Tale ultimo estremo gesto scaturisce da una costatazione: l’inagibilità delle nostre prerogative di consiglieri comunali per gravi violazioni delle regole statutarie. Infatti alla lettera dell’ art. 35 Statuto:
- Qualora un numero di elettori non inferiore a 200 avanzi al Sindaco proposte per l’adozione di atti amministrativi di competenza dell’ente e tali proposte siano sufficientemente dettagliate in modo da non lasciare dubbi sulla natura dell’atto e il suo contenuto dispositivo, il Sindaco, ottenuto il parere dei responsabili delle aree interessate e del segretario comunale, trasmette la propria proposta unitamente ai pareri dell’organo competente ai gruppi presenti in consiglio comunale entro 15 giorni dal recepimento.
- L’organo competente può sentire i proponenti e deve adottare le sue determinazioni in via formale entro 30 giorni dal ricevimento della proposta.
Non avendo ricevuto nei tempi indicati alcun rilievo di merito abbiamo ritenuto che il testo proposto fosse “sufficientemente dettagliato” e quindi discutibile dall’assise comunale. Invece il Sindaco non ha inteso minimamente portarlo all’attenzione del Consiglio. Il mancato rispetto dei termini fissati dallo Statuto per la discussione (30 gg) si configura come grave mancanza di rispetto per la partecipazione dei cittadini alla vita politico-amministrativa comunale – l’Amministrazione, in un manifesto pubblico, ha inteso perfino irridere le capacità di intendere dei cittadini, sostenendo che abbiano sottoscritto una proposta con l’inganno che si trattasse di una petizione per non aumentare le tariffe!
La suddetta violazione mortifica la credibilità dell’organo che, chiamato a deliberare su una questione di principio, rifiuta di ascoltare le istanze dei cittadini tutte formalmente e civilmente rispettose delle normative vigenti.
Infine, considerando che i sottoscritti consiglieri hanno depositato più volte proposte, mozioni mai inserite all’odg, l’atteggiamento irriguardoso delle regole si tramuta in un chiaro atto di squalifica per le nostre prerogative consiliari: un bassissimo tentativo di condannare le minoranze ad un ruolo irrilevante o al più ininfluente sulla vita amministrativa del nostro comune.
Questo atteggiamento di disprezzo per la dialettica democratica è la misura del.............

