Progetto di
valorizzazione figura san Bartolomeo da Simeri
Nell’ ultima seduta della Giunta Comunale di Simeri Crichi, è
stato approvato l’atto di adesione ed obbligo con la Regione Calabria, che
disciplina i rapporti tra le due amministrazioni per la concessione del
contributo di 8.000 euro, finalizzati alla “Valorizzazione della figura di San
Bartolomeo da Simeri”, a valere sulla Linea 2 del FUC (fondo unico per la
cultura), approvato con decreto regionale 776/2012. Il contributo sarà erogato
in due trance, l’ultima entro 60 giorni dell’approvazione della rendicontazione
del costo, che in gran parte riguarderà la realizzazione di una pala d’altare
raffigurante il santo eremita basiliano, che ha dato lustro alla Calabria e al
suo paese natale. La tela sarà allocata nella chiesa di Santa Maria Assunta di
Simeri, già di jus patronatus del feudatario del luogo, cioè fei Borgia, dei
Barretta-Gonzaga, dei De Nobili.

Egli, infatti, nacque a Simeri nell’XI secolo, come si
ricava dal suo Bios, contenuto nel
“Messanensis Graecus
29”
della Biblioteca universitaria di Messina. Dopo varie peregrinazioni il santo
monaco dell’ordine di San Basilio approdò a Rossano, dove divenne archimandrita
del monastero del Patirion, abatia nullius per privilegio di papa Pasquale II
del 1105. Svolse opera di mediazione tra
la Chiesa Romana e quella Greca di
Bisanzio, riformò il monastero del Monte Athos (che pertanto fu detto “del
Calabrese”), fondò il monastero del San Salvatore di Messina, riunì in
confraternita i 40 eremi calabresi, importanti centri di irradiazione
ellenistica, con i suoi “scriptoria”.
Alla corte di Ruggero, a Messina, fu sottoposto a processo per eresia,
per essere amico e confidente dell’imperatore bizantino Alessio e della
principessa Irene, secondo l’accusa di due monaci benedettini di Mileto.
Assolto, il santo (studioso delle Sacre Scritture, innografo e principe degli
agiografi, compilatore di codici e diplomatico raffinato) tornò al Patirion di Rossano,
ove morì nel 1130.