lunedì 30 novembre 2020

Giro di droga nel catanzarese la Procura chiede 30 condanne grazie all'indagine "Last Generation".

 Sono 30 le richieste di condanne che la Procura della Repubblica di Catanzaro avanza al processo con rito abbreviato scaturito dall'indagine "Last Generation".



L'indagine che nel luglio 2019 ha portato alla luce una presunta associazione criminale nel soveratese che avrebbe avuto il controllo dello spaccio delle sostanze stupefacenti. Con richieste di pena fino a 20 anni per tre imputati. "Un monopolio", hanno detto in conferenza stampa i magistrati dopo poche ore dai 24 arresti (alcuni di questi sono stati scarcerati dal Tribunale della libertà per l'assenza di esigenze cautelari) realizzati attraverso il lavoro della Dda e dei carabinieri, dove il controllo della droga la maggiore fonte di guadagno. A coordinare le indagini i sostituti procuratori Vito Valerio, Veronica Calcagno e Debora Rizzo, con il visto del procuratore della Repubblica Nicola Gratteri, che lo scorso gennaio hanno chiesto il rinvio a giudizio per tutti e gli indagati. Davanti al giudice Barbara Saccà, in 30 scelgono il rito abbreviato, mentre 5 rimangono all'ordinario. Il 16 dicembre inizieranno le discussioni degli ....................

avvocati che proseguiranno il 17 febbraio. 

di EDOARDO CORASANITI

Fonte.lanuovacalabria.it/

sabato 28 novembre 2020

Nuovo Dpcm: il rebus del Natale tra messe anticipate, ristoranti chiusi il 25 e 26 e viaggi verso i comuni di residenza. La Calabria da domani è zona arancione, finalmente arriva il nuovo commissario

 Tutte le regole del provvedimento in vigore dal 4 dicembre: coprifuoco alle 22, messe anticipate, scuole medie riaperte, via libera per chi torna nei comuni di residenza



Coprifuoco alle 22 e ristoranti chiusi anche a Natale e Santo Stefano. E poi scuole medie riaperte, via libera alla mobilità interregionale per chi torna nei comuni di residenza, messe natalizie anticipate. Sono queste le misure che ci ritroveremo nel nuovo dpcm che andrà in vigore il 4 dicembre e coprirà il periodo delle feste natalizie. Si va verso un Italia "monocolore", ovvero un'unica zona gialla ma "rafforzata" per limitare gli spostamenti fra le Regioni. Intanto, in base ai dati del monitoraggio settimanale dell'epidemia, cinque Regioni hanno cambiato colore: da domani (domenica 29 novembre) Lombardia, Piemonte e Calabria diventano arancioni, mentre Liguria e Sicilia diventano gialle.

Ecco tutte le regole in arrivo con il nuovo dpcm.

Coprifuoco alle 22

Sarà confermato il coprifuoco attualmente in vigore senza deroghe, neppure a Natale e Santo Stefano. Questo per scoraggiare raduni casalinghi e spostamenti.

A tavola fra conviventi

Altra forte "raccomandazione" sarà quella di limitare il numero di ospiti a casa ai soli conviventi, con un tetto massimo di commensali che potrebbe rimanere quello attualmente fissato a sei persone. In alternativa l'ipotesi di trovare una formula che consenta le riuioni non sono dei familiari più stretti.

Negozi e ristoranti

L'orario di chiusura dei negozi sarà probabilmente spostato alle 21 per garantire uno scaglionamento dei flussi nello shopping natalizio. Per bar e ristoranti invece non cambierà nulla: la chiusura resta fissata alle 18. Per quanto riguarda i ristoranti, non sarà ammessa nessuna deroga e quasi sicuramente resteranno chiusi nelle intere giornate di Natale e Santo Stefano.

Scuole

Le scuole riapriranno in presenza fino alla terza media (eccetto il Piemonte). Per le superiori si aspetterà gennaio (dopo le vacanze natalizie).

Messe natalizie

Il coprifuoco alle 22 determinerà un anticipo delle messe natalizie, questione sulla quale la Conferenza espiscopale ha confermato la sua disponibilità.

Commissario alla sanità in Calabria: Longo: "Questa terra ha bisogno dello Stato urgentemente"

"Nella mia carriera ho sempre affrontato sfide. Ringrazio il governo per la fiducia che mi ha dato. Spero di poterla ripagare". Così il prefetto Guido Nicolò Longo, nominato commissario ad acta per la sanità in Calabria su Rai Radio1 al giornale radio."Il mio è un grande atto di amore verso la Calabria e verso il popolo calabrese - ha aggiunto -. Io sono stato in Calabria negli anni '80 per la seconda guerra di 'ndrangheta. Poi sono tornato come questore di Reggio nel 2012, poi come prefetto di Vibo nel 2017. La mia ricetta è lavorare seriamente e occuparmi della popolazione. La popolazione calabrese ha bisogno di noi, urgentemente".

La Calabria abbandona la zona rossa e torna in quella arancione. 

Il ministro della Salute Roberto Speranza, infatti, firmerà una nuova ordinanza con cui dispone l’area arancione, oltre che per la Calabria, anche per Lombardia e Piemonte. L’ordinanza sarà in vigore dal 29 novembre. La decisione del Ministro giunge nel giorno in cui la ..............

venerdì 27 novembre 2020

Fermati 69 uomini violenti nel 2020 nel catanzarese. Il delicato lavoro della Polizia sulla violenza alle donne

 Nella giornata dedicata al contrasto della violenza di genere, fenomeno criminale deprecabile che affonda le proprie radici nella discriminazione e nella negazione della ragione e del rispetto, la Questura di Catanzaro ribadisce la centralità dell’azione di contrasto espressa in materia nel panorama delle attività preventive e repressive che quotidianamente impegnano le donne e gli uomini della Polizia di Stato sul territorio.


L’azione di contrasto è stata resa più incisiva dall’entrata in vigore, nell’agosto del 2019, della Legge n. 69/2019 nota anche come “Codice Rosso” che ha ampliato il sistema di tutele per le donne vittime di violenza domestica e di genere, tramite il potenziamento di strumenti propri delle indagini e dell’azione giudiziaria, favorendo l’immediata instaurazione e progressione del procedimento penale e prevedendo, ove necessario, l’adozione, senza ritardo, di eventuali provvedimenti cautelari attraverso un deciso intervento sulle tempistiche e sulle modalità di svolgimento delle diverse fasi del procedimento penale.

Nell’anno in corso la Questura di Catanzaro, unitamente alle proprie articolazioni territoriali costituite dai Commissariati di P.S. di Catanzaro Lido e Lamezia Terme, ha denunciato all’Autorità Giudiziaria complessivamente 69 soggetti: 46 ritenuti responsabili del reato di maltrattamenti in famiglia; 20 per il reato di atti persecutori; 3 per il reato di violenza sessuale. Tali reati sono stati perpetrati in danno di donne, coniugi o comunque legate da rapporto affettivo o di amicizia con gli autori delle condotte incriminate. L’attività investigativa della Questura ha consentito all’Autorità Giudiziaria di adottare provvedimenti cautelari a tutela delle vittime di questi reati: sono state emesse ed eseguite dalla Polizia di Stato 6 ordinanze di custodia cautelare in regime carcerario e di arresti domiciliari, 1 di allontanamento dalla casa familiare, 9 di divieto di avvicinamento. È stata inoltre data esecuzione ad una misura di sicurezza della libertà vigilata. L’evoluzione legislativa nazionale, nel recepire l’esigenza di tutela delle donne scaturente dall’allarmante fenomeno della violenza domestica o di genere, ha previsto nuovi istituti ad hoc nell’ambito delle misure di prevenzione, quali l’Ammonimento per stalking e l’Ammonimento per violenza domestica, applicabili dal Questore, oltre alla possibilità di applicare istituti già esistenti come la Sorveglianza Speciale di Pubblica Sicurezza anche ai soggetti indiziati dei delitti di stalking e maltrattamenti in famiglia. Il Questore di Catanzaro, nell’ultimo anno, ha ricevuto 27 istanze di ammonimento da cui è derivata l’adozione di: 9 Ammonimenti per stalking e 4 Ammonimenti per violenza domesticaInoltre, il Questore ha formulato alla competente Autorità Giudiziaria 2 proposte per l’irrogazione della Sorveglianza Speciale di Pubblica Sicurezza nei confronti di altrettanti soggetti indiziati del delitto di maltrattamenti in famiglia. La complessità della tematica che richiede un impegno corale, necessita una approfondita conoscenza della reale dimensione e natura del fenomeno stesso, per accrescere, sempre più, la capacità di intercettare le situazioni di disagio e facilitare il contatto delle vittime dei reati con le Istituzioni. In quest’ottica, costante è l’impegno della Questura di Catanzaro nell’attuare sul territorio le diverse iniziative della Polizia di Stato a sostegno delle donne vittime di violenza. La Polizia di Stato, già da qualche anno applica il “Protocollo EVA” per la gestione degli interventi da parte degli operatori addetti ai servizi di controllo del territorio nel caso delle c.d. liti in famiglia. Le procedure sono volte a creare uno storico degli interventi in per un monitoraggio delle situazioni di disagio che consente, nelle ipotesi di reiterazione dei fatti di violenza, la possibilità di intervenire anche in assenza di formali denunce. Nell’anno in corso la Questura di Catanzaro ha attuato il protocollo in 42 casi. L’impegno della Questura nell’avvicinare le donne vittime di violenza all’Istituzione si esprime anche mediante l’attivazione di uno specifico “Spazio Ascolto”, un contatto diretto con personale qualificato della Polizia di Stato a cui rappresentare il proprio vissuto di dolore, raggiungibile telefonicamente tramite il numero di emergenza 113 oppure, direttamente, sull’utenza 0961/889523 o mediante mail all’indirizzo spazioascolto.cz@poliziadistato.it. Il servizio garantisce un immediato contatto con gli operatori specializzati, sia per la prima assistenza che per l’attivazione di un percorso di sostegno. Nell’anno in corso il personale specializzato ha trattato 10 richieste di aiuto provenienti da donne in difficoltà. Dai primi mesi del 2020 con l’app Youpol della Polizia di Stato, originariamente realizzata per contrastare bullismo e spaccio di sostanze stupefacenti nelle scuole, è possibile segnalare anche i reati di violenza che si consumano tra le mura domestiche, L’applicazione offre la possibilità di inoltrare segnalazioni georeferenziate in tempo reale, sotto forma di messaggio a cui possono essere allegate immagini, alla Centrale Operativa della Questura competente per territorio. Per chi non vuole registrarsi fornendo i propri dati, è prevista la possibilità di fare segnalazioni in forma anonima. Anche chi è stato testimone diretto o indiretto, per esempio i vicini di casa, può denunciare il fatto all’autorità di polizia inviando un messaggio eventualmente corredato da foto o video. L’applicativo si può scaricare gratuitamente ed è disponibile per dispositivi Ios e Android. In linea con quanto previsto dal Piano di Azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere adottato dal Ministro per le Pari opportunità nonché dal Piano Strategico Nazionale sulla violenza maschile contro le donne ed alla luce delle nuove prassi operative inaugurate con la legge sul c.d. “Codice Rosso”, la Questura di Catanzaro ha siglato un protocollo con il “S.A.M. – Sportello di ascolto maltrattanti” del Centro Calabrese di Solidarietà. È previsto che il Questore, nei provvedimenti di ammonimento per violenza domestica, indichi ai maltrattanti il percorso terapeutico che potranno seguire presso il citato Centro. Nel corso dell’anno sono stati inviati allo Sportello 4 soggetti colpiti da ....................

provvedimenti di Ammonimento del Questore. È costante l’attenzione della Questura di Catanzaro, ulteriormente intensificata in occasione del lockdown imposto dall’emergenza epidemiologica in atto, verso le strutture di accoglienza ubicate nel territorio provinciale per donne vittime di violenza e i centri di ascolto, con i quali sono stati mantenuti costanti contatti finalizzati ad individuare precocemente ogni situazione di emergenza che potesse rappresentare un ostacolo per la immediata presa in carico di donne in difficoltà per poter garantire interventi tempestivi.

giovedì 26 novembre 2020

Ieri Giornata Internazionale contro la violenza alle donne Foto dei tanti eventi dei centri della Presila, Funestata dalla drammatica morte della povera Loredana uccisa brutalmente dal suo amante.

 


Il 25 Novembre è la giornata internazionale contro la violenza sulle donne. In occasione di questa importantissima ricorrenza i dati sui femminicidi raccontano una realtà sconvolgente e molto preoccupante!
Nel 2020 sono state uccise ben 91 donne dal 1 Gennaio fino al 31 Ottobre, questo vuol dire una donna ogni 3 giorni circa! Inoltre 1 donna su 3 al mondo è stata o è vittima di violenze fisiche sessuali o psicologiche. Nella maggior parte dei casi a commettere un femminicidio sono conviventi o ex di una donna in percentuale circa il 62%. Nel 2020 aumenta il numero di femminicidi commessi da conviventi soprattutto nel periodo del lockdown; mentre scende il numero di delitti commessi dagli ex. Anche nella giornata internazionale contro la violenza sulle donne non si fermano i femminicidi. In Italia ne sono stati registrati due uno a Padova e uno a Catanzaro.

In provincia di Padova, precisamente a Cadoneghe  Jennati Abdelfettah, 39 anni, ha accoltellato a morte la moglie  Aycha El Abioui,  30 anni. Inseguito poi l’uomo ha chiamato i carabinieri: “Ho ammazzato mia moglie, venite”.
La donna in passato aveva denunciato l’uomo per violenza e poi aveva ritirato tutto.
 In Calabria invece un uomo è stato arrestato perchè sospettato dell’omicidio di Loredana Scalone 51 anni. Il cadavere della donna è stato ritrovato tra gli scogli. L’uomo fermato Sergio Giana,  36 anni ha poi confessato di essere il colpevole. Leggi Qui e Qui i 2 articolo sull'efferato omicidio 



Simeri Crichi 






Foto dai social 



Articolo tratto dal Quotidiano del Sud a firma della giornalista Rosanna Bergamo.

Particolari raccapriccianti sulla morte della povera 52 enne Loredana uccisa brutalmente dal suo ex amante Sergio di 36 anni

 Era scomparsa da lunedì alle 14  non rispondeva più al telefono. Da quel momento i parenti di Loredana Scalone hanno iniziato a chiamare gli amici.  Sin da subito le indagini si sono concentrate su Sergio Giana, 36enne residente a Badolato sposato, con un bambino piccolo, era l'amante della povera Loredana ma sembra che la loro storia burrascosa era finita con alti e bassi circa un anno fa.



E’ possibile, ma tutto da verificare, che Giana, 36enne residente a Badolato, volesse aiuto anche economico dalla donna. Lui, sposato e con un bimbo piccolo, è apparso da subito agli occhi delle forze dell’ordine, come un tipo strano e non solo perché nel momento in cui è stato fermato, aveva qualcosa da nascondere. Lunedì l’ennesimo incontro, quello fatale per la povera Loredana. Nata a gennaio del 1968, Loredana si era trasferita da Girifalco  a Stalettì dove lavorava come collaboratrice domestica. Una separazione alle spalle ed una figlia. La stessa che nel pomeriggio di lunedì ha ricevuto un falso messaggio dall’uomo che le aveva portato via l’affetto più grande. Cosa sia accaduto nel primo pomeriggio di lunedì forse Sergio Giana lo racconterà più dettagliatamente nei prossimi giorni. L’orrore di oggi parla di una donna condotta, forse con l’inganno, sul terrazzino della famosa Scogliera di Pietragrande, luogo che doveva esserle caro, considerato che sul suo profilo social erano spesso postate foto di quei posti insieme agli inviti alle donne a denunciare qualsiasi tipo di violenza subita. Su quel terrazzino Giana ferisce a morte con il coltello la donna. Tre colpi al volto, altrettante sul petto, sulle spalle. Sono quelle che hanno ucciso Loredana già il lunedì. Poi prende il suo cellulare e manda un messaggio alla figlia della donna, che continuava a cercarla, “Non posso rispondere sto lavorando” scrive Sergio Giana e poi fa sparire quel telefono in mare.  Giana fa rientro a casa, guarda negli occhi sua moglie forse mette a dormire suo figlio. Durante le ricerche i carabinieri avevano già fermato il presunto omicida, il quale in un primo momento ha affermato che la donna era caduta dal terrazzino della discoteca la Scogliera di Pietragrande. E’ lì che gli amministratori di Stalettì insieme alle forze dell’ordine si sono accorti di quanto accaduto. L’indagato, Sergio Giana, probabilmente dopo aver trascorso con Loredana Scalone gli ultimi istanti di vita lunedì l’ha accoltellata, sul volto sul petto, sulle spalle. Ma come se non bastasse il giorno dopo il presunto omicida è tornato sul luogo del delitto per pulire tutto con l’ammoniaca e lì, secondo quanto sembra dall’esame esterno che evidenzia ferite inferte anche dopo le 15 ore dalla morte, avrebbe infierito sul corpo della donna già morta e nascosta poi nell’intercapedine degli scogli di Pietragrande per concludere il suo piano omicida. Le immagini delle telecamere permettono agli .............

mercoledì 25 novembre 2020

Arrestato Catanzarese beccato con un archivio di oltre 1.300 video pedopornografici

 


Aveva un archivio fatto di oltre 1.300 video
, alcuni dei quali ritraenti anche bambini in età prepuberale. Per questo motivo un uomo della provincia di Catanzaro è stato arrestato dagli agenti della Polizia postale. L’uomo è finito ai domiciliare perché, a seguito di una perquisizione domiciliare, è stato colto in flagranza di reato per detenzione e scambio di materiale pedopornograficoProsegue dunque il lavoro della Polizia delle Comunicazioni e della Magistratura a tutela dei minori, spesso vittime di adescamento, indotti a scambiare immagini e video intimi, che a volte finiscono in rete diventando materiale di scambio o merce da acquistare, ovvero arma di ......

Femminicidio nel catanzarese uccisa donna di 52 anni dal mostro del compagno sposato di 36 anni che l'ha martoriata con 15 coltellate.

 Terminano con una macabra scoperta le ricerche di Loredana Scalone una donna di 52 anni originaria di Girifalco e residente a Stalettì. Il suo corpo è stato rinvenuto questa notte sugli scogli di Pietragrande, località balneare nel comune di Montauro trafitto da oltre 15 coltellate.

A indicare il luogo del ritrovamento il compagno della donna, un 36enne originario di Badolato, piegato da un interrogatorio dei carabinieri della compagnai di Soverato cui ha confessato l'omicidio.L'uomo era 



contatto avuto con la donna che lavorava come collaboratrice domestica e pare essere stata raggiunta dal compagno a Caminia dove aveva terminato il suo ultimo turno di lavoro. Un rapporto tribolato quella della coppia, racconta chi la conosceva, e terminato nel peggiore dei modi proprio nel giorno in cui si celebra la giornata contro la violenza sulle donne. Sul posto del ritrovamento i carabinieri, i vigili del fuoco, i familiari della donna e il vicesindaco di Stalettì Rosario Mirarchi che ha partecipato alle operazioni di ricerca partite dopo che un familiare ne ....

aveva denunciato la scomparsa nella giornata di martedì. La donna uccisa era conosciuta e stimata nel paese di Stalettì in cui viveva da anni dopo essersi trasferita da Girifalco.
Durante le ricerche i carabinieri avevano già fermato il presunto omicida, il quale in un primo momento ha affermato che la donna era caduta dal terrazzino della discoteca la Scogliera di Pietragrande. E’ lì che gli amministratori di Stalettì insieme alle forze dell’ordine si sono accorti di quanto accaduto. L’indagato, Sergio Giana, probabilmente dopo aver trascorso con Loredana Scalone gli ultimi istanti di vita lunedì l’ha accoltellata, sul volto sul petto, sulle spalle. Ma come se non bastasse il giorno dopo il presunto omicida è tornato sul luogo del delitto per pulire tutto con l’ammoniaca e lì, secondo quanto sembra dall’esame esterno che evidenzia ferite inferte anche dopo le 15 ore dalla morte, avrebbe infierito sul corpo della donna già morta e nascosta poi nell’intercapedine degli scogli di Pietragrande. E per concludere il suo piano omicida il 36enne di Badolado, sposato, sottoposto a fermo dal Pm Anna Chiara Reale, ha preso il telefonino di Loredana, ha mandato un messaggio alla figlia della donna scrivendo “non posso rispondere sto lavorando” e poi lo ha buttato via.

Fonte gazzettadel sud .it

martedì 24 novembre 2020

Ufficiale a Catanzaro le scuole riaprono il 30 novembre. Coronavirus oggi 307 positivi aumentano i guariti diminuiscono i ricoveri.

 


Le scuole di Catanzaro riapriranno il 30 novembre. Il sindaco Sergio Abramo aveva deciso di chiudere con propria ordinanza anche l’infanzia, la primaria e la prima media che non non erano contemplate nella chiusura del Dpcm del presidente del Consiglio Giuseppe Conte a causa. «Avevo chiuso le scuole - ha detto Abramo nel corso di una conferenza stampa - a causa di questa situazione di arretrato dei tamponi e poi per mancanza del personale negli ospedali. Oggi la situazione è migliorata, quindi io sono per la riapertura». Le scuole di Catanzaro hanno, inoltre, aderito al bando fatto dall’Asp e 21 infermieri saranno distribuiti all’interno del sistema scolastico della provincia in ogni scuola. «Le scuole che avranno necessità - ha chiarito il sindaco - potranno fare il tampone nella classe e avranno a disposizione l’infermiere immediatamente. Contemporaneamente ho chiesto che vengano distribuiti i tamponi veloci, acquistati dalla Protezione civile e ne abbiamo oltre 10mila, per fare uno screening rapido nel sistema scolastico». Abramo si aspettava, «visto che giorno 3 dicembre bisogna riaprire le scuole superiori, un intervento anche sul sistema dei trasporti da parte della Regione, che si intervenisse sulla percentuale di capienza dei singoli mezzi, mentre siamo ancora all’80%. Così rischiamo dopo le feste di Natale di trovarci con la terza ondata».

Aumentano i guariti e diminuiscono i ricoverati ed i casi attivi in Calabria dove, nelle ultime 24 ore, sono stati individuati 307 positivi (-14 rispetto a ieri) e dove si sono verificati 4 decessi per un totale di 243. I guariti salgono a 4.146 (+314) mentre i ricoverati in rianimazione sono 42 (-5) e quelli in reparto 429 (-6). Stabili a 9.664 gli isolati a domicilio. I nuovi testati nelle ultime 24 ore sono 2.643 (+747) per un totale di tamponi fatti di 3.208 (+1.152). I casi attivi sono 10.135 (-11). I positivi dall'inizio della pandemia sono 14.524 con 340.065 soggetti testati e un totale di tamponi eseguiti di 348.247.

    Sono questi i dati giornalieri relativi all'epidemia da Covid-19 comunicati dal dipartimento Tutela della Salute della Regione.
    Territorialmente, dall'inizio dell'epidemia, i casi positivi sono distribuiti a: 
Cosenza: casi attivi 3. 345 (126 in reparto Azienda ospedaliera di Cosenza; 16 in reparto al presidio di Rossano e 11 al presidio ospedaliero di Cetraro; 16 in terapia intensiva, 3.176 in isolamento domiciliare); casi chiusi 852 (752 guariti, 100 deceduti). 
Catanzaro: casi attivi 1.510 (69 in reparto; 14 in terapia intensiva; 1.427 in isolamento domiciliare); casi chiusi 660 (603 guariti, 57 deceduti).
 Crotone: casi attivi 819 (40 in reparto; 779 in isolamento domiciliare); casi chiusi 348 (342 guariti, 6 deceduti). 
Vibo Valentia: casi attivi 648 (15 ricoverati, 633 in isolamento domiciliare); casi chiusi 228 (213 guariti, 15 deceduti). 
Reggio Calabria: casi attivi 3.500 (123 in reparto; 29 presidio ospedaliero di Gioia Tauro; 12 in terapia intensiva; 3.336 n isolamento domiciliare); casi chiusi 2.129 (2.065 guariti, 64 deceduti). Altra Regione o stato estero: casi attivi 313 (313 in isolamento domiciliare); casi chiusi 172 (171 guariti, 1 deceduto).
    I casi confermati oggi sono a .....  Cosenza 129, Catanzaro 36, Crotone 1, Vibo Valentia 6, Reggio Calabria 135.
    Dall'ultima rilevazione, le persone che si sono registrate sul portale della Regione Calabria per comunicare la loro presenza sul territorio regionale sono in totale 154.

IL commissario alla Sanità ancora non arriva. «La verità è che neanche Gesù Cristo accetterebbe un incarico del genere…», l'ha detto ieri un ministro all’Adnkronos,

 «LA REGIONE Calabria, i calabresi, devono sapere che il Governo c’è, e c’è su tutto: dall’emergenza sanitaria – che continueremo ad affrontare insieme con il sostegno delle forze armate, delle forze dell’ordine e di tutti i volontari – agli interventi strutturali».


Lo ha detto il ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia che ieri ha trascorso l’intera mattinata in Calabria per dimostrare la vicinanza dello Stato. Prima si è recato a Cosenza dove l’Esercito sta installando (dovrebbe essere operativo il primo dicembre) un ospedale da campo, poi ha sorvolato le zone alluvionate del crotonese ed infine ha coordinato via streaming dalla Cittadella regionale la conferenza Stato/Regioni. Merito del Ministro, quindi, quello di aver rappresentato plasticamente la vicinanza del Governo ad una regione per troppi anni dimenticata, ma tutto questo ai calabresi non basta. Non a caso sia a Cosenza sia a Catanzaro il Ministro è stato accolto da sit in, abbastanza partecipati vista la situazione, in cui si chiedeva la nomina immediata di un commissario che possa mettere in campo una strategia seria di contrasto al Covid.

In piazza si mescolava un po’ di tutto: i sindacati confederali, l’Usb, i ragazzi della sinistra antagonista e anche pezzi della destra che soffiano sul fuoco anti-governativo. Ma che l’esigenza di arrivare ad una conclusione sia diffusa lo dimostra anche la nuova nota diffusa dai vescovi calabresi. La Cec attraverso il vescovo di Catanzaro ha sottolineato come «l’errore più grave è delegare tutto ad uno, o a qualcuno, sperando che questo basti per cambiare».

Il Ministro sul punto però ha frenato; ha detto che il commissario non è questione prioritaria: «Dobbiamo occuparci di posti letto, tamponi, dobbiamo pensare alle famiglie che piangono i loro cari e agli operatori sanitari che rischiano la vita. Tutto questo lo facciamo indipendentemente dal commissario ad acta che non deve diventare una figura mitologica. Quando ci sarà, si occuperà del controllo delle procedure». Risposta diplomatica per nascondere l’impasse che si sta registrando sul punto. Una fase di stallo che non si capisce bene sia dettata dalla difficoltà di trovare qualcuno che accetti una poltrona che obiettivamente scotta oppure dal clima di scontro che si è registrato tra le componenti di maggioranza che sostengono il governo. «La verità è che neanche Gesù Cristo accetterebbe un incarico del genere…», ha detto ieri un ministro all’Adnkronos, confermando l’aria che tira. L’ultimo no sarebbe arrivato dall’ex prefetto di Roma Francesco Paolo Tronca. Lo ha detto anche il Ministro Speranza domenica sera a Che tempo che fa. A precisa domanda ha risposto che «c’è stata una discussione, ma non credo sia la soluzione definitiva». Subito dopo, però, è stato smentito dal suo braccio destro, il sottosegretario Pierpaolo Sileri il quale ha detto che su Tronca non c’è stata nessuna proposta ufficiale. Un po’ come per Gino Strada sul quale ieri Boccia è stato anche qui evasivo: «Fanno già un lavoro eccezionale a Milano, grazie alla loro rete riusciremo ad intervenire anche con medici, operatori ed un modello di intervento per gli ospedali da campo che ci potrà essere molto utile. Per questo ringrazio Gino Strada per quello che stano facendo e faranno».

Ma perché Gino Strada non può essere commissario? «Il commissario ad acta ha una funzione diversa», ha risposto lapidario. In ballo restano quindi il nome di Narciso Mostarda, neuropsichiatra infantile, e dg della Asl 6 di Roma e il Prefetto Luisa Latella attuale commissario dell’Asp di Catanzaro. Salvo eventuali sorprese visto che il dossier lo sta seguendo personalmente il premier Conte. Proprio il presidente del Consiglio ieri sera dalla Gruber ha detto che il nome del commissario c’è. Ovviamente se lo tiene ben stretto ma nel CdM di oggi dovrebbe chiudersi la partita. Un panorama che non rassicura per niente i calabresi visto che ..........

lunedì 23 novembre 2020

Coronavirus 59° vittima in calabria si tratta di una donna di Botricello deceduta all'ospedale Pugliese. Oggi Giornata funesta ben 17 vittime e 321 nuovi casi

 Cinquantesima vittima dallo scoppio della pandemia in Calabria. Si tratta di una donna di Botricello di 89 anni ricoverata nel reparto di Covid dell’Ospedale “Pugliese” del capoluogo, dove era stata ricoverata qualche giorno fa dopo aver contratto il virus.Il quadro clinico della donna si è aggravato con il passare dei giorni, fino al decesso sopraggiunto nella notte scorsa. I funerali si terranno oggi a Botricello nel pieno rispetto delle misure anti Covid e in forma privata.


Giornata tragica per il coronavirus in Calabria: sono 17 i morti in 24 ore, mentre 321 sono i nuovi positivi secondo quanto riporta il bollettino diffuso dalla Regione. 

In Calabria ad oggi sono stati sottoposti a test 337.422 soggetti per un totale di tamponi eseguiti 345.039 (allo stesso soggetto possono essere effettuati più test). Le persone risultate positive al Coronavirus sono 14.217 (+ 321 rispetto a ieri), quelle negative 323.205. Sono questi i dati giornalieri relativi all'epidemia da Covid-19 comunicati dal dipartimento Tutela della Salute. Territorialmente, dall’inizio dell’epidemia, i casi positivi sono così distribuiti: - Cosenza: casi attivi 3.226 (121 in reparto AO Cosenza; 16 in reparto al presidio di Rossano e 11 al presidio ospedaliero di Cetraro; 17 in terapia intensiva, 3.061 in isolamento domiciliare); casi chiusi 842 (743 guariti, 99 deceduti). Catanzaro: casi attivi 1.501 (72 in reparto; 17 in terapia intensiva; 1.412 in isolamento domiciliare); casi chiusi 633 (578 guariti, 55 deceduti). Crotone: casi attivi 893 (53 in reparto; 840 in isolamento domiciliare); casi chiusi 273 (267 guariti, 6 deceduti). - Vibo Valentia: casi attivi 646 (14 ricoverati, 632 in isolamento domiciliare); casi chiusi 224 (209 guariti, 15 deceduti). Reggio Calabria: casi attivi 3.567 (123 in reparto; 25 P.O di Gioia Tauro; 13 in terapia intensiva; 3.406 n isolamento domiciliare); casi chiusi 1.927 (1.864 guariti, 63 deceduti). Altra Regione o stato estero: casi attivi 313 (313 in isolamento domiciliare); casi chiusi 172 (171 guariti,1 deceduto). È compresa anche la persona deceduta al reparto di rianimazione di Cosenza che era residente fuori regione.

sabato 21 novembre 2020

‘Ndrangheta, corruzione e ruberie: dal 2000 Ecco l'elenco dei consiglieri regionali finiti nelle maglie della giustizia Tallini è solo l'ultimo del lungo, lunghissimo elenco.

 

Quello del presidente del Consiglio Regionale della Calabria, Domenico Tallini, è solo l’ultimo in ordine di tempo tra gli arresti di politici regionali calabresi.

 


Dalla Calabria al Parlamento 

Il lungo, lunghissimo, elenco è assolutamente variegato e bipartisan e, negli anni ha colpito politici che, dalla Calabria, hanno spiccato il volo verso il Parlamento. E’ il caso dell’ex senatore Antonio Caridi, attualmente imputato nel processo “Gotha” per la sua carriera da politico regionale e consegnatosi nel carcere di Rebibbia dopo che Palazzo Madama darà l’ok al suo arresto: fin dai tempi del consiglio comunale di Reggio Calabria, fino, poi, all’assessorato regionale, Caridi sarebbe stato a disposizione delle cosche e strumento attraverso cui la massoneria deviata avrebbe infiltrato le Istituzioni. Una sfilza di cariche locali, tra cui, ovviamente, quella di consigliere regionale, per l’ex senatore Pietro Fuda, attualmente indagato per concorso esterno in associazione mafiosa, proprio in combutta con la componente occulta della ‘ndrangheta, che sarebbe capeggiata dall’avvocato ed ex parlamentare Paolo Romeo. Coinvolti, invece, nello scandalo “Rimborsopoli” sulle spese pazze dei fondi del consiglio regionale, l’ex deputato Luigi Fedele e l’ex senatore Gianni Bilardi, entrambi con un passato in vari schieramenti, tra cui l’UDC e il Nuovo Centrodestra: agli atti dell’indagine, il video di una comica scena in cui un collaboratore di Bilardi riporta in Consiglio Regionale un televisore evidentemente acquistato con fondi pubblici ma utilizzato per fini privati. Il fatto avvenuto subito dopo l’interrogatorio di Bilardi, cui la Procura aveva contestato alcune spese sospette. 

Politici e  ‘Nrangheta

L’ombra della ‘ndrangheta aleggia su un numero enorme di politici regionali. Uno dei casi più inquietanti è quello di Mimmo Crea, condannato definitivamente per connivenza con le cosche della Locride: uno scenario, quello dei rapporti oscuri di Crea, che si inserisce nel contesto dell’omicidio dell’ex presidente del consiglio regionale, Franco Fortugno, assassinato a Locri nell’ottobre 2005. Dopo la morte di Fortugno, sarà proprio Crea (che era primo dei non eletti nella Margherita) a subentrare a Palazzo Campanella. Sarebbe stato, invece, un punto di riferimento per la ‘ndrangheta di Siderno, il consigliere regionale Cosimo Cherubino, socialista, e finito in carcere proprio con l’accusa di ‘ndrangheta. Accuse assai simili a quelle per cui verranno condannati definitivamente Franco Morelli e Santi Zappalà, entrambi esponenti del centrodestra nella Legislatura che inizia nel 2010 sotto la guida di Giuseppe Scopelliti. Morelli, con importanti aderenze in Vaticano, verrà punito per i suoi rapporti con la cosca Lampada, attiva sotto il profilo imprenditoriale a Milano e dintorni: un caso in cui emergerà (con una condanna definitiva) anche il ruolo dell’allora presidente della Corte d’Assise di Reggio Calabria, Vincenzo Giglio. Santi Zappalà, medico ed ex sindaco di Bagnara Calabra verrà addirittura pizzicato da cimici e telecamere del Ros dei Carabinieri ad acquistare pacchetti di voti nella abitazione storica della cosca Pelle, tra i casati storici della ‘ndrangheta.

Processi in corso

E’ davvero lungo l’elenco dei politici regionali attualmente a processo per presunti accordi con la ‘ndrangheta. Arresti e casi giudiziari aperti, quasi sempre, dopo la fine del mandato elettorale in Calabria. E’ il caso dell’ex sottosegretario regionale Alberto Sarra, per anni uomo forte di Alleanza Nazionale, che, al pari di Caridi, avrebbe fornito supporto alla masso-‘ndrangheta nei palazzi del potere. La cosca cosentina dei Lanzino-Ruà avrebbe invece condizionato le attività dell’assessorato regionale all’Agricoltura retto da Michele Trematerra, dell’Udc. Per anni esponente dell’Udc anche Gianni Nucera, uno dei più longevi per presenza nel Consiglio Regionale della Calabria: da testimone in un processo di ‘ndrangheta, Nucera riuscirà ad acquisire lo status di imputato per corruzione elettorale aggravata dalle modalità mafiose. In uno stesso procedimento imbastito dalla Dda di Reggio Calabria, denominato “Libro Nero”, sono invece imputati l’ex consigliere regionale, di Forza Italia e Fratelli d’Italia, Alessandro Nicolò, nonché l’ex assessore al Bilancio della Regione Calabria, Demetrio Naccari Carlizzi, un passato da uomo forte del Partito Democratico, e “renziano” della prima ora. Entrambi rispondono di una presunta vicinanza (e quindi sostegno elettorale) con l’importante cosca Libri, che ebbe un ruolo fondamentale nella guerra di ‘ndrangheta di Reggio Calabria e provincia, che lasciò sul selciato oltre 700 vittime. Nella stessa inchiesta è alla sbarra “solo” con l’accusa di corruzione anche l’ex capogruppo del Pd nel consiglio regionale, Sebi Romeo, sospettato di compravendita di notizie investigative riservate in combutta con un ufficiale della Guardia di Finanza. Un sospetto di ‘ndrangheta che aleggia (senza alcuna contestazione formale) sull’ex assessore regionale al Lavoro, Nino De Gaetano, di Rifondazione Comunista: i suoi “santini” elettorali verranno ritrovati nel covo del potentissimo boss Giovanni Tegano, arrestato dopo decenni di latitanza. Una circostanza non sufficiente per portare De Gaetano a processo per reati di ‘ndrangheta, ma “solo” per il caso dei rimborso elettorali: cifre enormi quelle contestate al “compagno Nino”, che nella sua vita ha dichiarato redditi solo dal Consiglio Regionale della Calabria.

‘Ndrangheta, palazzi e soldi

L’obiettivo della ‘ndrangheta è, quindi, quello di infiltrare le Istituzioni dove, evidentemente, circolano flussi di denaro importanti. E così l'ex assessore al Lavoro della Regione Calabria, Nazzareno Salerno, viene coinvolto nell’inchiesta “Robin Hood” sull'ingerenza della cosca di 'ndrangheta dei Mancuso di Limbadi (Vibo Valentia) nella gestione dei fondi della Comunità Europea diretti al sostegno economico di nuclei familiari in difficoltà. Stessa sorte per un altro ex assessore al Lavoro della Giunta Scopelliti, Francescoantonio Stillitani, imprenditore di successo nel settore turistico: nell’indagine “Imponimento”, curata dalla Dda di Catanzaro, retta da Nicola Gratteri, Stillitani è indagato per associazione mafiosa. Avrebbe, in particolare, pagato 10mila euro un pacchetto di voti fornito dalla cosca Anell-Furci del Vibonese.  Ma, come detto, l’interesse della ‘ndrangheta sulla politica sarebbe assolutamente bipartisan. La “sua” Rende è stata per un trentennio una roccaforte della sinistra: Sandro Principe è uno dei politici più influenti dell’intera provincia di Cosenza, capace di trasferire il proprio potere politico anche in seno all’Assise regionale. E proprio per le sue attività da sindaco di Rende è attualmente imputato perché, secondo le indagini dei carabinieri, anche sulla scorta delle dichiarazioni di diversi pentiti, la famiglia Lanzino avrebbe appoggiato la sua carriera politica. E sono gravissime le dichiarazioni dei pentiti anche nei confronti dell’ex consigliere regionale, il vibonese Pietro Giamborino: un soggetto a disposizione dei Piscopisani, dei Fiarè, di Saverio Razionale, dei Lo Bianco e Pantaleone Mancuso “Vetrinetta”. Tali accuse di affiliazione alla ‘ndrangheta sono confluite nel maxiprocesso “Rinascita-Scott”, il più grande mai imbastito nei confronti della criminalità organizzata calabrese.

Colletti bianchi 

Fedelissimo dell’ex governatore Oliverio, all’inizio del 2020, il consigliere regionale Giuseppe Aieta si è autosospeso dal Partito Democratico, facendo “outing” rispetto a una indagine che lo vede indagato per corruzione: Insieme a lui, sotto inchiesta per lo stesso reato, tra gli altri, sono finiti due sindaci del cosentino, e un imprenditore del settore sanità. Tutti quanti – sostiene la procura – hanno promesso ad Aieta voti e sostegno alle regionali del 26 gennaio scorso, in cambio di assunzioni, favori e interventi. E per i magistrati, Aieta avrebbe accettato.

A proposito di fedelissimi di Oliverio

Nella stessa inchiesta dove è coinvolto l’ex governatore, è imputato il suo spin doctor, l’ex vicepresidente della Giunta Regionale Nicola Adamo, uomo forte del Pd e sposato con la parlamentare Dem, Enza Bruno Bossio. I reati addebitati agli indagati vanno dall'abuso d'ufficio alla corruzione, dalla turbata libertà degli incanti alle frodi nelle pubbliche forniture, al traffico di influenze illecite, mentre invece è caduta l'accusa di associazione per delinquere, che era stata contestata, tra gli altri, a Oliverio ed Adamo. Tra le persone rinviate a giudizio, anche l’attuale consigliere regionale Luca Morrone, figlio d’arte, dato che il papà Ennio sarà consigliere regionale per diversi anni. Coinvolto anche il segretario del PSI, Luigi Incarnato, una vita nei palazzi del potere. Incarnato è commissario liquidatore della Sorical (la Società pubblica che gestisce le risorse idriche della Calabria). Nel 2001, Incarnato viene eletto in Consiglio regionale, dove ricopre il ruolo di vicepresidente della Commissione sviluppo economico. Nel 2005, invece, diventa assessore regionale ai Lavori pubblici nella Giunta di centrosinistra presieduta da Agazio Loiero. Nel 2016 è nominato commissario liquidatore della Sorical dal presidente della Regione, Mario Oliverio. In un’altra indagine, la Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria aveva chiesto per Incarnato l’applicazione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere, nell’ambito di un filone supplementare dell’inchiesta “Reghion”, che nel luglio del 2016 aveva scatenato una bufera giudiziaria sul Comune di Reggio Calabria. Il gip però ha considerato insufficienti gli indizi per giustificare la misura cautelare. Elementi sufficienti, invece, per arrivare alle condanne di Enzo Sculco, Franco La Rupa e Antonio Rappoccio. Il crotonese Sculco, condannato per concussione, per fatti antecedenti alla sua elezione in consiglio regionale: la figlia Flora siede tuttora in consiglio regionale, unica donna a Palazzo Campanella. Condanna e doppio arresto, invece, per l’ex sindaco di Amantea (in provincia di Cosenza), Franco La Rupa condannato per via dell'appoggio elettorale ricevuto alle Regionali del 2005 dal clan Forastefano di Cassano allo Ionio da lui ricambiato con ingenti somme di denaro. Recentemente, La Rupa è stato nuovamente arrestato (insieme al figlio) per i reati di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche relativa alla vendita di olio d’oliva con marchio biologico, frode nell'esercizio del commercio, trasferimento fraudolento di valori, autoriciclaggio, calunnia e tentata estorsione. Per truffa elettorale è stato invece condannato Antonio Rappoccio, per avere costituito alcune cooperative di giovani che lo avevano sostenuto elettoralmente, in cambio di fantomatici posti di lavoro.

Gli assolti 

Un elenco fatto comunque anche di assoluzioni e archiviazioni. E’ il caso di Franco Pacenza, già esponente di spicco dei Democratici di sinistra, arrestato e poi risarcito, fino ad arrivare alla nomina come consulente per la Sanità del governatore Mario Oliverio. O il caso dell’assessore Pasquale Maria Tripodi, arrestato dalla Dda di Perugia in un’inchiesta anti-‘ndrangheta, ma poi scarcerato, dato che l’arresto era stato “illegittimo”. E, ancora, il “re dello stoccafisso”, l’imprenditore Francesco D’Agostino, considerato vicino alla ‘ndrangheta della Piana di Gioia Tauro, prima indagato e poi archiviato: una pronuncia che, comunque, non gli permetterà di ripartire politicamente, dato che la sua candidatura verrà bloccata per ragioni di opportunità. Nello scandalo Anas della “Dama Nera” Antonella Accroglianò verrà invece assolto l’ex parlamentare Gigi Meduri, che dalle indagini della Procura di Roma era emerso come “consigliere” della donna, al centro del giro di tangenti. Dovrà invece aspettare la Corte di Cassazione l’ex parlamentare del Nuovo Centrodestra, Piero Aiello. Il senatore, ma con un passato in Consiglio Regionale, era accusato di aver incontrato i boss della ‘ndrangheta lametina, Giuseppe Giampà e Saverio Cappello, ai quali avrebbe chiesto i voti in occasione delle elezioni regionali del 2010: nel 2017 la fine della sua odissea giudiziaria.

Elenco lungo 

Al netto di assoluzioni, archiviazioni ed errori giudiziari, la lista dei politici calabresi coinvolti in indagini di un certo rilievo e, comunque, connesse all’attività istituzionale, potrebbe essere molto più corposa, arrivando a toccare e superare la quota di cinquanta. Oltre a quelli già menzionati, infatti, sono alcune decine i politici, tra consiglieri regionali ed ex consiglieri regionali, ancora coinvolti nel .......................

venerdì 20 novembre 2020

Ida Cavalcanti: chi è la moglie di Eugenio Gaudio e cosa c'è dietro la storia di non volersi trasferire a Catanzaro ?

 Eugenio Gaudio, nominato dal governo Conte il giorno prima commissario alla sanità in Calabria e dimessosi il giorno dopo con una giustificazione che ai più è sembrata surreale: "Mia moglie - ha spiegato a  Repubblica - non ha intenzione di trasferirsi a Catanzaro. Un lavoro del genere va affrontato con il massimo impegno e non ho intenzione di aprire una crisi familiare". 



Ida Cavalcanti: chi è la moglie di Eugenio Gaudio e cosa c'è dietro la storia di non volersi trasferire a Catanzaro

Oggi i giornali approfondiscono la vicenda e raccontano ulteriori dettagli su una storia che ha molti elementi che non quadrano. La moglie di Gaudio si chiama Ida Cavalcanti ed è di Cosenza, come il marito che questa settimana lascerà l'incarico di rettore a La Sapienza alla neoletta Antonella Polimeni. Ai più la questione della moglie è sembrata una scusa, tanto più che dopo la sua nomina Gaudio era stato attaccato dal MoVimento 5 Stelle perché è indagato per un concorso universitario a Catania. Ma lui con il Corriere della Sera taglia la testa al toro anche su questa vicenda: "Nel pomeriggio (di ieri, ndr) il mio avvocato mi ha comunicato che il procuratore ha depositato la richiesta di archiviazione nei miei confronti. Dai tabulati risultava del resto la mia estraneità alla vicenda". E dice anche che non c'entra nulla il campanilismo, visto che non è vero che entrambi sono tifosi "sfegatati" del Cosenza: nessuno dei due segue il calcio. Aggiunge anche di non aver detto sì alla nomina ma di aver chiesto a Giuseppe Conte, che conosce ma di cui non è amico, il tempo di valutare anche se nel frattempo la sua nomina è stata deliberata dal Consiglio dei Ministri. 

Ma allora cosa c'è dietro la storia di non volersi trasferire a Catanzaro? Il Corriere, riportando l'assunzione di responsabilità del premier sul pasticcio dei tre commissari in sette giorni ("Mi assumo tutta la responsabilità dei passi falsi"), suggerisce che possano aver pesato i sospetti sul concorso alla Sapienza al quale Conte voleva partecipare con Gaudio rettore. Ma qui è Conte stesso a smentire: "Io posso allontanare i sospetti, ma è difficile allontanare le stupidaggini. Mai avuto rapporti col rettore Gaudio da candidato". E c’entra qualcosa Arcuri, altro calabrese? "No, Gaudio è un nome che lievita da solo. Non fantastichiamo". Secondo il Messaggero invece dietro il no di Gaudio c'è la guerriglia del M5S:

Gaudio ha rinunciato perché il calabrese Morra - presidente grillino della Commissione Anti-Mafia - e gli altri 5 stelle lo hanno subito messo nel mirino giustizialista. [... ] . E più che il volere della sua signora, può entrarci semmai - nella rinuncia - la non chiarezza dei compiti che gli sarebbero spettati e l’indefinita presenza o l’ombra ingombrante di Strada e dei suoi fan non sembrano il massimo per chi ha bisogno invece di una situazione limpida per svolgere al meglio la propria difficile funzione.

Chi sarà il nuovo commissario alla sanità in Calabria

Intanto, mentre Il presidente di Regione Nino Spirlì si oppone con il corpo all’arrivo di Gino Strada, secondo Repubblica in pole ora c’è Federico Maurizio D’Andrea, manager calabrese trapiantato a ......

Triste ricorrenza per la città di Sersale. Artefice in negativo Tallini il quale nello stesso giorno del suo arresto un anno fa causò la disfatta sulla gestione "Valli Cupe"

 L'attenta e dettagliata riflessione del primo cittadino di Sersale Avv. Salvatore Torchia.

Un anno fa, proprio il 19 novembre, il Consiglio Regionale della Calabria, scriveva, per la nostra Città, una brutta pagina (certo, di belle il consiglio regionale della Calabria, almeno negli ultimi tempi, non ne ha scritte molte).



Il consigliere regionale Tallini, oggi presidente del consiglio regionale, dai banchi dell'opposizione con il sostegno determinante dell'allora maggioranza di centro sinistra, faceva approvare la legge che "cacciava" (primo caso nella storia del regionalismo calabrese) un ente pubblico ( il Comune di Sersale) dalla gestione di un ente di diritto pubblico (la Riserva delle Valli Cupe), sostituendolo con un soggetto privato (Legambiente Calabria).
In pochi mesi, se non giorni, Tallini ha portato a termine con feroce determinazione, sicuramente degna di miglior causa, un'azione legislativa che ha offeso un' amministrazione comunale ed un'intera comunità.
Ad oggi, a distanza di un anno, nonostante la buona volontà messa in campo dai nuovi rappresentanti di
Legambiente Calabria
(persone assolutamente perbene e leali), il nuovo gestore non è ancora riuscito a diventare pienamente operativo ed in linea con le aspettative e con i programmi da portare avanti.
La novità dell'esperienza e, soprattutto, la pandemia che di questo anno ne ha occupato più di due terzi, hanno rallentato il cammino del nuovo gestore.
Nonostante ciò la stagione estiva, nella pausa concessa dalla pandemia, ha fatto registrare presenze importanti nei nostri siti e nel nostro centro abitato, in linea con gli standard's degli anni precedenti, forse anche di più, con indubbi vantaggi per ristoratori, operatori commerciali e fornitori di servizi turistici.
Desidero ringraziare, a tal proposito, i bravissimi ragazzi della Cooperativa Segreti Mediterranei, con il Presidente
Francesco Amato
e
Carmine De Fazio
, che non si sono persi d'animo ed hanno proseguito con la solita professionalità ed il solito amore per i nostri gioielli della natura, ad accogliere ed accompagnare turisti e visitatori.
Da veri co-protagonisti, quali sono stati e sono ancora, della creazione del fenomeno "Valli Cupe", hanno avuto ancora fiducia nelle loro forze, nelle loro conoscenze e nel loro entusiasmo sostenuti, come avviene ormai da oltre 18 anni, dall'amministrazione comunale e dal sottoscritto.
Il sottoscritto, come avviene ormai da oltre 18 anni, ha dimostrato di avere MANI E BRACCIA LUNGHE ED ACCOGLIENTI che hanno dispensato sostegno ed affetto nella costruzione di un virtuoso cammino anche a chi non lo meritava, anche a chi con MENTE E CERVELLO CORTO (mutuando da buffe fantasticherie), quel cammino lo ha cosparso di frutti avvelenati coltivati nel suo personale FRUTTETO.
Se solo il consigliere Tallini avesse impiegato un decimo della determinazione e della ferocia che ha impiegato, da consigliere regionale di opposizione, nell' oltraggio al Comune di Sersale, per incalzare il Commissario alla Sanità della CALABRIA a fare quanto era nelle sue competenze per fronteggiare la pandemia e per tutelare il diritto alla salute dei calabresi, forse avremmo visto un'altra storia, forse un po' meno tragica di quella che stiamo vivendo sulla nostra pelle.
Invece no, il Presidente Tallini aveva altre cose cui pensare, per esempio aveva da pensare di fare approvare la vergognosa legge sui vitalizi, quella che "si illustrava" da sola, poi precipitosamente abrogata dopo la sollevazione popolare; aveva da fare infornate di nomine di portaborse, autisti e portaborse di portaborse fino all'ultimo giorno utile della consiliatura.
Non aveva tempo per occuparsi della salute dei calabresi, esercitando il potere ispettivo e di controllo spettante ad un consigliere regionale, ancor più se Presidente del consiglio, per incalzare il Commissario alla Sanità della Calabria.
Penso che per questi personaggi e per tutti quelli che stanno animando il dibattito nazionale sulla nostra martoriata Calabria per vicende che se non riguardassero un tema così importante come la salute dei calabresi, sarebbero grottesche e farsesche, l'unica parola da pronunciare è: VERGOGNA!!!
E l' unico verbo, da coniugare all'imperativo presente è: VERGOGNATEVI!!!
P. S. Il post lo avevo impostato ieri sera e l'ho lasciato come lo avevo scritto, senza aggiornamenti derivanti dalle notizie di cronaca giudiziaria di questa mattina che per una curiosa coincidenza, forse animata da mano divina, giunte proprio nella giornata del primo anniversario (non proprio da festeggiare, ma da ricordare si) di quella brutta legge. Auspico che ....


la Magistratura, nei cui confronti nutro grande stima, faccia piena luce su tutto.
E, comunque, non mi è mai piaciuto e non mi piace gioire sulle sventure altrui, anche se meritate. Sono una persona perbene!!!

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