Elezione della Nuova Provincia: confusione
Nota di Marcello Barberio, sindaco di Simeri Crichi e ultimo
presidente della Provincia di CZ,KR e VV, nel 1995
E’ ormai noto che il 40° giorno antecedente (2 settembre)
quello della votazione, il commissario della Provincia deve procedere
all’indizione dei comizi elettorali per l’elezione del presidente e del nuovo
consiglio provinciale, da parte dei sindaci e dei consiglieri comunali in
carica. Esercitano il solo elettorato passivo (possono solo essere votati) i
consiglieri provinciali uscenti, come Wanda Ferro e Enzo Bruno. Bizantinismi
della legge 56/2014, che mantiene funzioni importanti all’ente intermedio, pur in
presenza di organi di secondo livello, cioè non eletti direttamente dai
cittadini. Così è, con una fumosa levata di scudi nella sola fase dell’
approvazione della legge Del Rio, ma ora materia di manovre politiche di fine
impero. Non è vero che la nuova provincia sia stata svuotata delle funzioni
proprie, dal momento che conserva funzioni fondamentali d’area vasta nella
gestione dell’edilizia e della rete scolastiche, nella pianificazione dei
servizi di trasporto e costruzione-gestione delle strade provinciali, nell’adozione
del Piano territoriale di
coordinamento, nella tutela e valorizzazione (non più
anche controllo) del’ambiente. Non si può parlare di ente in estinzione, come
prevede il disegno di legge costituzionale all’esame del Parlamento.
Mentre altrove si discute di chi opererà i controlli
ambientali (scarichi fognari, pozzi, piano rifiuti, ecc), come pure del
raccordo dei piani strutturali comunali e delle politiche scolastiche, da noi
la politica è in vacanza, a destra come a sinistra, con l’elezione di due
livelli istituzionali (Regione e Provincia) che si sovrappongono e si condizionano,
senza escludere tentativi di cordate col
metodo che un tempo faceva parlare di Calabria saudita e di caciccati delle
realtà locali.
Un effetto anche della crisi generale e della ......