giovedì 10 agosto 2017

Ciao Domenico




Non so perché ci hai fatto questo. Di punto in bianco ci hai lasciati. Te ne sei andato all’improvviso. Quando fino all’ultimo hai detto la tua, sulle cose della giustizia e della libertà. Sempre dalla parte degli ultimi. E quando se lo meritavano, per un motivo o per un altro, contro il potere costituito delle Amministrazioni locali e nazionali. Una spina nel fianco sei stato per tutti.
A te piaceva andare fino in fondo perché sapevi di aver ragione. Eri diventato anche ossessivo nei confronti di qualcuno, ma è anche vero che questi “qualcuno” non hanno mai mostrato nei tuoi confronti il coraggio di replicarti.
Una spina, ma anche un sostegno forte per tutti. Non ti stancavi mai di sostenere tutti, i tuoi amici e tutti quelli che ti chiedevano qualcosa. Un leone ruggente per la verità.
È difficile pensare come uno che sia nato a Botricello, che abbia vissuto a Zagarise per alcuni anni, che poi sia emigrato a Milano e che poi abbia comprato casa a Sellia Marina: non a Riccione o a Ibiza, dove avresti potuto focalizzare i suoi interessi, ma nel comprensorio della tua terra. Mi chiedo come sia stato possibile che uno con le tue radici sia poi diventato uno come te: inossidabile sia nella vita privata che in quella pubblica reale e dei social. Sempre. Mi chiedo come dall’argilla del Golfo di Squillace sia potuto nascere una roccia. Nessuno della tua famiglia ti ha mai somigliato. Nessuno del tuo paese. Nessuno dei tuoi colleghi. Nessuno. E allora come è stato possibile?
A te non piaceva primeggiare rispetto agli altri. A te piaceva dire la tua, non per essere protagonista ma solo ed esclusivamente per stimolare la passione verso l’idealità.
Sei stato una persona di una moralità integerrima. A volte anche spiazzante. Quando mi dicevi che se volevi bene a una persona che un amico tuo o un tuo parente ti presentava lo saresti stato per sempre, indipendentemente da come poi le cose si sarebbero evolute tra di loro.
Una persona squisita.
Una persona generosa. E la generosità ti ha restituito molte delusioni ma anche molta gratitudine. Tu eri cosciente delle delusioni. Ma lasciavi stare. Speravi sempre che le persone potessero cambiare. Sapevi che alcune non erano sincere, ma non ti crucciavi: la tua testardaggine sapeva andare oltre. Oltre l’immaginario comunemente morale.
Come è stato possibile che uno nato nel pantano catanzarese abbia poi maturato qualcosa di geniale? Non sono mai riuscito a spiegarmelo. E quando ti intestardivi a raccontarmi le stesse cose poi ho capito che anche tu eri umano, come tutti. Anche tu avevi dei punti deboli. E la debolezza anziché svigorire i tuoi sogni li rendeva più a portata di mano. Dai, per volere i miracoli bastava essere come lo eri tu. Ma era solo una parola. Non era facile essere come te.
Ho molti rimpianti verso di te. Tu ne eri cosciente. E non me li hai mai rinfacciati come si usa tra persone normali. Eri superiore. Andavi oltre. Quell’oltre che io non sapevo, non conoscevo. E invece tu sì. Ci vivevi in quest’oltre lontano dal comunemente umano. E ti preoccupavi di trasmettermelo, a me e agli altri con cui stavi in contatto.
A mia figlia ho detto oggi che un amico nostro è andato in cielo e ora è una stella, mi ha risposto se poteva andarci pure lei. Le ho risposto che le stelle noi le vediamo, e anche loro vedono noi, ma purtroppo non possiamo abbracciarci per via della lontananza. Però, ci vediamo! l’ho rassicurata.
Quando ho saputo dell’incidente poco prima mi era capitato di vedere una luna strana e bellissima come non mai. Non è durata così tutta la notte, dopo un poco è tornata quella di sempre: bianca e ben delimitata. Quella che ho visto la sera del 7 agosto verso le 9 era sfumata. Come se volesse indicarmi qualcosa. Suggerirmi qualcosa di bello. Ma non era bello. Era drammatico. Forse era bello per lei.
Non ti sei mai risparmiato. Quell’oltre che ti apparteneva ti rendeva instancabile verso chiunque si rivolgesse a te per qualsiasi motivo.
Sei stato una parabola miracolosa venuta dal nulla umano, eppure molto umana.
Hai illuminato per un certo periodo i paesi che hai attraversato. Hai seminato semi di giustizia, di libertà e di verità.
Sei stato inossidabile. Così testardo, così buono, così indipendente che solo un.....
incidente poteva portavi via. Così, all’improvviso. Come all’improvviso sei arrivato. E come all’improvviso hai vissuto.

riceviamo e pubblichiamo


Un abbraccio forte, caro Domenico


Il tuo Emilio

Su Sellia racconta il Comprensorio rimangono tanti tuoi scritti Ho avuto il piacere in varie occasioni di discutere su tante problematiche del nostro Comprensorio spesso avendo la stessa veduta altre volte no ma sempre concordi nel dare voce a tutti.
Ciao Domenico
Zagor*
*amministratore del blog locale Sellia racconta il Comprensorio


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