L'AZIONE PER DANNO AMBIENTALE SPETTA UNICAMENTE ALLO STATO
Nota stampa del Sindaco di Simeri Crichi, Marcelle Barberio
di amici del web, che denunciano una supposta inerzia
dell'Amministrazione comunale nel nascente processo a carico di 8 indagati (non ancora rinviati a giudizio)
per lo smaltimento di percolato nel fiume Alli.Cosa ovviamente gravissima e da perseguire con
rigore, nei modi e con le garanzie
costituzionali. Da semplice sindaco sono costretto a rammentare che la
materia del danno ambientale è disciplinata
dal D.Lgs. 152/2006,il quale, all’art. 309, precisa che il
potere di agire per il risarcimento del danno
ambientale è riservato allo Stato, in particolare al
Ministero dell'Ambiente. Anche con l'esercizio
dell'azione civile in sede penale. Gli enti territoriali minori (Comuni, Province,Regioni)
possono sollecitare l'intervento ministeriale, tramite la Prefettura. In concreto è possibile chiedere alla
Regione Calabria (proprietaria dell'impianto di Alli), oltre che alla Provincia e
all’Arpacal (cui è demandato il controllo), al
Commissario per l'emergenza ambientale e alla Procura della
Repubblica di conoscere (anche con
una richiesta di accesso agli atti) se sussista il danno e
la contaminazione del sito. Ad un incontro in
prefettura ancora non si avevano riscontri analitici sulla
contaminazione.
Ribadisco, l'azione risarcitoria del danno ambientale è
dello Stato, mentre tutti gli altri soggetti
possono chiedere il risarcimento dei darmi patrimoniali,
"solo ed esclusivamente se abbiano dato
prova di aver subito la lesione di altri diritti
particolari, diversi dall'interesse pubblico". In altri
termini, per il Comune sussiste la legittimazione al
processo solo ex art.2043 cc, per ottenere,
ribadiscono la norma e la sentenza, l'eventuale risarcimento
del danno patrimoniale e non già di
quello ambientale..Direbbero meglio i miei interpellanti (quasi tutti avvocati)
che il Comune non può agire
proprio in un ambito riservato al Ministero. Nella prossima seduta, il Consiglio Comunale sarà chiamato a
determinarsi nell’esclusivo interesse dell'Ente, senza clamori e nel rispetto di tutti,
valutando anche la legittimità della costituzione di parte civile nel richiamato processo penale,
a partire dall'udienza dell' 11
febbraio 2013 e magari a seguito degli accertamenti
conseguenti all'accesso agli atti del processo. In
quella sede i consiglieri interroganti potranno chiarire
meglio il senso della
loro richiesta e anche le
ragioni del loro silenzio quando questo sindaco ha
protestato energicamente contro l'ipotesi di
realizzare sulla discarica di Alli un depuratore a servizio
della città di Catanzaro. In materia di
ambiente non vale il gioco delle parti e neanche il vezzo
della carezza nel verso del pelo del
clamore.
Il sindaco di Simeri Crichi
Marcello Barberio