiuti perchè, secondo l’ordinanza firmata martedì dal sub commissario Pugliano, assessore regionale all’Ambiente, la quantità dei rifiuti speciali pericolosi superava i parametri. Quindi per poter scaricare quì necessitava l’ordine superiore dalla presidenza del Consiglio del ministri che è arrivato nel pomeriggio. Complessivamente infatti l’ordinanza faceva riferimento a 75.000 tonnellate che dovrebbero giungere quì, mentre il momento ne sono arrivati solo circa 300 tonnellate. Credo infatti che nei prossimi giorni i conferimenti proseguiranno».



Trecento tonnellate al giorno di rifiuti dunque, per un massimo di dieci giorni. Sarebbe questo l'accordo raggiunto, dopo la disponibilità offerta dalla Calabria che, attraverso un'ordinanza dell'Ufficio del commissario delegato al superamento dell'emergenza sui rifiuti, ha «solidarizzato con la Regione Campania - ha dichiarato il governatore Giuseppe Scopelliti nella sua veste di commissario - relativamente al grave problema che stanno vivendo in queste ore le popolazioni di alcuni centri campani a causa dell'emergenza rifiuti»

mercoledì 27 ottobre 2010

Una parte del documentario di promozione sul borgo medioevale di Sellia andato in onda su Viva L'Italia channel

I rifiuti della Campania arriveranno anche in Calabria.

Una parte dei rifiuti del Napoletano, oggetto negli ultimi giorni di scontri e proteste, starebbero arrivando in Calabria, destinati ad alcuni impianti di compostaggio. La notizia arriva da ambienti di strutture tecniche di Napoli, nonostante i livelli politici calabresi però non confermino. Primo tra tutti il governatore della Calabria, Giuseppe Scopelliti, che, interpellato ieri sera , ha detto di non aver firmato o deciso nulla nonostante la Calabria, al pari di altre regioni, sia stata contattata per verificare la disponibilità a fare fronte all'emergenza rifiuti che è scoppiata in Campania. Raffrontando le notizie provenienti da Napoli e le parole di Scopelliti, si prospetta per la Calabria la necessità di una valutazione attenta dei risvolti che potrebbe avere il suo contributo alla soluzione dell’emergenza napoletana.


Nella foto una via di Napoli invasa dai rifiuti

martedì 26 ottobre 2010

In concomitanza della ricorrenza del primo anniversario di selliaracconta il blog cambierà radicalmente look

Da questa settimana il blog lentamente cambierà aspetto,impostazione, con l'aggiunta di parecchie novità,in prossimità del primo anno di selliaracconta che coincide esattamente il 9.11.2010, mi scuso per eventuali disagi subiti dai lavori in corso ricordandovi che il blog rimarrà sempre aggiornato anche in questo breve periodo di manutenzione straordinaria con l'inserimento di minimo un post al giorno dove anche con la nuova sezione dal titolo “la notizia” cercheremo di inserire un annuncio fresco di cronaca,politica,attualità ecc.. al giorno.

Nelle due foto alcune prove di cambiamento grafico  di selliaracconta
Noterete che in alcuni post i commenti risulteranno chiusi oppure disabilitati per evitare l'inserimento di qualche commento fuori luogo oppure direttamente offensivo a qualche persona facilmente individuabile. Comunque nei post dove parleremo del nostro territorio e in modo particolare di Sellia, i commenti saranno come sempre aperti a tutti. In quest ‘ultima settimana di ottobre appena iniziata inseriremo il terzo e ultimo capitolo del racconto " I juri a ra Madonna da conicella" dove mi aspetto dei commenti sui racconti fin qui inseriti e in modo particolare su quest'ultimo. Un altro post sarà dedicato (nella sezione Sellia sconosciuta) ad una bella e veramente unica processione che si svolgeva l'ultimo venerdì d'ottobre descrivendola nei particolari per farla rivivere a chi l'aveva nascosta nei ricordi e anche per chi non ha mai partecipato per essere immigrato sin da piccolo, ma anche ai giovani che sicuramente molti erano all'oscuro di questa suggestiva processione che oramai non si svolge più dagli anni 70. Per quanti ricorderanno la promessa fatta all'inizio del mese di inserire una foto durante una delle prime processioni della Madonna del Rosario al nuovo rione "Palazzine" ,è una foto molto particolare perché pur essendo molto rovinata si intravede il bello stendardo della congregazione dei "Rosarianti". Almeno per adesso non può essere inserita per mancanza dell'autorizzazione da parte di chi me l' ha fatta pervenire tramite e-mail, non avendo ancora il permesso di renderla pubblica su internet, anche perché attualmente non sono riuscito a contattarlo. Augurandovi un buon inizio settimana da poco iniziata, vi rinnovo l'invito di farmi pervenire del materiale in vostro possesso tipo: racconti, foto documenti ecc.. sul nostro borgo affinché esso possa essere visionato ed eventualmente renderlo pubblico nei modi che vorrete, ma sempre sotto la vostra autorizzazione altrimenti sarà esaminato solo come eventuale riferimento storico. Un caloroso saluto a tutti da Zagor.

Notizie dal comprensorio del 26.10.2010. Comuni di: Botricello,Soveria Simeri, Cerva.

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lunedì 25 ottobre 2010

Sant' Onofrio la prefettura vieta una manifestazione organizzata in memoria del boss locale Antonio Bonavota detto "Ninu u conti" morto nel 1995

Non si è svolta la manifestazione che era stata organizzata per ieri a Sant'Onofrio in memoria del boss della 'ndrangheta Antonino Bonavota, detto ''Ninu u conti", morto nel 1995.


 L'iniziativa è stata attuata, così come era stato preannunciato dalla Gazzetta del Sud, in rispetto del divieto imposto dalla Commissione prefettizia che regge il Comune dopo lo scioglimento per infiltrazioni mafiose. Il divieto era stato sancito anche su conforme parere del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica ed in considerazione anche del mancato rilascio da parte del Comune della preventiva autorizzazione. La festa in memoria di Antonino Bonavota, presunto capo dell'omonima cosca, era stata promossa dal figlio del boss, Nicola, e la sua organizzazione era stata anche pubblicizzata con un'automobile munita di altoparlante. Nicola Bonavota ha riferito di avere sognato nei giorni scorsi il padre e che era stato lui a chiedergli di organizzare la festa. Le forze dell'ordine hanno anche rimosso i manifesti che Nicola Bonavota, assolto di recente nel processo scaturito dall'operazione antimafia Uova del drago, aveva affisso in paese per pubblicizzare l'accoglimento da parte del Tar del ricorso che aveva presentato contro la decisione del Comune di chiudere il suo bar. Sant'Onofrio è lo stesso centro in cui il prefetto ed il vescovo di Vibo Valentia a Pasqua avevano vietato la celebrazione del rito dell'Affruntata dopo che si scoprirono le ingerenze di affiliati alle cosche locali della 'ndrangheta nell'organizzazione del rito religioso, con minacce rivolte al priore responsabile della celebrazione. Per tutta la giornata di ieri a Sant'Onofrio c'é stato un presidio di carabinieri e poliziotti per controllare che venisse rispettato il divieto alla celebrazione della festa in memoria di Antonino Bonavota imposto dalla Commissione prefettizia.

sabato 23 ottobre 2010

I juri a ra Madonna da conicella (seconda parte)



Ogni mattina si alzava per prima e dopo aver sistemato un po’ la casa, portava puntualmente alcune caprette a pascolare.  Non erano sue ma di una vicina di casa, anziana, che in cambio le dava un po’ di latte e alcune volte qualche pezzo di formaggio.  Concetta aveva sempre un viso solare,allegro, a vederla sembrava la più ricca del mondo. Le caprette le portava quasi ogni giorno “ari serri”  e al ritorno mai una vota si era dimenticata di raccogliere un bel mazzo di fiori di campo da sistemare “ara conicella” da Madonna “da varanna”. Erano sempre fiori bellissimi, profumati, e ogni volta che sistemava i fiori, tra le sue preghiere ne rivolgeva una in modo particolare per suo padre affinché non si ubriacasse più e potesse ritornare quel buono e bravo padre che era prima della morte della moglie. Concetta di solito, una volta rientrata al paese nel pomeriggio faceva altri piccoli e umili lavoretti nel cercare di arrotondare qualche soldino,mentre puntualmente suo padre la sera rientrava a casa sempre ubriaco fracido; ma lei con il sorriso gli preparava qualcosa da mangiare gli sistemava il letto per la notte e solo dopo che suo padre dormiva si metteva anche lei a letto stanchissima si addormenta subito sognando spesso sua madre che la spronava ad avere pazienza a non scoraggiarsi e soprattutto di stare vicino al suo papà perché solo lei l’avrebbe potuto aiutare nel uscire dal brutto vizio del vino.
Così il giorno dopo ,puntualmente si ricominciava daccapo: la povera Concetta che portava le caprette a pascolare e suo padre che ormai viveva (per modo di dire) solo ed esclusivamente per ubriacarsi. Nessuno lo chiamava più a giornata a lavorare nei campi e pensare che era uno tra i più valenti e bravi nel suo mestiere. Ma Concetta non si disperava, cercava sempre di trovare qualche bella parola per il suo papà cucinandogli sempre quel  poco che riusciva a racimolare e confidando nel suo cuore che un giorno le cose sarebbero cambiate  e che.........

venerdì 22 ottobre 2010

Catanzaro: Installati nel quartiere Janò i strumenti che segnalano eventuali movimenti del terreno anche sulla provinciale 25 che collega il capoluogo a molti centri presilani tra cui Sellia.

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I juri a ra Madonna da conicella (Prima parte)

Eccoci al primo capitolo dei tre del racconto del mese d'ottobre. Ambientato subito dopo la prima guerra mondiale narra di una povera ragazzina di una Sellia affamata in ogni senso,una miseria generalizzata, i ricchi erano veramente pochi mentre i poveri vivevano alla giornata cercando in ogni modo di portare qualcosa da mangiare a casa. Sembra che tutto questo non possa essere mai esistito paraganato alla società attuale in cui viviamo del tutto e subito,dell'usa e getta,eppure sino a circa 30 anni fa si dava il giusto valore ad ogni cosa apprezzando quel poco che si aveva. Per quanto riguarda gli eventuali commenti ( sempre ben accetti) vi invito ad inserirli al terzo ed ultimo capitolo con le vostre eventuali pareri sul racconto. Buona lettura


Concetta era una ragazzina cresciuta in fretta, povera, molto povera. Come purtroppo lo erano in molti in quei tempi, la mattina di buon ora portava a pascolare le caprette che non erano sue, ma di una signora vedova vicina di casa che in cambio di un po' di latte e ogni tanto un po' di formaggio, le faceva pascolare nei campi vicino Sellia. Aveva meno di 14 anni ma il viso segnato di molti disagi, da molta fame, da molta sofferenza sembrava che ne avesse molti di più.Viveva con suo padre che ormai non lavorava più, e il suo unico pensiero era ubriacarsi sin dalla mattina. Sua mamma era morta dopo aver partorito il suo ultimo fratellino che ora aveva circa un anno, il quale assieme alle 2 sorelline vivevano dalla nonna. La piccola Concetta essendo la più...........

giovedì 21 ottobre 2010

Notizie dal comprensoriro del 21.10.2010

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mercoledì 20 ottobre 2010

Maltempo in Calabria la regione chiede lo stato di calamità naturale.

  Negli ultimi giorni la pioggia caduta ininterrottamente, ha creato disagi e provocato danni i in Calabria ,che puntualmente ritorna  a fare i conti con il rischio idrogeologico. E' stata resa necessaria l’evacuazione di due villaggi turistici della costa tirrenica. A Paola, nel cosentino, la pioggia ha fatto ingrossare e poi straripare alcuni torrenti e circa 200 persone tra cui alcuni sacerdoti in città per un convegno, sono stati tratti in salvo dal Corpo forestale dello Stato dopo che l'acqua aveva invaso le camere della struttura.
Situazione analoga anche a Zambrone, in provincia di Vibo Valentia, dove 80 persone hanno dovuto lasciare le loro camere all’interno di un villaggio turistico. Le precipitazioni hanno provocato frane e smottamenti determinando la chiusura per frane per alcune ore di due tratti della statale 18, tra Paola e San Fili, nel cosentino, e tra Favazzina e Scilla, nel reggino. Non sono mancati gli incidenti stradali: a Diamante in uno scontro frontale tra due auto è morto un giovane di 22 anni mentre a Scalea in un altro episodio è rimasto ferito un bambino di nove anni che attualmente, in rianimazione, nell’ospedale di Cosenza. Anche il crotonese non è stato risparmiato con allagamenti di terreni e abitazioni a Isola Capo Rizzuto. Il maltempo ha anche provocato disagi alla circolazione con rallentamenti per la presenza di fango sull'autostrada Sa-Rc nella zona di Rogliano e nel lametino per lo straripamento di alcuni torrenti con allagamenti e accumulo di detriti sulla sede stradale. Disagi anche per il traffico ferroviario per il cedimento di una massicciata tra Zambrone e Parghelia, che ha reso necessaria la sospensione della circolazione sulla linea Eccellente-Rosarno e la deviazione sulla tirrenica di un treno espresso proveniente da Roma. Trenitalia ha disposto l'attivazione di servizi sostitutivi con pullman.  A Paola il sindaco della città ha disposto la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado anche per la gioranta di oggi.





martedì 19 ottobre 2010

Località Uria Sellia Marina: L’appello delle famiglie per evitare una strage senza precedenti


Nella foto la casa della famiglia Barberio sgomberata per ordinanza sindacale e la montagna soggetta a smottamenti

 Riceviamo e volentieri pubblichiamo un accorato appello da parte degli abitanti del quartiere Uria di Sellia Marina di via case sparse. Nella speranza che si risolvi al più presto questa drammatica situazione prima che sia troppo tardi.
Quando succedono le stragi in un determinato luogo, subito dopo si mobilita il mondo intero dai “media” a tutte le forze dell’ordine, la Protezione civile. Prima, però che queste avvengono cosa si fa? Molte volte niente. È questo il caso di Uria, piccola frazione di Sellia Marina, in Via Case Sparse, dove un nutrito nucleo di abitazioni si trovano a ridosso di una collina che è a rischio di frane. Eppure mentre è da un anno che questa storia va avanti, mentre è appena trascorsa l’estate, tempo propizio per intervenire, sono rimaste ai posteri queste parole, questa promessa: “Entro settembre rientrerete nelle vostre case!” Parola del sindaco di Sellia Marina, Giuseppe Amelio. “Non vi preoccupate, solo qualche sacrificio”, aveva continuato. Il mese di settembre è alle porte e i lavori alla montagnetta di Uria non sono mai iniziati.
Gli ultimi sopralluoghi, effettuati recentemente, evidenziano un peggioramento della situazione di pericolosità rispetto all’alluvione che ha flagellato mezza Calabria nello scorso inverno. La località è denominata “Case sparse”, la via è Piranietto. A pagarne le conseguenze fra tutte le famiglie a rischio è le due famiglie Barberio, le cui abitazioni, sono proprio lì dove potrebbe verificarsi l’inizio della frana. Le due famiglie sono composte da sei persone, nonni, figli e nipoti. Traslocati a seguito dell’ordinanza sindacale di sgombero al villaggio Uria. Sistemazione provvisoria. Aveva detto. Aveva! Come aveva pure detto di fare qualche sacrificio “perché il Comune non si poteva permettere due affitti” (avevano chiesto due appartamenti: uno per i nonni e un altro per i figli e i nipoti). Nel frattempo nonno Vincenzo ha avuto un infarto (dovuto, molto probabilmente, allo stress di vedere anni di lavoro andati in fumo), la sua consorte non è al massimo della forma e i bambini dovranno pure andare a scuola. La famiglia Barberio, supportata da tutti gli abitanti della zona rivolge un accorato appello a tutti coloro che possono fare qualcosa. Il loro è un appello perché “il Comune si assuma le sue responsabilità” e li aiuti a ritornare nella loro abitazione al più presto. “Ci sentiamo presi in giro – hanno proseguito – viste le iniziali promesse”. Grandi i disagi. Forte la delusione. Legittime le richieste. Non rimangono che le risposte opportune dell’Amministrazione comunale. Sempre che il governo locale non consideri priorità altri tipi interventi, che a nulla servono. Sarebbe più giusto, invece, che si prodigasse prima per i servizi essenziali da rendere ai cittadini e poi per le esigenze estetiche di parte. Per una volta, non interveniamo dopo il disastro ma agiamo in tempo. Facciamo chiasso. Facciamo in modo che un centinaio di persone non rimangano senza abitazione o, per la peggiore delle ipotesi, senza vita. E se tutto ciò si verificasse di notte, quando tutti dormirebbero. Aiutateci!
Gli abitanti di “Via Case Sparse”

Terzo video di selliaracconta dal titolo: Che sarà di Sellia.



Come si dice non c’è due senza tre ..eccoci dunque al terzo video elaborato da selliaracconta con materiale fotografico proprio, oppure raccolto su internet colgo l’occasione di ringraziare i vari utenti che inseriscono foto sul nostro stupendo borgo. Quale futuro avrà Sellia? Speriamo che dopo un lungo periodo di abbandono,di decadenza possa arrivare il periodo della rinascita, della riscoperta, della valorizzazione di uno dei borghi più belli della Calabria, il quale però attualmente versa in situazioni veramente pietose rischiando di veder scomparire molte abitazioni che versano in condizioni precari divenendo sempre di più ricettacolo di rifiuti e rifugio di animali randagi . Noi ne abbiamo ampiamente parlato qui cercando di sensibilizzare innanzi tutto i vari proprietari delle abitazioni abbandonate ma anche i nostri amministratori affinché prendano iniziative serie ma al più presto prima che del bel centro storico già ferito da vari cataclismi e opere scellerate dell’uomo, non ne rimanga che ben poco …che  sarà di Sellia? Vedete il video e poi nei commenti dite la vostra….Ovviamente arrivederci al prossimo video.

lunedì 18 ottobre 2010

Premessa al racconto "I juri a ra Madonna da conicella" " I fiori alla piccola icona della Madonna "

In questa settimana inizieremo ad  inserire il primo dei tre capitoli del racconto del mese di ottobre dal titolo “I juri a ra conicella da Madonna” Un bel racconto, molto religioso e intenso, ambientato a Sellia all’inizio del secolo scorso. Uno dei racconti più narrati dagli anziani. Da piccolo ho avuto modo di ascoltarlo più di una volta da persone diverse, ma quest’estate parlando con due anziani non ricordavano più questo episodio, solo dopo averglielo accennato iniziavano ad avere tiepidi ricordi; tutto questo per dirvi come diventa importante nell’era che stiamo vivendo, trascrivere ogni cosa che appartiene al nostro passato anche quella che a prima vista potrebbe sembrare banale, altrimenti il rischio che vadano persi per sempre è molto alto, una volta questo rischio non esisteva perchè erano tante le persone che narravano dunque tramandavano oralmente tanti episodi del passato, ora come abbiamo detto bisogna trascrivere tutto il materiale che si raccoglie sulla storia di Sellia perchè non c’è più nessuno che ha tempo di ascoltare ,ma soprattutto non c’è più nessuno che ha voglia di raccontare. Ecco il compito primario di selliaracconta: raccogliere, trascrivere, far conoscere a tutti la bellissima storia del nostro borgo millenario che durante i vari secoli ha subito molti stravolgimenti sia naturali che all’opera dell’uomo che hanno compromesso in modo irrimediabilmente in negativo il futuro stesso di Sellia. Ritornando al racconto, la conicella che......

sabato 16 ottobre 2010

Io vi dico che farà loro giustizia prontamente (necessità di pregare sempre )

Carissimo/a,
la preghiera è la manifestazione più alta, della nostra fede. Nella preghiera si incontrano due verità: di Dio e dell’uomo. Chi è Dio e chi è l’uomo?
Chi è Dio? È l’Onnipotente Signore, il Creatore del Cielo e della terra, la Carità eterna, la Verità dell’universo e dell’uomo, l’Amore illimitato, la Vita senza fine, la Provvidenza che governa il mondo, Colui al quale è dovuto ogni obbedienza da tutta la sua creazione, il Padre buono che conosce solo il bene, la Misericordia che non si fa attendere, la Pietà che sempre risponde, la Luce che riscalda e illumina,
Chi è l’uomo? È la povertà infinita, il nulla assoluto, il piccolo che non può crescere da solo, che mai si potrà fare da sé. È colui che per vivere si deve nutrire solo del suo Dio. Anche il corpo per vivere ha bisogno della benedizione di Dio. Persino il suo respiro è un prestito del Signore senza alcuna scadenza certa. Quando il Signore vuole, viene e se lo prende e nessuno gli potrà mai dire: “Perché me lo prendi?”. È suo.

Cosa avviene nella preghiera? Accade che la miseria dell’uomo viene offerta al Signore. Il Signore l’accoglie e la trasforma in vita e in ricchezza per noi. L’immensità, la grandezza della nostra povertà viene data a Lui nella fede che Lui potrà trasformarla in immensa ricchezza. La morte Lui la fa vita, la fame sazietà, il niente lo moltiplica e lo ingrandisce, la malattia la fa salute, la solitudine comunione, la penuria abbondanza. Niente gli è impossibile. Cosa è chiesto a noi? Solo di perseverare con fede nella nostra richiesta. Quanto dobbiamo perseverare? Fino all’esaudimento della nostra invocazione.
Diceva loro una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai: «In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: “Fammi giustizia contro il mio avversario”. Per un po’ di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: “Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi”». E il Signore soggiunse: «Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».
La parabola si chiude con un pensate interrogativo: “Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?”. È responsabilità del cristiano far sì che la fede non scompaia dalla nostra terra. Oggi in verità il cristiano sta commettendo un grave misfatto: sta liberando la fede dalla verità e la verità dalla fede, per dare spazio al puro sentimento, che sfocia in una religiosità senza fede e senza verità. Una fede senza verità ci rende più schiavi della non fede. Una verità senza fede ci fa al massimo dei filosofi, mai dei cristiani. Contro questo sfacelo cristiano dobbiamo reagire. Come? Rimettendo la verità nella fede e la fede in ogni verità di Dio. È Dio la verità dell’uomo, verità della sua anima, del suo spirito, del suo corpo.
In questo interrogativo di Gesù vi è la conferma di ciò che dicevo nella precedente lettera. Allora, rimbocchiamoci le maniche e mettiamoci a lavoro perché un miracolo può sempre accadere. Io vi dico che se solo per un mese noi ci crediamo e operiamo secondo quanto crediamo tutto risorgerà. Che il Signore vi benedica e vi colmi di buoni e santi propositi. La domanda è sempre la stessa: cosa sto facendo io per il bene della mia comunità?

venerdì 15 ottobre 2010

Nella provincia di catanzaro parecchi plessi scolastici a rischio chiusura

Catanzaro manifestazione all'ateneo magna Grecia



L’amministrazione provinciale di Catanzaro con alla guida Wanda Ferro entro la fine di ottobre dovrà approvare il piano di razionalizzazione e dimensionamento scolastico in ottemperanza alla riforma fatta dal ministro per la pubblica istruzione Maria S. Gelmini, già approvata come linea guida da parte del consiglio regionale calabrese. Si prevede che la scure del dimensionamento si abbatterà su ben 70 plessi della scuola dell’obbligo con enormi ricadute negative specie nei piccoli comuni dell’entroterra che vedranno venir meno un diritto sancito dalla costituzione il diritto allo studio. Per non veder soppressa la propria scuola in base al nuovo art. 2 del dpr233/98 devono mantenere una popolazione scolastica stabile per almeno un quinquennio compresa tra 500 e 900 alunni Ciò comporterà molti accorpamenti per molte scuole. Alcune deroghe possono essere concesse ai piccoli comuni montani  oppure piccole realtà linguistiche ecc.. con dei parametri che scendono a minimo 300 alunni. Per essere più precisi: le scuole d’infanzia devono  avere 30 alunni- la scuola primaria 50. Per le sezioni distaccate della scuola secondaria  45 alunni. Come dicevamo alcune deroghe sono possibili per i piccoli centri montani o aree svantaggiate con parametri di  20 alunni per la scuola d’infanzia, primaria 30 alunni- secondaria primo grado 36 alunni- secondaria secondo grado 20 alunni. Questa vera rivoluzione in negativo viene discussa nelle varie sedi comuni,comunità montane,associazioni,provincia, regione. Dopo che la provincia comunicherà le varie scuole da chiudere la regione delibererà in modo definitivo il piano di dimensionamento scolastico.  Mentre molti sindaci si esprimono più o meno cosi: La riforma Gelmini è una vera vergogna di questa fantomatica seconda repubblica che invece di dare più strumenti e un piano di offerta formativa superiore, con scuole migliori, taglia invece drasticamente il personale docente e non docente e cancella quella marea di precari che finora sono stati la vera spalla armata della scuola Italiana, sopperendo a carenze e falle. Da alcune settimane sono tanti i sindaci della provincia che hanno ricevuto questa circolare shock  da parte del dirigente del settore della pubblica istruzione della provincia di Catanzaro Anna Perani che,attenendosi alla legge invita i sindaci di inviare entro il 15 ottobre 2010  un atto deliberativo con eventuali proposte di accorpamento nel cercare di salvare i plessi sottodimensionati cioè quelli che hanno meno di 500 alunni, previa acquisizione del parere dell’istituzione scolastica.  Grazie ministro, i nostri figli vi ringraziano per l’ottimo lavoro,per il futuro sicuro che gli state costruendo.