sabato 12 luglio 2014

Un'altra buona notizia per il castello Bizantino di Simeri che grazie all'oculatezza sui lavori benificierà di ulteriore recupero delle sue antiche mura



Castello di Simeri
ULTERIORI LAVORI CON FONDI CIPE

 
Il Dipartimento Urbanistica e Governo del Territorio della Regione Calabria, con nota dell’’8 luglio, ha la possibilità di utilizzo del 20% aggiuntivo dell’importo contrattuale per la perizia in corso d’opera del recupero del castello bizantino e della cinta muraria. I lavori di riqualificazione, recupero e valorizzazione dell’antico maniero bizantino e della cinta muraria si tradurranno in una migliore fruibilità per la collettività di un bene di straordinario interesse storico e miglioreranno la qualità dei processi di coesione economica e sociale della zona. Sarà possibile così configurare meglio l’originario impianto del bene culturale e mettere in sicurezza l’area di pertinenza, secondo un progetto di diversi anni addietro, rimasto senza copertura finanziaria nel 2010 a causa della mancata approvazione CIPE del Par Calabria Fas 2007/2013. Solo lo scorso anno (Rep. 1082 del 13 maggio 2013) il sindaco Marcello Barberio ha potuto sottoscrivere a Lamezia Terme, con la Regione Calabria, l’APC (Accordo di programma quadro), in pratica una nuova convenzione, che regolamenta il finanziamento dell’intervento di riqualificazione urbana (recupero centri storici), per un importo di 896.636,10 euro con copertura finanziaria della delibera del Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica 89/2012, con fondi di Sviluppo e Coesione. Lavori al castello di Simeri Se non fosse stato raggiunto tale obiettivo, il Comune avrebbe subito un grave danno finanziario e la beffa di non vedere realizzata un’opera di forte attrazione turistica (con funzione “civetta” sull’economia dell’intero comprensorio) e dalla inequivocabile connotazione identitaria, in quanto i vecchi ruderi raccontano la storia di una comunità laboriosa, angariata nei secoli dal servaggio feudale. Il diritto di sovranità coincideva con quello di proprietà fondiaria, sul cosiddetto “beneficio” e sui “jussi” (diritti privativi, gravami diretti e indiretti, diritti proibitivi sulle acque pubbliche a scopo agricolo, sui mulini, sui frantoi e su tutto). Tra i diritti particolari, al tempo dei Ruffo, dei Borgia, dei Gonzaga e ancora dei De Nobili, è da ricordare quello della “provvista della dignità ecclesiastica”, cioè il diritto di nominare gli 8 canonici della chiesa di jus patronatus di Santa Maria dell’Itria. Storie d’altri tempi, superate solo con l’eversione della feudalità nel 1806, con l’occupazione francese del Regno di Napoli. Il sindaco - unitamente alla delegata di Simeri (Rossella Riccelli) e a quello di Simeri Mare (Luciano Corapi) – hanno precisato che non ....
si tratta di esaltazione della gloria localistica, poiché centri storici e paesaggi sono spazi della quotidianità, ricca di umanità e di nuove problematiche, che stimolano il confronto dialettico fra passato e presente, per un autentico riscatto civile e culturale, anche nella pesante congiuntura generale, capace di dare senso al proprio impegno pubblico.
                                     
riceviamo e pubblichiamo

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