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domenica 20 marzo 2011

San Giuseppe Protettore dei lavoratori, dei falegnami, della buona morte.

Ben poco si sa della vita di S. Giuseppe
Giuseppe nacque probabilmente a Betlemme, il padre si chiamava Giacobbe (Mt 1,16) e pare che fosse il terzo di sei fratelli. La tradizione ci tramanda la figura del giovane Giuseppe come un ragazzo di molto talento e un temperamento umile, mite e devoto.
Giuseppe era un falegname che abitava a Nazareth. All’età di circa trenta anni fu convocato dai sacerdoti al tempio, con altri scapoli della tribù di Davide, per prendere moglie. Giunti al tempio, i sacerdoti porsero a ciascuno dei pretendenti un ramo e comunicarono che la Vergine Maria di Nazareth avrebbe sposato colui il cui ramo avrebbe sviluppato un germoglio. "Ed uscirà un ramo dalla radice di Jesse, ed un fiore spunterà dalla sua radice" (Isaia). Solamente il ramo di Giuseppe fiorì e in tal modo fu riconosciuto come sposo destinato dal Signore alla Santa Vergine.
Egli visse nell'ombra, modestamente, sempre pronto ad ubbidire agli ordini del Signore per proteggere l'infanzia e la prima giovinezza di Gesù.
Non esitò, davanti ai comandi divini, a lasciare il 'suo paese e la sua casa e a fuggire in una terra straniera dove rimase finché in Palestina ci fu pericolo per il piccolo Gesù.
Per un nuovo comando divino, ritornò dall'esilio e fu l'affettuoso padre di Gesù e suo maestro nel lavoro di falegname fino alla morte: una morte serena, nella sua casa, fra i suoi cari.
Fu un uomo buono, mite, giusto.
E' il protettore dei lavoratori e, in particolare, dei falegnami.
La vita santa di S. Giuseppe, l’assistenza di Gesù e di Maria, tutto contributi a rendere la sua morte preziosa agli occhi del Signore.
La Chiesa paragona quella morte, ora ad un sonno pacifico, come quello di un fanciullo che si addormenta sul seno di sua madre; ora ad una fiaccola odorifera, che si consuma a misura che arde, e che muore, esalando il profumo soave che penetrava la sua sostanza. La morte dei Santi è sempre invidiabile, perché tutti muoiono nel bacio del Signore; ma quel bacio non ha che un dolce e prezioso sentimento di amore. Ma Giuseppe mori veramente nel bacio del Signore, poiché spirò nelle braccia di Gesù. E se, come crediamo, egli ebbe l’uso dei sensi e della parola sino all’ultimo sospiro, il quale non poteva essere che un sospiro o una slancio d’amore, come non avrà egli coronato una vita cosi santa, se non col pronunciare i nomi sacri di Gesù e di Maria? O morte beata! Se non posso, come Giuseppe, spirare tra Gesù e Maria, visibili ai miei sguardi, possa io almeno, sulle mie labbra moribonde, unire il vostro nome, o Giuseppe, ai nomi di Gesù e di Maria! La santa morte di Giuseppe ha prodotto preziosi frutti sulla terra, che fu come aromatizzata dal soave profumo che lascia di sé una santa vita, ed una santa morte, e diede ai cristiani un potente protettore in Cielo presso Dio, specialmente per gli agonizzanti. Chiunque invochi S. Giuseppe nell’ultima battaglia, sia pur violenta, riporterà vittoria. Beato perciò chi ripone la sua confidenza in questo santo Patriarca, ed unisce spirando il nome santo di Giuseppe ai dolcissimi nomi di Gesù e di Maria.Tutto il mondo cristiano lo riconosce avvocato degli agonizzanti, e pertanto della buona morte. Giuseppe figlio di Giacobbe, soccorreva nel tempo della carestia gli Egiziani distribuendo loro il grano che aveva raccolto; ma per soccorrere i propri fratelli, fece di più non contento di aver riempito i loro sacchi di frumento, vi aggiunse il prezzo del medesimo. Cosi farà certamente il nostro glorioso S. Giuseppe; con quale generosità non tratterà i suoi devoti? Ah si, al momento della loro estrema necessità, al punto di morte, egli saprà ricompensare i devoti omaggi con cui sarà stato onorato.

10 commenti:

  1. Una buona domenica a tutti domani inizia ufficialmente la primavera speriamo che porti un pò di calore nei nostri cuori spesso freddi per colpa di un inverno che non vuole mai andare via.

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  2. buona domenica a tutti i visitatori del blog
    ciao a tutti
    Maria

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  3. buona domenica sellia don francè ni manchi

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  4. La campana suona annunciando la domenica del SIGNORE anche se don Francesco è andato via andiamo tutti a messa.

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  5. certo don Maurizio è diverso da don Francesco ma come primo impatti sembra un buon sacerdote, dove ancora conoscerci,ma da quel poco che ho parlato con lui sembra molto legato alle tradizioni rispettando i vari rituali

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  6. Si chiude un periodo mentre se ne apre un altro gli errori sono stati commessi da entrambi le parti. Noto ultimamente che ci stiamo troppo autodenigrando, in tutte le parti succedono queste cose

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  7. e viva Dio che si è diversi. ognuno ha i suoi pregi e difetti. è giusta dare ai nuovi la possibilità di inserirsi. in questa prima settimana tante cose sono combiate. le tradizioni non le toccheranno di sicuro, anzi ne incrementeranno di nuove ma già dalla Chiesa stanno scomparendo alcune cose che erano state messe come il bellissimo quadro del Gesù misericordioso ai piedi dell'altare, oppure il mantello rosso, offerto in voto da una persona della comunita alla statua dell' Ecce homo. Poi un'altra bella novita. una persona che ha pianto tanto per don Francesco adesso addirittura pare sia diventato sacrestano onnipresente. complimenti e auguri per il nuovo incarico. comunque auguro buon lavoro ai nuovi. vediamo cosa si dirà nella prima riunione del consiglio pastorale. forse addirittura si organizzerà la via crucis con le comparse, il venerdì santo, quando un mese e mezzo fa, quando siamo stati convocati dal nostro ex parroco era stato detto che non c'era tempo. vedremo... io sarò lì ad ascoltare. baci baci a tutti

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  8. Sarai li ad ascoltare ma mi auguro anche ad informarci. Sellia possiede un patrimonio storico religioso enorme,niente deve scomparire ma anzi va incrementato. Ma qui invece si inizia male

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  9. possiamo parlare sino a domani ma meglio di don francesco sarà impossibile....ciao don resterai sempre nei nostri più cari ricordi

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  10. a onor del vero bisogna dire che i nuovi sac. hanno confermato il programma della quaresima che si era stilato con il nostro don Fra. per qanto riguarda il quadro era stato chiesto se lo si poteva rimettere sotto l'altare una volta tolta la tovaglia di San Nicola. la risposta è stata da uno dei 2: troveremo un posto migliore.
    comunque i nuovi hanno deciso di attirare la nostra simpatia con delle cene periodiche in canonica

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