In
Calabria, anticamente il 2 novembre
nelle comunità italo-albanesi, ci si avviava praticamente in corteo
verso i cimiteri: dopo benedizioni e preghiere per entrare in
contatto con i defunti, si approntavano banchetti direttamente sulle
tombe, invitando anche i visitatori a partecipare.
Dal IV secolo in poi, le Chiese dell’Oriente celebravano una festa
comune a tutti i martiri della terra. Sant’Efrem compose, per questa
ricorrenza, un inno da cui si capisce che a Edessa questa festa si
celebrava il 13 maggio.In Siria, era celebrata il venerdì dopo Pasqua.
In un’Omelia sui martiri, il grande San Giovanni Crisostomo si riferisce a questa data come la prima domenica dopo Pentecoste.
La festa dei Martiri di Tutta la Terra, con il trascorrere del tempo, è
diventata quella di Tutti i Santi, chiamata anche Ognissanti, istituita
in onore della Beata Madre di Dio, la Vergine Maria, e dei santi
martiri, dal Papa Bonifacio IV. Il pontefice Gregorio, più tardi,
decretò che la festa, già celebrata in diverse maniere da diverse
Chiese, sarebbe diventata, con solennità, la festa in onore di tutti i
santi, perennemente.
La messa di Tutti i Santi fu composta per
caso, ma è bella: L’Introito di Sant’Agata, il Graduale di San Ciriaco,
l’Offertorio adattato da quello di San Michele si uniscono all’Alleluia
e alla Comunione, presi dai testi evangelici. Il Vangelo è quello delle
Beatitudini.
Riguardo alla collocazione della festa per il 1º
novembre, si pensa che, siccome in tutte le religioni le solennità
erano fissate a seconda del ritmo delle stagioni, il Cristianesimo
abbia seguito la stessa regola.
Tra i Celti, il 1º novembre era
il giorno delle grandi solennità. La festa di Tutti i Santi sarà stata
creata per cristianizzare le cerimonie così care agli Anglosassoni e ai
Franchi? Roma la celebrava il 13 maggio e cominciò a festeggiarla il 1º
novembre dopo aver sofferto influenze galliche.
Rapidamente, la festa diventò popolare, ancora di più quando fu completata dalla commemorazione dei fedeli defunti.