
La piccola era più sorridente che mai, il suo visino da angelo fece commuovere il
prete che prendendola in braccio la strinse forte a se notò subito che non aveva
più la febbre, mentre i suoi occhi rossi contornati di un nero malaticcio erano
divenuti splendidi di una luce bella, nuova. Molti
senza pensarci due volte gridarono al miracolo, essendo certi che la piccola era guarita grazie alla intercessione
della Madonna. Dopo che il manto fu risistemato la processione ripartì, tutti
cantavano inni di lode verso la Madonna che vedevano nel fatto appena accaduto
come un qualcosa di inspiegabile, di Miracoloso.Un gesto d'amore della Madonna che voleva
ringraziare la forte tenacia della piccola bimba facendola guarire. La
processione fini verso le 23 non prima che l’Arciprete con il sorriso sulle
labbra volle che tutti i bambini, uno
alla volta si inserivano (letteralmente) sotto il manto
della Madonna, come un gesto di rifugio, di protezione, di integrità della loro
purezza, cercando soprattutto di preservarli dalle troppe, dalle tante morti che colpivano proprio i bambini ( infatti molto spesso “A campana
janca” ( la più piccola delle campane del campanile della chiesa ) annunciava con
il suo triste rintocco la morte di qualche bambino, morte il più delle volte
causata da malattie oggi ritenute banali come una semplice infezione, una
banale appendicite, ecc .. o come nel
caso della bambina la malaria; ora debellata ma all’epoca era una vera tragedia.
Questo particolare rito fu riproposto ogni anno l’ultimo giorno del mese di
maggio dove dopo la processione con la statua della Madonna sistemata ai piedi dell'altare principale, l’arciprete
avvolgeva ogni bambino sotto il manto della Madonna, benedicendolo affinché l’aiutasse
nel crescere forte non solo nel corpo ma anche nello spirito. La bambina guarì
del tutto conservando integro il ricordo
nel suo cuore di quel particolare episodio che cambiò la sua vita. Ricordo rimasto integro anche in molti anziani
che dopo molti ...