mercoledì 2 gennaio 2013

Durante l'ultima seduta del consiglio comunale di Simeri Crichi è stato approvato un contributo di 8000 euro per valorizzare la figura storica di San Bartolomeo da Simeri


Progetto di valorizzazione figura san Bartolomeo da Simeri

Nell’ ultima seduta della Giunta Comunale di Simeri Crichi, è stato approvato l’atto di adesione ed obbligo con la Regione Calabria, che disciplina i rapporti tra le due amministrazioni per la concessione del contributo di 8.000 euro, finalizzati alla “Valorizzazione della figura di San Bartolomeo da Simeri”, a valere sulla Linea 2 del FUC (fondo unico per la cultura), approvato con decreto regionale 776/2012. Il contributo sarà erogato in due trance, l’ultima entro 60 giorni dell’approvazione della rendicontazione del costo, che in gran parte riguarderà la realizzazione di una pala d’altare raffigurante il santo eremita basiliano, che ha dato lustro alla Calabria e al suo paese natale. La tela sarà allocata nella chiesa di Santa Maria Assunta di Simeri, già di jus patronatus del feudatario del luogo, cioè fei Borgia, dei Barretta-Gonzaga, dei De Nobili.
Egli, infatti, nacque a Simeri nell’XI secolo, come si ricava dal suo Bios, contenuto  nel “Messanensis Graecus 29” della Biblioteca universitaria di Messina. Dopo varie peregrinazioni il santo monaco dell’ordine di San Basilio approdò a Rossano, dove divenne archimandrita del monastero del Patirion, abatia nullius per privilegio di papa Pasquale II del 1105. Svolse opera di mediazione tra la Chiesa Romana e quella Greca di Bisanzio, riformò il monastero del Monte Athos (che pertanto fu detto “del Calabrese”), fondò il monastero del San Salvatore di Messina, riunì in confraternita i 40 eremi calabresi, importanti centri di irradiazione ellenistica, con i suoi “scriptoria”.  Alla corte di Ruggero, a Messina, fu sottoposto a processo per eresia, per essere amico e confidente dell’imperatore bizantino Alessio e della principessa Irene, secondo l’accusa di due monaci benedettini di Mileto. Assolto, il santo (studioso delle Sacre Scritture, innografo e principe degli agiografi, compilatore di codici e diplomatico raffinato) tornò al Patirion di Rossano, ove morì nel 1130.

Cerca nel blog