lunedì 22 novembre 2010

A Crotone continuano ad arrivare nuovi immigrati(ieri ne sono sbarcati 137 tutti maschi) ma nessuno ne parla più, neppure i giornali.

Il veliero fermato a Crotone
Lo hanno bloccato a 11 miglia dalla costa crotonese con a bordo 137 clandestini: un veliero battente bandiera russa, che navigava a motore spento, è stato intercettato la notte scorsa nello Jonio calabrese dalla guardia di finanza. A bordo dell'imbarcazione, di quelle che da tempo ormai hanno soppiantato le carrette del mare, gli uomini del guardiacoste del reparto aeronavale delle fiamme gialle di Taranto hanno trovato cittadini iracheni e bengalesi, tutti maschi e ammassati. Il dispositivo interforze ha funzionato e i militari, una volta affiancato il natante, sono saliti a bordo per verificare le condizioni, giudicate buone, dei clandestini. Il motoveliero è stato condotto nel porto di Crotone con la scorta di altre due motovedette giunte a supporto. Qui, gli extracomunitari sono stati rifocillati e accompagnati nel centro di accoglienza Sant'Anna di Isola Capo Rizzuto.

In parallelo sono state avviate le indagini per individuare gli scafisti. A colpire, anche in quest'ultima circostanza, sono le modalità e i mezzi, imbarcazioni di lusso e velieri, utilizzati per raggiungere le coste italiane. Dall'estate scorsa, infatti, sono stati undici gli sbarchi sulle coste dello Jonio calabrese di clandestini arrivati a bordo di costosissimi natanti. La serie ha avuto inizio proprio il 25 agosto a Guardavalle (Catanzaro) quando 52 immigrati sono sbarcati da un veliero di lusso. In quella circostanza, un ragazzo perse la vita in mare, dove probabilmente era stato gettato dagli scafisti. A distanza di pochi giorni, il 7 settembre, nuovo approdo di disperati a Cutro (Crotone), quando, con una lussuosa barca a vela, ne arrivarono 32.

domenica 21 novembre 2010

V convegno del Movimento Apostolico Roma 24 novembre 2010

Sarà il Sindaco di Roma, On. Giovanni Alemanno, a dare per primo il saluto agli oltre 3.000 partecipanti del V Convegno Nazionale del Movimento Apostolico sul tema: “Giovani: nella carità e nella verità”,  che si celebrerà nell’Auditorium Conciliazione  di Roma (via Conciliazione, 4) il 24 novembre p.v. alle ore 17.00.
     Il convegno si inserisce tra le molteplici attività che il Movimento Apostolico offre per porre attenzione al Magistero e ai suoi documenti, inserendosi nel cammino vivo ed attuale della Chiesa.
     Il tema scelto si propone di approfondire le indicazioni provenienti dall’Enciclica Caritas in Veritate di Benedetto XVI, sul legame tra sviluppo e umanesimo cristiano – quest’ultimo inteso come impegno dei cristiani a vivere e annunciare la Parola di Dio – coniugandolo con i temi dell’emergenza educativa proposti dalla Conferenza Episcopale Italiana.
     Dopo il saluto della presidente dott.ssa Cettina Marraffa e l'introduzione dell'Assistente Centrale del Movimento Apostolico, Mons. Costantino Di Bruno, la relazione sul tema dell’assise sarà tenuta da S.E. Mons. Mario Toso, Segretario del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace.
     Interverrà anche S.E. Mons. Antonio Ciliberti, Arcivescovo Metropolita di Catanzaro-Squillace. 
     La serata si concluderà con il musical “Alla tua ombra un canto, proposto da un cast composto da oltre cento giovani del Movimento Apostolico, seriamente impegnati nella formazione e nell’annuncio del Vangelo, che nel settembre scorso, su invito dell’UNITALSI Nazionale, hanno proposto  nella città di Lourdes la sacra rappresentazione “Meditando la passione” di Cettina Marraffa, alla presenza di circa 14.000 fedeli.

Video storico della poesia "A livella" recitata magistralmente dal grande Totò

Il video storico della poesia "A livella"
Per chi vuole ascoltare la bellissima poesia dalla voce mitica di totò
"Perciò,stamme a ssenti...nun fa''o restivo,
suppuorteme vicino-che te 'mporta?
Sti ppagliacciate 'e ffanno sulo 'e vive:
nuje simmo serie...appartenimmo à morte!"

sabato 20 novembre 2010

Solennità di Cristo Re dell’universo

Parrocchia San Nicola di Bari – Sellia


Nella nostra comunità si celebra la giornata delle coppie cristiane
Carissimi amici,
un altro anno pastorale termina e con la I domenica d’Avvento, domenica prossima, 28 novembre, ne incomincia uno nuovo. In questa ultima domenica dell’anno liturgico noi siamo invitati a meditare sulla regalità di Gesù. Qui, non si tratta di stabilire o no se Cristo è Re, perché lo sappiamo che lo è perché lui del mondo ne è il creatore. Il problema che ci dobbiamo porre è: che significa che Cristo è Re? E che valore ha questo essere Re dell’universo o, semplicemente, Re della mia vita. Ma davvero Gesù è Re?
Se ci facciamo un giro nel mondo, anzi nell’Universo, di cosa ci accorgiamo? Che colui che deve essere il re, cioè Gesù, spesso diventa il servitore del Re, il ciambellano di corte. Che cosa, infatti, è diventato per molti Gesù? Il servitore personale dell’uomo: l’uomo, l’attuale re, comanda e Gesù, l’attuale servitore obbedisce. Il servitore deve soddisfare i bisogni dell’uomo. Devo fare questo, ho bisogno di questo, mi devi dare questo e poi? E poi il servitore, Gesù, se ne torna nel suo angolino pronto a ritornare alla prossima chiamata del padrone.
Leggiamo insieme il vangelo di questa domenica:
Il popolo stava a vedere; i capi invece lo deridevano dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l’eletto». Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell’aceto e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». Sopra di lui c’era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei». Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». L’altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male». E disse: «Gesù, ricòrdati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».
Dall’alto della croce Gesù rimane Re e invita tutti noi a riconoscerlo tale. Non si è Re perchè si fanno cose grandiose, si è re perché si rimane nell’obbedienza a Dio anche nelle più grandi difficoltà e sofferenze.
Ognuno di noi in questa domenica provi a fare un elenco di quante cose nella sua vita sono diventate Re e Regine. Il Re è colui che va accolto e ascoltato. Oggi noi cosa accogliamo di più? Cosa ascoltiamo di più? A cosa obbediamo di più? Rispondendo a queste tre semplici domande riusciamo a comprendere quale sia il posto di Gesù nella nostra vita.

A tutti buona domenica nel Signore                                                              Don Francesco Cristofaro

Anche nelle facoltà universitarie Calabresi comanda la' ndrangheta

La ‘ndrangheta influenzava i test di ammissione nella facoltà di Architettura dell’Università Mediterraneo di Reggio Calabria. È quanto emerge da un’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia (Dda) del capoluogo calabrese, che ha emesso 11 avvisi di garanzia nei confronti di docenti, impiegati e studenti dell’ateneo.
Tutti sono stati interrogati nella serata del 19 novembre 2010. Le ipotesi di reato a carico degli indagati sono falso ideologico e truffa. A condizionare i risultati degli esami sarebbero stati appartenenti alla cosca Pelle. Il capo, Giuseppe, uno dei personaggi più influenti di tutta la 'ndrangheta, si è vantato, in una intercettazione ambientale, di potere influire anche sui test d'accesso alle facoltà di Medicina di Catanzaro e Messina.

La cosca di San Luca avrebbe emulato un altro tra i più potenti gruppi della 'ndrangheta, quello dei Morabito di Africo. Il capo, detto “’u tiradrittu”, avrebbe fatto laureare in Medicina decine di figli di amici prima di essere catturato dopo una latitanza durata più di 20 anni.
In serata l'Università di Reggio Calabria, in una nota diffusa dall'ufficio stampa, ha affermato di avere offerto agli organi inquirenti «attiva ed ampia collaborazione, mettendo a disposizione tutta la documentazione e le informazioni richieste».

venerdì 19 novembre 2010

Anche nel nord d'Italia comanda la ndrina

«Ci sono paesi nel milanese che sono cloni di Platì», dice Nicola Gratteri. E con ciò il procuratore aggiunto di Reggio Calabria intende dire che mentalità e modus operandi sono le stesse che si trovano in Calabria. Capita, ad esempio, «a Buccinasco - dice Gratteri - dove il locale della ’ndrangheta cerca di gestire e controllare la vita economica e sociale». Tutt’altra storia, insomma, rispetto al vecchio «la mafia non esiste» riportato in auge soltanto pochi mesi fa addirittura dal prefetto di Milano. No, in Lombardia la ’ndrangheta esiste. Lo dicono l’Antimafia e le carte accumulate in questi anni dagli inquirenti. Lo dicono le inchieste. Lo dice, soprattutto, la quantità di cocaina che si riversa sulla vecchia capitale morale del paese.
Cocaina, dunque. «Pensavamo - ha detto ieri il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso - che a Milano ci fosse solo la ’ndrangheta ad occuparsi del traffico di droga, da questa indagine emerge invece anche la presenza di una seconda organizzazione disposta a fornire grossi quantitativi di cocaina, assumendosi tutte le responsabilità e consegnando a domicilio i carichi». Grasso parlava riferendosi alla maxioperazione che ha decapitato un’organizzazione criminale internazionale, con l’emissione di 105 ordini di arresto, una ottantina dei quali già eseguiti. La ’ndrangheta, dunque, non è più sola. E, però, lo stesso Grasso ha aggiunto che «questo non significa che non continui a trafficare in stupefacenti». Non c’è, dunque soltanto la polemica tra Roberto Saviano e Roberto Maroni a riaccendere i riflettori sulla presenza mafiosa in Lombardia, ci sono anche i risultati del lavoro sul campo di inquirenti e investigatori che svelano i retroscena di un mondo diventato silenziosamente potente.
Centinaia di arresti, decine di aziende coinvolte, spesso letteralmente divorate dalla usura e poi finite nella disponibilità delle ’ndrine. E poi sequestri, droga, armi. E soldi. Tanti soldi. Questo il quadro che emerge dalla inchiesta condotta dal procuratore di Reggio Calabria Giuseppe Pignatone e dal procuratore aggiunto di Milano Ilda Boccassini che nel luglio scorso fa tremare la regione. Tra le persone coinvolte, anche Carlo Antonio Chiriaco, all’epoca direttore della Asl di Pavia, manager che, secondo le accuse, sarebbe stato al centro di un sistema di potere che avrebbe visto la partecipazione diretta di boss della ’ndrangheta. Chiriaco si sarebbe anche dato da fare alle ultime elezioni regionali, a favore di Giancarlo Abelli dopo l’arresto della moglie Rosanna Gariboldi. Soltanto pochi giorni fa, è stato oggetto di un secondo ordine di arresto, accusato di concorso in turbativa d’asta aggravato dalle finalità mafiose.

giovedì 18 novembre 2010

Usanza della sepultura dei cari defunti a Sellia sino all'inizio del 1900

Anche a Sellia (com'era consuetudine in tutto il meridione)  i defunti venivano seppelliti all’interno della Chiesa Madre usanza rimasta sino agli inizi del 1900. Vicino all’altare principale c’era una botola enorme in cui si accedeva nella cripta dove venivano sistemati i vari defunti,. questa botola veniva utilizzata per le persone più benestanti del paese come baroni,notai,dottori, sacerdoti,commercianti….mentre un'altra botola era sistemata vicino la porta d’ingresso dove venivano sepolti tutte le altre categorie dagli artigiani,agricoltori,pastori, ecc.. Dunque anche da morti bisognava attenersi alle varie categorie del ceto sociale. I ricchi venivano deposti con cura dentro la cripta, mentre i poveri quando morivano venivano sistemati ad una particolare sedia ed una volta legati con una fune venivano calati dentro la cripta; quando la sedia toccava il fondo con un colpo preciso alla fune la sedia si apriva in modo che il defunto cadesse giù mentre la sedia veniva riportata sopra. Negli ultimi anni prima che questa usanza venisse definitivamente abolita, i morti aumentavano sempre di più, il tutto dovuto anche alle varie pestilenze,carestie,cataclismi ecc.. tanto che la cripta dei poveri era completamente piena, si fecero altre cripte all’’esterno della Chiesa sino ai piedi delle gradinate. A testimonianza di tutto ciò negli anni 70 quando l’arciprete di allora decise di fare un garage per la propria auto ad un lato dell’inizio dei gradini durante lo scavo si trovarono diversi resti di ossa umane. Nei primi anni del 1900 anche a Sellia molto lentamente si iniziò a seppellire i propri cari defunti al cimitero che era prima ubicato subito dopo il bar di Nicola (a ra cona du casu ) poi venne spostato perché oltre a risultare non idoneo come terreno era anche molto vicino alle abitazioni. Comunque per eliminare definitivamente questa usanza ci volle molto tempo anche perché si pensava che chi venisse seppellito dentro o vicino la Chiesa avrebbe ottenuto più indulgenza per i propri peccati commessi, perché la sua anima si trovava più a stretto contatto con i Santi, ed essendo un luogo sacro avrebbe ottenuto sicuramente più indulgenze ad espiazione dei propri peccati; a ragione di tutto ciò si costruirono delle cappelle all’interno dei cimiteri, ed ancora una volta i vari ricchi anche da morti dovevano far vedere la loro superiorità costruendo cappelle private dove tumulare i cari estinti.

Finalmente la nostra dieta mediterranea entra di diritto sotto la tutela dell' UNESCO come patrimonio del'umanita immateriale.

 - In questo periodo torbolento tra scandali , lotte politiche e notizie negative che giungono ogni giorno nel nostro paese , una notizia molto buona e che dimostra che esistono nel nostro anche punte di eccellenza che il mondo invidia. E' notizia di qualche giorno fa, che l'Unesco ha inserito nella lista del patrimonio immateriale dell'umanità la dieta mediterranea . Il nostro Paese e stato il promotore e coordinatore principe della richiesta a cui si sono aggiunti Spagna ,Grecia, Marocco.
Il riconoscimento assume ulteriore prestigio perchè viene affermato che la dieta mediterranea non è solo un abitudine alimentare ma uno "stile di vita" da adottare come l’insieme delle pratiche, delle rappresentazioni, delle espressioni, delle conoscenze, delle abilità, dei saperi e degli spazi culturali con i quali le popolazioni del Mediterraneo hanno avuto un collegamento tra ambiente ,cultura, un rispetto addirittura sacrale verso il mangiare.Dieta Mediterranea - Patrimonio Dell' Umanità
Questo riconoscimento al nostro Paese si somma come terzo elemento presente nell'ambito elenco, dopo i Pupi siciliani e il canto a tenore sardo. La cosa interessanta da sottilineare e chè la dieta mediterranea è la prima pratica alimentare iscritta nella lista dell'Unesco.Questo riconoscimento valorizza pure le attività dei nostri inprenditori agricoli che con la loro professionalità, competenza e amore ci danno dei prodotti che il mondo intero ammira e consuma.Ci sono allo studio nuove candidature del nostro paese e sono : ''L'arte della pizza napoletana'' e ''La coltivazione ad alberello dello Zibibbo di Pantelleria''.

mercoledì 17 novembre 2010

Domencia 21 novembre la parrocchia San Nicola di Bari Sellia celebrerà la prima giornata delle coppie cristiane.

Parrocchia San Nicola di Bari – SELLIA

Carissime coppie di sposi della nostra comunità parrocchiale,
è con immensa gioia che vi saluto e mi rivolgo a voi con questa lettera. Domenica 21 novembre, durante la grande Solennità di Cristo Re dell’Universo, la nostra comunità di Sellia celebrerà la  prima giornata delle coppie cristiane. Questo sarà il programma: la mattina alle 11,15, sarà celebrata la Santa Messa per tutte le coppie della comunità mentre, durante il pomeriggio, alle 17,00 presso la Chiesa Madre San Nicola di Bari, ci sarà l’incontro di tutte le coppie di sposi della nostra comunità. Quando dico coppie di sposi non dico solo giovani sposini ma anche coppie che sono arrivati a festeggiare traguardi importanti. Insomma, questo invito è per tutti coloro che sull’altare, davanti a Dio e al sacerdote hanno pronunciato il loro si e si sono promessi il loro amore eterno.
Il tema dell’incontro sarà: “il mistero dell’amore: ci si può amare per tutta la vita?”. Il pomeriggio sarà intervallato da piacevolissime sorprese e sarà proclamata la coppia di sposi dell’anno alla quale andrà un bellissime premio. A fine serata, gusteremo insieme un aperitivo presso i locali della Parrocchia.
Pensate alla bellezza e grandezza di questo momento: marito e moglie insieme che si dedicheranno una giornata tutta per loro a cui pensare al loro spirito e pregare per la loro vita di coppie. Sarà una esperienza unica. Credeteci e partecipate. Sarà per me una gioia poter stare con voi e spero che sarà per voi una gioia poter stare con me e con tutte le altre coppie.

Don Francesco Cristofaro

Sellia: per la raccolta differenziata si punta a migliorarla e potenziarla.

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martedì 16 novembre 2010

Mio padre ( 3° capitolo)

Papà non aveva finito neanche le scuole elementari  ma possedeva una cultura,una conoscenza al di sopra della media,forse i vari percorsi,avvenimenti durante la sua vita erano stati ottimi maestri delle migliori scuole in circolazione. Aveva patito la fame,la sete era stato costretto ad uccidere, aveva vissuto in prima persona la mancanza della libertà, aveva combattuto per un ideale di libertà, amava la libertà, un uomo libero si può considerare ricco. 
Dopo il ritorno a Sellia alla fine della grande guerra, era ancora giovanissimo ma questo periodo lontano dal paese lo avevano cambiato radicalmente. Si sposò a 25 anni con l'amore della sua vita un unione semplice senza i sfarzi che si fanno oggi quando ci si sposa cercando solo l’apparenza ma non la sostanza,il matrimonio dei miei genitori è durato per oltre 50 anni finito solo causa la morte di papà, quanti matrimoni che si celebrano oggi riusciranno ad arrivare almeno alla metà? Perché al primo ostacolo,al primo problema la coppia di oggi scoppia arrivando subito al divorzio? Papà una risposta a tutto questo c’è l’aveva ben chiara: la colpa primaria è che in una famiglia non si capiscono più i ruoli chi è il marito? Chi è la moglie? Questa confusione crea un anarchia familiare dove ognuno può fare e dire tutto e l’opposto di tutto venendo così a mancare lo spirito del sacrificio,della rinuncia per il bene della famiglia, ma una causa ancora forse più grave secondo papà e la mancanza di fede si giura davanti a DIO  di dividersi tutto nella gioia e nel dolore, nella buona e cattiva sorte, nella salute e nella malattia ma lo si fa solo per le foto per il banchetto, per l’abito per il viaggio di nozze. Papà pregava spesso non aveva nessuna vergogna di farsi vedere con il rosario in mano.............

Gioia Tauro sequestrata dalla finanza una tonnelata (mille chili) di cocaina pronta per il mercato italiano e Europeo.

Una tonnellata di cocaina purissima è stata sequestrata all’interno di un container su una nave appena giunta al porto di Gioia Tauro (nella foto)
I carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma erano sulle tracce dellla nave che proveniva dal Brasile e trasportava la droga per un valore di oltre 250 milioni di euro. Si tratta del più ingente sequestro di cocaina eseguito in Italia negli ultimi 15 anni. Si ritiene che la cocaina, dal valore di circa 200-250 milioni di euro, fosse destinata, oltre che al mercato italiano, anche a quello del centro e nord Europa. Il container era stato sbarcato da una nave mercantile proveniente dal Brasile.
La cocaina era nascosta all’interno di carrelli trasportatori per uso agricolo, e la consistenza del carico dimostra che la rotta del traffico internazionale di stupefacenti verso l’Europa non passa più per i porti a nord del continente, ma si infila dritta nel Mediterrano e arriva in Italia, dove finisce probabilmente tra le mani dei clan della ’ndrangheta che gestiscono il porto calabrese di Gioia Tauro. È il risultato del maxi sequestro di cocaina eseguito dai carabinieri di Roma che, come ha ricordato il procuratore capo di Roma Giancarlo Capaldo, per quantitativo «è uno dei sequestri di droga più importanti della storia», in Italia e in Europa.
La partenza della nave sospetta dal Brasile , secondo quanto si è appreso dagli inquirenti, era stata segnalata alle autorità italiane dal “Soca” inglese (Seroius Organised Crime Agency, l’agenzia britannica che si occupa di crimine organizzato e che ha già collaborato con l’Italia nel caso Mokbel) . Il sospetto era che il cargo partito dal Sudamerica contenesse cococaina probbilmente arrivata dalla Colombia.
La nave mercantile, con bandiera italiana, era partita dal porto di Santos, in Brasile, e sarebbe arrivata a Gioia Tauro senza soste intermedie. «Erano informazioni molto generiche. Poi sono partite le nostre indagini e abbiamo individuato la nave e, studiando la documentazione di carico e doganale, che si è dimostrata falsa, abbiamo trovato un container fantasma», ha spiegato il comandante del nucleo investigativo di Roma Lorenzo Sabatino.

lunedì 15 novembre 2010

Mio Padre ( 2° capitolo )

Fece di tutto per non ritrovarsi mai più ad dover uccedere un suo simile. Capì che entrare nella banda musicale sarebe stata la sua salvezza. entrò nella banda del reggimento dichiarandosi un veterano suonatore quando invece mai durante la sua vita aveva preso in mano un qualsiasi strumento musicale, il maresciallo della banda se ne accorse da subito ma lo fece entrare lo stesso dandogli come strumento il tamburo, il quale dopo un periodo disastroso di rodaggio ne divenne un abile suonatore. Forse lo volle premiare per la sua tenacia,per la sua sfrontatezza nel dichiararsi un suonatore esperto,oppure più semplicemente perché aveva capito che se non sarebbe entrato nella banda forse si sarebbe dato alla fuga con il rischio di essere accusato come disertore. Ma un anno prima della  fine del conflitto fu rinchiuso dentro un campo di concentramento per aver disubbidito a degli ordini di un ufficiale tedesco, durante questo (per fortuna breve periodo in un campo di reclusione Italiano)  toccò con mano i soprusi,le angherie,il vedere la dignità di un essere umano ridotta a meno che zero,ci diceva sempre che la Libertà, quella con la lettera maiuscola è un bene prezioso, essa si può paragonare ad un albero un grosso albero con.....................

Pianopoli (Catanzaro ) Manifestazione per chiedere a gran voce la chiusura della megadiscarica che sta ospitando rifiuti anche dalla Campania.


 Una foto della manifestazione di ieri a Pianopoli CZ

I politici locali  hanno disertato la manifestazione di protesta che ieri ha coinvolto tutta popolazione di Pianopoli, contro la megadiscarica di proprietà privata della " Eco inerti"  che nei giorni scorsi ha dato ospitalità a tonnellate di rifiuti arrivati dalla Campania. Il centro destra compatto con il presidente Scopelliti il quale aveva sentenziato  di ricevere nella discarica 35 mila tonnellate  di rifiuti  ( prima dovevano essere altre 75 mila). I pochi politici erano dell' Italia dei valori, Il quale l'esponete De Magistris aveva detto:
«La manifestazione di Pianopoli è un tentativo di resistenza democratica messo in atto dai cittadini della Calabria in difesa della loro terra e del diritto alla salute». Lo afferma l’eurodeputato e responsabile giustizia dell’Italia dei valori, Luigi De Magistris, circa la manifestazione che si è svolta a Pianopoli contro la discarica. «Da decenni questa Regione – aggiunge De Magistris – è diventata, al pari della Campania, uno sversatoio a cielo aperto per tonnellate e tonnellate di rifiuti, soprattutto frutto dell’attività industriale del Nord e soprattutto con modalità illegali. Questo smaltimento illecito ha avuto un solo beneficiario: il crimine organizzato e la politica collusa. Ed una sola vittima: i cittadini».
«Trasferire a Pianopoli – prosegue De Magistris – anche rifiuti della Campania, per altro senza adeguate misure di sicurezza igienico-sanitarie, significa voler fomentare una 'guerra fra poverì ingiusta, che il presidente della Regione Scoppeliti e le amministrazioni locali coinvolte non possono avallare».

 

domenica 14 novembre 2010

Le origini del brigantaggio in Calabria


le origini del brigantaggio nasce,veniva interpretato con una violenta forma di reazione a presunte o vere ingiustizie sociali, sfociate nell’odio contro i redentori del potere e delle ricchezze era un brigantaggio così detto contadino nato dalla fame e dalle varie disoccupazioni, dall’ignoranza a cui era difficile opporre una valida forma repressiva per il particolare nemico che sfuggiva abituato alla guerriglia, conoscitore dei luoghi e spesso protetto dalle popolazioni. Ferdinando II di Borbone cercò in vari modi senza riuscirci a risolvere questo annoso problema, se non in minima parte, solo nelle grandi città, esso si dilagò rapidamente in tutto il Regno di Napoli. Con l’avvento dell’unità nazionale, con essa vennero meno le varie speranze di riscatto delle classi più umili,stanchi di subire i vari conquistatori che durante i secoli avevano pensato solo al loro benessere.
Si rilevarono delle enormi bugie,le varie promesse che lo stesso Garibaldi aveva solennemente fatto nel tentativo per procurarsi forme reazionarie contro i borboni.Il tutto portò ad una rapida trasformazione di quel fenomeno avevamo definito contadino, nel brigantaggio organizzato.

La tv del futuro: Collegata sempre a internet per poter vedere sempre quello che vuoi, quando vuoi

Rai Replay sarà integrato con il digitale terrestre entro l’inverno. Basterà avere un televisore Internet-enabled o un decoder ibrido con certificazione Gold DGTVi e connettere il TV o il decoder alla linea ADSL di casa. Si avrà così la possibilità di vedere via broadband le trasmissioni proposte da Rai Replay, ovvero i programmi in replica andati in onda negli ultimi 7 giorni su Rai Uno, Rai Due e Rai Tre.
Un programma di Rai Replay
Rai Replay è un servizio avviato da 6 mesi sul Web ed è totalmente gestito e sviluppato all’interno di RaiNet in collaborazione con i Centri di produzione TV di Torino e Roma Saxa Rubra e il Centro Ricerche Rai di Torino. Ora, Rai Replay si appresta dunque ad assumere un ruolo centrale anche nel progetto Over The Top TV della RAI, come annunciato e mostrato in anteprima allo IAB Forum 2010 di Milano.
In futuro, l’interazione tra TV tradizionale e Internet sarà estesa ad altri canali del bouquet digitale terrestre della Rai e si arricchirà di nuove funzionalità, tra cui l’individuazione dei momenti salienti di una trasmissione per favorire un accesso diretto al contenuto desiderato. Quando si sceglierà di rivedere il programma prescelto, sarà attivo un menu che proporrà gli highlight con descrizioni testuali sintetiche relative ai momenti salienti del contenuto stesso, per esempio di un incontro di calcio, e l’utente potrà accedere direttamente al punto d’interesse individuato.
La Rai, dunque, si muove nella direzione intrapresa dai principali protagonisti del mercato globale delle telecomunicazioni: l’integrazione, appunto, di trasmissioni nate per la televisione con contenuti provenienti dalla Rete. Su questa strada, seppure con modalità differenti, si stanno muovendo Google, Sony, Intel e Logitech con la Google TV (a breve dovrebbe salire a bordo del progetto Google TV anche Samsung), e Apple con la nuova Apple TV e la disponibilità di film e serie televisive su iTunes Store.

sabato 13 novembre 2010

Raccolta differenziata porta a porta presentato durante una riunione il suo potenziamento da parte del comune di Sellia che con il 75,5% detiene il primato Calabrese sul riciclaggio.


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Paravati: per il 17° aniversario dell'arrivo della statua del cuore Immacolato di Maria rifugio delle anime , sono attesi per domani circa 200 pulman con migliaia di fedeli.

Mileto (VV)
Domani domenica 14 novembre, a Paravati, per il 17. anniversario dell'arrivo della statua del Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle anime. Per l'occasione è previsto inoltre l'arrivo di oltre duecento autobus, provenienti da tutta Italia e che porteranno, nel paese della mistica Natuzza Evolo, centinaia di cenacoli preghiera mariani. Oltre ai volontari della fondazione che sono già a lavoro per organizzare la processione e la celebrazione eucaristica che avrà luogo sul sagrato del costruendo santuario, anche gli amministratori comunali, si sono rimboccati le maniche per far sì che i fedeli, una volta arrivati nella cittadina normanna, ricevano l'accoglienza che meritano.Il sindaco Vincenzo Varone, ha convocato una riunione tecnico organizzativa, alla quale hanno partecipato il comandante dei vigili urbani di Mileto, Salvatore Ferrara, il comandante della polizia provinciale Giuseppe La Fortuna e numerosi rappresentanti delle associazioni di volontariato presenti sul territorio.

Per evitare intoppi al traffico, sono state predisposte delle apposite e ampie aree parcheggio per bus e auto mentre delle navette, messe a disposizione dall'amministrazione comunale, accompagneranno per tutto il giorno, i fedeli dai parcheggi al parco della fondazione dove si svolgeranno le funzioni solenni. Le aree parcheggio individuate saranno due, una alle spalle dello stadio comunale, una nei pressi del cimitero a Paravati. L'ordine pubblico invece, sarà affidato ai Carabinieri e alla Polizia di Stato.
Grande fermento quindi a Mileto per una festa, fortemente voluta da Mamma Natuzza, e che ogni anno richiama migliaia di fedeli. Non faranno mancare la loro presenza i cenacoli mariani diffusi in tutto il mondo.
Le funzioni domani, avranno inizio alle 9.30 con la processione della statua del Cuore Immacolato di Maria che percorrerà tutte le vie del paese e proseguiranno con la solenne celebrazione eucaristica che sarà presieduta dal vescovo della Diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, monsignor Luigi Renzo.
Anche questa sarà un'occasione per riunire i figli spirituali di Mamma Natuzza che, ogni giorno, arrivano in centinaia a Paravati, in cerca di speranza e punti di riferimento per la propria vita. Fedeli che hanno fatto nascere centinaia di cenacoli mariani che crescono di giorno in giorno, accogliendo l'invito accorato della Madonna a moltiplicare i cenacoli per la conversione delle anime, per la riparazione dei peccati e la pace nel mondo. Messaggi della Madonna che hanno trovato voce in Natuzza Evolo che ha avuto la sua prima apparizione nel 1944, poco dopo la celebrazione del suo matrimonio con Pasquale Nicolace. Fu proprio in quella prima occasione che la Madonna annunciò a Natuzza il suo grande progetto per Paravati, chiamato «Villa della Gioia». Una volta completato, questo maestoso e imponente progetto, sarà un vero e proprio centro polifunzionale, dove ogni struttura che sorgerà al suo interno, garantirà importanti servizi di assistenza alla persona.

venerdì 12 novembre 2010

Sellia: nella sala consiliare polemica arroventata? Durante l'incontro sul compostaggio.


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Pinerolo: chiuso dalla magistratura l'asilo degli orrori

 
PINEROLO - "Mio figlio Vittorio era terrorizzato, non voleva entrare in quell'asilo in cui è rimasto per un anno. Lo accompagnavo al mattino e lui scoppiava a piangere, la notte non dormiva, era sempre agitato, io non capivo perché, ma c'era qualcosa di molto strano, perché non si trattava di un capriccio o di un pianto normale. Ad agosto ha avuto le convulsioni talmente non voleva entrare. Ho chiesto spiegazioni e mi sono sentito rispondere che loro erano le educatrici e sapevano come fare. Ho deciso di toglierlo da quella scuola, e ancora oggi quando passiamo in macchina lì davanti, la sua faccia si riempie di terrore e mi implora: "papà non lasciarmi qua"". Diego M., impiegato, è uno dei genitori che per primo ha avuto la netta sensazione che "Il paese delle meraviglie"potesse essere in realtà un posto da incubi: "Ora il mio bambino ha quattro anni, abbiamo scelto un altro nido ed è molto più sereno. In quell'asilo qualcosa è successo, ed è giusto che si indaghi. Io e mia moglie Miriam abbiamo litigato con loro perché non avevamo spiegazioni".
I suoi timori di padre hanno trovato manforte anche grazie alla babysitter, Alice Contini, che lavorava proprio in quell'asilo e che si è licenziata alcuni mesi fa: "Veniva il sabato e la domenica a prendersi cura di mio figlio, e mi aveva avvertito che le maestre erano molto dure. Le educatrici sapevano che Alice veniva da me e per questo mio figlio lo trattavano bene, ma lui vedeva quello che facevano agli altri bambini ed era terrorizzato. Alice quando ha scelto di allontanarsi ha cominciato a spargere la voce dicendo a tante altre mamme di scappare da quell'asilo. Io per fortuna l'ho fatto in tempo".